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CULTURA – La Necropoli Punica di Sant’Antioco

7 Luglio 2005


CULTURA

IGNAZIO MARCEDDU

LA NECROPOLI PUNICA DI SANT’ANTIOCO

La necropoli punica (500 a. C.) si estende per tutto il colle delle pendici nord-orientali di Sant’Antioco (Castello Sabaudo e Piazza Chiesa), furono utilizzate in un primo tempo dai punici per tombe di famiglia e successivamente nel periodo romano (II° secolo a.C.).
Il nucleo consistente si trova sotto la Chiesa Parrocchiale. La tipologia dei sepolcri è tipica del territorio del Sulcis: camera semplice o doppia e con un lungo e stretto corridoio scavato nella roccia con delle varianti (dromos) . Questi corridoi si presentano rettilinei o curvilinei.
Un eccezione veniva riscontrata in una tomba rinvenuta sotto l’abside della chiesa parrocchiale, che per motivi di sicurezza è stata nuovamente rinterrata, le camere di questa tomba erano tripartite. La tipologia, ad eccezione di questa tomba, rimane a camera doppia con un tramezzo divisorio a gradini interni stretti e ripidi, l’accesso interno con dei rilievi artistici.
Merita una certa attenzione una tomba scoperta nel 1989, la famosa tomba 12 A.R, rinvenuta nelle pendici orientali del colle Is Pirixeddus. Essa era scavata nella coltre tufacea, al momento del ritrovamento il soffitto e parte delle pareti erano crollate. Lo scavo ha permesso di identificare la tipologia a camera singola e un gruppo di materiali che dovevano essere stati deposti assieme in una nicchia della parete settentrionale. Il crollo del soffitto copriva gran parte dei materiali sul pavimento della tomba, per cui lo stato di conservazione dei resti impediva il numero delle deposizioni, probabilmente quattro, e il corredo funebre. Nonostante tutto alcuni di questi reperti erano intatti, alcuni vasellami per lo stile erano di chiara fabbricazione attica, mentre altri sono da riferire alla classe di Atene, infine alcune anfore che però non offrono particolari indizi cronologici.
Maggiori indicazioni ci sono fornite dalle brocche con orlo a fungo e bilobate (V° secolo a. C.) , che porta a ritenere un riutilizzo in un arco di tempo non molto ampio della tomba. Nelle tipologie delle tombe puniche vi era solitamente un corredo, composto da oggetti di uso quotidiano, inoltre una serie di amuleti che adornavano il defunto. Facevano parte degli oggetti del corredo lucerne, anfore, brocche di varie dimensioni, coppe, piatti, e come già detto, oggetti ornamentali provenienti dall’area greca o dalle officine locali dell’antica Sulci. Le ceramiche puniche di Sant’Antioco si caratterizzano per l’aspetto peculiare e facilmente identificabili: superficie rosse con decorazioni orizzontali, spesso spatolate, alcuni esemplari presentano motivi a tremolo. Vi erano poi molteplici tipologie di amuleti con dei simboli magici riferiti alle divinità. Alcuni di questi rappresentano parti del corpo umano, figure di animali, o divinità tipo Bes, Horus, Ptah. Non mancavano i gioielli, solitamente aurei, alcuni finemente incisi o decorati con pasta vitrea osservabili presso il Museo Archeologico di Cagliari altri in quantità maggiore nel Deposito comunale di Sant’Antioco, in attesa di essere sistemati nelle nuove sale del Museo cittadino. In quell’occasione dovranno far ritorno a Sant’Antioco anche i pezzi conservati nel museo a Cagliari.
Inutile dire che c’è attesa per l’apertura delle nuove sale del museo, anche se questi presenterà come sempre una serie di anelli mancanti perché possa funzionare a dovere, la buona organizzazione consentirebbe a Sant’Antioco di esibire uno dei migliori musei nazionali ed europei. La promozione infine sarebbe un punto trainante per informare i numerosi amanti di antichità e storia, ma anche questo punto è da migliorare. Ritornando alla tipologia del corredo punico è sottolineare un dato che esso ci offre: si è riusciti a risalire alle divinità che il popolo punico adorava , Baal sia pure con diversi appellativi (Sid, Tanit, Elat). Pressoché scomparso l’insediamento punico, meglio conosciuto invece le fortificazioni che cingevano la città di Sulci e l’Acropoli costruita con dei blocchi squadrati. Il tempio di Antas, riporta un’altra importante testimonianza: un’iscrizione in cui è riportata l’espressione “popolo di Sulci”, che indica il governo con cui era retta la città: Magistrati e assemblea popolare. Sulci punica scompare dopo che Annibale si rifugia nel suo porto a causa di una grave sconfitta.

IGNAZIO MARCEDDU
Riferimenti: SITO PERSONALE DI IGNAZIO MARCEDDU

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