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Archivio 23 Giugno 2005

CRONACA – Servitù, scoppia la guerra tra poveri

23 Giugno 2005 Commenti chiusi


CRONACA

- Articoli tratti da L’UNIONE SARDA di oggi -

SANT’ANTIOCO – La gaffe
SERVITU’, SCOPPIA LA GUERRA TRA POVERI
S. Antioco, i pescatori bloccano il porto: indennizzi anche a noi

Sono arrivati di buon mattino con sedie, tavoli di plastica, ombrelloni e borse frigo. In men che non si dica hanno apparecchiato il molo Sanità che sembrava una sagra paesana. Ma si trattava dell’ennesima drammatica protesta dei pescatori del Sulcis.
La paralisi nel porto
Molo Sanità, scalo marittimo di Ponti. Protesta dei pescatori, atto secondo. I tavoli attorno ai quali sono riunite, come in un surreali pic nic, decine di pescatori, bloccano la rampa d’accesso alle stive del “Major”, traghetto tutto merci noleggiato dall’Esercito per trasferire in Sicilia i mezzi della Brigata Aosta, unità corazzata che, a dispetto del nome, è di stanza a Messina. Centinaia di blindati “Centauro” e di cingolati per il trasporto truppe affollano la banchina in attesa, i motori tacciono. La “Major” doveva salpare attorno alle dieci per Palermo, ma senza l’Aosta non si parte.
Tensione
È scoppiata la pace? Macché i pescatori sono sul piede di guerra. Ce l’hanno indirettamente con i soldati colpevoli di monopolizzare il mare davanti del Sulcis per i loro giochi di guerra. Ma non avevano strappato al Governo la promessa di nuovi indennizzi per compensare le giornate di lavoro perse? Vero, verissimo. Con un piccolo particolare: quella vertenza interessava una sessantina di pescatori, non più di trenta barche con base a Sant’Anna Arresi e Teulada. Soltanto loro hanno ottenuto che l’indennizzo per fermo militare schizzasse (nel caso di un capobarca) da cinque e undicimila euro all’anno. Sono rimasti fuori i pescatori di Sant’Antioco, il grosso della marineria del Sulcis, 170 barche, 450 addetti. «Eppure gettiamo le reti accanto a loro, veniamo cacciati dalle motovedette come loro, non possiamo uscire in mare quando si spara esattamente come accade a loro», denuncia Gianni Crastus, uno dei portavoce dei pescatori sulla banchina.
Indennizzi per tutti
Insomma se il mare è uguale per tutti anche gli indennizzi devono esserlo. «Lavoriamo nel Golfo di Palmas, chiediamo che venga estesa anche a noi la specificità riconosciuta a Teulada e Sant’Anna Arresi», incalza Antioco Senis, 57 anni. Il presidio non smobilita anche se si rischia una denuncia. Sugli ombrelloni spuntano le bandiere rosse della Cgil, come i capellini con i quali i pescatori cercano di proteggersi dal sole. Perché questa è anche una vertenza politica. La Cgil, da sempre in prima linea con i pescatori contro le servitù militari infatti, si è sentita tagliata fuori dall’accordo trasversale che ha premiato i pescatori teuladini e arresini: «Chiediamo che la trattativa venga riportata sul tavolo istituzionale che comprende ministero, Regione, sindacati e associazioni: c’era un protocollo da discutere e rinnovare, dobbiamo ripartire da lì», spiega Mimmo Siddu, segretario di categoria. Insomma la fuga in avanti dei cugini del Basso Sulcis non è stata gradita, qualcuno parla di mossa politica: loro con il sottosegretario Salvatore Cicu, gli altri con la Cgil e Renato Soru. E al governatore viene lanciato un appello: non firmi se la specificità raddoppia indennizzi non verrà riconosciuta anche ai pescatori di Sant’Antioco.
Il presidente
Un impegno che proprio Renato Soru in persona sottoscrive, ma solo in parte, quando il caldo è al culmine e il governatore arriva nel porto con un seguito di consiglieri della maggioranza. Soru, infatti, ribadisce due concetti: via le servitù militari dal Sulcis e, intanto, indennizzi uguali per tutti. Inoltre, sarebbe inutile bloccare l’accordo che riguarda i pescatori di Teulada e Sant’Anna Arresi: va incassato e esteso. Quindi un impegno: investire il Consiglio regionale chiamato (proprio ieri) a discutere e a pronunciarsi sul tema delle servitù militari. Basta a raffreddare gli animi. Una delegazione di pescatori guidata dal segretario della Cgil Marco Grecu parte per Cagliari per partecipare ai lavori del Consiglio. Gli ombrelloni intanto si chiudono, l’Aosta può imbarcare. Anche Renato Soru rientra a Cagliari inseguito da una polemica lettera aperta del sindaco Esusebio Baghino rammaricato per non essere stato informato dell’arrivo del governatore: «Sarei stato volentieri al suo fianco», scrive Baghino – ma disponibile comunque «a sostenerla e a fornirle preziosi suggerimenti in questa battaglia con il ministero della Difesa che deve necessariamente comprendere la rivendicazione dei pescatori di Sant’Antioco».
[ Sandro Mantega - da L'UNIONE SARDA del 23 Giugno 2005 ]

LA VERTENZA. SI SPACCA IL FRONTE DELLE MARINERIE
Si spacca il fronte della protesta per gli indennizzi. In pieno disaccordo con la manifestazione di ieri, sostenuta dalla Cgil, è schierata l’associazione “Piccola pesca Sardegna”, che appena una settimana fa ha sottoscritto un documento inviato allo stesso presidente Renato Soru e per conoscenza al sottosegretario alla Difesa Salvatore Cicu. In pratica i firmatari della nota prendono le distanze dalle richieste avanzate «da alcuni pescatori di Sant’Antioco per avere riconosciuto lo stesso trattamento dei colleghi di Sant’Anna Arresi e di Teulada, sui rimborsi da parte dello Stato per il fermo pesca militare». Il documento del 15 giugno scorso e firmato dai rappresentanti dei pescatori del Sulcis, annunciava lo stato di agitazione e chiedeva alle parti interessate, Stato e Regione, la risoluzione nel più breve tempo possibile della vertenza dei pescatori di Teulada e di Sant’Anna Arresi. Un documento di piena solidarietà per i colleghi penalizzati dal divieto militare che impedisce loro l’attività della pesca per tutto l’anno (unico caso nell’Isola). «Ma in merito alle richieste di una parte dei pescatori di Sant’Antioco, di avere riconosciuta la specificità, alla pari di Sant’Anna Arresi e Teulada, l’associazione tutta», si legge ancora nel documento presentato dal presidente Enrico Marangoni, «si dissocia da tali richieste, e prendono le distanze anche i pescatori di Calasetta, Carloforte, San Giovanni Suergiu, Portoscuso, Sant’Antioco, ed altri, che in collaborazione con la medesima associazione, non ritengono fondate tali richieste, che potrebbero mettere in discussione tutti gli accordi raggiunti sino ad oggi». La nota conclude richiedendo un incontro tra l’associazione, la Regione, il Governatore e i rappresentanti del Ministero.
[ da L'UNIONE SARDA del 23 Giugno 2005 ]

«PRONTO A FIRMARE ANCHE A ROMA»
Solo guerra fredda, durante il dibattito sulle servitù. Nel senso che la discussione in Consiglio regionale non si scalda, spinta dall’onor di firma più che dall’onor militare. Neppure l’intervento di Renato Soru riaccende gli animi: il presidente sembra non voler forzare i contenuti politici del confronto col Governo, forse per non compromettere il consenso dei centristi della maggioranza. Ma le reazioni si vedranno stamattina, quando parleranno i capigruppo: Soru, oggi impegnato a Roma, ha giocato d’anticipo. Per garantire, tra l’altro, la disponibilità a firmare subito l’intesa per gli indennizzi ai pescatori: «Aspetto una convocazione del ministero della Difesa. Avrei piacere che l’incontro avvenisse nel palazzo della Regione, ma se serve, anche a Roma». Sembra chiaro, però, che non tirerà fuori dal taschino la penna per firmare, se di fronte non avrà il ministro Martino o il sottosegretario Cicu.
L’articolo 14
Alla fine, l’unico risultato concreto della giornata è il via libera, dato in mattinata, alla procedura per il trasferimento di beni dello Stato alla Regione: previsto nell’articolo 14 dello Statuto autonomistico ma inattuato per mezzo secolo, e scusate il ritardo. Alla Regione dovrebbero passare gli immobili dello Stato, tranne il demanio marittimo e i beni utilizzati per servizi statali o monopoli fiscali. Ma un decreto del 1949 escludeva dalla previsione i beni pervenuti allo Stato dopo l’entrata in vigore dello Statuto. Inaccettabile: lo disse anche la Corte costituzionale. Ma, per dare attuazione definitiva allo Statuto, il Consiglio regionale doveva dare l’ok allo schema stilato da una commissione paritetica nel 2002. Questo è appunto quel che il Consiglio ha fatto ieri, approvando l’ordine del giorno elaborato dalla commissione Autonomia e illustrato dal presidente Paolo Maninchedda. Che ha cercato di non dare colore politico alla questione, ottenendo il voto unanime dell’aula sul parere favorevole allo schema: non però sull’ultima parte, che dava mandato alla Giunta di contrattare col Governo soluzioni più concordate sugli elenchi dei beni. Su questa parte, il centrodestra ha votato no.
Le servitù
Il diverso atteggiamento, sul tema, del centrosinistra e del centrodestra è certificato nero su bianco, dai due documenti contrapposti che il Consiglio ha discusso congiuntamente. Da una parte la mozione della maggioranza (illustrata da Luciano Uras di Rifondazione), che ricorda il peso delle servitù militari sull’Isola più che in ogni altra regione: un modo per aiutare il presidente a respingere l’accusa ricorrente della «fuga in avanti», ossia di interpretare una battaglia quasi personale. Dall’altra parte, Forza Italia con un’interpellanza sull’intenzione di smantellare il poligono di Capo Teulada: che determinerebbe, si sostiene, un grave danno per l’economia, per la perdita «dei flussi finanziari indotti» dalla presenza dei soldati. Persino la Brigata Sassari, sottolinea il capogruppo di FI Giorgio La Spisa illustrando il documento, dovrebbe esercitarsi nella penisola e rischierebbe di essere sciolta. Nel dibattito, a Chicco Porcu (Progetto Sardegna) che auspica un modello di sviluppo alternativo alle buste paga delle forze armate, replica Claudia Lombardo (FI) invitando Soru ad andare nel Basso Sulcis, per capire le ricadute della presenza militare. La quale, osserva Nanni Moro (An) a proposito delle considerazioni “pacifiste” della mozione di maggioranza, non può certo sconvolgere l’ordine internazionale. Mentre Silvio Cherchi (Ds) avverte: «Dobbiamo ringraziare i pescatori, che da anni lottano per la difesa del diritto costituzionale al lavoro». Soru (dopo un rapido battibecco con l’Udc Nello Cappai per una questione di querele) cerca di depurare l’intervento da alcunché di ideologico: «I militari sono importantissimi, solo che la Sardegna ha già fatto molta parte per le esigenze di difesa. Continuiamo a farlo, ma in equilibrio con le altre regioni. Niente di ideologico, solo la stanchezza di un soldato da troppo tempo al fronte».
La confessione di Capelli
Delle implicazioni economiche parla anche Roberto Capelli (Udc), per l’esperienza diretta di imprenditore che ha dato forniture alle basi. «Per questo ho cambiato idea rispetto agli anni giovanili: quando – rivela ai colleghi – scrivevo sui muri “Kossiga”, con la kappa, e “via l’esercito dall’Isola”». Scheletri. Ma quanto alla redditività delle servitù un’altra rivelazione la fa Giommaria Uggias (Margherita): «Alla Maddalena, per 65 ettari il proprietario riceve un milione e 200mila lire ogni cinque anni».
Le altre decisioni
Per il resto, il Consiglio ha approvato, con un solo voto di scarto, la nomina di tre esperti nella Consulta per l’immigrazione. Infine, l’assessore alla Sanità Nerina Dirindin ha risposto all’interpellanza del capogruppo Udc Giorgio Oppi, che sollecita l’istituzione di una casa di cura e custodia giudiziaria a Ussana.
[ Giuseppe Meloni - da L'UNIONE SARDA del 23 Giugno 2005 ]

Riferimenti: L’UNIONE SARDA

FESTE – San Giovanni Suergiu. Tre giorni di festa per il Patrono.

23 Giugno 2005 Commenti chiusi

APPUNTAMENTI

FESTE

- da L’UNIONE SARDA di oggi -

SAN GIOVANNI SUERGIU
TRE GIORNI DI FESTA PER IL PATRONO

Quattro giorni di festa in onore di San Giovanni Battista.
Commedie e canti dialettali, spettacoli musicali e pirotecnici, ballo liscio e processione con i costumi tradizionali. C’è un pò di tutto nel programma della festa del patrono di San Giovanni Suergiu (da oggi a domenica) organizzata dal Comitato dei festeggiamenti in collaborazione con il Comune.
Si comincia questa sera alle 19 con la messa in onore del patrono. Alle 22, sul palco allestito in piazza IV Novembre, verrà messa in scena una commedia dialettale. Il clou dei festeggiamenti è però domani.
Dopo le tre funzioni religiose (alle 8, 10 e 19), alle 20, prenderà il via una solenne processione. Il simulacro del Santo, issato su una «tracca», verrà portato in processione per le vie del centro accompagnata dai cavalieri in costume.
Ci saranno la banda musicale Ennio Porrino di San Giovanni Suergiu e i gruppi folk La Sulcitana di Giba, Santa Giuliana di Serbariu, Terza Età di Sant’Antioco, il gruppo medioevale Su Conti di Serbariu, Maria Carta di Gonnesa e Sant’Ignazio di Domusnovas, tutti in costume tradizionale. Alle 22 sarà la volta dello spettacolo musicale con il gruppo «Amici miei music show». Infine, alle 23, ci saranno i fuochi d’artificio.
Sabato 25, dopo la messa delle 19, alle 22, Maria Luisa Congiu e il suo gruppo si esibiranno in una serata di musica etnica.
Domenica 26, ultimo giorno di festeggiamenti, si comincia alle 18,30 con la messa per gli ammalati. Alle 20 le finali del torneo di biliardino in piazza e, infine, alle 22, una serata di ballo liscio con l’orchestra La Romagna. Durante tutta la durata della sagra in onore del patrono, inoltre, le volontarie della parrocchia metteranno in vendita (il ricavato andrà in opere di solidarietà) dolci tipici e ricami.

- Maurizio Locci – da L’UNIONE SARDA del 23 Giugno 2005 -
Riferimenti: L’UNIONE SARDA

News e Appuntamenti

23 Giugno 2005 Commenti chiusi

NEWS

SAN GIOVANNI SUERGIU – Sottoscrizione per l’automobile dell’Auser - La vecchia Panda non basta più. Due soli sportelli e tanti disagi per chi ha i capelli d’argento ed è costretti a diverse evoluzioni per salire a bordo dell’auto. Così l’Auser, l’associazione della Terza Età di San Giovanni Suergiu, è pronta a cambiarla con «un’auto più comoda e più adatta alle esigenze degli anziani», ha spiegato il presidente Sergio Madeddu. Ecco perché i soci dell’Auser hanno lanciato un appello alla comunità «per una sottoscrizione. Un contributo, insomma, – conclude Madeddu – che possa aiutarci nell’acquisto di un nuovo mezzo». [ m. lo. - da L'UNIONE SARDA di oggi ]

CARBONIA – Appalto per l’alveo del Rio Cannas - Diventerà un parco attrezzato con panchine, aiuole e giochi per i bimbi. Nascerà poi una pista ciclabile e l’alveo verrà messo in sicurezza contro le (francamente rare) esondazioni del ruscello. Tutto questo è contemplato nell’appalto per la sistemazione e riqualificazione dell’alveo del rio Cannas: un intervento da 516 mila euro che è stato aggiudicato ieri dal Comune a un’impresa siciliana. È molto probabile che i lavori inizino subito dopo questa estate. «Dobbiamo ritenerci soddisfatti – ha commentato l’assessore all’Urbanistica Ignazio Cuccu – con quest’ultimo passaggio si procede al risanamento totale della vasta area fra corso Iglesias e via Cannas». Ora, però, il problema è un altro. Ci sono tre cantieri aperti in poche centinaia di metri, potrebbero creare qualche disagio. [ a. s. - da L'UNIONE SARDA di oggi ]

CARLOFORTE – Premio di qualità allo chef - Il ristorante carlofortino Dau Bobba, dello chef Giorgio Parenti, per ben due volte consecutive ha avuto il marchio di qualità, per i ristoranti Gourmet, uno dei più ambiti titoli per i ristoratori di qualità. Il marchio di qualità, che viene dato dall’Isnart (istituto nazionale ricerche turistiche), è una certificazione promossa dalle Camere di commercio per segnalare i migliori ristoranti italiani. Viene aggiornato ogni due anni e in tutta la provincia cagliaritana è stato accreditato solo ad altri tre ristoranti: S’apposentu, il Corsaro, la Ghinghetta. Il ristorante di Parenti, che quest’anno festeggia il decennale dell’apertura, non è nuovo a riconoscimenti importanti. Giorgio Parenti, classe 1959, piacentino di nascita e genovese d’adozione, è figlio d’arte, visto che il padre, Sergio, ha fatto il ristoratore in Liguria per tutta la vita. Giorgio ha frequentato la scuola alberghiera e poi ha fatto pratica in alcuni ristoranti svizzeri e francesi, prima di lavorare in quello paterno. Poi, dieci anni fa si è innamorato dell’isola di San Pietro, inaugurando il Dau Bobba, dal soprannome del padrone dello stabile, un antico fabbricato in pietra adibito in passato alla lavorazione del tonno. Oggi è uno dei locali più caratteristici dell’isola. [ Mariano Froldi - da L'UNIONE SARDA di oggi ]

REGIONE – TRENI – Dalle 21 ventiquattr’ore di sciopero - Comincia stasera alle ore 21 fino alla stessa ora di domani lo sciopero del personale ferroviario. Durante le ventiquattro ore nel trasporto locale verranno comunque garantiti i servizi minimi nelle fasce di maggiore mobilità (dalle ore 6.00 alle ore 9.00 e dalle ore 18.00 alle ore 21.00) e nel traffico a lunga percorrenza alcuni treni nazionali. Gli elenchi dei collegamenti garantiti sono nelle pagine finali dell’Orario Ufficiale di Trenitalia e su Internet (www.trenitalia.com). Per informazioni ci si può rivolgere al call center telefonico 892021 (numero da comporre senza prefisso da qualsiasi telefono, fisso o mobile). [nm - da Admaioramedia.it ]

GLI APPUNTAMENTI DI OGGI

CARBONIA Rassegna d’arte AVANTARTE, presso il giardino Villa Sulcis.

CALASETTA – Percorso storico culturale della gastronomia Calasettana. I ristoranti calasettani propongono un menù tipico al prezzo fisso di 15 euro. Fino al 26 Giugno.

CALASETTA – Festa di San Giovanni. Giro musicale con la banda G.Puccini e raduno presso Stazione. Distribuzione dolci tipici e vino locale. Accensione del falò, proiezioni. Dalle ore 22 circa.

CALASETTA – Mostra chitarre al piano terra della Torre Civica. Orari visite dalle 18 alle 22

CALASETTA – VII° Torneo di calcio Ligure-Tabarchino – Eliminatorie dalle 19 alle 22

IGLESIAS – Mostra di coltelli. Organizza associazione “Sa Pinzetta”