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ITINERARI – San Giovanni Suergiu

15 Agosto 2005


ITINERARI

- di Claudio Moica -

SAN GIOVANNI SUERGIU

Il comune di San Giovanni Suergiu è localizzato nella pianura del Basso Sulcis, situata nella parte sud occidentale della Sardegna, nella neoprovincia di Carbonia-Iglesias, si presenta come l’evoluzione di tanti insediamenti abitativi sparsi nel territorio e denominati “furriadroxus”. Un tempo solo rifugi precari per bestiame e pastori, i “Furriadroxius” con l’andare del tempo hanno via via assunto sempre più le caratteristiche di veri e propri insediamenti abitativi urbani, indipendendenti l’uno dagli altri, denominati “medaus”. Oggi si possono contare circa 60 realtà abitative del genere che con San Giovanni (capoluogo del comune e centro più popoloso), Palmas (l’antico e storico municipio “villa di palmas”, dal quale deriva la denominazione del golfo verso il quale si affaccia il territorio), Matzaccara (principale frazione che ebbe una storia propria autonoma) e Is Urigus (da ritenersi l’evoluzione più moderna di un “medau” il cui toponimo “Urigu” è da ritenersi, verosimilmente, derivante dal nome di antichi abitanti di quel centro dei quali, peraltro, non restano tracce recenti), costituiscono l’attuale comune.
Subito dopo il Mille, Villa di Palmas fece parte del Giudicato di Cagliari e della Curatoria del Sulcis. Quindi dal 1328 passò ai Conti toscani Della Gherardesca. Dalla vicina Sulci, in seguito nelle tante incursioni saracene che spopolarono quel centro, vi si riversarono puntualmente tanti abitanti in cerca di un rifugio più sicuro e più lontano dalla costa; sino a quando, tra il 1358 ed il 1471, anche questo Centro venne distrutto dai barbari. Niente resta infatti del locale castello, del quale è possibile intravedere attualmente solo i ruderi di parte delle mura perimetrali esterne. Il nome del comune si modificò in “Palmas Suergiu” nel 1862. Si proseguì con tale nome fino al 1950, anno in cui si giunse all’attuale denominazione di San Giovanni Suergiu. Questa decisione confermava un dato di fatto e cioè il trasferimento dell’amministrazione comunale, avvenuto già dal 1896, da Palmas, che diviene frazione, a Suérgiu, che pertanto da allora si chiamerà San Giovanni Suérgiu e che, da antico “Bodheu”, si era ingrossato tanto da divenire un centro.
Si riporta di seguito la trascrizione integrale del Decreto Regio sul cambiamento del nome da “Palmas” a “Palmas Suérgiu”:

“Vittorio Emanuele II per grazia di Dio e volontà della nazione Re d’Italia sulla proposta del ministro dell’Interno, visto il ricorso dell’infrascritto Comune abbiamo decretato e decretiamo: E’ autorizzato il comune Palmas/Cagliari = circondario d’Iglesias, ad assumere la denominazione di “Palmas Suérgiu” giusta il deliberato di quel Consiglio Comunale del 22 scorso agosto. Ordiniamo che il presente decreto, inserto nella raccolta ufficiale delle leggi e decreti e munito del sugello dello Stato, mandando a chiunque spetta farlo osservare ed osservarlo. Torino, addi 14 7mbre 1862″

L’etimologia di “Suérgiu” con il quale si denominava uno dei “furriadroxus” della zona, sarebbe invece, da far risalire al termine omonimo sardo con cui si indica comunemente l’albero del sughero, forse per la presenza o di sughereti o di qualche particolare pianta da sughero. Per quanto riguarda la densità della popolazione nel 1839 il paese si componeva di 850 abitanti cosi suddivisi: 520 uomini, 330 donne mentre dal censimento del 2004 risulta una popolazione di 6.077 abitanti. La punta massima abitativa è stata raggiunta nel 1997 con 6.376 abitanti mentre il picco massimo di nascite si è verificato tra il 1951 e il 1960 con una media di di 173 nascite per decennio.
Chi volesse visitare il paese potrà trovare resti di ville romane a Matzàcarra, Is Pabis, la chiesa di Palmas vecchio (che è tra le chiese sarde più antiche, intitolata a Santa Maria), la chiesa di via Garibaldi (oggi in rovina come quella di Palmas). Nella frazione di Is Loccis Diana si trovano i cosiddetti “Laccusu”, degli abbeveratoi per gli animali risalenti ad epoca pre-nuragica. Una cosa interessante da ricordare era l’agiatezza degli abitanti che, come riportata dallo studioso Angius, “…amavano nascondere con cura i loro denari. Non casse forti, non gli angoli più occulti della casa conservavano spesso le ingenti somme, ma un fosso sotto qualche folta macchia nel salto dove neppure i pastori sogliono fermarsi o passare, una qualche fessura nella rupe, nel fondo di una spelonca hanno raccomandato di quelli avarissimi: e se per un infelice accidente i figli non riconoscono e notano il sito, dove il vecchio con tutta la circospezione frequenta, morendo costui senza aver fatto alcuna dichiarazione restano privi di quel tesoro.”
Il cognomi più ricorrenti risultano quello di Locci, Pinna, Matteu, Collu e Garau. Da uno studio risulta che circa una decina di cognomi presenti nell’anagrafe non sono classificabili come sardi e neppure come italiani; alcuni risultano di origine sicuramente dell’area araba, segno evidente dei fenomeni migratori che hanno interessato lisola.
Per quanto concerne lo sviluppo lavorativo sino all’inizio del 1900 l’economia di San Giovanni Suergiu era caratterizzata da un’agricoltura arcaica e di sussistenza e dall’allevamento del bestiame, soprattutto ovino, altrettanto povero. Successivamente, però, il territorio subì una radicale trasformazione. Vi si insediarono industrie importanti: come la centrale elettrica della S.E.S. di Santa Caterina; vi fu costruito un opificio per la lavorazione del magnesio della Società S.A.M.I.S. ; diventò lo snodo ferroviario principale delle F.M.S.; divenne centro agricolo importante, anche sotto l’aspetto sperimentale di nuove colture (tabacco, riso, cotone, carciofo e altro) con l’Azienda statale dell’I.N.P.S. nata dopo l’imponente opera di bonifica delle paludi esistenti nel territorio, che sradicò la temutissima e diffusissima malaria. In funzione di un più razionale sfruttamento agricolo, i terreni furono serviti da una capillare rete irrigua che dal vicino bacino artificiale di Monte Pranu (nato per tale scopo) raggiungeva gran parte del territorio suergino. Risale a questo periodo l’insediamento a San Giovanni Suergiu di tante famiglie di contadini e allevatori provenienti dal Veneto, dal Friuli e dalla Romagna, che con la loro professionalità , garantivano una produzione agricola all’avanguardia.
Il bacino carbonifero adiacente San Giovanni Suergiu, completava le possibilità occupazionali di allora. Ma nel periodo immediatamente successivo alla guerra, il declino economico, già iniziato con la chiusura dell’opificio della S.A.M.I.S. nel 1939, ebbe un’accellerazione drastica e una dopo l’altra, le attività industriali locali morirono, lasciando campo libero all’emigrazione di decine e decine di famiglie verso le zone minerarie della Francia, del Belgio, della Germania e della Svizzera e verso il cosiddetto “triangolo industriale” del Nord. Oggi l’economia locale è dipendente principalmente dal vicino polo industriale dell’alluminio di Portovesme; dall’allevamento del bestiame, dall’agricoltura e dal piccolo commercio.
Per il prossimo futuro San Giovanni Suergiu vorrebbe giocare la carta del turismo. E’ infatti in atto da parte dell’Amministrazione comunale, il tentativo di recuperare il sito della vecchia e ormai dismessa Centrale Elettrica, per poterla poi trasformare in una grande e moderna struttura alberghiera capace, fra l’altro, di utilizzare le acque madri delle locali saline, per scopi termali. Inoltre, la posizione geografica centrale rispetto alle tante località balneari e naturalistiche del Sulcis, fanno di San Giovanni Suergiu un posto ideale per trascorrere le proprie vacanze in comode case e a prezzi accessibili a tutti.

Attualmente il paese è governato da una giunta comunale proveniente da un lista civica e ad orientamento politico di centro-destra capeggiata dal Sindaco il dott. Enrico Piras, il cui mandato scadrà nel 2006.

Tra le manifestazioni locali si ricordano:

Febbraio:
Carnevale Sangiovannese

Maggio:
Madonna delle Grazie a Palmas – S. Elena Imperatrice a Matzaccara

Giugno:
24 giugno – Festa del patrono “San Giovanni Battista”
Prima domenica “Sa Festixedda” a Palmas
Madonna del Rosario – Is Urigus

Agosto:
Estate Sangiovannese

[ I dati relativi al paese sono stati rilevati dalla Pro-loco di San Giovanni Suergiu e da uno studio svolto dal Prof. Mario Puddu unitamente agli studenti della locale scuola media.
- Nella foto la vecchia chiesa di Palmas. ]

[ di CLAUDIO MOICA ]

Riferimenti: Sito personale di Claudio Moica

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