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EDITORIALE – La grande vergogna

12 Giugno 2005


EDITORIALE

LA GRANDE VERGOGNA

Avete provato a fare un bel giretto per le spiagge del paese in questi giorni così soleggiati che ormai richiamano l’estate ?
Bene. Noi l’abbiamo fatto. Se l’avete fatto anche voi, vi sarete certo resi conto della penosa situazione in cui versano i nostri arenili.
Lo spunto per parlarne viene anche dall’articolo firmato Tito Siddi, uscito qualche giorno fa sull’Unione Sarda e riportato anche sulla Gazzettantiochense, che offriva una agghiacciante fotografia della situazione delle spiagge di Sant’Antioco a pochi giorni ormai dall’inizio della stagione estiva vera e propria.
Spiagge sporche, mai pulite dalla fine della scorsa stagione, piene di alghe e di ogni tipo di sporcizia. Nessun tipo di servizio, nessuna ricettività, niente di niente.

La situazione è di certo grave, assurda, vergognosa.
Perché questa situazione ? Perché questo menefreghismo ad oltranza ?
Sorge subito un’altra domanda: chi deve (o meglio, doveva) provvedere alla pulizia delle spiagge ? Il Comune ? Qualche cooperativa o società privata ? Chi ?
E perché nessuno l’ha (ancora) fatto ?
Tante domande, poche risposte. Come spesso accade a Sant’Antioco.

Ma il discorso dalla spiagge si allarga ad un problema ben più ampio.
È questo il turismo di Sant’Antioco ?
Mentre nella maggior parte delle zone turistiche sarde oramai la stagione turistica è iniziata (e da un pò), qui a Sant’Antioco non si capisce bene cosa stiamo aspettando a mettere in moto la “macchina-turistica”.
Siamo a Giugno inoltrato e ancora nessuno sa bene quale sarà il programma turistico per l’estate già alle porte.
Non vi pare ci sia qualcosa che non va, qualcosa di strano in tutto questo ?
Sentiamo e risentiamo parlare, fino alla noia, di “vocazione turistica” del paese e del territorio, il ritornello si ripete ormai da decenni e sopravvive al passare degli anni e delle varie amministrazioni. Eppure pare che le cose non siano cambiate poi molto.
Se non si cominciano a fare delle cose semplici e basilari per un paese “a vocazione turistica”, come pulire le spiagge o programmare la stagione, cosa pretendiamo ?
Aspettiamo forse l’arrivo dei (pochi) turisti e poi organizzeremo qualcosa ?
Aspettiamo che le iniziative piovano dal cielo o nascano spontanee come funghi dalla terra ?
Questa non è programmazione. E nemmeno è competenza.
Non siamo al livello della Costa Smeralda o di Alghero e Villasimius (lontane anni luce da noi). Ma nemmeno siamo al livello di realtà turistiche più piccole ma molto meglio organizzate, quali l’Ogliastra, Bosa, Cala Gonone e, senza andare molto lontano, Pula. Ma ce ne sarebbero tante altre.
Eppure il nostro mare non è certo meno bello o incontaminato. Il nostro territorio non è certo meno caratteristico e attraente. Non è certo meno interessante a livello storico o culturale. E allora ?
Probabilmente il problema sta più a fondo.

È, innanzitutto, un problema a livello regionale, dovuto alla mancanza ormai cronica di attenzione verso tutto il Sulcis-Iglesiente, da parte delle istituzioni. La nostra zona è sempre vista un pò come l’ultimo vagone di un treno (quello sardo) a cui destinare i rimasugli, gli avanzi di bilancio, quando ci sono. Mai una attenzione diretta, mai una promozione ben organizzata per questo territorio.

È, in secondo luogo, un problema di trasporti.
Arrivare nel Sulcis è un’avventura degna di Indiana Jones, che non in tanti hanno voglia e tempo di fare. Giungere nella nostra zona è diventato quasi proibitivo.
In aereo bisogna atterrare ad Elmas. Ma poi, da lì, è certo più facile raggiungere altre destinazioni (Villasimius in primis).
La Sardegna del nord ha due aeroporti attivi (non a caso, Alghero e Olbia). La Sardegna centrale ha due aeroporti, uno ad Oristano (in attesa di essere aperto, però c’è!) e uno in Ogliastra. La Sardegna del sud ha un solo aeroporto, Elmas.
Non vi sembra che ne manchi uno ? E secondo voi dove manca ?
Già, proprio nel Sulcis.
Le navi arrivano a Cagliari, Arbatax, Portotorres, Olbia. Mai nel Sulcis. Eppure gli approdi non mancano. Pensate, per fare un esempio, proprio al porto di Sant’Antioco (seppur coi suoi problemi).
La linea ferroviaria si ferma a Carbonia. Perché ? Vi sembra normale ? Ci sono un’altra trentina di chilometri per arrivare a Sant’Antioco, Calasetta, Carloforte, Portoscuso, San Giovanni e tutti gli altri paesi.
Per non parlare delle strade. La strada a quattro corsie si ferma ad Iglesias, un pezzo arriva sino alle porte di Barbusi. Anche questo è normale ? Forse per chi ci governa sì.

Infine, è senza dubbio un problema di competenze.
Certo, la volontà e l’entusiasmo delle persone sono ben accetti e possono fare molto, ma non riescono a nascondere alcuni limiti.
L’organizzazione di un settore così importante come il turismo richiede il lavoro di veri tecnici del settore. La programmazione dovrebbe essere affidata a persone veramente competenti e affidabili. Il marketing, le ricerche, le proposte sono tutti elementi basilari di una politica turistica e, di conseguenza, devono essere messi nelle mani di veri professionisti.
Se davvero si vuole trasformare la nostra economia, del paese e del territorio, per farla dipendere dalla tanto sospirata “vocazione turistica” niente può essere lasciato al caso. Non si può lasciare tutto nelle mani di improvvisati “operatori turistici”.
Pensiamoci…come stanno ora le cose ?

Tutto questo ci fa capire che non basta parlare di turismo o avere la buona volontà di realizzarlo per avere successo. Ci vuole molto, molto di più.
E se nemmeno riusciamo ad organizzarci per pulire le nostre spiagge dove vogliamo andare ? Di quale “vocazione turistica” continuiamo a parlare ?

[Aemme]

  1. The Snake
    17 Giugno 2005 a 13:26 | #1

    Sottoscrivo pienamente!
    Complimenti all’autore dell’articolo.
    Nel nostro paese non si combinerà mai niente di nuovo fino a quando ci sarà gente incompetente che pensa di poter organizzare tutto !
    Ma quale turismo ????

  2. Stefano
    17 Giugno 2005 a 13:33 | #2

    Pienamente d’accordo con l’autore !!!

  3. :-(
    1 Luglio 2005 a 11:23 | #3

    …che vizio….andare ad imputare agli altri i problemi di casa propria…
    La Regione che ci trascura, la mancanza di un aeroporto…mah…continuiamo così….
    “Ogni popolo ha il governo che si merita”….
    Altro che aeroporto….

  4. fasteri
    5 Luglio 2005 a 15:11 | #4

    Complimenti con l’autore dell’articolo. Su un paese che arriva in piena stagione turistica con le spiagge sporche (eccetto una…) e nessuna programmazione della stagione, c’è poco da cercare responsabilità oltre i confini dell’isola; le responsabilità sono tutte interne e se un’amministrazione comunale non è in grado di garantire neanche questi servizi minimi è chiaro che non si va da nessuna parte. Ma sul livello dell’attuale amministrazione comunale sarà meglio stendere un velo pietoso e rassegnarci a buttare via altri due anni della nostra storia, dopo averne già buttati tre, sperando che gli antiochensi, prima o poi, la smettano di cercare i super-uomini settantenni (terzo sindaco di 70 anni…) e riescano davvero a cambiare rotta e ad esprimere amministratori “normali”, solo con un pò di onestà, buon senso e amore verso quest’isola.

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