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Le Vostre Lettere

14 Luglio 2005

LE VOSTRE LETTERE

PENSIERO

Ho vissuto per più di 20 anni in Toscana e da quella regione vedevo la Sardegna come qualcosa d’incontaminato sia per quanto riguarda il progresso che le relazioni interpersonali. Le ferie estive che trascorrevo al mio paese natale, San Giovanni Suergiu, passavano talmente veloci che non riuscivo a cogliere quelle sfumature che erano insite tra la gente.
Solo dopo essere rientrato mi sono reso conto che ciò che immaginiamo sia completamente diverso da quello che viviamo quotidianamente. La difficoltà personale nel reintegrarsi in una comunità, che forse non ti appartiene più se non nei ricordi d’infanzia, è resa ancora più faticosa dall’atteggiamento diffidente degli abitanti del paese. Il concetto che i sardi sono ospitali forse è valido solo nei confronti del turista o del cosiddetto “forestiero” e devo dire che costatare tutto ciò mi ha amareggiato in modo particolare. Io che ho sempre difeso, dovunque mi trovassi, a spada tratta la moralità, la laboriosità e l’onesta del cittadino sardo mi devo confrontare con una realtà che non corrisponde a ciò che avevo lasciato. Mi chiedo sovente se da bambino l’atteggiamento delle persone fosse lo stesso o magari è cambiato con la nuova generazione che non accetta di buon grado la novità o forse è un modus vivendi tipico della zona poiché frequentando il capoluogo sardo ciò non accade.
Per non parlare poi delle amministrazioni comunali.
Mi voglio riallacciare all’editoriale proposto in data 13 c.m. riguardante gli aeroporti. Nel 2000 proposi all’allora sindaco di Sant’Antioco un progetto riguardante lo sviluppo turistico nello specifico la possibilità di far nascere nel litorale che parte dall’attuale porto al paese di Maladroxia un villaggio turistico. Devo dire che fui accolto con modi arroganti e presuntuosi (tra l’altro ero in compagnia di un finanziatore) e mi fu fatto capire che l’amministrazione non era interessata al progetto. Mi proposero di gestire il costruendo “Ostello” o altrimenti di valutare l’ipotesi di valorizzare un nuraghe da poco ristrutturato. Chiudemmo l’incontro con una frase del sindaco che ancora ricordo: “Noi a Sant’Antioco attendiamo con pazienza un altro Aga Khan!”.
Sono passati cinque anni e non mi pare sia cambiato nulla. Cambiano gli occupanti degli assessorati ma il pensiero mi sembra lo stesso. Ho avuto modo di confrontarmi con un assessore dell’attuale amministrazione che ricopre un incarico che nulla a che vedere con le sue capacità che mi paiano limitate nel settore specifico. Non mi piace indicare nomi e circostanze non per vigliaccheria ma solo perché mi ritengo un gentiluomo cosa che non si può dire della persona in disamina. Mi pare che il problema sia esteso anche agli altri comuni e in quello dove vivo non è da meno. Forse siamo troppo abituati a vivere di assistenzialismo tanto da non riuscire a valorizzare le persone valide che abbiamo nella nostra terra, forse siamo troppo presi a piangerci addosso per riuscire a far funzionare il cervello o forse abbiamo perso la grinta che era dei nostri avi e ci accontentiamo delle bugie che ci propinano gli amministratori a tutti i livelli, abbassiamo la testa come fanno gli asini e andiamo dove vuole il padrone!

[ di CLAUDIO MOICA ]

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