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Archivio 9 Giugno 2005

CINEMA – I colori dell’anima – Modigliani

9 Giugno 2005 Commenti chiusi


CINEMA

- IN PROGRAMMAZIONE A SANT’ANTIOCO -

I COLORI DELL’ANIMA – MODIGLIANI

GENERE: Biografico
REGIA: Mick Davis
CAST: Andy Garcia, Elsa Zylberstein, Eva Herzigova, Omid Djalili, Udo Kier, Hyppolite Girardot
NAZIONE: Coproduzione USA-Italia-Francia-Germania
DURATA: 127′
DISTRIBUZIONE: Istituto Luce
Sito ufficiale: www.modiglianithemovie.com

TRAMA - 1919. La Grande Guerra si è conclusa e la vita notturna di Parigi è piena di passioni oscure ed ossessioni incontrollabili. Al Café Rotonde, rifugio di una cerchia di artisti, c’è un tavolo come non si è mai visto nella storia: Picasso, Rivera, Stein, Cocteau, Soutine, Utrillo e Modigliani. Si racconta per la prima volta l’aspra rivalità tra Picasso e Modigliani: due uomini invidiosi l’uno dell’altro e del loro talento, la loro arroganza e le loro passioni.
Ma è anche il racconto della più grande tragedia amorosa della storia dell’arte. Jeanne Hebuterne era una bellissima ragazza cattolica che aveva una sola colpa: suo padre non l’aveva perdonata di essersi innamorata di un ebreo, Modigliani.

RECENSIONE

Quando partono i titoli di coda di un film come “I colori dell’anima” viene da pensare subito che sarebbe tranquillamente potuto finire con venti minuti di anticipo. Subito dopo ti rincorre il pensiero che, in effetti, sarebbe potuto terminare anche 127 minuti prima (tanto dura il film).
E capisci che, magari, proprio un gran bel film non era.
La moda del biopic investe anche il mondo della pittura, finora di recente non ancora sfiorato. Lo fa entrando a piedi uniti nella problematica e tormentata vita di Amedeo Modigliani, interpretato da un Andy Garcia gigione come non mai.
Lo svolgimento dello script (che pur presenta risoluzioni improponibili di alcuni nodi narrativi) e una regia senza infamia e senza lode, che ha però lo (scarso) merito di non inscatolare la storia negli intrecci di un classico dramma sentimental-rievocativo di stampo hoollywoodiano lascerebbero pure ben pensare da un certo punto di vista.
Il vero problema, che mina e su cui si costruisce l’architettura del film, è che tutta l’opera si basa su un assunto che ne smonta totalmente la credibilità. E cioè che, tanto smodata e fracassona fu la vita di Modigliani, così eccessivo e sopra le righe debba essere il comportamento dei personaggi e i passaggi chiave. Tanto che ci si ritrova ad essere basiti davanti ad alcuni comportamenti messi in mano a figure storiche realmente esistite (fa impressione vedere Picasso estrarre una spada ed esclamare “Quando un samurai estrae la sua sciabola deve essere versato del sangue!”). E il punto di vista della giovane moglie Jeanna (Elsa Zylberstein), che è alla fine il vero filo rosso che guida lo spettatore nella vicenda, pacato e riflessivo, non riesce di certo a mitigare scelte filmiche se non altro discutibili.
Il film non accosta, tra l’altro, una messa in scena coerente all’assunto su cui giostrano tutte le sue altre componenti (musica inclusa), fattore che arriva a minare ulteriormente il castello di carte costruito da Mick Davis.
Anche se ci si volesse appellare alla labile controprova emozionale, l’opera ne uscirebbe, tutto sommato, perdente. Il climax narrativo non viene mai sciolto veramente, forse perché non viene mai compiutamente introdotto, e un brivido lungo la schiena corre soltanto nella seconda parte del film, in quelle scene sulla presentazione del quadro “Jeanne” che, se fossero state poste come finale della pellicola ne avrebbe di certo risollevato (in parte) le sorti.
Modigliani, assunto nell’Olimpo dei (semi)dei della pittura, non si può dire che superi altrettanto brillantemente la prova del grande schermo.

[ Pietro Salvatori - dal sito FILM.UP LEONARDO ]

- IN PROGRAMMAZIONE A SANT’ANTIOCO -

Cinema IL PICCOLO
Film in programma da VENERDI’ 10 a MERCOLEDI’ 15-06-2005
FERIALI – ore 21.30
SABATO – ore 21.30
DOMENICA – ore 19.00 – 21.30

Riferimenti: CINEMA IL PICCOLO

CRONACA – Sant’Antioco – Spiagge: alghe, rifiuti e zero servizi

9 Giugno 2005 Commenti chiusi


CRONACA

- da L’UNIONE SARDA di oggi -

Sant’Antioco
Da Cala Lunga a Maladroxia un tour tra le località balneari più frequentate
SPIAGGE : ALGHE, RIFIUTI E ZERO SERVIZI
Per i primi turisti neppure un chiosco o un ombrellone

Spiagge al naturale.
Non è uno slogan ma la realtà luno la costa di Sant’Antioco.
Per tutto l’inverno le mareggiate hanno riversato sulla costa tonnellate di alghe, rami, buste e contenitori di plastica. Ebbene sono ancora lì! L’estate è arrivata ma la pulizia degli arenili è ancora da venire.
Non basta. Non hanno ancora iniziato a lavorare neppure le varie cooperative o le società che offrono a pagamento ombrelloni, sdraio e pedalò. Così il quadro è completo: spiagge sporche e senza servizi.

CALA LUNGA
È la spiaggia più lontana dal paese e appartiene per metà a Calasetta. Per anni è stata lasciata in balìa di se stessa. Lo scorso anno un imprenditore ha aperto un chiosco, offrendo una parvenza di servizio: meglio quello che niente. Ma, per il momento è ancora chiuso anche quello. E non c’è traccia neanche della bonifica della foce del torrente che sfocia nell’insenatura e dove in pena estate ristagna (e marcisce) l’acqua.
Merita un quattro meno meno.

CALA SAPONE
La spiaggia è sommersa sotto una lunga distesa di alghe.
Il bus privato che assicura i collegamenti è ancora in garage. La spiaggia è frequentatissima specialmente dai giovani che però si rifugiano sugli scogli e le calette vicine. Pochi i posti auto ma il parcheggio custodito non funziona. L’unico chiosco è sprangato ma per un caffè c’è il bar del vicino camping.
Voto quattro e mezzo.

COEQUADDUS
La spiaggia è bella quanto desolata.
Caratterizzato dal colore scuro della sabbia per l’alta concentrazione ferrosa, l’arenile è ancora invaso dalle alghe e rifiuti vari. I bagnanti provvedono a ripulirsi lo spazio sotto l’ombrellone. Non sono ancora in funzione bagni, servizi, parcheggi a pagamento e punto di ristoro che pure esistono.
Voto cinque.

MALADROXIA
È la spiaggia più “in” dell’isola.
Incastonata in un sobborgo che le varie amministrazioni comunali vorrebbero fare diventare frazione, può contare al momento solo sui servizi offerti da chioschi e bar privati mentre la spiaggia non abbisogna di grandi interventi. La pulizia dell’arenile come i parcheggi a pagamento anche a Maladroxia non sono stati ancora attivati. Funzionano, invece, bagni e docce comunali anche senza pulizia e guardiani.
Voto, Sei meno.

IS PRUINIS
La lunga distesa di sabbia bianca a due chilometri dall’abitato sino ad una decina di anni fa era la “spiaggia del primo sole”. Le signore la frequentavano per la prima abbronzatura.
Adesso è off limits per via del depuratore fognario e il comune non provvede più alla pulizia dell’arenile.
Voto, non classificata.

Il Comune
A differenza degli altri centri costieri il Comune provvede alle spiagge in modo autonomo. Dal 1993 per la pulizia degli arenili vengono utilizzati parte dei finanziamenti della legge regionale per l’occupazione. L’amministrazione di Eusebio Baghino ha portato avanti questa strategia decidendo di attingere alle risorse messe a disposizione dalla Regione per affidare alla Ifras, la società che ha assorbito una parte dei lavoratori socialmente utili, i lavori più impegnativi. La pulizia giornaliera degli arenili, invece, è stata affidata a una cooperativa, mentre dei bagnini e del servizio di salvamento a mare si occupa una società che fa parte della Protezione civile. Per il momento però la macchina-estate è ancora ferma. Forse se ne occuperà la giunta convocata per la settimana prossima.

[ Tito Siddi - da L'UNIONE SARDA del 9 Giugno 2005 ]
Riferimenti: L’UNIONE SARDA

CULTURA – Un itinerario archeologico per valorizzare il Museo

9 Giugno 2005 Commenti chiusi


CULTURA

- da L’UNIONE SARDA di oggi -

SANT’ANTIOCO

Un itinerario archeologico per valorizzare il Museo

Il nuovo Museo archeologico di Sant’Antioco potrebbe diventare il punto di riferimento di un itinerario culturale e turistico che comprende tutti i siti archeologici del Sulcis.
Un progetto di questo genere, se venisse finanziato dallo Stato e dalla Regione, consentirebbe di disporre delle risorse necessarie per gestire il museo che attende da trent’anni di essere aperto. Il progetto di inserire la struttura in un itinerario archeologico territoriale è stato preso in esame, ieri, da una delegazione composta da un funzionario del ministero dei Beni culturali da alcuni funzionari degli assessorati regionali alla Pubblica istruzione e Programmazione che ha visitato il nuovo museo.
Doveva essere valutata l’importanza dell’esposizione per il suo inserimento in un programma integrato che, finanziato da Stato e Regione, possa valorizzare le ricchezze culturali del territorio. Del progetto, oltre a Sant’Antioco, dovrebbero fare parte tutti gli altri centri che possiedono testimonianze storiche e archeologiche, comprese quelle mineraria e industriali.
A fare gli onori di casa è stato il direttore del museo Piero Bartoloni che ha illustrato alla delegazione l’itinerario che si snoda lungo le sei sale. Il museo di Sant’Antioco è tra i più importanti sulla cultura punica.

[ Tito Siddi - da L'UNIONE SARDA del 9 Giugno 2005 ]
Riferimenti: L’UNIONE SARDA