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POLITICA – Gaviano presidente al primo turno

10 Maggio 2005

POLITICA

- da L’UNIONE SARDA di oggi -

GAVIANO PRESIDENTE AL PRIMO TURNO
La nuova provincia saluta il netto successo del centrosinistra

È notte fonda in viale Arsia, le Botteghe oscure del Sulcis, quando esplode l’ovazione: Gaviano for president. Elezione secca, al primo turno, con trionfo: 56 per cento abbondante nei dati ufficiosi raccolti attraverso il tam tam dei telefonini nella centrale operativa allestita in una saletta. La conferma arriverà molto più tardi. Vince Pierfranco Gaviano, Margherita, che consegna la Provincia di Carbonia-Iglesias al centrosinistra. Un exploit con il partito della Quercia che rischia addirittura di strappare all’Udc di Giorgio Oppi lo scettro di partito di maggioranza relativa nel territorio che parte da Buggerru e si ferma oltre Sant’Anna Arresi ai confini della base militare di Capo Teulada.

Successo inatteso
Vittoria a sorpresa, se non altro nelle proporzioni. Neppure Gaviano si aspettava tanto. Contava in un successo da consolidare con un ballottaggio al cardiopalma. Ha incassato la vittoria al primo colpo: «Una soddisfazione perché partivamo con una situazione da recuperare». Insomma, «c’era da ribaltare un pronostico, ci siamo riusciti ed è una soddisfazione anche personale». Musi lunghi in casa del Centrosinistra.

Iglesias
Nel quartier generale dell’Udc di Giorgio Oppi, Antonio Macciò, il candidato del centrodestra, ha sperato fino all’ultima scheda di arrivare quantomeno al ballottaggio. Alla fine si è dovuto arrendere. «Dovevamo tenere a Iglesias riuscendo a trovare la compattezza che Carbonia è riuscita realizzare sul candidato del centrosinistra» , è la sua analisi. Un’analisi puntuale. La vittoria di Pierfranco Gaviano, infatti, è maturata nella città di fondazione dove il candidato della Margherita ha raccolto quasi undicimila suffragi. Ma anche nella cugina Iglesias è riuscito a rintuzzare gli attacchi di Macciò chiudendo con un lieve scarto dopo un testa a testa che è andato avanti per tutto il pomeriggio. Nello scontro tra i due poli non ci sono comprimari. Dei tre candidati minori alla presidenza soltanto Alessandro Masciarelli dell’Uds è riuscito a ottenere un cinque per cento scarso mentre Sergio Cossu per Sardigna Natzione e Giovannino Sedda per l’Irs devono accontentarsi di poche centinaia di voti. Però è cresciuto il partito delle schede bianche o nulle, che si è attestato attorno al dieci per cento, e anche questo è un dato che deve essere interpretato. I primi segnali della vittoria del centrosinistra si intravedevano già nel primissimo pomeriggio quando, chiuse le urne, è iniziata la conta dei voti.

Carbonia
Via Brigata Sassari. Le sezioni allestite nelle aule del Liceo classico sono un tradizionale feudo del centrodestra. Ma, alle 16,30, Gaviano è già in vantaggio. Da Flumentepido, intanto, arriva il primo dato definitivo: su 154 voti validi 93 per Gaviano e 35 per Macciò. Un segnale che Mauro Esu, segretario dei Ds interpreta in maniera che, a quell’ora, appare un po’ troppo ottimistica: «Siamo tra il 25 e il 30 per cento». Intanto anche a Buggerru hanno completato lo spoglio: 463 voti per Gaviano e 238 per Macciò. Iglesias, un’ora dopo. Nelle elementari del centro il testa a testa è in corso: un voto per Macciò e uno per Gaviano. Poco prima delle 18 chiude la sezione 7: 168 al candidato di centrodestra e 167 a quello di centrosinistra. Alla 8 la situazione si ribalta: 208 per Macciò e 207 per Gaviano.

Qualche speranza
Brutto segno. Roberto Frongia, ex assessore regionale, riformista, é ancora fiducioso: «Si andrà al ballottaggio, conteranno le idee e i programmi». Ma alla sezione 19, nelle scuole di Campo Romano, la situazione si conferma delicata: 269 voti per Gaviano e 214 per Macciò. Nel quartier generale dell’Udc, il segretario regionale Giorgio Oppi da politico navigato riesce a interpretare gli scarni dati disponibili. «Prenderanno quattromila voti in più di noi, si andrà al ballottaggio». Il leader dell’Udc si consola in qualche modo: «Il nostro partito sembra tenere». Ma non nasconde una certa delusione: «È evidente che alcuni amici la nostra lista non l’hanno votata». Il riferimento alle polemiche preelettorali sulle candidature è esplicito: qualcuno non ha gradito Macciò e ha remato contro.

La festa
All’imbrunire il popolo della Quercia è riunito davanti alla sede della Federazione provinciale del Sulcis, a Carbonia. Ora il clima è disteso. I dati che arrivano stanno completando il quadro e l’esito è consolante. Gaviano non avrà bisogno di andare al ballottaggio. Antonio Calledda, consigliere regionale parla di «vittoria straordinaria». Ignazio Cuccu, assessore comunale non guarda più neppure gli ultimi dati: «Ormai è finita». Franco Manca, dei Ds: «È una ventata di nuovo». Pierfranco Gaviano è attorniato da decine di persone: «È un premio per le cose che abbiamo fatto e mi consola di avere raccolto molti voti giovani». A 25 chilometri di distanza Antonio Macciò deve arrendersi all’evidenza: «Abbiamo pagato le conseguenze dell’effetto Berlusconi e di una flessione rilevante di Forza Italia». Ma l’azzurra Claudia Lombarbo corregge il tiro: «La flessione c’è stata e anche più sensibile nell’Udc». Per il consigliere regionale di FI ha influito, però, anche «una campagna elettorale troppo campanilistica insieme al clima politico che si è creato nel Paese dopo le regionali di un mese fa». È quasi mezzanotte quando la festa si sposta in Municipio a Carbonia. Pierfranco Gaviano brinda con gli alleati del centrosinistra. È il primo presidente a tenere a battesimo la provincia di Carbonia-Iglesias. E in municipio si è già liberato un posto da assessore.
[Sandro Mantega]
- da L’UNIONE SARDA del 10/05/2005 -

SONDAGGIO DELLA GAZZETTANTIOCHENSE
Quale città, secondo voi, fra le tre principali del Sulcis-Iglesiente, dovrebbe essere la sede della nuova provincia ?
- CARBONIA
- IGLESIAS
- SANT’ANTIOCO

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Riferimenti: L’UNIONE SARDA

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