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On The Magazines

8 Luglio 2005


ON THE MAGAZINES

Questa settimana per “On the Magazines” pubblichiamo un articolo da www.ilportalino.it , il primo portale bancario italiano, dove si parla della costituzione delle quattro nuove province sarde.
Ecco cosa ne pensano quelli “di fuori”…

Sardegna. Le assurde province
Un tempo erano tre, Cagliari, Sassari e Nuoro, poi si aggiunse Oristano, infine se ne sono aggiunte altre quattro, fresche fresche: Carbonia-Iglesias, Medio Campidano, Ogliastra e Olbia-Tempio.

Probabile che con il tempo le province con due nomi si scindano per dar luogo ad altre due province.
Perché assurdo? Perché la regione Sardegna con i suoi 24mila kmq circa ha solo 1,6 milioni di abitanti, con una densità di 68 abitanti per kmq!
Una regione spopolata con province spopolate.

A cosa servono nuove istituzioni per governare un territorio povero di abitanti? A soddisfare le ambizioni di qualcuno, forse? Istituire una provincia significa mettere in piedi un consiglio provinciale, una giunta, i presidenti di assemblea, di commissioni e della giunta stessa, organismi vari, personale, ecc…

Questo, nel concreto, significa che i contribuenti dovranno sborsare un migliaio di miliardi delle vecchie lire per mantenere un apparato che sostanzialmente ha poco da fare. Della provincialite non è esente neppure il continente (così è chiamata l’Italia peninsulare), perché nel tempo sono state istituite province prive di senso, quali, ad esempio, Verbania, Rimini e Vibo Valentia.
Il bello è che negli anni ’80 si volevano abolire le province perché ritenute inutili e nel ’90 fu approvata una legge per l’istituzione delle aree metropolitane. Moltiplicare le province significa aumentare le spese. A carico dei cittadini, ovviamente.

[ tratto da www.ilportalino.it ]

Riferimenti: IL PORTALINO

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