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ITINERARI – Sant’Antioco – Tra storia e mare c’è "Sulci"

3 Luglio 2005


ITINERARI

- da L’UNIONE SARDA ESTATE di oggi -

SANT’ANTIOCO

Il turista può contare su una vasta scelta di alberghi, ristoranti, pizzerie e pub
TRA STORIA E MARE C’E’ “SULCI”
Sant’Antioco, il fascino cresce nel tempo

Un tuffo tra acque cristalline e un’immersione nella storia millenaria. Tra calette dalla sabbia bianca o di origine vulcanica e testimonianze di un glorioso passato, una visita a Sant’Antioco, nell’omonima isola, è d’obbligo per chi ha scelto il Sulcis per le sue vacanze o per un breve soggiorno.
Una tappa nell’antica «Sulci» è come viaggio a sé, una spedizione alla scoperta di angoli di mare, siti archeologici e piatti prelibati a base di carne e pesce in grado di soddisfare anche i palati più esigenti. E le possibilità per farlo non mancano di certo.
Tra alberghi, residence, campeggi, agriturismo e bed and breakfast i posti letto e le strutture il ventaglio di offerte è ampio. Come non mancano le occasioni per esplorare fondali ricchi di pesce con esperti sommozzatori o la costa a bordo di piccoli yacht.

Come arrivare
Situata nella sponda nord orientale dell’omonima isola, Sant’Antioco è facilmente raggiungibile sia da terra che da mare. Chi arriva da Cagliari, prima di raggiungere Sant’Antioco deve percorrere 83 chilometri attraverso la statale 130, la 293 e, infine, la statale 126 attraverso i Comuni di Iglesias, Carbonia e San Giovanni Suergiu prima di superare lo stretto istmo che collega Sant’Antioco al resto della Sardegna. Diversi chilometri in più invece devono percorrere i turisti che da Olbia (320) o da Porto Torres (272) hanno intenzione di tuffarsi tra le acque cristalline della costa di Sant’Antioco. Per coloro che invece hanno inserito l’isola di Sant’Antioco in un itinerario da compiere lungo la costa sud della Sardegna sarà sufficiente fare rotta per le coordinate 39 gradi 03′,13 Nord e 08 gradi 28′,25 Est e trovare riparo nel porticciolo turistico che si affaccia tranquilla laguna di Sant’Antioco.

La storia
Popolata sin dall’epoca nuragica (di cui restano testimonianze ben visibili come il nuraghe S’ega de Marteddu nei pressi di Maladroxia o quello di Grutt’e Acqua), l’origine del centro abitato di Sant’Antioco risale al VIII secolo avanti Cristo. Con l’arrivo dei Fenici che fondarono la città di Sulci comincia il periodo di massimo splendore per la cittadina lagunare. Ai Fenici, intorno al VI secolo, seguirono i Cartaginesi che ne fecero un loro caposaldo e la base della flotta in terra sarda. La dominazione romana cominciò intorno al III secolo avanti Cristo e successivamente, in epoca imperiale, l’originaria Sulci venne innalzata al rango di «municipium». Il passaggio da Sulci a Sant’Antioco risalirebbe al II secolo dopo Cristo. Sarebbe avvenuto in quell’epoca l’arrivo nell’isola, dall’Africa, del medico cristiano Antioco. Martirizzato sotto l’imperatore Adriano e poi proclamato Santo, ancora oggi (la seconda domenica dopo Pasqua) viene festeggiato con una sagra che richiama nell’isola migliaia di fedeli. Risale invece all’epoca bizantina il saccheggio di Sulci – Sant’Antioco da parte del califfo egiziano Abd Al Aziz.

Il territorio
Scogliere di origine vulcanica (basalto e trachite) e rocce calcaree, interrotte da piccole e suggestive insenature, una laguna ricca di pesce, gli stagni delle Saline (oltre 600 ettari di vasche per la produzione del sale) e un interno ancora selvaggio regalano ai turisti tanti spunti per una visita di Sant’Antioco. Ma a regalare emozioni e refrigerio sono anche le splendide spiagge di Portixeddu, Maladroxia, Coa e Quaddus, Turri, Capo Sperone, Cala Sapone, Cala della Signora e Cala Lunga. Piccole calette ideale rifugio per una giornata di relax sotto il sole o come base di partenza per immersioni nelle profondità del mare dell’isola.

Monumenti
Le testimonianze del passato non mancano di certo a Sant’Antioco. Così si possono ammirare i resti del ponte romano appena oltre l’istmo, la fonte de Is Solus in piazza Italia e il mausoleo funerario de Sa Presonedda. Si prosegue poi con la basilica di S. Antioco martire (del 1102), edificata su una chiesa paleocristiana che conserva le reliquie e la statua del santo e che consente l’accesso alle catacombe cristiane del II – IV secolo dopo Cristo. Ci sono poi il Forte Sabaudo del 1812, i resti fenicio – punici e romani (caratterizzati da un’acropoli punica, un tempio romano, la necropoli punica e il tophet fenicio punico), oltre al museo etnografico e a quello archeologico.

Mangiare e dormire
Quattordici alberghi, una ventina tra ristoranti, pizzerie e pub, alcuni agriturismo e tanti bed and breakfast sono in grado di soddisfare le esigenze e le richieste di numerosi turisti. Basta solo digitare il nome Sant’Antioco sui più noti motori di ricerca e il mondo di internet è pronto ad aprire una finestra tra le offerte più convenienti e stuzzicanti per dormire e mangiare oppure per prenotare visite guidate ai siti archeologici, ai musei o per le escursioni nei fondali marini o a bordo di pescherecci attrezzati per la pesca – turismo, barche da vela e quant’altro. Per chi invece non ha molta confidenza con mouse o tastiera del computer non resta che affidarsi alla Pro loco (0781.82031) o all’associazione turistica (0781.840592) pronte a prendere per mano i visitatori per un viaggio tra storia, mare e cucina tipica.

[ Maurizio Locci - da L'UNIONE SARDA ESTATE del 3 Luglio 2005 ]
Riferimenti: L’UNIONE SARDA

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