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APPUNTAMENTI – Speciale Monumenti Aperti

4 Giugno 2005


APPUNTAMENTI

- da L’UNIONE SARDA di oggi -

SPECIALE MONUMENTI APERTI

SANT’ANTIOCO
Una passeggiata alla scoperta dell’antica Solky

Anche Sant’Antioco scende in campo per Monumenti aperti.
Attraverso la visita dei siti più significativi l’antica Solky offrirà uno spaccato della sua storia millenaria con una significativa sintesi delle testimonianze di epoche storiche diverse. Dal neolitico al nuragico, dal fenicio punico al romano, dalla prima cristianità alle testimonianze della ricostruzione e del ripopolamento. Da questo pomeriggio, con visite guidate e gratuite, dalle 16 alle 20 (domani dalle 9 alle 20) sarà possibile visitare l’Archivio storico, le Catacombe e la Basilica del IV° secolo, il Fortino Sabaudo, la Necropoli Punica di Solky, il Tophet, il Museo Etnografico con il Villaggio Ipogeico, il Cronicario e Sa Presonedda.
A Turri, invece, Italia Nostra aprirà le porte della Torre Canai mentre nell’istmo di Santa Caterina sarà possibile visitare i mehirs di Su Para e Sa Mongia. Questo monumento megalitico poco conosciuto è formato da due pietre infisse sul terreno situate dentro una proprietà privata. «Siamo riusciti ad avere dai proprietari il permesso di accompagnare i visitatori nel terreno che abbiamo ripulito e chiuso con una cancellata – racconta Mariano Gala – ma abbiamo avviato dei contatti per acquisire il monumento». [ Tito Siddi - da L'UNIONE SARDA del 4 Giugno 2005 ]

CARBONIA
La città in vetrina per 48 ore
Al via oggi la manifestazione Monumenti Aperti
Dal centro appena rinnovato fino ai siti più antichi e alla vecchia miniera

La città messa vetrina per due giorni. Quarantotto ore per farsi affascinare dai monumenti e dai vecchi rioni, dal museo paleontologico e dalle strade più antiche, dove ogni giorni si passa di fretta, senza avere il tempo di soffermarsi a scoprirne la storia. Questo lo spirito di “Monumenti Aperti”, la manifestazione culturale che oggi e domani si svolge in città oltre che a Sant’Antioco e Carloforte.

Centro e periferia
Quale occasione migliore scoprire un centro totalmente rinnovato?
La maestosità della scultura di Giò Pomodoro che si specchia nella vasca di marmo bianco, la distesa di granito bianco che compone la nuova piazza Roma accompagnando il visitatore sino alla chiesa di San Ponziano e poi all’ex Dopolavoro della città del carbone e alla torre civica. La manifestazione permetterà anche di riscoprire il rione periferico “Lotto B” ai piedi del monte Rosmarino dove all’epoca della fondazione vennero realizzati i primi cameroni per gli operai. Nei pressi di questo quartiere trovò spazio la chiesetta operaia, oggi visitabile, in via Sicilia.

Il rifugio antiaereo
Alzi la mano chi, da bambino, non si è arrampicato sul “fortino” di via Nuoro che non è altro che un vecchio rifugio antiaereo. Erano nove i ricoveri “in galleria” che i cittadini avrebbero potuto utilizzare per proteggersi in caso di incursioni aeree nemiche. Il rifugio di via Nuoro è costituito da due ambienti comunicanti che forse, in origine, erano separati da una porta divisoria di cui oggi sono rimasti soltanto i grossi cardini. All’interno potevano starci fino a 45 persone.

Le necropoli
Abbigliamento sportivo e scarpe comode sono consigliate a chi avrà voglia di farsi accompagnare alla scoperta dell’antica strada sulcitana e poi delle necropoli di Monte Crobu e Cannas di Sotto. La prima si trova a circa due chilometri a sud di Carbonia sul versante nord orientale di Mote Crobu. Si tratta di una necropoli a domus de janas realizzata sfruttando un bancone di tufo trachitico. La seconda, che affonda le sue origini nel Neolitico, si trova fra corso Iglesias e via Alghero: un’antichissima area funeraria dove sono già state ritrovate 18 sepolture.

Monte Sirai
D’obbligo la visita al parco archeologico di Monte Sirai che, come indica la preziosa guida realizzata per Monumenti Aperti, offre “l’opportunità di conoscere testimonianze della vita dell’uomo dal quarto millennio fino al secondo secolo avanti Cristo”. Dalle domus de janas alle pendici del monte, all’insediamento fenicio punico fondato attorno al 750 avanti Cristo: una testimonianza eccezionale del passato più antico. Senza spostarsi troppo, si potrà poi raggiungere l’area archeologica del Nuraghe Sirai. Davvero imperdibile. La miniera Le aree dismesse delle miniere diventeranno parte integrante del Parco geominerario della Sardegna. Oggi è già possibile visitare gli edifici già restaurati destinati a diventare sede della rinascita culturale, scientifica e commerciale della città. Per approfondire la conoscenza del passato minerario, è consigliata anche un visita a Pozzo Castoldi a Bacu Abis.

Paese Serbariu
Quella che oggi è una delle frazioni maggiori della città, all’epoca della fondazione era invece un paese del tutto separato dal contesto urbano di Carbonia. Un paese con la sua chiesa, il suo cimitero, le sue case a bassa struttura. Un paese che oggi sarà possibile riscoprire cogliendo così l’occasione per visitare la mostra “Antichi mestieri” allestita dal gruppo folk Santa Giuliana.

[ Stefania Piredda - da L'UNIONE SARDA del 4 Giugno 2005 ]

SONDAGGIO DELLA GAZZETTANTIOCHENSE
Quale città, secondo voi, fra le tre principali del Sulcis-Iglesiente, dovrebbe essere la sede della nuova provincia ?
- CARBONIA
- IGLESIAS
- SANT’ANTIOCO
SCRIVETE A gazzettantiochense@tiscali.it

Riferimenti: L’UNIONE SARDA

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