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CRONACA – Gli articoli di oggi

10 Giugno 2005

CRONACA

GLI ARTICOLI DI OGGI
- da L’UNIONE SARDA di oggi -
SANT’ANTIOCO – Liquidate dal Consiglio le società miste comunali
CARBONIA – Estate 2005. Le regole per i locali all’aperto
SANTADI – Un patto tra sei Comuni per creare il parco del Sulcis

SANT’ANTIOCO
LIQUIDATE DAL CONSIGLIO LE SOCIETA’ MISTE COMUNALI
Su richiesta della Corte dei Conti

Società miste addio. Il Comune di Sant’Antioco ha deciso di chiudere definitivamente con le società miste create dalla precedente amministrazione comunale con alcuni privati.
Società miste addio
A scrivere la parola fine sarà, mercoledì prossimo, il Consiglio comunale. Convocati alle 18 in seduta straordinaria urgente i consiglieri saranno chiamati, appunto, a discutere ed approvare una delibera che sancisce ufficialmente lo scioglimento delle società Mari Biu e Sps. «La decisione nasce dalla richiesta della Corte dei Conti che, dopo una indagine effettuata sulle società miste della Provincia di Cagliari – spiega la segretaria Comunale Adriana Morittu – ha sollecitato le amministrazioni comunali a chiudere queste esperienze non riuscite».
La Corte dei Conti
Il Comune di Sant’Antioco ha così deciso di seguire le indicazioni della Corte impegnandosi a procedere allo scioglimento delle due società delle quali era azionista per il 51 per cento. La deliberà verrà poi trasmessa ai consigli di amministrazione delle due società che, in base alle norme vigenti, provvederanno a metterle in liquidazione. Il 22 ottobre del 2001 l’allora commissario prefettizio Maria Paola Pani, allarmata dall’interesse della magistratura da un lato e della Corte dei Conti dall’altro, nei confronti della società mista Mari Biu e confortata dal parere dei legali, aveva deciso con una delibera di sciogliere le società miste. Manifestazione d’intenti
«Quella di allora, però, fu solo una manifestazione di intenti – continua la segretaria comunale – mentre ora il Consiglio si accinge ad approvare un atto formale che darà avvio al procedimento di scioglimento». Il sindaco Eusubio Baghino non commenta la decisione. «Il Consiglio è sovrano sulle decisioni – afferma – al mio insediamento ho detto che non volevo avere rapporti con queste società e ho sempre mantenuto questa linea».
Zona a rischio
Mari Biu, costituita con la privata Sulcis Città del mare doveva provvedere, con dieci miliardi dei finanziamenti per la zona ad alto rischio d’impatto ambientale, al risanamento dello stagno di Is Pruinis. La Sps, invece, fu costituita insieme ad un gruppo di professionisti con l’intento di progettare e trovare finanziamenti per opere pubbliche. [Tito Siddi]

CARBONIA
Estate 2005
LE REGOLE PER I LOCALI ALL’APERTO

Musica by night dal 21 giugno al 21 settembre. In due ordinanze emanate nei giorni scorsi ecco il vademecum per chi si accinge a organizzare spazi ricreativi e spettacoli per l’estate che sta per cominciare. Chi non rispetta le regole rischia sanzioni amministrative che vanno da un minimo di 100 euro a un massimo di 500.
I decibel
La prima ordinanza stabilisce che gli spettacoli pubblici e gli intrattenimenti musicali organizzati dai pubblici esercizi all’interno o all’esterno dei locali, non possano protrarsi entro l’una del mattino e, per venire incontro alle esigenze dei residenti, è stato diminuito a 40 decibel il livello massimo consentito per le emissioni sonore rilevabili all’esterno dei locali e per le manifestazioni all’aperto. In pratica i gestori di locali e chioschi, per ottenere l’autorizzazione ad organizzare intrattenimenti musicali, dovranno dichiarare di aver verificato i livelli di pressione sonora massima degli impianti e di essersi accertati che non superino i 40 decibel (alla dichiarazione dovrà essere allegata la relazione dei tecnico che ha eseguito la rilevazione sugli impianti).
I programmi
Nella stessa ordinanza si precisa che spettacoli e intrattenimenti vari organizzati dai gestori di chioschi e locali non si devono svolgere i concomitanza con le manifestazioni organizzate nell’arena Mirastelle o in piazza Marmilla. In questo modo si eviteranno inutili concorrenze e si farà in modo di offrire ogni sera a cittadini e turisti diverse opportunità di svago senza per forza dover lasciare la città.
Le bevande
La seconda ordinanza (già in vigore dal primo giugno) prevede regole per la somministrazione delle bevande da asporto: fino al 30 settembre, dalle 22 e fino alla chiusura dei locali, non potranno essere vendute bevande da asporto contenute all’interno di contenitori di vetro. Il provvedimento si è reso necessario a causa dell’incivilità di tutte quelle persone che la notte lasciano per strada un’enorme quantità di bottiglie vuote creando problemi di sicurezza oltre che di decoro urbano.
[s. p.]

SANTADI
Oasi naturalistica tra boschi e spiagge bianche
UN PATTO TRA SEI COMUNI PER CREARE IL PARCO DEL SULCIS

Più piccolo, più sorvegliato e, soprattutto, con un occhio puntato al turismo. Il Parco del Sulcis si prepara a rifarsi il look e a stringere un patto con la costa cagliaritana all’insegna di spiagge bianche e boschi incontaminati. I Comuni di Santadi, Assemini, Uta, Pula, Villa San Pietro e Sarroch si stanno rimboccando le maniche e, con l’assessorato regionale all’Ambiente, sono al lavoro per il varo di una legge regionale che possa (finalmente) dare il via alla valorizzazione della grande oasi verde.
La rivoluzione
Parte da Pantaleo, località montana di Santadi, la rinascita del Parco del Sulcis. A margine della Festa della montagna, tra lecci e sughere, il sindaco di Santadi lancia la sfida. «Il Parco del Sulcis sarà più piccolo, più controllato e dotato di una struttura più snella», spiega Elio Sundas. E la novità allo studio non è di poco conto. «Innanzitutto – aggiunge Sundas – verrà ridotta l’area interessata dal parco e il numero dei Comuni che vi ricadono». Una sorta di robusta dieta dimagrante, insomma.
La proposta di legge
La proposta di legge, infatti, prevede che i Comuni rientranti nel parco siano solo sei: Santadi, Assemini, Uta, Pula, Villa San Pietro e Sarroch, appunto. Anche l’area del parco dovrebbe essere ridotta: dagli oltre centomila ettari previsti si passerà a poco più di ventimila. Ma non solo. Il nuovo Parco del Sulcis sorgerà su aree già sottoposte a vincolo e interdette alla caccia: si tratta di ampie zone boscose controllate dall’Ente foreste, dal Wwf e sorvegliate pure dal Corpo forestale. «In questo modo – aggiunge Sundas – non andremo a invadere altri spazi. Inoltre, per gli allevatori non ci dovrebbero essere problemi visto che il pascolo, all’interno del parco, verrà solo disciplinato».
I soggetti interessati
Dopo anni in cui il Parco del Sulcis è praticamente rimasto sulla carta, la rivoluzione è pronta. La Regione e i Comuni, d’accordo con l’Ente foreste (che gestisce l’immenso patrimonio boschivo del Sulcis), sono si stanno preparando per l’appuntamento. «È dal 2000 che ci stiamo lavorando. Del resto, per la sua istituzione, sono previsti anche dei finanziamenti. È poca roba – ammette il sindaco Sundas – ma ci sono». Per il controllo del polmone verde poi non ci sarebbero problemi. «La gestione del parco – aggiunge Sundas – sarà affidata ai Comuni che si uniranno in un Consorzio». E neppure la volontà delle comunità interessate verrà trascurata. «Tutt’altro – conclude Sundas – i cittadini saranno chiamati ad esprimere il loro parere sull’iniziativa». Ma è soprattutto ai turisti che affollano le spiagge da Teulada a Sarroch che il Parco del Sulcis è pronto a rivolgersi. «Gode di una posizione strategica – conclude Sundas – visto che può contare sull’aeroporto di Elmas, il porto di Cagliari, il Consorzio 21 e una zona costiera ricca di strutture ricettive». Gli ingredienti giusti, insomma, perché il parco possa regalare (finalmente) quelle opportunità di sviluppo e di lavoro da sempre inseguite.
[Maurizio Locci]

- Articoli tratti da L’UNIONE SARDA del 10 Giugno 2005 –
Riferimenti: L’UNIONE SARDA

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