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Archivio 18 Giugno 2005

CULTURA – I libri di Sant’Antioco – Il dramma di don Pedro – Eligio Saiu

18 Giugno 2005 1 commento


CULTURA

I LIBRI DI SANT’ANTIOCO

ELIGIO SAIU
IL DRAMMA DI DON PEDRO
Episodi di vita seicentesca nel Sulcis-Iglesiente
(tra storia e romanzo)

Ci sono piccole perle nel mare della letteratura che quasi mai fuoriescono dall’anonimato e restano confinate in un limbo letterario in cui finiscono tutte quelle opere sconosciute e le cui pagine hanno incontrato solo pochi occhi per ammirarle. Di queste perle ce ne sono tante, perse nell’oblio o nella memoria di una ristretta cerchia di persone.
IL DRAMMA DI DON PEDRO è senza dubbio una di queste perle letterarie.
Non tanto per la storia in sé. Nemmeno per come viene narrata. E neanche per la Storia, quella con la S maiuscola, che descrive un’epoca antica e tempi assai lontani.
Lo è però per tutto questo insieme di cose che si incrociano nelle pagine dell’opera a formare un’attraente e affascinante intreccio tra storia e romanzo (proprio come dice il sottotitolo del libro) che non può non colpire o lasciare indifferente il lettore.
Il libro ha i suoi limiti, soprattutto vizi di forma, questo occorre dirlo subito, ma è altresì vero che il sapiente e smaliziato lettore di un’opera artistica, lontano da qualsiasi pretesa o aspirazione esclusivamente critica, sa andare oltre la forma e riesce ad arrivare al significato profondo del libro per coglierne la bellezza ed l’indiscutibile fascino.
IL DRAMMA DI DON PEDRO racconta essenzialmente la storia di due persone, Dona Esperança e Don Pedro, madre e figlio. Lei nobile spagnola che subisce una violenza da uno zio e, dopo varie peripezie, giunge in Sardegna, nel Sulcis. Lui, il frutto di quella violenza, strappato nell’infanzia dalla madre, che diviene il sacerdote di Villamassargia, ignaro di essere figlio di una donna diversa da colei che l’ha allevato.
Ma i personaggi del libro sono tanti. Ognuno con la sua storia e la sua vita, ma tutti figli di una terra, il Sulcis-Iglesiente, dura ma affascinante e seducente.
Nelle pagine di questa pregevolissima opera si alternano episodi, violenze, amori, delitti, feste, in un susseguirsi di storie che riescono a trasportare il lettore in un’epoca lontana e a renderlo partecipe dei sentimenti e delle vicende di quella gente.
Ma il libro ha anche il merito di portare a conoscenza del lettore la Storia della Sardegna e, in particolare, del Sulcis-Iglesiente, ricostruendo la vita del periodo e narrando avvenimenti storici realmente accaduti.
L’autore dell’opera è Eligio Saiu, meglio conosciuto come don Eligio, per tanti anni parroco di Villamassargia ed ora sacerdote a Sant’Antioco, nella parrocchia di San Pietro Apostolo. L’artefice di questo libro ha il grande merito di essere riuscito, grazie alla sua passione per la Storia della Sardegna, nella non facile impresa di narrare una bella storia condita da reali episodi di vita seicentesca, in continuo equilibrio tra storia e romanzo. Il concepimento dellopera non dev’essere stato facile, vista anche la grande mole di dati e documenti visionati, ma proprio per questo si rivela ancor più sentita e riuscita.
A questo punto sarebbe senz’altro bello riuscire a pubblicare una nuova versione de IL DRAMMA DI DON PEDRO. Una sorta di versione “restaurata” e meglio curata, per rendere l’opera più chiara e “depurata” dalle imperfezioni stilistiche e dai numerosi errori di ortografia presenti che la renderebbero ancor più apprezzabile e meritevole di considerazione.
Il consiglio finale è di leggere questo libro.
Credo dovrebbero farlo in primo luogo gli abitanti di Villamassargia. Perché il libro parla di loro, delle loro origini, della loro terra.
Ma dovrebbe farlo chiunque è interessato alla Storia della Sardegna in generale e, in particolare, del Sulcis-Iglesiente e di quello che era tanto tempo fa questo territorio.
Infine, ma non meno importante, dovrebbe leggerlo chi è alla ricerca di una bella e toccante storia.
Allora, forse, questa piccola perla di “letteratura sulcitana” riuscirebbe ad uscire da quell’anonimato che di certo non merita.

[ Aemme ]

GIA’ PUBBLICATI :
1 – ARTISTI ANTIOCHENSI – G.P.Piras

CINEMA – Gioco di donna

18 Giugno 2005 Commenti chiusi


CINEMA

- IN PROGRAMMAZIONE A SANT’ANTIOCO -

GIOCO DI DONNA
(Head in the clouds)

Anno – 2005
Nazione – U.S.A.
Distribuzione – Moviemax
Durata – 121′
Genere – Drammatico
Regia – John Duigan
Cast – Charlize Theron, Penélope Cruz, Thomas Kretschmann, Stuart Townsend
Sceneggiatura – John Duigan
Fotografia – Paul Sarossy
Musiche – Terry Frewer
Montaggio – Dominique Fortin
Data di uscita al cinema – 29 Aprile 2005
Sito Internet – www.sonyclassics.com/headintheclouds

In una notte di tempesta del 1933 il diciannovenne irlandese un pò imbranato Guy Malyon (Stewart Townsend) mentre sta lavorando alla scrivania della sua stanza nel celebre St John’s College di Cambridge viene interrotto dall’irruzione di una bellissima donna: è la famosa Gilda Bessé (Charlize Theron), ricca ereditiera dai costumi spregiudicati. Tra i due scoppia una fatale attrazione.
Tre anni dopo condividono un appartamento a Parigi, a Montmartre, insieme a Mia (Penelope Cruz), un’amica di Gilda fuggita dalla guerra civile spagnola. Quando la situazione in Spagna degenera, Guy e Mia partono per combattere i fascisti invasori.
Quando torna nella Parigi occupata, da agente alleato, Gilda è addirittura finita tra le braccia di un gerarca nazista

È un film, questo “Gioco di donna”, che cerca di intrecciare storia e intrighi privati dei protagonisti per mantenere alta l’attenzione dello spettatore. Siamo sinceri…il film non ci riesce e, anzi, la voglia di dormire rischia di prevalere sulla visione della pellicola.
Sarà per il tentativo, a nostro avviso fallito, di realizzare un attendibile affresco di un periodo storico che ancora oggi è oggetto di notevoli revisioni. Ma, di certo, è anche per l’incapacità del regista e di un cast che lascia alquanto a desiderare. Intendiamoci, l’opera in sé non è da buttar via ma non riesce quasi mai ad appassionare veramente lo spettatore e, allora, cosa rimane di un film che fa, o dovrebbe fare, della passionalità la sua forza ? Poco a nostro avviso.
Il regista John Duigan, anche sceneggiatore ed autore del soggetto (nonchè romanziere di successo, ha scritto anche il libro da cui il film è tratto) riesce a raggiungere la sufficienza quando descrive un’epoca così intensa e i suoi raffinati ambienti; ma nella narrazione stenta e non riesce a conquistare lo spettatore e a trasmettergli emozioni. Tanto che per arrivare alla fine della storia il regista sembra affidarsi più al mestiere e alla furbizia che a reale ispirazione narrativa.
Il film si trasforma presto in una sorta di soap opera cinematografica e niente più, il che non era certo nelle intenzioni dell’autore.
Da apprezzare le musiche e la prova di Charlize Theron (tuttavia molto al di sotto di quella offerta in “Monster”). Mentre Penelope Cruz offre la solita banale interpretazione tanto che ci chiediamo come possa continuare a recitare offrendo solo e sempre due espressioni facciali, felice (con sorriso) e triste (con lacrime).
Il resto, come detto, è una polpettone noioso e spesso insensato, dove ogni personaggio ha il suo preciso ruolo come marionette guidate dal burattinaio-regista: così i Nazisti sono biondi e molto cattivi, gli antifascisti sono passionali, belli e vincenti.
Il finale ? Bè, inutile dirlo, lo capirete subito !
A chi consigliamo il film ?
A nessuno, a meno che non siate amanti della guerra civile spagnola o fans sfegatati della bellissima Charlize Theron.

VOTO GA – 5

FILM IN PROGRAMMAZIONE A SANT’ANTIOCO

CINEMA IL PICCOLO
DA VENERDI’ 17 A MERCOLEDI’ 22 GIUGNO

ORARI
Feriali ore 21.30
Sabato ore 21.30
Domenica ore 19.15 – 21.30

PREZZI
Intero euro 5.50 – ridotto 4.00
Tutti i lunedì (non festivi) – euro 4.50

Riferimenti: SITO CINEMA IL PICCOLO