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CULTURA – Confronto storico Sulci – Monte Sirai

18 Luglio 2005


CULTURA

IGNAZIO MARCEDDU

CONFRONTO STORICO SULCI – MONTE SIRAI

Appare sempre più certa la data della fondazione per così dire “ufficiale” dell’antica città di Sulci, infatti quasi tutti gli storici concordano nel datare tale evento al 750 a.C. , avvenuta per opera dei fenici.
Mentre non sappiamo a quale insediamento si riferisca il lembo di necropoli arcaica ritrovato a Portoscuso, pochi chilometri sulla costa maggiore a nord di Sulci. I materiali si rivelano in qualche caso come strettamente legati a dirette importazioni orientali, databili uno o due decenni prima dell’insediamento di Sulci, ed il centro di cui la Necropoli è testimonianza dovette situarsi sulla costa, nelle immediate vicinanze. Distante pochi chilometri, verso l’interno, troviamo Monte Sirai.
La sua fase più antica è testimoniata dalla Necropoli e da materiali di abitato rinvenuti, decontestualizzati, nei livelli di epoca punica. Il complesso degli oggetti ci riporta ad una data di fondazione risalente almeno all’ultimo quarto dell’VIII° secolo a.C.
Ancora si discute sulla funzione da ipotizzare per Monte Sirai.
Le posizioni a confronto, anche se in qualche modo si possono intrecciare, sono quella che lo vede come insediamento “militare”, una sorta di testa di ponte nell’entroterra a garantire sicurezza e protezione a Sulci; l’altra posizione predilige individuare in Monte Sirai un insediamento emanato sì da Sulci, ma funzionale allo sfruttamento del territorio piuttosto che a scopo difensivo. Indubbiamente la sua posizione arroccata su un alto pianoro che domina la via di penetrazione verso l’interno e la piana costiera di fronte a Sant’Antioco è in grado di giustificare sia l’ipotesi difensiva che quella di insediamento satellite per trarre profitto dal terreno, ed anche la cronologia iniziale, circa una generazione dopo quella del centro di Sulci, può convenire con ambedue le posizioni. Non è possibile che entrambi gli scopi fossero presenti per indirizzare alla fondazione del sito e che Monte Sirai fosse un avamposto per usufruire delle risorse della pianura coltivabile ed allo stesso tempo un punto di contatto, in posizione comunque difendibile, con le popolazioni indigene.
Un altro sito del Sulcis interno “Pani Loriga”, è noto in epoca arcaica, spostato più a sud-est, anch’esso in una posizione topografica simile a quella di Monte Sirai, ma di cronologia iniziale più tarda. Anche per questo insediamento è incerta la funzione primaria ed è verosimile che assolvesse ad entrambe le funzioni: difensiva e di acquisizione ed utilizzo del territorio sfruttabile.
Allo stato attuale delle conoscenze non si ha cognizione di altri centri fenici situati in zone interne, essendo tutti gli altri posti sulle coste marine o lagunari a noi ben note. Non dobbiamo però pensare ad un mondo fenicio rivolto esclusivamente verso il mare, in contrapposizione all’entroterra. Tutt’altro, le colonie insidiatesi sulle coste, acquisiscono le materie che formano l’oggetto primario dei loro traffici trans-marini proprio nell’interno dell’Isola, presso le popolazioni indigene che detenevano e gestivano le risorse del territorio. Quali fossero i materiali ed i beni che i Fenici ricercavano e commerciavano non è dato sapere con sicurezza, mancando ritrovamenti in tal senso ci dobbiamo affidare ad un metodo induttivo. E’ ben nota la ricchezza in minerali della Sardegna: rame, piombo, ma anche ferro e piombo argentifero, minerali che erano e sono tuttora presenti nel Sulcis. Il metodo di gestione commerciale avviato dai fenici sarà poi sfruttato dai negotiatores in piena età imperiale, e l’antica città di Sulci assumerà un ruolo determinante nell’attività import-export, mentre la comunità primitiva di Monte Sirai abbandonerà a poco a poco l’insediamento probabilmente per unirsi ad altre popolazioni limitrofe o addirittura per finire di uniformarsi ai cittadini di Sulci.

IGNAZIO MARCEDDU
Riferimenti: SITO PERSONALE DI IGNAZIO MARCEDDU

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