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Archivio 30 Giugno 2005

I Vostri Messaggi

30 Giugno 2005 3 commenti


LA GAZZETTANTIOCHENSE

I VOSTRI MESSAGGI

La GazzettAntiochense dà spazio a chiunque voglia lasciare un messaggio ma non si assume alcuna responsabilità di quanto scritto dai lettori.

- Domenica sono stata al mare, non mi pare che la condizione delle spiagge sia migliorata. Sporcizia dappertutto…ma è possibile ? (Laura)

- Io ho letto il libro di don Eligio “Il dramma di don Pedro” e anche a me è piaciuto tanto. Condivido la bella recensione fatta. (Una lettrice)

- Il Sant’Antioco rischia il fallimento ? Che ci sia una giustizia divina finalmente dopo tutti i ragazzi che ha rovinato per colpa dei “soliti sospetti” ! (Un EX giocatore)

- Perché qui a Sant’Antioco non si è organizzato nulla per l’estate ? Guardate Sarroch, paese più piccolo di Sant’Antioco, ogni estate ci vanno un sacco di nomi famosi a fare concerti e si organizzano un sacco di eventi. Qui da noi è così difficile programmare qualche manifestazione importante che non sia il “Palio dello spreco dell’uovo” ?

- Ma è normale che per mettere il mercatino debbano chiudere via XXIV Maggio ? A Sant’Antioco ormai non si sa più dove passare. E poi perché hanno spostato così il mercatino ? Per far piacere a quelli dell’albergo…come al solito decidono tutto quattro commercianti! (Un lettore)

- Ma da quando in qua Carbonia è diventata paese con una storia pari a quella di Sant’Antioco? Ma che vogliono farci credere ? Hanno messo due pietre in fila e pensano che abbiano un “inestimabile valore storico”. Ma dove ? (Anonimo)

- Spiagge sporche, inefficienza, disorganizzazione, nessun servizio e nessuna programmazione..ma in compenso prezzi alle stelle. È questo il turismo di Sant’Antioco ? (Anonimo)

- Credo che l’editoriale “La Grande Vergogna” abbia davvero colto nel segno e fotografato benissimo disagi e problemi dello sviluppo nella nostra zona. Complimenti allautore! (Paolo)

- Guardate che le altre spiagge della zona non sono in condizioni migliori di quelle di Sant’Antioco. Sporcizia e disservizi nelle spiagge del Sulcis-Iglesiente sono ormai la regola e non certo l’eccezione. (Mariella da Gonnesa)

- Ha ragione la Gazzetta, senza un aeroporto la gente qui non viene. Perché dovrebbe farlo se possono andare in posti più organizzati, raggiungibili e meno cari? Pensateci. (Stefania)

- I pescatori cercano soldi su soldi ma sappiamo benissimo che a pescare ci vanno lo stesso. Ma cosa vogliono ? Che stanno morendo di fame? Ci sono ben altri problemi in paese e nel territorio. (Anonimo)

- Sono stato al mare in questi giorni: sporcizia, insetti, alghe, nessun servizio. Ecco, questo è il meraviglioso turismo di Sant’Antioco! Venite, signori turisti, venite! (Una lettrice)

- Va bene, la nuova provincia è fatta. Ma allora perché da nessuna parte viene detto o scritto ? Per l’Italia esistono ancora solo 4 province in Sardegna. Sugli indirizzi che dobbiamo scrivere ? Provincia di Carbonia-Iglesias ? E più facile scrivere Cagliari..così fanno tutti.. (Mario)

- È davvero una GRANDE VERGOGNA la situazione spiagge a Sant’Antiocoil comune dovrebbe vergognarsi ! (Una lettrice)

- Complimenti agli organizzatori dei concerti Ventanas…tutti belli ma soprattutto a Sant’Antioco è stata una grande festa, tutti a ballare sotto il palco..bellissimo! (Alice)

- Ma che è quella cavolata del Palio dell’uovo ? Ma davvero ci sono persone che pensano che quello porterà turisti ? E la storia delle contrade chi l’ha tirata fuori ? Guardate che non siamo in Toscana, in Sardegna le tradizioni sono ben altre. Basta buffonate, organizziamo qualcosa di veramente serio e che dia lavoro. (Giulia)

- Complimenti agli organizzatori della rassegna Avantarte, finalmente qualcosa di nuovo a Carbonia. (Anna da Carbonia)

- Saluti a Sant’Antioco da un giovane costretto ad andar via per lavorare (Antioco da Bologna)

- È davvero triste che a decidere il futuro turistico (e non) di un paese come Sant’Antioco siano i commercianti..così non si andrà mai davvero avanti ! Ma se i nostri “amministratori” non si svegliano le cose purtroppo mai cambieranno. (Un lettore furioso)

- Ma era davvero utile la provincia del Sulcis-Iglesiente ? Per cosa ? Per far mangiare a sbaffo altri “distinti personaggi” ? (Un lettore)

- Ho letto l’interessantissimo editoriale “La grande vergogna” e sono pienamente d’accordo con l’autore. Una fotografia pressoché perfetta della situazione nel nostro territorio. (Marco)

- Agli inizi degli anni ’90 io e la mia famiglia abbiamo trascorso delle bellissime vacanze in località Cala Sapone e conoscendo anche molte persone del luogo, memori di questi bellissimi ricordi quest’anno a metà Maggio vi ho fatto ritorno, trovando tantissimi divieti quasi da rendere invivibile una vacanza sopratutto a chi come me accompagna una persona disabile, praticamente non esistono parcheggi riservati e quei pochi sono occupati da mezzi che nulla hanno a che fare con i disabili. Ho visitato molto la Sardegna e molti Comuni hanno ovviato apponendo sotto ai cartelli di divieto “escluso autorizzati e veicoli al servizio disabili”. Certamente questa mia lettera non è rivolta a voi ma al Sindaco di Sant’Antioco per sensibilizzarlo. Grazie della ospitalità e nonostante tutto spero di ritornare presto. Ciaoooo. (Corrado)

- Che grande idea questa Gazzetta. Molto interessante e ben fatta, complimenti! (Giulio)

- La nuova provincia servirà solo a sprecare tanto altro denaro pubblico e a far mangiare nuovi politicanti che di certo non faranno nulla per lo sviluppo della zona. Questa è la verità! I soldi per le nuove province avrebbero dovuto utilizzarli per creare posti di lavoro per tutti quei giovani che continuano ad andare via. Ma tanto questo non interessa a nessuno. (Mister X)

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ITINERARI – Tratalias – Il piccolo tempio nell’antico borgo medievale

30 Giugno 2005 Commenti chiusi


ITINERARI

- da L’UNIONE SARDA ESTATE di oggi -

TRATALIAS

IL PICCOLO TEMPIO NELL’ANTICO BORGO MEDIEVALE

È forse uno degli esempi di architettura romanico – pisana del XII e XIII secolo meglio conservati della Sardegna. Con le sue mura in trachite grigia perfettamente conservate, la cattedrale di Santa Maria di Monserrato, a Tratalias, non dimostra affatto i quasi otto secoli di vita. Edificata nel 1213 sotto gli auspici del vescovo Mariano Sardo e sede della diocesi del Sulcis, con la sua mole domina il borgo medioevale di Tratalias vecchio. Oltre allo stile predominante (romanico-pisano) nella cattedrale di Santa Maria di Monserrato è possibile notare anche influssi gotici, in particolare nella navata. Al suo interno, poi, è possibile ammirare due epigrafi murarie, una scala a sbalzo, la mensola che ospitava il sarcofago e il trittico del 1596 (di autore ignoto) raffigurante la Beata Vergine e il Bambino Gesù. Nella parte esterna, invece, spiccano la facciata con lo splendido rosone e la parte finale della scala che serviva per accedere al tetto. Un piccolo gioiello architettonico, insomma, al centro di un paese – museo ricco di testimonianze della presenza spagnola e oggetto di un vasto progetto di recupero e valorizzazione avviato da alcuni anni dal Comune di Tratalias. Le testimonianze gli spunti per visitare la cattedrale e il borgo vecchio di Tratalias non mancano di certo. Organizzare una giornata nella cattedrale o a passeggio tra i resti dell’antico borgo è poi abbastanza facile. Basta affidarsi ai giovani soci della cooperativa Stage (0781.697003) che, oltre a provvedere a un’escursione guidata tra le navate della cattedrale e il borgo medioevale, è pronta anche a consigliare un assaggio di piatti tipici del Basso Sulcis. Malloreddus al sugo e carne arrosto che i cuochi del ristorante «il Gallo Nero» sono pronti a servire ai turisti e ai visitatori.

[ M. Lo. - da L'UNIONE SARDA ESTATE del 30 Giugno 2005 ]
Riferimenti: L’UNIONE SARDA

Articoli Appuntamenti

30 Giugno 2005 Commenti chiusi

ARTICOLI

- da L’UNIONE SARDA di oggi -

REGIONE – «Piombo nel sangue dei bambini»
CARBONIA – Arriva la Bandabardò a colorare di note il cartellone dell’estate
IGLESIAS – Stessa spiaggia, stesso mare ma pochi servizi e prezzi alti
CARLOFRTE – Dal gozzo alla spagnoletta l’intramontabile vela latina

REGIONE
«PIOMBO NEL SANGUE DEI BAMBINI»

Sanna (Psd’Az): nessuno ha parlato per via del referendum

L’hanno lasciato nella buca delle lettere della sede del Partito sardo d’azione. Un plico “particolare” per un destinatario «da sempre sensibile a certe tematiche». Il segretario nazionale del Psd’Az, Giacomo Sanna, non svela la fonte, «probabilmente una persona che lavora all’assessorato regionale all’Ambiente, che magari si vergogna di quanto riporta quel documento».
“Il documento” è la bozza del verbale di una riunione del 19 maggio scorso, presenti tra gli altri gli assessori all’Ambiente, Tonino Dessì, e quello alla Sanità, Nerina Dirindin. Il padrone di casa è proprio Dessì, che ha riunito tecnici, rappresentanti della Asl 7, amministratori comunali dei territori interessati, per verificare lo stato dei controlli ambientali sullo stabilimento della Portovesme srl di Portoscuso. A febbraio la Regione ha autorizzato la società ad ampliare la capacità di trattamento “di rifiuti classificati come pericolosi e non pericolosi, principalmente costituiti da fumi di acciaieria”, quindi l’incontro serve per fare una prima verifica del rispetto da parte della Portovesme srl delle disposizioni già scadute o in scadenza a breve, e per fare una verifica dello stato dei controlli ambientali sullo stabilimento, nonché di eventuali problemi in essere. Documento alla mano, Giacomo Sanna, ne cita i passaggi. «Risulta che, al 30 aprile di quest’anno, il quantitativo di rifiuti utilizzato in ingresso è di quasi 76 mila tonnellate. Eppure è previsto che, in un anno, gli impianti di lavorazione possano accogliere un quantitativo pari a 185 mila tonnellate di fumi di acciaieria». Il secondo passaggio riguarda i dati delle scorie prodotte e poi inviate alla discarica per rifiuti speciali di Genna Luas, sempre nei primi quattro mesi di quest’anno. «L’indagine rivela che si è arrivati a 114 mila tonnellate. Nell’intero anno passato sono state 120 mila. Il Noe, inoltre, ha rilevato nella discarica concentrazioni di piombo superiori ai livelli consentiti per la sua tipologia. A questo punto – attacca Sanna – è il funzionario dell’assessorato all’ambiente a far notare che si dovrebbe provvedere ad una diffida nei confronti dei gestori della discarica». L’altro aspetto preoccupante è relativo alla quantità di piombo nel sangue dei bambini nei comuni a rischio. «Il direttore amministrativo della Asl 7 – spiega Sanna – dice chiaramente che le indagini hanno rilevato quantità superiori del 50 per cento nei bimbi di Portoscuso rispetto a quelli di Sant’Antioco». Il segretario del Psd’Az non ha dubbi : «Se quanto è emerso da quella riunione non fosse stato taciuto, il referendum sulle scorie avrebbe avuto un esito ben diverso». Invece non c’è stato l’auspicato – da parte sardista – stop all’ingresso di fumi di acciaieria in Sardegna. «Certo, è un business. Le acciaierie spendono normalmente 140 euro a tonnellata, per far smaltire le scorie. Noi ce le prendiamo per 80. Anche a scapito della salute dei lavoratori e di chi vive in quei territori». La Regione ha avallato il piano industriale della Portovesme srl, «mettendo paletti – sostiene Sanna – che la società non potrà rispettare. Vedremo allora cosa accadrà. I nostri consiglieri, intanto, chiederanno spiegazioni alla giunta per il silenzio sull’incontro del 19 maggio scorso».
[ Francesca Zoccheddu - da L'UNIONE SARDA di oggi ]
I dati riportati nel verbale dell’incontro a maggio
Nel sangue del bambini di Portoscuso c’è una percentuale di piombo doppia rispetto a quella rilevata nei coetanei di Sant’Antioco. Il dato, denunciato dal segretario del Psd’Az Giacomo Sanna, è riportato nel verbale di un vertice convocato dall’assessore regionale all’Ecologia Tonino Dessì il 19 maggio scorso. A parlare d’inquinamento da piombo nell’Area a rischio è stato Angelo Biggio, responsabile del Dipartimento di prevenzione della Asl 7. Il riferimento ai bambini ha reso ancora più drammatiche le sue parole e ha consentito al segretario del Psd’Az di chiamare in causa i responsabili regionali dell’ambiente e della sanità, che sui risultati della riunione non hanno detto niente alla stampa. «Non si tratta di un’indagine recente – spiega Biggio – ho solo riportato i risultati di uno studio promosso dalla Medicina del lavoro di Cagliari, tra il 2000 e il 2001, cui ha partecipato anche il nostro Dipartimento. La piombemia nel Sulcis è fenomeno purtroppo noto e documentato, ma proprio quell’indagine accertò che la percentuale di metallo nel sangue dei bambini di Portoscuso si era notevolmente ridotta rispetto agli anni Ottanta e Novanta».
Lo conferma anche il sindaco (e medico) di Portoscuso Ignazio Atzori. «Non ci sono studi recenti in materia, Biggio si è riferito a dati di fine anni Novanta ripresi anche dall’Istituto superiore di Sanità. Il tema è all’ordine del giorno della prossima riunione del Comitato antinquinamento, al quale abbiamo chiesto di monitorare l’evoluzione del fenomeno. È bene comunque precisare che la percentuale di piombo rilevata nei bambini rientra nei parametri di sicurezza». In effetti, sulla base di quei dati e di altri piuttosto preoccupanti sull’incidenza dei tumori, l’Istituto superiore di Sanità scrisse alla Regione mettendo l’accento sulla situazione sanitaria della zona e raccomandando il monitoraggio di una serie di patologie. Senza successo, perché le indagini sanitarie eseguite nel Sulcis sono state sempre episodiche. Lo stesso sindaco Atzori conferma il sostanziale disinteresse dell’assessorato alla Sanità: «Solo di recente i rappresentanti dell’assessorato hanno partecipato alle riunioni sulle Valutazioni di impatto ambientale. Prima le hanno sempre disertate». La denuncia del segretario del Psd’Az ha provocato la pronta reazione dell’assessore all’Ambiente Tonino Dessì che, in una nota, afferma, tra l’altro: «I dati contenuti nel verbale del 19 maggio 2005 erano già stati resi noti alla stampa isolana», mentre la Provincia ha inoltrato una denuncia alla magistratura per la percentuale di piombo riscontrata nei fumi di acciaieria delle Portovesme srl. E l’assessore Dirindin spiega che «nella riunione del 19 maggio abbiamo verificato cosa era stato fatto riguardo agli impegni presi in sede di Valutazione di impatto ambientale. In quella occasione avevamo previsto prescrizioni che richiedevano verifiche puntuali su alcune tipologie di rifiuti. I primi risultati sono stati preoccupanti e infatti abbiamo dato al responsabile dell’assesserato l’incarico di diffidare Portovesme srl. Abbiamo seguito la normale procedura prevista per certe situazioni. Il fatto nuovo è che per la prima volta sono state fatte queste valutazioni».
[ Lucio Salis - da L'UNIONE SARDA di oggi ]

CARBONIA . Il Programma
ARRIVA LA BANDABARDO’ A COLORARE DI NOTE IL CARTELLONE DELL’ESTATE

Il concerto della band Bandabardò sarà l’evento clou dedicato al pubblico giovane. E poi il jazz, il teatro, il musical, il fumetto, lo sport e il cinema. Sarà una lunga estate di spettacolo, ogni giorno cittadini e (si spera) turisti avranno modo di scegliere tra uno o più appuntamenti che si terranno tra Piazza Roma e Monte Sirai, arena Mirastelle e piazza Marmilla oltre che in diverse altre location
Risorse e promesse
Centoquarantamila euro, questo il costo dell’estate in città, sono una cifra enorme ma si riducono a ben poco quando c’è da organizzare una stagione estiva che accontenti tutti, dal bambino al nonno, dall’adolescente al cinquantenne. E così finisce che spesso una fascia rimanga esclusa. Quasi sempre i giovanissimi ai quali nei giorni scorsi era stato lasciato intendere che per loro sarebbero arrivate Le Vibrazioni. Una fuga di notizie, sbagliate per giunta, dalla Commissione Cultura e Sport (decisamente poco apprezzabile visto il risultato) che ieri è stata smentita durante la presentazione ufficiale del cartellone. O meglio, non si è parlato delle Vibrazioni ma del concerto della Bandabardò. Non è esattamente la stessa cosa ma chi ha già assistito alle performance di questa band assicura che il 31 luglio in piazza Roma ci sarà davvero da divertirsi. Per i giovani il cartellone propone anche un ricco repertorio di band emergenti oltre che il tradizionale addio all’estate, il 31 agosto, a cura di Radio Luna. Mare e MiniereLa società Umanitaria avrà il compito (con Regione e Comune) di proporre il progetto “Mare e Miniere” che troverà casa a Monte Sirai e in piazza Marmilla. Quattordici appuntamenti il più importante dei quali è certamente il viaggio, in musica e immagini, di Sonos e memoria (21 agosto) che, con la regia di Gianfranco Cabiddu e le note di Paolo Fresu e altri straordinari musicisti, sta portando alto il nome dell’Isola in tutta Europa. Rientra nello stesso progetto anche la satira di Sergio Staino che porterà a Monte Sirai (l’8 luglio) i “25 anni di Bobo”, una proiezione di vignette accompagnata al pianoforte da Irma Toudjan. E poi l’incontro con il geologo Mario Tozzi (27 agosto) che parlerà del mito di Atlantide e poi ancora cinema, teatro, slow food e un convegno.
Teatro e musica
La compagnia di Carbonia Teatro del Sottosuolo ha avuto il compito di allestire il programma dedicato al teatro: «Ci sarà una nostra produzione (Storie senza fissa dimora, il 26 luglio) – ha detto Sabrina Barlini responsabile della compagnia – e numerose altre proposte sia per i bambini che per il pubblico adulto». Sul fronte musica classica gli appuntamenti (uno si è tenuto due sere fa) sono curati dal Teatro Lirico. Tra piazza Marmilla piazza Roma e Monte Sirai si darà poi spazio ai più svariati generi musicali, dal blues al reggae, dal jazz alla musica etnica. Spazio anche alla canzone sarda con l’appuntamento il 7 agosto in piazza Roma con la “Sardegna Canta” che sarà ripresa dalle telecamere di Videolina. La musica sarda troverà poi spazio anche in altre date e in altre piazze come a Bacu Abis e Medau Brau. Spazio anche ai musical tra cui Grease (i dettagli nei prossimi giorni) e al cinema all’aperto.
Sport e mostre
Confermati tutti i tradizionali appuntamenti sportivi, dal Golden Salti al memorial Mirko Masala. E poi calcio a cinque, danza sportiva e mountain bike. Non mancheranno i giochi in piazza, il torneo di play station, le mostre alla Torre Civica, l’appuntamento con i comici e con la moda.
[ Stefania Piredda - da L'UNIONE SARDA di oggi ]

IGLESIAS. Masua e Portoscuso: i costi di un giorno al mare
STESSA SPIAGGIA, STESSO MARE MA POCHI SERVIZI E PREZZI ALTI

«Ce la faccio ad arrivare a Pan di Zucchero in un’ora?». Il turista dall’inconfondibile accento milanese fa la fila davanti al Turisbar di Masua, vuole affittare una canoa per raggiungere quello scoglio enorme e affascinante che si staglia davanti alla spiaggetta. Ed è possibile perché Masua, poche centinaia di metri di sabbia, è attrezzata di tutti gli svaghi e le comodità estivo-balneari. Al chioschetto sulla spiaggia si può affittare un ombrellone a 5 euro, un lettino a 2,50, un tavolino a 3 e una sdraio a 2 euro per mezza giornata. Se poi al relax si vuole aggiungere un pizzico d’avventura senza troppi brividi ecco il pattino: a quattro posti, 14 euro all’ora.
In canoa a Pan di Zuchero
Sempre nella stessa spiaggia di Masua opera il servizio Kanoa Escursioni: con guide esperte di canoa si organizzano itinerari verso i gioielli più caratteristici della zona, tipo Pan di Zucchero e Porto Flavia, a partire da 18 euro. Per turisti e non solo, visto che non è mai troppo tardi per scoprire le bellezze di casa. Tornando ai costi di una giornata al mare a Masua non può mancare la voce “parcheggio”: 1,20 euro per mezza giornata, 2,40 mattina e sera, rigorosamente non custodito. I più abbordabili della zona, non c’è che dire; peccato che siano davvero pochi rispetto all’afflusso di bagnanti. Punta S’ArenaAltra spiaggia, altro scenario: i tre chilometri della marina di Gonnesa possono contare per ora su un solo chiosco, a Punta s’Arena. Altri dovrebbero essere in arrivo, ma al momento è il deserto. Delle cinque nuove concessioni demaniali che avrebbero dovuto attrezzare la spiaggia da Fontanamare a Portopaglia non c’è ancora traccia: gli imprenditori sono pronti a investire in sdraio, ombrelloni e affini ma si attendono buone nuove dalla Regione. In attesa uno dei tratti di costa più battuti dal maestrale, e quindi più pericolosi per la balneazione, resta senza salvamento a mare. C’è un cartello che avvisa i bagnanti del pericolo, ma anche negli anni scorsi non ha avuto un grande effetto deterrente.
Cercansi bagnini
Da qualche giorno in Comune è apparso un avviso: cercansi due bagnini con brevetto per Plag’e Mesu. Chissà, forse per luglio. Ricapitolando: chi trascorre la sua giornata di tintarella nelle spiagge gonnesine non ha grandi occasioni per spendere. Si mette mano al portafoglio giusto per il parcheggio: 1,50 per mezza giornata, 3 euro mattina e sera, con tariffe che quest’anno sono tornate uguali per tutti (residenti e non).
Portopaglietto
Anche a Portoscuso, spiaggia di Portopaglietto, zero concessioni demaniali: qui però non sono in stand-by. È, invece, una scelta precisa del Comune: la spiaggia e già troppo piccola. A giorni sarà attivo un servizio di noleggio ombrelloni, con la possibilità di docce e servizi igienici. Funzionano alla perfezione i bar sulla spiaggia e ragionano già da alta stagione i parcheggi: 2,50 per mezza giornata, 3,50 per tutto il giorno; chi sceglie la tariffa oraria sborsa un euro ogni sessanta minuti.
[ Antonella Pani - da L'UNIONE SARDA di oggi ]

CARLOFRTE
Al museo del mare riflettori sulle tipiche barche mediterranee
DAL GOZZO ALLA SPAGNOLETTA L’INTRAMONTABILE VELA LATINA
Ieri era il mezzo più diffuso per il trasporto costiero, oggi protagonista di appassionanti regate

Persino Leonardo Da Vinci l’ha ritratta in uno schizzo, inserendola fra i suoi mille e più studi. Geniale e lungimirante, aveva intuito il valore e le potenzialità della vela latina. Forse, nemmeno lui avrebbe immaginato che un pezzo di cotone potesse andare così lontano. E approdare nel terzo millennio più fresco che mai. La storia della vela triangolare, le sue trasformazioni e applicazioni dall’ambito commerciale fino a quello sportivo, sono stati i temi affrontati nel convegno “La vela latina, dalle remote origini alle regate veliche odierne, attraverso l’evoluzione delle tipologie navali sulle rotte commerciali del bacino mediterraneo”, conclusosi ieri a Carloforte dopo due giorni di relazioni, immagini nero di seppia e filmati. Organizzati dal Comune di Carloforte come ricca premessa culturale al campionato nazionale di classe, sempre nell’isola i prossimi giorni. Allora la vela latina sarà protagonista, a bordo di una cinquantina di esemplari, in mare. Ieri e due giorni fa ha tenuto banco al Museo del Mare, in riva alla spiaggia di Cantagallina, fra lanterne in vecchio stile marinaro e stampe di antichi progetti. La miglior collocazione per raccontare un armamento nato nel mare e per il mare. Dai collegamenti al carico e trasporto di materiali, a partire dall’Alto Medioevo la vela latina ha offerto un supporto rapido e indispensabile a viaggiatori, commercianti e artigiani. Non solo del Mediterraneo. Se la tradizione si è conservata lungo i secoli nel mare nostrum, in particolare nell’area tirrenica, ha anche saputo varcare i confini europei per approdare nell’Oceano Indiano e in Oceania. Mari e ambienti differenti, che hanno issato la vela triangolare di cotone (oggi in parte sostituite da materiali sintetici) su tipologie d’imbarcazioni più adatte al nuovo scenario. Una trasformazione palese anche in ambito locale: ogni marineria, ogni cittadina costiera ha privilegiato uno o più modelli in base alle proprie esigenze. Così il gozzo ha regnato, pur con le inevitabili varianti, a Sorrento e nel Golfo di Napoli. La spagnoletta, tanto capiente da accogliere vasche d’acqua dove tuffare aragoste, è approdata ad Alghero. E ancora la corallina è nata, come racconta il suo stesso nome, per agevolare la pesca del corallo, lavorato a Carloforte fin dal XVIII secolo con l’arrivo nell’isola di due famiglie trapanesi. Come queste, anche lance, cornigiotti liguri, feluche, bilancelle, tartane, bovi e sciabecchi, pochi nomi di un elenco infinito, hanno la loro storia. Legata al lavoro duro, al sudore, al buio delle miniere del Sulcis, all’attesa di una rete piena. Di questo passato sopravvive poco. Soprattutto i ricordi e la volontà di farli rivivere. Con la creazione di un repertorio nazionale che raduni vicende, nomi e immagini delle tipologie di ogni marineria, delle acque interne, delle coste adriatiche. Mostre fotografiche, ricostruzioni in scala reale e ridotta di antiche imbarcazioni e su vecchi progetti mai giunti al varo sono un’altra via da seguire, imboccata da appassionati che hanno arricchito un archivio mai sazio di sapere, mossi dal desiderio di dare continuità e sopravvivenza a un mondo che ha rischiato l’estinzione. Stesso intento, condito dallo spirito di competizione, muove centinaia di armatori e regatanti dei tanti circuiti agonistici disseminati lungo le coste italiane, francesi, tunisine e spagnole. Questa è la meta di una storia lunga secoli, il presente della vela latina. Con vere e proprie regate, abbinate a incontri culturali e gastronomici, registrano una partecipazione sempre più massiccia. E allevano nuove generazioni di appassionati, che imparano a condurre le imbarcazioni armate a vela latina, a curarne la manutenzione e il restauro. Saranno loro, inutile dirlo, il futuro di un armo antico, che andrà ancora preservato.
[ Clara Mulas - da L'UNIONE SARDA ESTATE di oggi ]

GLI APPUNTAMENTI DI OGGI

SANT’ANTIOCO – Consiglio Comunale. Ore 18. Aula Consigliare.

SANT’ANTIOCO – Festa di San Pietro. Piazza Ferralasco. Frittura di pesce e concerto del complesso NUOVE ICONE

SONDAGGIO DELLA GAZZETTANTIOCHENSE
Siete d’accordo con la proposta per il dimezzamento degli stipendi agli onorevoli sardi ?

- Sì, sono d’accordo
- No, non sono d’accordo
- Non so

Rispondete inviando una messaggio alla nostra mail
gazzettantiochense@tiscali.it

Riferimenti: L’UNIONE SARDA