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CRONACA – Rubano la preziosa "seta di mare"

27 Giugno 2005

CRONACA

- da L’UNIONE SARDA di oggi -

SANT’ANTIOCO
Spariti un arazzo, una cravatta e un girocollo tessuti col filo d’oro
RUBANO LA PREZIOSA “SETA DI MARE”
Furto di opere in bisso nella casa dell’artigiana Chiara Vigo

Ladri audaci rubano tre opere di preziosa seta che viene dal mare. Opere unicheTre pezzi unici di bisso marino, una cravatta, un arazzo dal titolo “Alberi e stelle” ed un girocollo sono misteriosamente scomparsi dalla casa di Chiara Vigo, l’artigiana di 51 anni di Sant’Antioco rimasta l’unica al mondo a custodire i segreti della lavorazione del bisso. Solo lei sa come lavorare quel prezioso filamento setaceo con cui la Pinna nobilis, un grande mollusco comunemente chiamata “nacchera di mare si ancora al fondo marino”.
I tre oggetti appartenevano alla sua collezione privata a cui qualcuno, per motivi che i carabinieri stanno cercando di chiarire, è riuscito ad accedere senza essere visto

Il furto
Ad accorgersi della sparizione, qualche giorno fa, è stata la stessa artigiana. «È stata la mattina di mercoledì scorso – racconta – quando ho iniziato a sistemare in valigia gli oggetti che avrei dovuto portare ad Alghero per una mostra che si terrà dal 2 al 10 luglio prossimo nella città catalana». La giornata precedente era trascorsa nella normalità, non è accaduto nulla che potesse far preoccupare la signora. Nel suo laboratorio di via Regina Margherita, di fronte al Montegranatico, (dove spera che il Comune le assegni un locale dove lavorare e dimostrare ai visitatori ciò che di più prezioso conserva ancora la tradizione di Sant’Antioco), Chiara Vigo ha ricevuto alcune comitive di turisti, fotografi e giornalisti stranieri. Come sempre ha illustrato agli ospiti la lavorazione del prezioso filo d’oro e persino le tre opere che doveva portare ad Alghero.

La denuncia
«Quella sera, quando i turisti sono andati via – ricorda – non ho più toccato la scatola dove ho riposto i tre oggetti sino alla mattina dopo». Poi la scoperta. Appena si è accorta che dalla scatola mancavano i tre oggetti Chiara Vigo si è recata subito in caserma dove ha presentato denuncia. «Un furto strano – continua l’artigiana – in quanto dallo studio laboratorio non è stato portato via altro ». Dopo aver raccolto la denuncia i carabinieri hanno aperto le indagini per risalire all’autore (o gli autori) del furto. «Un’azione che mi lascia perplessa – confida Chiara Vigo – perché se a rubare è stato qualcuno di Sant’Antioco o comunque sardo non ha fatto altro che derubare se stesso. Questi manufatti sono di proprietà degli abitanti di Sant’Antioco e della Sardegna».

Il biasimo
Il fatto è stato biasimato dalla neonata associazione culturale “Andara” che intende occuparsi di trovare un edificio adeguato per accogliere i lavori in bisso la cui fama ha fatto più volte il giro del mondo. «Questo furto avviene in un momento in cui, forse per la prima volta, si stava trovando una risposta alla questione che da anni tormenta Chiara Vigo – lamentano i componenti della neo associazione – trovare uno spazio pubblico idoneo ad accogliere delle opere d’arte che tutto il mondo ci invidia e che, come questo grave fatto dimostra, hanno bisogno di essere adeguatamente custodite».
[ Tito Siddi ]

E’ LEI L’UNICA DEPOSITARIA DELL’ANTICA ARTE
Chiara Vigo viene ritenuta l’unica artigiana al mondo che ha la fortuna di custodire l’arte del bisso. Il pregiato filato noto anche come “seta di mare” si ricava dal filamento che tiene le nacchere (Pinna Nobilis) ancorate al fondo del mare. Questo peduncolo opportunamente asportato e trattato diventa un pregevole filo dai riflessi dorati utilizzato sin dall’antichità per realizzare abiti sontuosi, arazzi e manufatti vari. L’arte di filare, tessere e colorare il bisso Chiara Vigo l’ha appresa da sua nonna materna che, a sua volta, l’aveva appresa da Italo Diana, un artigiano che aveva fondato una vera e propria scuola.
Ogni opera in bisso è unica poiché ormai manca la materia prima per realizzarla: la Pinna nobilis è infatti, una specie protetta. Attualmente si conoscono 45 manufatti storici realizzati nella preziosa seta di mare: diciotto guanti, singoli o appaiati, tre cravatte, tre scialli, due cuffiette da bambina con giubbetti, un paio di calze, una borsetta, un ciondolo, un fermaglio, un colletto con polsini, un manicotto e altri singoli frammenti sparsi in diversi musei italiani ed europei. A questi si aggiungono le 42 opere confezionate sinora da Chiara Vigo.
[ Tito Siddi ]

- da L’UNIONE SARDA del 27 Giugno 2005 -
Riferimenti: L’UNIONE SARDA

  1. claudio moica
    27 Giugno 2005 a 20:16 | #1

    Siamo alle solite. La notra è una regione ricca di storia ma a custodirla rimangono in pochi. Solo la buona volontà dei singoli permette che ciò che fà parte della storia scompaia definitivamente privandoci della nostra identità! Ma io mi chiedo dove sono gli amministratori comunali? Cosa fanno per prevenire questi episodi? Mi sembra che ci si preoccupi di più di organizzare “feste dell’uovo” che non servono a nessuno (tra l’altro non fanno parte della cultura sarda ma forse di quello di altre regioni vedasi Toscana. No forse mi sbaglio servono per promuovere le attività inutili degli assessorati, forse per riempire i vuoti culturali dei vari assessori. La pubblicità o le promozioni politiche a ben poco servono per preservare le nostre radici….
    Buona vita!

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