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Archivio 2 Maggio 2005

ATTUALITA’ – Bilancio positivo per la prima fiera nautica

2 Maggio 2005 Commenti chiusi


BILANCIO POSITIVO PER LA PRIMA FIERA NAUTICA
Sant’Antioco. Gli organizzatori già pensano di trasformarla in appuntamento annuale.

- da L’ UNIONE SARDA del 28/04/2005 -

Grande successo per la prima edizione della fiera nautica di Sant’ Antioco che si è svolta domenica e lunedì scorso. Per due giorni il lungomare è stato affollato come non mai. Migliaia di persone hanno passeggiato tra le banchine del porticciolo turistico ammirando decine di gommoni, motoscafi e motori marini di ogni tipo e potenza. «È stata l’occasione per presentare i servizi in campo del turismo nautico – dice Valentino Cabiddu, responsabile della Solkymar che gestisce il porticciolo turistico – offerti non solo dall’ approdo turistico ma in vari modi da tutta la città». In piazza Ferralasco invece sono stati numerosi gli stand che hanno esposto prodotti dell’artigianato locale. Nel corso della fiera pare che i cinquanta espositori abbiano concluso importanti transazioni e la manifestazione ha dato spazio anche all’ esposizione di auto e moto ma anche di vecchie Fiat “Cinquecento”, mini moto d’ acqua e persino una prova di vecchie lambrette. Particolarmente gettonate le motovedette di guardia costiera e del reparto navale della Guardia di finanza. Marinai e finanzieri hanno dovuto organizzare dei gruppi di una decina di persone ciascuno per far salire a bordo e visitare il mezzo navale attraccato per l’occasione in banchina. Affollati anche gli stand di promozione turistica e quella di marinai d’ Italia, mentre in un altro box si stampavano magliette e cappellini con scritte sul tema della manifestazione. «Un’ occasione stupenda - dice Massimiliano Grosso operatore di servizi turistici – per far conoscere almeno con i depliant e materiale di promozione la nostra città e la nostra isola». Un via vai incessante ha animato poi le postazioni di alcune cooperative di pescatori e produttori di tonno e affumicati di mare dove si offrivano assaggi di musciame e tonno sott’ olio o affumicato che hanno fatto scoprire, specialmente ai forestieri, bontà e sublimi sapori del mare locale. «Nello stand pesca-turismo abbiamo servito circa tremila assaggi tra tonno e musciame - dice Anna Salis – è stata una piacevole sorpresa vedere tanta gente alla scoperta dei nostri sapori e della nostra città». Soddisfatti gli organizzatori della fiera che stanno già pensando di riproporla. «Abbiamo avuto anche l’apprezzamento dell’amministrazione comunale – confida Marco Uras, uno degli organizzatori – non ci aspettavamo un successo di questa portata». Il neo comitato per lo sviluppo turistico commerciale di Sant’ Antioco ha iniziato dunque con il piede giusto organizzando un evento, con il patrocinio del Comune e la collaborazione della Pro Loco. «Un esordio positivo perché i vari operatori economici che hanno aderito al comitato - conclude Patrizia Puddu, componente del comitato – si sono resi conto che era arrivato il momento di parlare meno ed agire di più ».

[Tito Siddi]

Da L’ UNIONE SARDA del 28/04/2005
Riferimenti: L’ UNIONE SARDA

ARTICOLI – Nuova provincia del Sulcis Iglesiente. Quale ruolo per Sant’Antioco?

2 Maggio 2005 Commenti chiusi

Nuova provincia del Sulcis Iglesiente. Quale ruolo per Sant’ Antioco?
Scritto da Nur – Giovedì 07 Aprile 2005 su LaNostraSardegna

La nuova provincia del Sulcis Iglesiente è ormai una realtà.
Per quanto in grave ritardo rispetto alle istanze ed alle aspettative delle popolazioni sulcitane e per quanto Ente ancora “virtuale” perché dotato inizialmente di pochi fondi e con al suo attivo il Consiglio Provinciale e poco altro, nondimeno siamo sicuri che esso entrerà rapidamente nel novero delle realtà con cui confrontarsi.
Ciò sia per le funzioni molto importanti che alle Province sono assegnate dalla legge di riforma delle Autonomie Locali sia per l alto valore aggiunto che il territorio potrà conseguire da un riavvicinamento dei centri decisionali alle istanze dei cittadini che lamentavano, a partire proprio dai “primi cittadini”, un diffuso disinteresse da parte delle province “madri” oltre che un più serio drenaggio di fondi a vantaggio delle aree “metropolitane”. E pertanto a dir poco stupefacente la retromarcia ingranata dagli amministratori di diversi comuni (tra i quali non ultimo quello di Sant Antioco) che hanno levato gli scudi predicando linutilità se non addirittura la dannosità del nuovo ente intermedio.
Non era forse risaputo e prevedibile che lo Stato non avrebbe, almeno all inizio, tirato fuori un euro per finanziare le nuove province e che ci si sarebbe dovuto dividere i pochi fondi disponibili con quella di origine?
O era meno noto il fatto che il proliferare degli enti sarebbe entrato in contrasto con il sistema istituzionale e le realtà esistenti come le Comunità Montane? O forse non si era a conoscenza che realtà povere e depresse come le nostre avrebbero avuto serie difficoltà di autogestione senza fondi sufficienti?
La battaglia quindi è stata condotta non tanto sul piano della perfetta, completa praticabilità ed opportunità economico/istituzionale, ma bensì sul piano della inderogabile esigenza di autogoverno dei territori alla quale sacrificare eventuali perplessità che, al limite, andavano espresse per tempo in un serio dibattito aperto.
Quando invece si doveva votare con in mano il vessillo della legge regionale istitutiva della nuove province ben poche voci si sono levate a negarne l’utilità e l’opportunità di istituirle.
O forse invece ci è resi conto che la creazione di nuove realtà istituzionali avrebbe scompaginato tutti gli assetto consolidati dei poteri e che dal nuovo equilibrio nessuno avrebbe avuto la certezza della rielezione e della praticabilità delle proprie ambizioni personali? Qualunque sia il motivo si comprende allora il disinteresse totale di tali amministratori per la nuova realtà provinciale che interessa, semmai, solo per gli aspetti elettorali e di canalizzazione del voto che comporta.
Sarà senz altro compito delle forze politiche, anche e forse unicamente di opposizione (almeno a Sant Antioco) a questo punto, tutelare gli interessi delle popolazioni sulcitane che da sempre rivendicano un ruolo da protagonisti delle decisioni che gli competono e riempire di contenuti il nuovo ente che dovrà essere il vero motore dello sviluppo del nostro territorio. Anche perché chi osteggia la nascita di un ente “reale” avrà buon gioco a dimostrare l inutilità dell ente dopo averlo reso unicamente un serbatoio elettorale e una fucina di belle poltrone o per dirla con un termine sempre attuale un “carrozzone”. Per impedire questo difficilmente desiderabile risultato occorre allora ricordare che il nuovo ente nasce all insegna del decentramento, inteso non solo come quello preteso dai capoluoghi di provincia “in pectore” ciascuno per il proprio “campanile” ma anche e soprattutto quello preteso a buon diritto dal territorio nel suo complesso. Un territorio che chiede centri decisionali vicini ai cittadini accompagnati da deleghe funzionali e risorse per lo sviluppo delle grandi potenzialità di cui ancora si attende una adeguata espressione. In questa ottica è nostra ferma intenzione porre allattenzione di tutto il territorio il ruolo che chiediamo per Sant Antioco. Un ruolo non secondario all insegna di una provincia davvero policentrica. Non è, non vuole essere l ennesima pretesa campanilistica volta a raccattare la presenza di qualche ufficio se non di qualche assessorato e sappiamo bene che i critici (che immaginiamo risiedere idealmente a Carbonia ed Iglesias) porranno questo tipo di obiezioni. Si chiede invece che tutto il territorio sia reso partecipe a vario titolo di un processo di sviluppo che deve coinvolgere ogni forza ed ogni volontà positiva di cambiamento. Abbiamo a tal proposito innumerevoli esempi di sviluppo monocentrici, basati sul traino delle città sempre protagoniste, nel bene e nel male, delle sorti delle periferie, urbane e non.
Ciò conduce alla desertificazione umana, morale e culturale dei territori circostanti che acquistano e mantengono senso unicamente in quanto rapportati minoritariamente al centro urbano di riferimento. Questa prospettiva non è neppure immaginabile per una città come Sant Antioco, Sa Idda, da millenni centro principale e motore dello sviluppo non solo economico del territorio e oggi terza città della nuova provincia ma seconda a nessuno per tradizioni, cultura, patrimonio naturale e sociale. O desideriamo invece che Sant Antioco rinforzi il novero delle cittadine dell hinterland del capoluogo attuale, splendidi dormitori senza vita e senza anima?
Luogo in cui passare una bella serata o una bella giornata al mare ma privo di interesse per altri versi? Non desideriamo questo futuro e riteniamo che Sant Antioco possa, a pieno titolo e con pari dignità, essere inserita tra i centri di valenza provinciale che saranno gambe e braccia del nuovo ente intermedio.
Non è superfluo a questo punto argomentare la richiesta:
1) Sant Antioco è il porto del Sulcis Iglesiente, centrale rispetto al territorio ed è lunico porto tra gli altri della zona ad avere l accesso diretto al golfo di Palmas, notoriamente uno dei piu sicuri di tutto il mediterraneo;
2) Al porto sono legate importanti attività economiche come la pesca, la cantieristica, il turismo diportistico, le attività sportive.
3) SantAntioco è di gran lunga il centro con il patrimonio culturale più importante del Sulcis, abitato da millenni e dove sono transitate tutte le più importanti culture del mediterraneo che vi hanno lasciato segni indelebili dall inestimabile valore;
4) SantAntioco è il centro vitivinicolo tra i più importanti nel Sulcis, peraltro tutto votato alla produzione enologica; l isola consta di due cantine sociali sulle tre insistenti nel territorio ed è l unica realtà sarda a godere della caratteristica ormai rarissima in tutta europa del “piede franco”;
5) Possiede, in condominio con altri comuni, una delle più grandi ed importanti zone umide della Sardegna e di tutto il Mediterraneo su cui tra l altro insistono le saline che opportunamente rilanciate possono essere di grande importanza economica per tutto il territorio.
E ipotizzabile, nell ambito di queste che sono alcune delle aree di eccellenza pertinenti a Sant Antioco, individuare delle competenze che non siano gestite da altri centri urbani della zona senza averne titolo?
Domanda non retorica e risposta semplice: quella che vorremmo sentire anche dai rappresentanti delle istituzioni cittadine, chiuse nel loro rifiuto del nuovo ente e cavallo di troia di coloro che, nelle province madri, seminano dubbi e teorizzano marce indietro a questo punto impensabili.
Riusciremo a vincere questa battaglia ed a coinvolgere anche i riottosi o resteremo emarginati in uno splendido isolamento?

[ Nur ]

su www.lanoatrasardegna.com
Riferimenti: LaNostraSardegna

GRANDE SUCCESSO – Tiratura Prima Settimana: 810 visite !!!

2 Maggio 2005 Commenti chiusi

LA GAZZETTANTIOCHENSE
TIRATURA PRIMA SETTIMANA – 810 VISITE !!!

Incredibile quanto inaspettato questo grande successo per LA GAZZETTANTIOCHENSE !
Nella sola prima settimana sono state più di 800 le visite al giornale-blog, segno della voglia di tante persone di qualcosa di nuovo, di un vero e proprio giornale che parli del nostro paese, Sant’ Antioco e del nostro territorio.

Ringraziamo tutti quelli che in questi nostri primi giorni di vita ci hanno fatto visita e siamo fiduciosi che in futuro i nostri lettori aumenteranno sempre di più e contribuiranno alla crescita del giornale.

CERCHIAMO COLLABORATORI !!!
ASPETTIAMO I VOSTRI ARTICOLI E I VOSTRI INTERVENTI.
ASPETTIAMO LE VOSTRE LETTERE.
ASPETTIAMO LE VOSTRE FOTO.

Un saluto e un ringraziamento a tutti.

La Redazione

CULTURA – I libri di Sant’ Antioco

2 Maggio 2005 Commenti chiusi


RECENSIONE

ARTISTI ANTIOCHENSI
Gian Paolo Piras
Beronice Editore (Sant Antioco)

Tutti i paesi, grandi e piccoli, possiedono una delicata anima artistica, espressione di spiriti illuminati ed ispirati.
Il professor Gian Paolo Piras, già docente per tantissimi anni presso le scuole di Sant Antioco, nonché autore di numerose opere e rappresentazioni teatrali, vuole presentare tramite questo libretto tutti questi artisti, più o meno noti, che hanno come denominatore comune il nostro territorio, il nostro paese, Sant Antioco. Da questa pregevole idea nasce questo libro, pubblicato dalla casa editrice Beronice, fondata dallo stesso Piras.
Il libro è senza dubbio interessante. Sono molte le notizie sugli “artisti antiochensi” che emergono dalle pagine di questa opera. Ci sono piccole biografie e ci sono diverse poesie, portate ad esempio della vena artistica degli autori presentati nel libro. Un volume perciò degno di nota e da leggere, soprattutto per tutti coloro interessati alla memoria storica del paese, ma non solo. Anche chi vuole solo farsi una semplice idea del tipo di retroterra culturale che si nasconde dietro le opere di alcuni personaggi che ci sono (o ci erano) compaesani.
Così giungono a conoscenza del lettore opere di artisti eclettici e raffinati, operanti nelle diverse forme artistiche. Scultori, poeti, narratori. Purtroppo le descrizioni e le biografie sono piuttosto brevi e scarne, ma dal volume fuoriesce comunque un senso generale di estasi artistica che caratterizza tutti gli artisti elencati.
Un elogio, dunque, all arte antiochense in tutte le sue forme e sfaccettature.
Molto interessanti anche gli “Atti del I° Convegno di studi POESIA E TEATRO DEL 900 IN SARDEGNA”, svoltosi a Sant Antioco il 21 Settembre del 2002, presentati nelle ultime pagine del volume.
Se questo interessante volumetto è senza dubbio da elogiare, non fosse altro per la volontà di divulgazione culturale intrinseca alla iniziativa di professor Piras, ben diverso è il giudizio rispetto ad altre caratteristiche del libro.
Capiamo benissimo che, con tutta probabilità, le possibilità economiche della casa editrice sono limitate, ma la presentazione grafica ed esteriore del volume appare piuttosto modesta e, diciamolo pure, alquanto brutta. È questa una pecca che si riscontra in altri volumi della casa editrice di Sant Antioco; una più attenta cura della presentazione grafica non guasterebbe insomma.
Se comunque possiamo sorvolare sugli aspetti grafici ed esteriori appena descritti (per i quali però ci aspettiamo un miglioramento nelle prossime uscite della casa editrice), non altrettanto clementi possiamo essere verso la presenza dell enorme numero di errori presenti all interno del libro. Non parliamo di errori nel contenuto del libro (non ci permetteremmo mai!), quanto piuttosto di errori di battitura, di grafica. Ci sembra che il volume sia pieno di “svarioni grafici” che si sarebbero potuti benissimo evitare con una maggiore attenzione da parte degli incaricati alla pubblicazione.
Un consiglio ? La prossima volta, prima di dare alle stampe un libro, la casa editrice cerchi di dare una visione finale alle opere, in modo da correggere gli errori contenuti nei testi. Ne guadagnerebbe la qualità generale delle opere e, perché no?, anche la veste esteriore. Non ci aspettiamo che una piccola casa editrice assuma un “correttore di bozze”, ma almeno una migliore attenzione a quanto viene pubblicato possiamo attendercelo, o no ?
Detto questo non vogliamo togliere assolutamente valore a questa pregevole opera, che contribuisce ad aumentare le nostre conoscenze verso gli aspetti culturali del nostro territorio e, altresì, ci fa conoscere dei “personaggi” nuovi che hanno esternalizzato il loro mondo interiore attraverso svariate forme d arte (scultura, poesia, etc…).
Un volume che è un piacere avere e che si fa leggere agevolmente.
Ci auguriamo che, in futuro, sia magari prevista una nuova edizione della presente opera. Una edizione più curata, dove i diversi artisti siano presentati meglio (sia nelle biografie che nelle opere), dove siano presenti maggiori fotografie (a colori se possibile) e dove la grafica sia più ricercata. Una nuova edizione dove, fra gli artisti, sia presente anche l autore di questo libro, Gian Paolo Piras, che pssiamo senza dubbio collocare fra gli autori più eclettici e vivaci del panorama antiochense.
In definitiva, chi ancora non ce l ha si procuri questo piccolo libro e lo legga: scoprirà un mondo nuovo e nascosto dietro la vita del nostro paese.
Scoprirà l anima artistica di una piccola isola.

INDICE DEL LIBRO
Antonio Basciu pag. 1
Gianni Salidu pag. 4
Francesco Steri pag. 6
Giuseppe Bardi pag. 8
Antonio Dessì pag. 16
Salvatore Siddi pag. 21
Salvatore Diana pag. 25
Pinuccio Orlando pag. 30
Giampaolo Cabras pag. 33
Cos’ è la letteratura ? pag. 35
Giovanni Fai pag. 40
Tonino Gamboni pag. 45
Eligio Saliu pag. 50
Ermanno Leinardi pag. 55
Luciana Basciu – Chiara Vigo pag. 57
Ines Sitzia pag. 60

ATTI DEL I° CONVEGNO POESIA E TEATRO DEL 900 IN SARDEGNA pag. 62

[ Aemme ]