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Archivio 3 Maggio 2005

INTERVENTI – La Psicologia Turistica – Alessandro Mereu

3 Maggio 2005 Commenti chiusi

LA PSICOLOGIA TURISTICA
dott. Alessandro Mereu

Negli ultimi anni, all’interno di quell’ampio settore di indagine che è la Psicologia Sociale, sta prendendo sempre più piede e si sta sviluppando una nuova e importante branca definita Psicologia del Turismo o, con un espressione a mio avviso ancor più azzeccata, Psicologia Turistica.
Ma cos’è la Psicologia Turistica ? Di cosa si occupa ? Cosa studia ?
La risposta più scontata è senz altro questa: la Psicologia Turistica studia l’uomo-turista.
Questa definizione da un certo punto di vista può anche essere corretta ma, senza dubbio, è alquanto limitativa. Certo, la Psicologia del Turismo studia l’uomo in quanto turista, ma non solo. Il discorso è di sicuro più ampio ed articolato.
Forse non tutti sanno che, al giorno d’oggi, il turismo rappresenta la principale attività economica del mondo. Un attività che muove oltre 5 miliardi di persone ogni anno e che dà lavoro a milioni di individui.
L’attività turistica è cresciuta costantemente nel tempo e sembra destinata ad una ulteriore crescita nell’immediato futuro, favorita parecchio dallo sviluppo moderno dei trasporti e delle comunicazioni.
Oltre a ciò, il turismo riveste una fondamentale importanza come fattore di benessere economico e di sviluppo sociale per molte zone depresse della terra, prive di altre risorse di sviluppo e di sostentamento. Di conseguenza, si può affermare che l’attività turistica è oggi il fattore più decisivo fra gli agenti di cambiamento sullambiente dell’uomo. Un fattore che influenza non soltanto gli aspetti fisici del territorio, ma anche quelli sociali, psicologici e culturali.
A tutto ciò bisogna aggiungere che, mentre nei secoli passati il viaggiare era un attività tipica soprattutto delle classi più agiate, attualmente il turismo coinvolge milioni di persone di ogni livello sociale ed economico.
Anche in Italia il turismo rappresenta oramai la più importante risorsa economica del Paese e, insieme ad importanti benefici economici, porta con sé tutta una serie di altri fattori, sia individuali che sociali, che possono essere emotivi, cognitivi, culturali, geografici e chi più ne ha più ne metta. Come si può notare, ci si avvicina sempre più al campo di nostro interesse, la Psicologia. A tutto ciò si associa il fatto che raramente il “fenomeno del turismo” è stato studiato approfonditamente all’infuori di quella che è la prospettiva puramente economica.
Chi si occupa di turismo (operatori turistici, imprenditori, enti, comuni, ecc..) tende, solitamente, a considerare questa attività principalmente da un punto di vista geografico-economico, ignorando (volutamente o no) gli aspetti testè considerati, che sono invece da prendere in seria considerazione laddove si voglia coniugare ed integrare il fare turismo con gli innumerevoli fattori che su questa attività incidono in vario modo. Pensiamo, solo per fare alcuni efficaci esempi, alla soddisfazione (o insoddisfazione) del turista per la vacanza, ai comportamento nella località di vacanza, alle intenzioni e alle motivazioni che spingono gli individui a viaggiare, alle interazioni fra turisti e locali, ai processi decisionali che portano alla scelta di andare o no in vacanza.
Da tutto ciò, deriva quindi che il turismo deve (o dovrebbe) essere inteso non soltanto come fatto economico ed organizzativo, ma anche come difesa della salute psicologica dell individuo nel momento in cui decide di evadere dai ritmi frenetici della troppo stressante vita quotidiana.
Ma, oltre a questi, ci sono tanti altri aspetti da considerare e che possono rientrare tutti in quel nuovo ambito di studi che è stato definito, a ragion veduta, Psicologia Turistica.
I fattori psicologici sono stati, fra quelli che concorrono a delimitare lambito turistico, senza dubbio fra quelli meno studiati nel corso del tempo e, conseguentemente, il rapporto tra la psicologia ed il turismo solo recentemente si è andato consolidando ed coordinando.
Ciò appare un pò paradossale se si considera quanto detto in precedenza, cioè che l’attività turistica rappresenta attualmente la più importante risorsa del mondo, e considerando il fatto che la psicologia pervade oramai ogni ambiente della conoscenza e del comportamento umano.
Eppure, nonostante ciò, raramente scienza psicologica e attività turistica si sono ritrovate ad interagire e a comunicare proficuamente.
Di sicuro, a prima vista e ad occhi inesperti, questi due settori d’indagine possono sembrare appartenenti a campi completamente lontani e a prospettive differenti.
In primo luogo perché, come già affermato, chi fa turismo gestisce la propria attività prevalentemente in una prospettiva economica, di guadagno immediato; in secondo luogo perché chi fa psicologia di solito vuole soprattutto essere d’aiuto a persone che si trovano in particolari stati e situazioni, di malattia, e non si occupa di turismo.
O almeno questa è l’idea che possiede la maggior parte della gente comune.
Ma è, senza alcun dubbio e in base a quanto fin qui detto, una visione piuttosto limitata.
La cosa certa, è che la psicologia italiana ha cominciato a rispondere solo recentemente a domande del tipo:
- Chi è il turista ? Cos’è il turismo ?
- Da cosa è motivato il turista ?
- Quali sono le peculiarità dei processi di scelta del turista ?

In particolare, la domanda “Chi è il turista ?” può apparire semplice e di immediata risposta laddove si identifica, in modo piuttosto approssimativo e sbrigativo, il turista come il viaggiatore che si reca a visitare luoghi nei quali non vive abitualmente ed il turismo come, appunto, l’arte di viaggiare per visitare questi luoghi.
In realtà, le risposte non sono così scontate e superficiali.
Ad un esame appena più approfondito, infatti, si nota subito come il turismo sia, come peraltro ho già scritto ma ribadisco, un’attività sulla quale influiscono numerosi e vari aspetti che rientrano a pieno titolo anche nell’ambito di studi della psicologia; basti pensare ai molteplici fattori emotivi, sociali, cognitivi, motivazionali, sempre e comunque presenti in ogni soggetto e che possono combinarsi coi fattori più propriamente legati all ambito turistico classico quali, ad esempio, quelli economici, culturali e geografici.
A livello internazionale, la definizione più diffusa del “turista” lo identifica come quella persona che si trova fuori dalla sua abituale sede di residenza per un tempo minimo (in genere da uno a quattro giorni), in pratica chi si ritrova a dormire fuori casa per qualche giorno.
Altre definizioni aggiungono un ulteriore elemento e parlano di turista come chi spende il proprio reddito in un luogo differente da quello in cui lo produce.
Queste definizioni appaiono subito poco convincenti.
Infatti, possiamo inserire fra gli individui che rientrano in queste categorie anche soggetti che chiaramente non sono turisti, ad esempio militari che dormono nella caserma di un paese di cui non sono residenti, ricoverati che sono costretti a stare allospedale, lavoratori che spendono soldi nel luogo di lavoro che può non essere quello in cui abitano.
Proprio per questi motivi, a questi due elementi della definizione, “il dormire fuori” e “lo spendere denaro in una sede lontana”, se ne aggiunge solitamente un terzo, un fattore psicologico appunto, cioè la motivazione, lo stato d’animo col quale il soggetto affronta sia il viaggio che le spese. Così, la scelta del soggetto di viaggiare e spendere lontano da casa deve essere una scelta libera, volontaria.
Il turismo viene allora definito sia come uno spostamento prolungato che come una spesa, messi in atto dall’individuo volutamente e per motivi di piacere.
Soprattutto la ricerca scientifica, ma anche il senso comune, tende a considerare il turismo come una situazione esclusivamente legata al tempo libero, con caratteristiche particolari che la contraddistinguono. In particolare, la ricerca psicologica si è occupata soprattutto del viaggio “voluto”, quindi volontario.
Di fatto, come scrive Marcello Cesa-Bianchi nella presentazione del libro “Psicologia del turismo. Turismo, salute, cultura.” curato da Roberto Virdi e Angelo Traini del 1990:
“Ogni scelta turistica è indice certamente di una personale e sociale gestione del tempo libero, ma è anche motivata da soggettive esigenze, che vanno ricercate dallo psicologo. Ogni momento turistico è investito di una personale forte valenza emotiva, sociale, economica. E’ giusto, dunque che psicologi, tour operators, amministratori di diverse regioni, dirigenti di diverse aziende di turismo e termali, si confrontino sui temi della formazione e della informazione turistica, a favore di una piena fruizione delle risorse ambientali e turistiche”.
Il rapporto che intercorre tra turismo e spostamento in generale può, quindi, essere rappresentato in sintesi, dal punto di vista psicologico, proprio in base alle motivazioni al muoversi. Questo è, dunque, solo un breve ma efficace esempio di come il Turismo rientri pienamente nell’ambito di studi della Psicologia.
Ma cosa fa esattamente lo “Psicologo del Turismo” ?
Alcuni accenni pratici sono senz altro utili per inquadrare meglio l’argomento.
Lo Psicologo del Turismo innanzitutto applica gli aspetti tipici della Psicologia all’ambito turistico. Si occupa quindi dell “uomo in quanto turista”, con tutte quelle problematiche e quelle dinamiche solitamente evidenziate in altri campi e settori differenti nei quali la Psicologia ha già preso piede da tempo. Studia queste dinamiche e, se necessario, cerca di offrire il suo aiuto, il suo contributo per un miglioramento a livello reale, pratico, attraverso interventi, piani di sviluppo, studi, ricerche.
Alcuni domande per esplicare degli esempi concreti:
- Il cliente-turista è soddisfatto del servizio offerto?
- Gli operatori turistici hanno una formazione adeguata?
- Cosa spinge un turista a scegliere una particolare destinazione rispetto ad altre ?
- Posso influenzare le sue scelte ? Se sì, in che modo ?
Queste sono solo alcune delle tante domande che si può e deve porre uno “Psicologo del Turismo”.
Egli può, a livello pratico, intervenire nelle aziende di settore e nelle attività imprenditoriali turistiche per coadiuvarle e migliorarle. Ma può altresì lavorare per conto di enti turistici, comuni, aziende di turismo e soggiorno, ecc.., per sviluppare efficaci piani di sviluppo turistico.
Può quindi inserirsi sia in ambito pubblico che privato.
Le ricerche di mercato sono ancora poche. Tuttavia i corsi universitari e post-universitari dedicati alla Psicologia del Turismo si stanno ultimamente moltiplicando in tutte le università italiane.
Certo, bisogna ammettere che attualmente sono poche le realtà turistiche che si avvalgono della consulenza di uno Psicologo del Turismo, ma questo rimane comunque un settore in notevole progresso che potrà certamente offrire nuovi sbocchi professionali e occupazionali.
Occuparsi di Psicologia del Turismo vuol dire, perciò, allontanarsi da una prospettiva esclusivamente geografica o economica per dedicarsi ad altri aspetti del turismo che lo interpretano anche come scelta psicologica e come comportamento dell’individuo sul quale incidono differenti e vari fattori (emotivi, cognitivi, sociali, ecc..) che si combinano e si influenzano vicendevolmente.
Per questi ed altri motivi è dunque utile fornire una immagine più precisa e, per certi versi, nuova di questo settore di studi di così recente sviluppo, la Psicologia Turistica appunto.

[Alessandro Mereu]
( articolo pubblicato già sui siti di Psicologia www.humantrainer.com e www.opsonline.it )

Dott. Alessandro Mereu
Sant’Antioco
Dottore in Psicologia. Laureato presso l’Università di Cagliari.
Esperto in Psicologia del Turismo
E-mail – dott.alessandromereu@tiscali.it
Collaboratore dei siti www.humantrainer.com e www.opsonline.it
Creatore e gesttore del sito La Psicologia Turistica

Riferimenti: LA PSICOLOGIA TURISTICA

NEWS – Sant’ Antioco

3 Maggio 2005 Commenti chiusi

CONVEGNO DS OGGI 3 MAGGIO PIAZZA DE GASPERI
Si terrà questa sera alle 19.30 il convegno organizzato dai democratici di sinistra dal titolo : “Sviluppo sostenibile nella nuova provincia – Tutela e valorizzazione dei patrimoni urbani ed ambientali”.
Interverranno: Giampiero Pinna consigliere di amministrazione del Parco Geominerario, Graziano Bullegas consigliere comunale di Sant’ Antioco, ed i tre candidati DS alle elezioni Provinciali: Marco Massa, Antonello Piras e Dario Siddi.
[ da www.lanostrasardegna.com ]

SPORT Male la VBA Olimpia, pareggia il Sant Antioco
È andata male per l Olimpia la trasferta in casa dell Arezzo nel campionato di serie B1 di pallavolo. La squadra di Sant Antioco è stata infatti sconfitta per 3 – 1 dalla forte compagine toscana che ha rafforzato così la sua posizione ai primi posti della classifica. La squadra antiochense, dal canto suo, continua a navigare in acque tranquille, a ridosso delle prime posizioni. La salvezza appare certasi può fare magari qualcosa in più ?

Per quel che concerne il calcio, pareggio 2 – 2 per il Sant Antioco nel girone A della Promozione Regionale sul campo del Decimomannu.
La squadra allenata da Marco Locci si era portata avanti per 2 – 0 ma è stata raggiunta proprio nel finale della gara dalla squadra di Decimo. La squadra lagunare ha evidenziato ancora una volta i soliti cali di tensione già visti troppo spesso in questa stagione. La doppietta del solito Michele Mileddu, che si conferma cannoniere più prolifico del girone, non è bastata per portare a casa i 3 punti.
Il Sant Antioco vede così allontanarsi ancora di più anche quel secondo posto che poteva valere lo spareggio per la promozione. Al comando del girone sempre il Monteponi Iglesias allenato da Gigi Piras, che sembra ormai avviato al salto di categoria; dietro i minerari si è insediato il Samassi, che ha scavalcato l ex-capolista Sarroch.
E il Sant Antioco, al quinto posto, sta a guardare.

FORMAZIONE E VOTI SANT’ ANTIOCO
Porcu 6,5 – Fai 6 – Marongiu 6,5 – Trevisan 6 – Mei 5,5 – Fenu 5,5 – Pusceddu 6,5 (78′ Ledda sv) – Capitta 6 – Meloni 5,5 (80′ Serci sv) – Serra 6 – Mileddu 7 . ALL. Locci 6

NEWS DAL SULCIS-IGLESIENTE – In Breve

3 Maggio 2005 Commenti chiusi

Carbonia – Cercasi sponsor per le manifestazioni estive. Chi volesse investire sponsorizzando iniziative culturali, sportive e spettacoli a Carbonia può farlo. Deve solo presentare la propria domanda al Comune (settore Sport, Cultura, Turismo) entro il 20 Maggio, spedendo una busta con la dicitura Selezione per ricerca sponsor. Chi fosse interessato si rechi in Comune per visionare lavviso.

Carbonia - Inaugurata ufficialmente il Primo Maggio la nuovissima Piazza di via Roma. Grandi applausi e presenze importanti hanno testimoniato limportanza dell evento. La ciliegina sulla torta è stata la presentazione di FRAMMENTO DI VUOTO n. 1 , l opera posta al centro della grande piazza ed eredità del grande maestro Giò Pomodoro.

Iglesias - Per i fedelissimi di Clemente Mastella impedibile l appuntamento di stasera. Il famoso politico sarà infatti a Iglesias in Piazza La Marmora alle ore 19 e incontrerà il candidato sindaco Paolo Fogu e il candidato a presidente della Provincia, Pierfranco Gaviano.

Iglesias - Undici operai licenziati dall impresa Sii (Sistemi Idrici Integrati) hanno occupato gli impianti di Iglesias e San Giovanni Suergiu si icono ronti d interrompere la distribuzione dell acqua. Gli operai sono stati licenziati dopo che l impresa si era aggiudicata la gestione degli impianti stessi. Altro esempio di inefficienza e di scarso rispetto per i lavoratori del Sulcis-Iglesiente.

Villamassargia - Nella Mediateca dei locali della Biblioteca comunale di via Monte sono state attivate ben 8 postazioni multimediali aperte a tutti. Queste postazioni permettono di collegarsi ad internet, servizi di ricerca e consultazione, utilizzare e controllare la posta elettronica. Sono attivi anche i servizi di alfabetizzazione informatica per gli inesperti.

ATTUALITA’ – Una vetrina-laboratorio per l’arte e l’artigianato

3 Maggio 2005 Commenti chiusi

UNA VETRINA-LABORATORIO PER L’ ARTE E L’ ARTIGIANATO
Successo della mostra a I Sufeti

- da L’ UNIONE SARDA di oggi -

L’ arte e l’ artigianato artistico cercano una vetrina possibilmente stabile. Succede a Sant’Antioco dove una mostra di lavori dell’ arte e dell’ artigianato artistico ha rivelato un mondo sconosciuto, tutto al femminile, fatto di giovani e meno giovani donne.

L’esposizione
Erano dodici, tra casalinghe artiste a tempo perso e artigiane ad animare la mostra che era stata allestita nella sala esposizione del centro culturale I Sufeti. Hanno esposto il meglio dalla loro creatività: arazzi, quadri, vasellame. La mostra era stata organizzata in occasione della Festa della donna. Doveva durare non più di una settimana, invece ha chiuso i battenti qualche giorno fa dopo oltre un mese. È stata proprio questa occasione a rivelare un universo al femminile che i più ignoravano. Le più entusiaste sono state ovviamente le artiste che, per trenta giorni hanno potuto dedicarsi all’ esposizione sempre più affollata di visitatori. «Per noi donne casalinghe o diplomate disoccupate è stata un’esperienza ricca di sorprese - dice Giulia Cauli – con molta modestia abbiamo accolto chi veniva a vedere le nostre opere quasi timorose del giudizio che potevano esprimere».

Un successo insperato
Invece sono state premiate dalle tante gratificazioni e complimenti. A fare traino è stato ancora una volta il bisso che Chiara Vigo intesse con tanta passione. Ma non da meno sono state le ceramiste, le pittrici. «Per conoscere i segreti del bisso sono arrivati turisti, scolaresche e televisioni - continua Giulia Cauli – una opportunità che bisognerebbe coltivare di più». È proprio sulla scia di questo successo che le artiste e e artigiane di Sant’Antioco hanno deciso di ripetere la mostra. «Riproporranno la rassegna di arte e artigianato in estate», assicura il vicesindaco Lucia Pittau che ha organizzato la mostra in occasione della Festa della donna. Ma si potrebbe anche andare oltre. Le donne artiste pensano a una casa comune per l’arte e l’ artigianato: «Sarebbe una gran cosa se il Comune attrezzasse un locale dove tutte le persone amanti dell’arte - conclude Giulia Cauli – potessero ritrovarsi per lavorare ed esporre le proprie opere».

[Tito Siddi] da L’ UNIONE SARDA (03/05/2005)
Riferimenti: L’ UNIONE SARDA