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Le interviste della Gazzettantiochense

8 Giugno 2005


LE INTERVISTE DELLA GAZZETTANTIOCHENSE

Ignazio Marceddu intervista Francesco Saverio Venditti

Intervista esclusiva in occasione dell’uscita del suo primo libro “My sweet family”. Figlio d’arte, attore, una famiglia, e tante idee…

Conosco Francesco da tanti anni, ci siamo visti per ultima volta sul set dei film “La scorta”, ci siamo risentiti mesi or sono, in quell’occasione mi disse di aver scritto un romanzo. Mi spedì il testo per avere una mia opinione in merito, dopo aver letto interamente il testo ebbi la netta impressione di rileggere nel suo stile lo scrittore William Blake, diretto, incisivo e con tanta fantasia nella penna, ma anche il senso acuto di osservare il mondo.

Ciao Francesco, cosa ti ha spinto a scrivere “My sweet family” ?

Ciao Ignazio, mi ha spinto un’esigenza, di raccontare, di far esplodere le cose che di più odio al mondo, l’ipocrisia, il pregiudizio, l’uso orrendo del potere, l’essere non visti, tutto questo mi ha spinto a scrivere una storia, la storia di Luca, che si ritrova in un mondo, il suo, dove nessuno lo vede, nessuno lo ascolta, nessuno lo contempla, eppure tutti pensano di conoscerlo come nessunaltro…

Qual è il reale significato del libro ?

Non ha nessun reale significato, spero che ognuno trovi il suo, il significato, il suo messaggio, anche la sua trama, ognuno è libero di leggere questa storia nel proprio modo. Spero che qualcuno ci si possa ritrovare, e perché no, anche scontrare. E’ un libro doloroso, ma con una speranza tra le righe, un dolore che fa parte della vita di ognuno, una speranza invece che non tutti anno. La speranza di sopravvivere è il mondo del mio protagonista.

A quale autore ti sei ispirato ?

La mia ispirazione letteraria nasce dai libri di Dostojescky, Simenon, Kapucinsky, Matheson, dalla musica dei Nirvana, Beatles, Vasco Rossi, Subsonica, Pink Floyd, e dai film dei registi come Kubrik, Cronemberg, Bunuel, Loack…e da tutto ciò che mi ha circondato dall’età di 13 anni, soprattutto quando lessi il primo libro “L’amico ritrovato”, capii la mia la vocazione a diventare un attore…ero in vacanza sulla spiaggia a Spargi. Avevo il desiderio di essere uno dei due protagonisti.

Il tuo libro è scritto a ruota libera, scrivere senza schemi era l’ambizione di molti poeti e scrittori, per esempio Jim Morrison, Patty Smith… Tu cosa vuoi comunicare ai giovani di oggi ?

Io non voglio comunicare niente, non è questo il mio intento, io solo raccontare una storia di una vita non vissuta da un giovane.
L’ho scritto come un flusso della mente, come il sangue che scorre nelle vene. Ho scritto così perché è l’unico modo in cui sono riuscito a farlo, mi sembrava il modo più appropriato. E’ come quando un figlio va dai suoi genitori e gli dice: “Adesso state zitti per cinque minuti, ha da raccontarvi quello che sono io…e non quello che pensate di conoscerequindi per favore buoni, state qui con me, prendete pop-corn e coca cola…e ascoltate se ne siete capaci.

Oggi i valori sembrano non avere più importanza, qual è il tuo modo di vedere il mondo di oggi, secondo te ci sono ancora dei valori che reggono ?

Cerco di vivere nella maniera più semplice possibile, senza tanti sfarzi e cose inutili, vivo cercando una persona coerente, con quello che penso e quello che faccio. E’ difficile rimanerlo nel tempo, questo lo so, ma la mia missione è questa, per ora. Parlare di valori è difficile in questo momento storico, posso parlare dei valori in cui credo personalmente, l’amicizia è la cosa più importante per me…e gli affetti.

Che cosa significa per te vivere il quotidiano ?

Vivere il quotidiano significa rispettare la gente. Questo è Categorico.

Che cosa ti spaventa in maniera particolare oggi ?

L’ipocrisia che attanaglia le persone, la politica che rincoglionisce la gente, come la televisione di bassa lega (show televisivi). Ma purtroppo tutto è legato.

Che genere di rapporto hai con i tuoi genitori ?

A questa domanda, scusa non rispondo.

Il cinema e i libri, cosa impegna di più ?

Mi sono molto vicini, la letteratura dovrebbe andare insieme col teatro, col cinema, con la pittura, con la fotografia, la musica nello stesso binario, ma purtroppo in Italia questo spesso non avviene ed è un peccato!

Il tuo futuro…?

Il mio futuro è una serie televisiva per Canale 5, una storia molto interessante sulla bonifica dell’Agro Pontino, ai tempi del Duce. Poi cinema, e sicuramente un altro romanzo.

Verrai in Sardegna per la presentazione del libro ?

Spero di venirci al più presto, prima avevamo una casa che poi è stata venduta. Devo dire che la Sardegna mi manca parecchio.

- IGNAZIO MARCEDDU -

Riferimenti: SITO DI IGNAZIO MARCEDDU

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