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CULTURA – Sito I GRUTTAS – FEURREDDU a Siapiccia

6 Giugno 2005


CULTURA

Il SITO

I GRUTTAS – FEURREDDU
a Siapiccia

LE ORIGINI DELLA COMUNITA’

Le prime tracce di vita nella zona di Siapiccìa (Oristano) sono certamente da collocare in epoca del Neolitico Medio (5800-3800 ca.), il territorio in questione è quello denominato di “I Gruttas”.
Per la sua struttura e morfologia porta a ritenere che esso abbia costituito un rifugio per l’uomo fin dalle epoche preistoriche e protostoriche.
I primi stanziamenti umani visibili a I Gruttas sono rappresentati da piccoli e grandi anfratti naturali e da una serie di grotte che ne costituivano le primitive abitazioni. Oltre alle grotte naturali sono evidenti sia sulla parte inferiore che sulla parte superire, delle rocce scavate per terra a forma di contenitori rettangolari e quadrati per uso quotidiano. Questi contenitori hanno delle somiglianze con gli stessi rinvenuti nell’insediamento Neolitico sul Monte Sirai.
Appare interessante un motivo inciso sulla grotta più grande: la figura di un uomo con le braccia alzate, e una seconda incisione vicina, però illeggibile.
Queste incisioni su roccia erano un tipo di comunicazione artistica identificabile con la comunità di quel periodo storico, non certamente legate a forme di religiosità, ma probabilmente a scene di vita quotidiana, identiche alle stesse rinvenute nella Tomba Branca a Cheremule, a quelle della Tomba dell’Emiciclo-Sas Concas a Oniferi, e più similmente alle figure della Necropoli di Sos Forrighesos (Anela).
Il significato simbolico di questa varietà di incisioni su roccia è in relazione a una presenza iconografica umana, e come già detto, non strettamente in relazione ad una presenza e pratica di una religione strutturata.
Sopra le grotte, si erge una collina su cui è situato il nuraghe “Feurreddu”, una probabile successiva tappa della primitiva comunità de “I Gruttas”.
Il nuraghe in questione fu attivo tra il 1600 e il 1200 a.C, e abitato fino ai primi dell’VIII° secolo, ha una struttura semplice, cioè formato da una sola torre. Ed è proprio per la sua struttura che si è portati a considerare la sua funzione principale (come del resto gli altri 15 nuraghi dello stesso territorio) fosse in relazione a torri di avvistamento, segnalazione, e specifico luogo di difesa. E’ da verificare se il nuraghe sia crollato per cause naturali, oppure per distruzione e occupazione violenta nel periodo fenicio.
A pochi metri dal nuraghe, sul pianoro della collina, si possono notare evidenti tracce di una necropoli composte da una serie di Tombe di Giganti, circa sei. Le tombe ancora intatte, sono in basamento di pietra e a forma circolare, alcune rivolte verso il nuraghe, altre verso “I Gruttas”. La folta vegetazione ha impedito nel momento della ricognizione (mese di giugno) una lettura generale.
Non distante si possono osservare un’altra serie di contenitori scavati sulla roccia delle medesime forme rilevate a “I Gruttas”.
Il sito di “I Gruttas-Feurreddu” andrebbe valorizzato per la testimonianza che segna il passaggio nelle varie fasi storiche una comunità. Il territorio di Siapiccìa non è nato in un solo contesto urbano, esso nel periodo antico ha conosciuto più insediamenti, lo testimoniano i vari siti, tra cui quello di Madau, ma non solo, un’accurata ricerca permetterebbe ulteriori scoperte.

- Ignazio Marceddu -

Riferimenti: SITO di IGNAZIO MARCEDDU

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