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ITINERARI – Il Sulcis tra mare e miniere

8 Luglio 2005


ITINERARI

- da L’UNIONE SARDA ESTATE di oggi -

Il fascino di Nebida e del Pan di Zucchero con acque cristalline a sabbia finissima
IL SULCIS TRA MARI E MINIERE
Spiagge e gallerie da Masua a Fontanamare

Masua
Tra mare e miniere. Da Masua a Fontanamare, passando per Nebida, a caccia di spiagge candide, mare azzurro e gallerie scavate nelle viscere della terra. Un viaggio alla ricerca di un angolo della Sardegna, e del Sulcis Iglesiente in particolare, da scoprire in un continuo alternarsi di paesaggi e di testimonianze di diverse epoche storiche. Immagini di un presente contrassegnato da arenili e scogliere mozzafiato battute dal maestrale e dai resti di miniere che si aprono direttamente sul mare. Ma anche di un futuro dove bellezze naturali e prelibatezze enogastronomiche rappresentano una carta da giocare sul tavolo del turismo. Così tra falesie e rena bianca, tavole imbandite e gallerie da scoprire, l’itinerario che da Masua passa per Nebida (entrambe nel Comune di Iglesias) e si snoda sino a Fontanamare (Gonnesa), rappresenta una tappa obbligata per chi ha scelto il Sulcis per le vacanze o per un breve soggiorno all’insegna del relax.

Come arrivare
Raggiungere i litorali di Iglesias e Gonnesa è semplice. Una sessantina di chilometri separa i due centri del Sulcis Iglesiente dal capoluogo della Sardegna. Chilometri che diventano quasi trecento per chi ha deciso di mettere piede nell’Isola a Olbia o Porto Torres. Ma anche in quel caso, dopo un tragitto attraverso la Carlo Felice e non meno di due ore di auto, basta arrivare a destinazione per comprendere che le assolate spiagge di Masua, Nebida e Fontamare non sono poi così lontane.

Cosa vedere
Spiagge e miniere in un continuo e inscindibile alternarsi. Non c’è tratto di arenile che non ricordi (o testimoni) il passato di un intero territorio conosciuto per le sue miniere metallifere ricche di giacimenti di piombo, ferro e zinco e note sin dall’antichità. Così, accanto a incantevoli calette dalle acque cristalline, è facile trovare i resti di un borgo minerario o lo sbocco di una galleria. Spiagge e miniere Partendo da Masua è impossibile non restare affascinati davanti al Pan di Zucchero, l’isolotto di calcare alto 133 metri che, dal mare, si staglia davanti a Porto Flavia. Attraversato da due gallerie poste al livello del mare (una posta a Nord e l’altra a Sud) è uno dei più grandi faraglioni d’Europa. Più grande, per intenderci, del più noto faraglione di Capri. Con gli scogli de «Il morto» e de «S’Agusteri» e la falesia di «Punta de Is Cicalas», è stato dichiarato monumento naturale. Un’investitura assegnata per preservare il contesto geologico e paleontologico della zona e oggetto di studio da parte di centinaia di ricercatori. Davanti al faraglione, accanto alla spiaggia di Bega Sa Canna, si trova Porto Flavia. L’imbarco minerario (visite: Igea 0781.491300), costruito nel 1924, è unico nel suo genere per ingegno e tecniche costruttive impiegate. Realizzato scavando la montagna per circa 600 metri, era costituito da due gallerie sovrapposte in cui un nastro trasportatore, ricevuti i minerali dai depositi sotterranei, li trasferiva con un ingegnoso braccio mobile direttamente nella stiva delle navi di carico alla fonda. Un tesoro di archeologia mineraria che l’Unesco ha giudicato patrimonio dell’umanità e che costituisce uno dei tasselli del Parco geominerario storico e ambientale. Un’altra serie di calette da visitare, nei pressi di Masua, sono Porto Cauli, Portu Rafia e la «Spiaggia dei baci», accessibili da tortuose e non agevoli stradine. Poco più a sud, dopo scogliere a strapiombo, si aprono il borgo di Nebida e la sua spiaggia. Ma, ad attirare il visitatore, in questo caso, non è solo lo splendido mare. Grande fascino, infatti, suscita la Laveria Lamarmora con le sue imponenti strutture murarie, raggiungibile dopo aver percorso la passeggiata panoramica realizzata sul vecchio tracciato della ferrovia. Lasciato il Comune di Iglesias e il suo litorale, ecco aprirsi quello di Gonnesa e dell’omonimo golfo. È qui che si trovano le spiagge di Fontanamare, Plag’e Mesu e Punt’e S’Arena, oltre tre chilometri di arenile, molto frequentate da turisti e bagnanti. Ideali scenari per gli appassionati di vela, surf da onda, windsurf, pesca sub, surf casting e spinning.

Mangiare e dormire
Sul litorale che da Masua porta a Fontanamare le possibilità per pernottare non abbondano. Però se la ricerca non si limita solo alla costa, il ventaglio delle offerte aumenta. Così è possibile trovare l’albergo Frau (0781.45104) e l’Hotel Golfo del Leone (0781.54932 – 0781.54952), quattro agriturismo e altrettanti bed and breakfast. Per gustare ricchi piatti a base di carne e soprattutto di pesce allora è possibile rivolgersi, oltre che agli agriturismo, anche ai ristoranti Sa Panada (a Funtanamare, 0781.45767), Sogetur (0781.36506) e Pan di Zucchero (a Nebida, 0781.47114). Prima di organizzare un’escursione lungo la costa, comunque, è d’obbligo una ricerca tra i siti web o le locali Pro loco, spesso in grado di consigliare e indirizzare i turisti verso strutture ricettive e ristoranti in grado di soddisfare le esigenze dei visitatori.

[ Maurizio Locci - da L'UNIONE SARDA ESTATE dell' 8 Luglio 2005 ]
Riferimenti: L’UNIONE SARDA

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