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Archivio 11 Giugno 2005

CULTURA – Le Catacombe di Sant’Antioco

11 Giugno 2005 Commenti chiusi


CULTURA

Ignazio Marceddu
LE CATACOMBE DI SANT’ANTIOCO

In passato gli storici sardi diedero scarsa attenzione alle catacombe e alla Basilica di Sant’Antioco, essi nella zona del Sulcis erano più attratti dalle ricerche archeologiche dei siti punico-romani, ma non erano gli unici, tra questi va annoverato un folto gruppo di studiosi stranieri. Tutto questo fino al 1982, quando Antonio Tarantelli cominciò una vera indagine scientifica sia sulle catacombe che sulla basilica del Martire Sulcitano. Egli, dopo tali studi, ritenne che l’apogeo di Sant’Antioco, fosse l’unico sito in Sardegna a meritare il termine di “catacombe”. La sua affermazione sollevò diatribe in seno alla comunità scientifica, ma in seguito si dimostrò essere reale, poiché per la posizione strategica e topografica in cui era inserita l’antica Sulci facevano del centro urbano uno dei più importanti centri commerciali dell’Isola.
Sono documentabili le pesanti sanzioni a cui venne sottoposta durante il regno di Cesare. Essa fu inoltre l’unico scalo della manodopera degli schiavi adibiti ai lavori nelle miniere, aspetto questo che sottolinea l’export commerciale della Sardegna non solo sul piano del grano e olio, ma anche per quanto concerne il materiale minerale.
Nonostante l’archeologia in Sardegna abbia ricevuto nuovo vigore dagli scavi del sito Cornus (Oristano), l’ipogeo di Sant’Antioco rimane una pietra miliare e un punto di riferimento per ulteriori analisi scientifiche.
Vedere invece oggi lo stato in cui versano alcuni siti sardi, e in maniera speciale gli scavi di Cornus, è davvero desolante. La mancanza dei fondi per poter avviare campagne di scavi archeologici, mette ulteriormente in pericolo questi siti ad eventuali saccheggi.
Per quanto riguarda la Basilica di Sant’Antioco, tutto parte da un ripristino effettuato nel 1968-69 (strutture e pavimento della Basilica), in cui emersero nuove scoperte di altri vani, ma vennero anche denunciate violazioni di alcune tombe da parte di ignoti nel vano E .
Si tentò di ricostruire una nuova pianta, che successivamente apparvero del tutto insufficienti, poiché sotto la cupola e il quadrivio vennero scoperti altri due ipogei (vano H ed I), comunemente chiamati “Catacomba di Santa Rosa”, che la tradizione vuole sia la madre del martire Sant’Antioco. Questa nuova pianta appare limitata da eventuali ricognizioni per via della costruzione della casa parrocchiale avvenuta nel 1931, impedendo pertanto un completamento delle tavole che consentano una reale situazione dell’ipogeo. Si ha pertanto un’idea vaga delle catacombe, che presentano una serie di cunicoli ai quali si accede a diverse tombe scavate nel tufo, molte delle quali risalenti al periodo punico (probabilmente i loculi furono riutilizzati ed ampliati, se ne contano sette, ma potrebbero essere molti di più). Quelli attualmente conosciuti sono i livelli A+B+L ; D, E, F, G, con diverse misurazioni sull’asse del muro tufaceo.
Tutte queste catacombe si irradiano per il sottosuolo del pavimento della Basilica, spesso soggette ad azione erosiva e umidità. Alcuni di questi loculi presentano dei dipinti.
Nella località “Is Pirisceddus”, nella necropoli settentrionale, si possono osservare ulteriori allargamenti che presentano influenze di stile pagano-romano, soggette credo successivamente a possibili adattamenti di culto cristiano. Questo particolare dimostra che l’ipogeo ha varie derivazioni e influenze di stili, comprese quelle cultuali (pagane, cristiane, puniche).
Si ha ragione di credere che sotto la Basilica e attorno alla sua area, ci fosse un immenso cimitero di varie etnie. Il Tarantelli individuò in proposito una serie di frammenti di vetro, oro, e ceramiche che escludono somiglianze ad altri rinvenuti nei vari siti sardi, quindi difficilmente collocarli a livello cronologico. Questo è a mio avviso un aspetto importante sul piano del cristianesimo, dimostra che esso si è integrato gradualmente nel Sulcis, avvenuto grazie agli scambi commerciali, oltre alle mercanzie alcuni o più negotiatores portavano con se espressioni culturali (non solo paganesimo, ma anche giudaismo e cristianesimo), è anche possibile avanzare in proposito l’ipotesi che in alcune circostanze essi abbiano utilizzato in maniera occasionale gli ambienti della necropoli .

Sul prossimo articolo parleremo dei dettagli che presentano alcune catacombe, della cripta e dei frammenti artistici rinvenuti nell’arcosolio.

- IGNAZIO MARCEDDU -

Riferimenti: SITO di IGNAZIO MARCEDDU

SPORT – Volley – Una colletta per salvare l’Olimpia

11 Giugno 2005 Commenti chiusi


SPORT – VOLLEY

- da L’UNIONE SARDA di oggi -

Sant’Antioco. I dirigenti: una sottoscrizione ci consentirebbe di partecipare al campionato
UNA COLLETTA PER SALVARE L’OLIMPIA
Conti in rosso, la storica società di volley rischia la chiusura

Uniti per salvare l’Olimpia.
La squadra di volley di Sant’Antioco rischia di scomparire dalla città e dal mondo della pallavolo che conta. Troppi debiti e lo spettro di una ulteriore decurtazione, si parla del venti per cento rispetto a quello dello scorso anno, del finanziamento erogato dalla Regione.

La sottoscrizione
“Tutti per lo sport, Olimpia pallavolo per tutti” è il titolo della proposta di sottoscrizione lanciata dalla Società che chiama a raccolta l’amministrazione comunale e i tifosi, i ragazzi e i loro genitori e quanti amano questo sport che ha portato Sant’Antioco, con la storica promozione in A1, nel mondo nazionale ed internazionale della pallavolo. La società, insomma, lancia un appello: « Viviamo una situazione molto grave con un bilancio in rosso – spiega Salvatore Cabras portavoce della società – questo significa retrocessione nel prossimo campionato e quindi la scomparsa della società».

Il campionato
L’Olimpia ha appena terminato il campionato nazionale di B1 che ha chiuso al quinto posto su 14 squadre con un risultato sorprendente e lusinghiero. «Risultato consentito da una dirigenza che fino ad oggi – continua Cabras – ha consentito, con grandi sacrifici economici e con molta passione, la permanenza a Sant’Antioco della pallavolo che conta». I dirigenti, però, si sono resi conto di non poter più contare esclusivamente sulla passione e così, improvvisamente, il futuro della pallavolo si è fatto buio.

Conti in rosso
La conclusione dell’anno sportivo appena trascorso ha visto nella casse della società uno sbilancio di quasi 38 mila euro. Di fronte a questa situazione la società dispera di poter tenere in vita la squadra: troppo grandi gli impegni finanziari da affrontare. Ecco perché l’appello alla città. «Per poter proseguire con tranquillità ci basterebbe al momento di colmare il disavanzo – conclude Salvatore Cabras – questo ci darebbe nuova fiducia e la possibilità di iscrivere senza problemi la squadra al prossimo campionato. Poi si vedrà. Il finanziamento regionale anche se decurtato ci garantirebbe di affrontare un campionato tranquillo».

Uno sforzo comune
Ecco perché è nato un progetto promozione della pallavolo cittadina: vedendo unita la città e le sue istituzioni consentirebbe di mantenere la pallavolo a Sant’Antioco. Basterebbe uno sforzo comune, nuova provincia compresa, e la Vba Olimpia potrebbe sopravvivere. Magari non consentirà di non sognare nuovi successi ma almeno scongiurare che la partita giocata il 14 maggio scorso non sia stata l’ultima gara del grande volley nel palasport di Sant’Antioco.

[Tito Siddi - da L'UNIONE SARDA del 11 Giugno 2005 ]

Riferimenti: SITO VBA OLIMPIA VOLLEY

News e Appuntamenti

11 Giugno 2005 Commenti chiusi

NEWS

SANT’ANTIOCO – Golfo di Palmas nuova protesta dei pescatori - Da lunedì i pescatori della marineria di Sant’Antioco riprenderanno la protesta sulla vertenza degli indennizzi per il fermo pesca militare. L’appuntamento è fissato intorno alle nove nelle banchine del porto commerciale di Ponti dove convergeranno le imbarcazioni. I pescatori e la Cgil di categoria hanno annunciato la ripresa della protesta con un comunicato in cui non escludono che la mobilitazione possa proseguire a oltranza, per mare e per terra, sino alla soluzione definitiva della vertenza. La ripresa della protesta della marineria di Sant’Antioco nasce dal fatto che i pescatori non abbiano ancora ricevuto una parte dei vecchi indennizzi (pari al 12 per cento), trattenuta dal ministero come garanzia per una inchiesta della Procura che vedeva indagati per truffa allo Stato 73 pescatori. L’inchiesta si era conclusa con l’assoluzione generale ma gli indennizzi non sono stati pagati. [Tito Siddi - da L'UNIONE SARDA di oggi ]

SPORT – BASKETManca il campo, atleti in trasferta a Carbonia - Il Basket a livelli medio alti? Lo gioca la squadra cittadina, ma in trasferta. La Pallacanestro Iglesias, infatti, nonostante la promozione in serie C1 giocherà le sue partite di campionato a Carbonia perché in città non si trovano campi disponibili. O meglio, i dirigenti della società sino a ieri, termine ultimo per la comunicazione del campo da indicare alla federazione, non hanno ottenuto l’autorizzazione per l’utilizzo della struttura. Costretti a emigrare per potere giocare le partite casalinghe. «Avremmo dovuto indicare il campo della palestra dell’istituto tecnico commerciale e per geometri Enrico Fermi – spiega Filippo Triolo, dirigente della società – purtroppo l’istituto non ha dato risposte alla nostra richiesta di utilizzo e omologazione del campo». Omologazione che sarebbe dovuta arrivare a seguito di un sopralluogo della struttura da parte dei tecnici della federazione. Per ottenere l’autorizzazione dal consiglio d’Istituto è necessario aspettare al 17 giugno. Troppo per i tempi di una squadra che deve fare i conti con le scadenze. «Una presa in giro – aggiunge il dirigente della società di basket – dato che la scadenza era prevista per oggi (ieri per chi legge)». Risultato? «Abbiamo chiesto aiuto al comune di Carbonia che subito ci ha dato la possibilità di indicare e utilizzare la propria struttura – aggiunge Triolo – mentre da Iglesias non è arrivata neppure una parola». Agli atleti e appassionati che seguono le partite di basket non resta che andare in trasferta a Carbonia. Emigrati per forza. Anche quando si tratta di praticare uno sport che dà lustro alla città. [ d.m. - da LUNIONE SARDA di oggi ]

SPORT – CALCIO A 5 - Un grande Loceri, supera nettamente il Calasetta, davanti ad una splendida cornice di pubblico. Trascinati da un grande Pischedda si impongono per 9-2 sui sulcitani. [ da SARDINIA FUTSAL ]

GLI APPUNTAMENTI DI OGGI

CARBONIA – Rassegna d’arte AVANTARTE, presso il giardino Villa Sulcis. Esposte le opere di Alberto Spada.

IGLESIAS – Mostra CRESCENDO CRESCENDO. Museo di via Cagliari.

IGLESIAS – MINIERE: LUCI, OMBRE, IDENTITÀ, TERITORIO. Mostra fotografica da questa sera sino al 19 giugno. Istituto Minerario Giorgio Asproni di via Roma. Inaugurazione questa sera alle 17.30

IGLESIAS – Convegno per scoprire il Parco Geominerario, che avrà lo scopo di divulgare e promuovere, la conoscenza e le potenzialità del Parco. Ore 17.30, presso il centro culturale di via Asquer. Al convegno interverranno il giornalista Giancarlo Ghirra, Renzo Pasci e Giampiero Pinna dell’associazione Pozzo Sella, Piero Castelli dell’Università di Cagliari e Maurizio Mulas dell’Università di Sassari, il sindaco di Fluminimaggiore Piergiuseppe Massa, il presidente della provincia Pierfranco Gaviano e l’assessore regionale agli enti locali Gianvalerio Sanna.