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CRONACA – Stazione super-blindata? Non credeteci

12 Luglio 2005

CRONACA

- da L’UNIONE SARDA di oggi -

Piano antiterrorismo. Un cronista e un fotografo infrangono le barriere di sicurezza senza incontrare resistenza di alcun tipo
STAZIONE SUPER-BLINDATA? NON CREDETECI
Vigilanza fasulla: facile perfino mettersi alla guida di un treno

Chi ha detto che la stazione ferroviaria è sicura, protetta e super vigilata? Ieri mattina un cronista e un fotografo sono riusciti a superare senza difficoltà i varchi “per soli addetti ai lavori”. Sono addirittura arrivati fino ad una locomotiva arrampicandosi – sempre senza incontrare ostacoli – fino alla cabina di guida. Stesso discorso per l’ufficio di controllo.

Guai in vista sul binario 1 della stazione ferroviaria. Alle 11 (di ieri) ci sono due passeggeri al volante della locomotiva. Oltre i vetri azzurrati, il primo tiene gli occhi puntati sulla strumentazione, l’altro scatta le foto. Alla faccia dei Piani antiterrorismo che – giurano gli esperti su tivù e giornali – rendono invulnerabili porti, aeroporti e stazioni. Una prova sul campo, un’incursione mattutina in un banalissimo lunedì per testare la sicurezza nella più grande stazione ferroviaria della Sardegna. «Un luogo sensibile», nel gergo di polizia e carabinieri, battuto da migliaia di persone in partenza e in arrivo.
Non sono trascorse neppure settantadue ore da quando la Prefettura di Cagliari ha fatto sapere di aver «innalzato gli standard di sicurezza» e «rafforzato le misure di vigilanza e prevenzione». Per inciso: «Erano presenti all’incontro» del comitato provinciale per l’ordine pubblico «i dirigenti della polizia ferroviaria e quello regionale di Trenitalia». Occhi aperti, quindi, per scongiurare il rischio attentati. Sarà colpa del caldo umido che piega le gambe e la volontà, probabilmente mancano i soldi per assoldare un plotone di vigilantes, fattostà che dal parcheggio custodito si entra nella zona protetta senza che nessuno emetta un fiato per impedirtelo, camminando all’ombra di un cartello che dice: L’ingresso è vietato ai pedoni non autorizzati. Più tardi basterà una telefonata per scoprire che «è stata individuata una catena di responsabilità, anzi di responsabili: se succede qualcosa, tizio deve avvertire Caio, che a sua volta avverte Sempronio».
Alle 11.15 il binario 1 ospita il treno verde-bianco-blu che partirà alle 12.13 diretto a Iglesias. Tutt’intorno telecamere fisse a circuito chiuso che, stando alle voci, sarebbero ancora spente. Basta superare un gradino metallico, infilarsi tra le ante socchiuse facendosi inghiottire dal silenzio. Oltre i finestrini la gente cammina, sbircia l’orologio e chiacchiera, nei vagoni rimbombano i passi. La cabina di guida è separata da una porta robusta, per aprirla basta spingerla. Il mondo del conducente è vasto due metri per uno e mezzo, forse meno, il sedile ha l’anima in ferro ed è rivestito con gomma blu. Nessuno sfiora gli interruttori, la cabina resta spoglia com’era. Uscire dal locomotore, e poi scendere dal vagone, è un gioco da ragazzi. La visita non guidata sfiora il tabellone luminoso con su scritto ricorda di vidimare il biglietto.
L’altra tappa è davanti a una targa che informa aggiunto produzione Cagliari. La porta in alluminio è aperta, dentro nessuno, neppure una vocina in lontananza che ti faccia temere l’arrivo del padrone di casa. Ci si può sedere dietro la scrivania, un impostore potrebbe addirittura spacciarsi per funzionario di Trenitalia con la vecchina che infila la testa dentro per chiedere un’informazione. E invece si torna sui propri passi, alla ricerca di un barlume di sicurezza nell’era degli attentati e dei kamikaze. La sede della polizia ferroviaria è al terzo piano di uno stabile che accoglie i visitatori con una scritta minacciosa: assoluto divieto di depositare o lasciare incustodito qualsiasi tipo di bagaglio, borse di servizio o qualsiasi genere di oggetto nell’ambito del vano scale. Visti i tempi, con la fiducia nel prossimo in caduta vertiginosa, la porta blindata dell’ufficio resta sistematicamente chiusa. Se qualcuno ha necessità di parlare con gli agenti può bussare e gli sarà aperto. I dettagli della sicurezza, come prevenire attentati e seccature di quel genere, non interessano le centinaia di persone che affollano la stazione a mezzogiorno in punto. Tredici minuti dopo partirà in perfetto orario il treno per Iglesias, ma adesso le persone in coda vogliono salire su quello delle 12.03, in partenza dal binario 6 per Oristano. «La stazione non è sicura, non lo è mai stata» – dice Sergio Ghiani, in fila con moglie e figlia – «Le telecamere? Non ci ho fatto caso, comunque non bastano per tenere sotto controllo uno scalo così frequentato».
Il treno si allontana dalla stazione, a passo d’uomo, sugli stessi binari di trent’anni fa. Da queste parti i terroristi non si sono fatti vedere, al massimo un cronista e un fotografo che volevano verificare la tenuta del sistema di sicurezza.

[ di PAOLO PAOLINI - da L'UNIONE SARDA del 12 Luglio 2005 ]

GLI APPUNTAMENTI DI OGGI

SANT’ANTIOCO – Memorial Carboni Calcio a 5 – Campo Polivalente Lungomare – ore 21

SANT’ANTIOCO – Torneo 3vs3 di basket. Piazza Ferralasco

SANT’ANTIOCO – CINEMA IN LAGUNA – The Grudge – Campo Esterno Palasport – ore 21.45

CARBONIA – Rassegna dedicata al tango argentino. Teatro Centrale

CARBONIA – Circo acrobatico. Spettacolo CREATURE. Piazza Marmilla. Ore 21.30

PORTOSCUSO – Torneo di Tennis. Campi “Sa Cruxitta”

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Riferimenti: L’UNIONE SARDA

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