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Archivio Agosto 2005

CRONACA – Cadavere trovato a Domusnovas: forse un 23enne tedesco

18 Agosto 2005 Commenti chiusi

CRONACA

- da SARDEGNA OGGI -

CADAVERE TROVATO A DOMUSNOVAS : FORSE UN 23ENNE TEDESCO

È quasi sicuramente di un tedesco di 23 anni il cadavere trovato, ieri mattina 16 agosto, nelle campagne di Domusnovas, nel Sulcis Iglesiente. In avanzato stato di decomposizione, con il viso in gran parte sfigurato dagli animali selvatici e bruciato dal sole, era disteso con lo sguardo verso l’alto in una piazzola in località “Sa Duchessa de Pizzus”, luogo impervio e difficile da raggiungere. L’identità del giovane potrà essere svelata non appena giungeranno nell’isola i suoi genitori. Nonostante di lui si fossero perse le tracce da 15 giorni, non è pervenuta nessuna denuncia di scomparsa. La morte, stando ad alcune ferite ritrovate alla base del cranio, potrebbe essere stata violenta.
Solo l’autopsia potrà chiarire ogni dubbio.

CAGLIARI – Proseguono a ritmo serrato le indagini degli inquirenti per dare un nome al volto sfigurato del cadavere rinvenuto, nella tarda mattinata di ieri, in una zona impervia delle montagne di Domusnovas. Pare trovare conferma, l’ipotesi avanzata in un primo momento, che quel corpo nudo appartenga ad un giovane tedesco di 23 anni. Solo con l’arrivo dei genitori nell’isola, previsto per la giornata, ogni nodo potrà essere sciolto.

Del giovane si sono perse le tracce da 15 giorni, mentre trascorreva una breve vacanza in Sardegna. Di lui i militari hanno ritrovato uno zainetto, lasciato nell’agriturismo dove alloggiava. Qui vi erano anche i documenti d’identità. Stranamente, però, non è giunta nessuna denuncia di scomparsa né alle forze dell’ordine né alle autorità italiane. Intanto, nel corso della serata, si è appreso che su Internet da alcuni giorni sono presenti le foto di un ragazzo tedesco di 23 anni di cui si sa più nulla dal 2 agosto. Degli amici del giovane hanno aperto un sito con tre messaggi in tedesco, italiano e inglese, nel quale chiedono notizie del ragazzo. Esprimono preoccupazione, temono che possa essergli accaduto qualcosa di grave. Al momento non si è in grado di affermare che possa trattarsi della medesima persona.

Proseguono i sopralluoghi degli inquirenti nel luogo del ritrovamento del cadavere, in un pianoro in località “Sa Duchessa de Pizzus”, una vecchia miniera, alla ricerca degli abiti o di qualche altro oggetto che possa appartenergli. Al momento, le perlustrazioni hanno dato esito negativo.

Potrebbe trattarsi di una morte violenta, se dall’autopsia risultasse che la profonda lesione alla base del cranio ed altre sparse sul corpo sono state provocate da arma da taglio. Gli inquirenti tengono le bocche cucite, ed allo stato attuale si può solamente congetturare. L’analisi autoptica, prevista per oggi, potrà fornire elementi utili al proseguo delle investigazioni. Si sa solo che il turista tedesco era venuto in Sardegna assieme a una ragazza con la quale ha trascorso una notte nella zona di Domusnovas. La giovane pare lo abbia lasciato dopo poco tempo, non si sa per quale motivo.

Il corpo del giovane, in evidente stato di decomposizione, è stato trovato da un speleologo e da un volontario della Forestale durante un escursione. Immediatamente scatta l’allarme. Sul luogo si sono recati i militari della compagnia di Iglesias e quelli del reparto operativo del comando provinciale. Il cadavere era completamente nudo, gran parte del viso era bruciato dal sole e sfigurato dagli animali selvatici.

- tratto da SARDEGNA OGGI -

IL SONDAGGIO DELLA GAZZETTANTIOCHENSE

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Riferimenti: SARDEGNA OGGI

CULTURA – I libri del Sulcis-Iglesiente – "Il Tonno – Le Tonnare che parlano…"

17 Agosto 2005 Commenti chiusi


CULTURA

I LIBRI DEL SULCIS-IGLESIENTE

Annamaria Mariotti – Virgilio Pronzati
IL TONNO
Le Tonnare che parlano genovese

Le tonnare che “parlano” genovese storia e tradizioni di cattura e di cottura della carne che viene dal mare con oltre 60 ricette.

Nella prima parte Annamaria “Lilla” Mariotti, appassionata studiosa di tonni e tonnare, parla di questo grande pesce e delle sue migrazioni, poi racconta la storia delle due tonnare di Camogli e di Carloforte, due impianti di pesca accomunati solo dallo stesso dialetto. Racconta come le loro attività si sono svolte attraverso i secoli, quali sono le loro tradizioni, le loro trasformazioni e parla degli uomini che in essa lavorano e che, con tenacia, tengono vivo questo sistema di pesca antico come il tempo.
Nella seconda parte Virgilio Pronzati, giornalista pubblicista, specializzato in enogastronomia, cura la parte dedicata al “Tonno in cucina” dando molti interessanti consigli su come cucinare questo gustoso pesce e soprattutto racconta come viene cucinato in Italia e all’estero.

DAL SITO – Mareinitaly

GIA’ PUBBLICATI :
1 – ARTISTI ANTIOCHENSI – G. P. Piras
2 – IL DRAMMA DI DON PEDRO – E. Saiu

Gli Appuntamenti di Oggi

17 Agosto 2005 Commenti chiusi

SULCIS – IGLESIENTE

GLI APPUNTAMENTI DI OGGI

SANT’ANTIOCO – Festival di Sant’Antioco “20 anni dopo”. Arena Fenicia. Ore 22

SANT’ANTIOCO – CINEMA IN LAGUNA – La Guerra dei Mondi – Campo Esterno Palasport – ore 21.45

CARBONIA – MARE E MINIERE – Film “Grazie Sig.ra Thatcher”. Piazza Marmilla. Ore 21.30

IGLESIAS – TEATRO DI STRADA. Si esibiscono “I Giullari Indipendenti” della compagnia Anarchè

CARLOFORTE – Torneo di pallacanestro TRICK OF THE YEAR organizzato dal Centro Giovanile

BUGGERRU – Mostra Fotografica. MINIERE E PASSAGGI DELLA SARDEGNA E DELLA BRIANZA. Fino al 2 Settembre

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Gli Appuntamenti di Oggi

16 Agosto 2005 Commenti chiusi

SULCIS – IGLESIENTE

GLI APPUNTAMENTI DI OGGI

SANT’ANTIOCO – TEATRO – Spettacolo comico “Ridiamoci su”. Arena Fenicia. Ore 22

SANT’ANTIOCO – CINEMA IN LAGUNA – Le Crociate – Campo Esterno Palasport – ore 21.45 – VAI ALLA RECENSIONE

IGLESIAS – TEATRO DI STRADA – Esibizione dei “Giullari Indipendenti”. Piazza Municipio e piazza Sella. Dalle 21.

CARLOFORTE – MARE E MINIERE – Evento: film in piazza. Proiezione del film “Cainà” . Primo film a soggetto ambientato e realizzato in Sardegna, musicato dal vivo con musiche originali di Mauro Palmas e la sua Band. Piazza Pegli. Ore 21.30

CARLOFORTE – Torneo di pallacanestro TRICK OF THE YEAR organizzato dal Centro Giovanile

BUGGERRU – Mostra Fotografica. MINIERE E PASSAGGI DELLA SARDEGNA E DELLA BRIANZA. Fino al 2 Settembre

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ITINERARI – San Giovanni Suergiu

15 Agosto 2005 Commenti chiusi


ITINERARI

- di Claudio Moica -

SAN GIOVANNI SUERGIU

Il comune di San Giovanni Suergiu è localizzato nella pianura del Basso Sulcis, situata nella parte sud occidentale della Sardegna, nella neoprovincia di Carbonia-Iglesias, si presenta come l’evoluzione di tanti insediamenti abitativi sparsi nel territorio e denominati “furriadroxus”. Un tempo solo rifugi precari per bestiame e pastori, i “Furriadroxius” con l’andare del tempo hanno via via assunto sempre più le caratteristiche di veri e propri insediamenti abitativi urbani, indipendendenti l’uno dagli altri, denominati “medaus”. Oggi si possono contare circa 60 realtà abitative del genere che con San Giovanni (capoluogo del comune e centro più popoloso), Palmas (l’antico e storico municipio “villa di palmas”, dal quale deriva la denominazione del golfo verso il quale si affaccia il territorio), Matzaccara (principale frazione che ebbe una storia propria autonoma) e Is Urigus (da ritenersi l’evoluzione più moderna di un “medau” il cui toponimo “Urigu” è da ritenersi, verosimilmente, derivante dal nome di antichi abitanti di quel centro dei quali, peraltro, non restano tracce recenti), costituiscono l’attuale comune.
Subito dopo il Mille, Villa di Palmas fece parte del Giudicato di Cagliari e della Curatoria del Sulcis. Quindi dal 1328 passò ai Conti toscani Della Gherardesca. Dalla vicina Sulci, in seguito nelle tante incursioni saracene che spopolarono quel centro, vi si riversarono puntualmente tanti abitanti in cerca di un rifugio più sicuro e più lontano dalla costa; sino a quando, tra il 1358 ed il 1471, anche questo Centro venne distrutto dai barbari. Niente resta infatti del locale castello, del quale è possibile intravedere attualmente solo i ruderi di parte delle mura perimetrali esterne. Il nome del comune si modificò in “Palmas Suergiu” nel 1862. Si proseguì con tale nome fino al 1950, anno in cui si giunse all’attuale denominazione di San Giovanni Suergiu. Questa decisione confermava un dato di fatto e cioè il trasferimento dell’amministrazione comunale, avvenuto già dal 1896, da Palmas, che diviene frazione, a Suérgiu, che pertanto da allora si chiamerà San Giovanni Suérgiu e che, da antico “Bodheu”, si era ingrossato tanto da divenire un centro.
Si riporta di seguito la trascrizione integrale del Decreto Regio sul cambiamento del nome da “Palmas” a “Palmas Suérgiu”:

“Vittorio Emanuele II per grazia di Dio e volontà della nazione Re d’Italia sulla proposta del ministro dell’Interno, visto il ricorso dell’infrascritto Comune abbiamo decretato e decretiamo: E’ autorizzato il comune Palmas/Cagliari = circondario d’Iglesias, ad assumere la denominazione di “Palmas Suérgiu” giusta il deliberato di quel Consiglio Comunale del 22 scorso agosto. Ordiniamo che il presente decreto, inserto nella raccolta ufficiale delle leggi e decreti e munito del sugello dello Stato, mandando a chiunque spetta farlo osservare ed osservarlo. Torino, addi 14 7mbre 1862″

L’etimologia di “Suérgiu” con il quale si denominava uno dei “furriadroxus” della zona, sarebbe invece, da far risalire al termine omonimo sardo con cui si indica comunemente l’albero del sughero, forse per la presenza o di sughereti o di qualche particolare pianta da sughero. Per quanto riguarda la densità della popolazione nel 1839 il paese si componeva di 850 abitanti cosi suddivisi: 520 uomini, 330 donne mentre dal censimento del 2004 risulta una popolazione di 6.077 abitanti. La punta massima abitativa è stata raggiunta nel 1997 con 6.376 abitanti mentre il picco massimo di nascite si è verificato tra il 1951 e il 1960 con una media di di 173 nascite per decennio.
Chi volesse visitare il paese potrà trovare resti di ville romane a Matzàcarra, Is Pabis, la chiesa di Palmas vecchio (che è tra le chiese sarde più antiche, intitolata a Santa Maria), la chiesa di via Garibaldi (oggi in rovina come quella di Palmas). Nella frazione di Is Loccis Diana si trovano i cosiddetti “Laccusu”, degli abbeveratoi per gli animali risalenti ad epoca pre-nuragica. Una cosa interessante da ricordare era l’agiatezza degli abitanti che, come riportata dallo studioso Angius, “…amavano nascondere con cura i loro denari. Non casse forti, non gli angoli più occulti della casa conservavano spesso le ingenti somme, ma un fosso sotto qualche folta macchia nel salto dove neppure i pastori sogliono fermarsi o passare, una qualche fessura nella rupe, nel fondo di una spelonca hanno raccomandato di quelli avarissimi: e se per un infelice accidente i figli non riconoscono e notano il sito, dove il vecchio con tutta la circospezione frequenta, morendo costui senza aver fatto alcuna dichiarazione restano privi di quel tesoro.”
Il cognomi più ricorrenti risultano quello di Locci, Pinna, Matteu, Collu e Garau. Da uno studio risulta che circa una decina di cognomi presenti nell’anagrafe non sono classificabili come sardi e neppure come italiani; alcuni risultano di origine sicuramente dell’area araba, segno evidente dei fenomeni migratori che hanno interessato lisola.
Per quanto concerne lo sviluppo lavorativo sino all’inizio del 1900 l’economia di San Giovanni Suergiu era caratterizzata da un’agricoltura arcaica e di sussistenza e dall’allevamento del bestiame, soprattutto ovino, altrettanto povero. Successivamente, però, il territorio subì una radicale trasformazione. Vi si insediarono industrie importanti: come la centrale elettrica della S.E.S. di Santa Caterina; vi fu costruito un opificio per la lavorazione del magnesio della Società S.A.M.I.S. ; diventò lo snodo ferroviario principale delle F.M.S.; divenne centro agricolo importante, anche sotto l’aspetto sperimentale di nuove colture (tabacco, riso, cotone, carciofo e altro) con l’Azienda statale dell’I.N.P.S. nata dopo l’imponente opera di bonifica delle paludi esistenti nel territorio, che sradicò la temutissima e diffusissima malaria. In funzione di un più razionale sfruttamento agricolo, i terreni furono serviti da una capillare rete irrigua che dal vicino bacino artificiale di Monte Pranu (nato per tale scopo) raggiungeva gran parte del territorio suergino. Risale a questo periodo l’insediamento a San Giovanni Suergiu di tante famiglie di contadini e allevatori provenienti dal Veneto, dal Friuli e dalla Romagna, che con la loro professionalità , garantivano una produzione agricola all’avanguardia.
Il bacino carbonifero adiacente San Giovanni Suergiu, completava le possibilità occupazionali di allora. Ma nel periodo immediatamente successivo alla guerra, il declino economico, già iniziato con la chiusura dell’opificio della S.A.M.I.S. nel 1939, ebbe un’accellerazione drastica e una dopo l’altra, le attività industriali locali morirono, lasciando campo libero all’emigrazione di decine e decine di famiglie verso le zone minerarie della Francia, del Belgio, della Germania e della Svizzera e verso il cosiddetto “triangolo industriale” del Nord. Oggi l’economia locale è dipendente principalmente dal vicino polo industriale dell’alluminio di Portovesme; dall’allevamento del bestiame, dall’agricoltura e dal piccolo commercio.
Per il prossimo futuro San Giovanni Suergiu vorrebbe giocare la carta del turismo. E’ infatti in atto da parte dell’Amministrazione comunale, il tentativo di recuperare il sito della vecchia e ormai dismessa Centrale Elettrica, per poterla poi trasformare in una grande e moderna struttura alberghiera capace, fra l’altro, di utilizzare le acque madri delle locali saline, per scopi termali. Inoltre, la posizione geografica centrale rispetto alle tante località balneari e naturalistiche del Sulcis, fanno di San Giovanni Suergiu un posto ideale per trascorrere le proprie vacanze in comode case e a prezzi accessibili a tutti.

Attualmente il paese è governato da una giunta comunale proveniente da un lista civica e ad orientamento politico di centro-destra capeggiata dal Sindaco il dott. Enrico Piras, il cui mandato scadrà nel 2006.

Tra le manifestazioni locali si ricordano:

Febbraio:
Carnevale Sangiovannese

Maggio:
Madonna delle Grazie a Palmas – S. Elena Imperatrice a Matzaccara

Giugno:
24 giugno – Festa del patrono “San Giovanni Battista”
Prima domenica “Sa Festixedda” a Palmas
Madonna del Rosario – Is Urigus

Agosto:
Estate Sangiovannese

[ I dati relativi al paese sono stati rilevati dalla Pro-loco di San Giovanni Suergiu e da uno studio svolto dal Prof. Mario Puddu unitamente agli studenti della locale scuola media.
- Nella foto la vecchia chiesa di Palmas. ]

[ di CLAUDIO MOICA ]

Riferimenti: Sito personale di Claudio Moica

Gli Appuntamenti di Oggi

12 Agosto 2005 Commenti chiusi

SULCIS – IGLESIENTE

GLI APPUNTAMENTI DI OGGI

SANT’ANTIOCO – Musica Rom con ALEXIAN SPINELLI GROUP. Arena Fenicia. Ore 22

SANT’ANTIOCO – CINEMA IN LAGUNA – Million Dollar Baby – Campo Esterno Palasport – ore 21.45

CARLOFORTE – Musica latino americana. Si esibiscono i BARRIO ALTO. Piazza Pegli. Ore 21

CARLOFORTE – Torneo di pallacanestro TRICK OF THE YEAR organizzato dal Centro Giovanile

PORTOSCUSO – GASTROMACHIA – Approda stasera la barca di Çajka: la compagnia di Quartu Sant’Elena ritorna in Sardegna dopo l’esordio genovese ed i recenti successi in Corsica, con lo spettacolo Gastromachia diretto da Francesco Origo. Teatro e culinaria s’intrecciano in questo
“vaudeville gastronomico in musica”, in cui gli attori reinterpretano le gerarchie della cucina di corte nel XVII secolo, per raccontare di ingiustizie e paradossi di un mondo diviso in obesi ed affamati. Lungomare – Banchine del porto. Ore 21.30

IGLESIAS – Film “L’orizzonte degli eventi”, con la presenza del regista Daniele Vicari e dell’attore Valerio Mastandrea. Piazza Municipio. Ore 21.30

IGLESIAS – Spettacolo musicale. Si esibiscono gli ISTENTALES. Centro Direzionale. Ore 21.30

S.ANNA ARRESI – MARE E MINIERE Parliamo di cinema e di cibo: il regista Enrico Pitzianti presenta il film “Piccola pesca”. Lo SLOW FOOD ed i pescatori organizzano una cena a base di pesce e vini del territorio. Porto Pino, loc. Peschiera. Ore 21.30

BUGGERRU – Mostra Fotografica. MINIERE E PASSAGGI DELLA SARDEGNA E DELLA BRIANZA. Fino al 2 Settembre

IL SONDAGGIO DELLA GAZZETTANTIOCHENSE

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On the Magazines

12 Agosto 2005 Commenti chiusi

ON THE MAGAZINES
“Il Sulcis-Iglesiente visto dagli altri…”

L’articolo di oggi viene dalla Svizzera…non si parla del Sulcis-Iglesiente in particolare ma del Sud della Sardegna in generale, ma l’articolo è comunque molto interessante…anche se la nostra zona viene, come troppo spesso accade, un pò snobbata.

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- tratto dal sito La Regione Ticino -

LUNGO LA STRADA DELLE GENTI

Viaggio nell’affascinante sud della Sardegna splendido crogiuolo di culture

Appena sbarcato il mattino presto ad Olbia, nel nord-est della Sardegna, imbocco la strada che scende verso il sud dell’isola, dapprima costeggiando il mare poi, tagliando per il centro, giù fino a Cagliari. Una strada che si percorre tranquillamente attraversando uno scenario affascinante ricco di montagne, che ti mette subito in contatto con la realtà naturale di unisola per molti versi straordinaria. Di qui sono passati tutti o quasi: fenici, cartaginesi, romani, vandali, ostrogoti, bizantini, longobardi, arabi e saraceni (qualche toponimo ne ricorda la presenza), Pisa e Genova, gli aragonesi e i catalani (ho letto che sono rimaste alcune parole catalane in certi dialetti isolani), gli austriaci, i Savoia e infine il Piemonte seguito dall’Italia. Un bel crogiuolo di culture, come capita spesso alle isole del Mediterraneo, che forse spiega la generale gentilezza e disponibilità delle genti sarde nei confronti del forestiero, anche quando questi è solo uno dei molti turisti che nella bella stagione popolano l’Isola.
Mentre guido su una specie di autostrada penso alle strade percorse dai romani nel III secolo a.C., al momento cioè della conquista, che solcavano un paesaggio probabilmente non molto diverso da quello che io ammiro oggi, con qualche pianta esotica in meno in campagna e sicuramente senza dover vedere gli scempi ambientali delle moderne “lottizzazioni” che deturpano parte delle coste. La nostra meta al sud è Karales, la Cagliari odierna, promossa a capitale dopo la vittoria interna di Cesare, per il quale aveva fortunatamente parteggiato durante la guerra civile. E chi vince viene premiato.

* * * Nora invece, che si trova solo a pochi chilometri di distanza sulla costa occidentale del Golfo di Cagliari, aveva puntato su Pompeo e quindi perso i suoi privilegi. L’archeologia ci dice che fu quasi sicuramente la prima città fenicia della Sardegna; oggi rimane un luogo archeologico delizioso da visitare, adagiato sulla riva del mare di fronte alla Tunisia. Sintetizza la presenza delle varie culture che hanno lasciato la loro impronta sulla regione: la fenicia, la punica, la romana appunto.
La città, racconta Pausania, sembra sia stata fondata da un eroe mitico di nome Norace, figlio di Giove e di una ninfa; ma questa è naturalmente leggenda. Più probabilmente si trattava di coloni spagnoli provenienti da Cadice, a sua volta emporio fenicio tra i più antichi del Mediterraneo occidentale, che si fermarono in Sardegna percorrendo le rotte per andare e tornare da casa verso il mondo allora conosciuto. A navigatori esperti quali erano non doveva essere sfuggito il sito di Capo di Pula, con due piccoli golfi protetti così da avere sempre a disposizione un porto praticabile a seconda della direzione e della forza dei venti. Dapprima emporio divenne città nel VII secolo a. C.
Qualche studioso afferma che la radice del toponimo ricorda quella di “nuraghe” (“nur” termine protosardo che starebbe a significare “mucchio di pietre” e per estensione “altura”), per cui ecco spiegati i resti nuragici trovati nella zona tra Nora e Pula. Quello che è certo è che da Nora proviene la famosa Stele di Nora datata al IX-VIII secolo a.C., scritta in caratteri fenici, sulla quale gli studiosi hanno individuato per la prima volta il nome dell’isola!
I fenici stabilivano ovunque rapporti pacifici con le popolazioni locali, essendo più interessati ai commerci che alla conquista e alla prevaricazione; in fondo è grazie a loro se gli archeologi moderni trovano in tutto il bacino del Mediterraneo le più disparate merci di origine greca, etrusca e orientale ma anche quelle provenienti dal continente e dal nord, e possono così studiare i complessi fenomeni dell’acculturazione tra i popoli del passato, poiché come si sa, insieme alle merci viaggiano le idee.
Noi oggi siamo anche il frutto di quegli antichissimi incontri e scambi. Nel VI secolo a.C. anche Nora, come il resto dell’isola, cade sotto il dominio di Cartagine che ne fa sede di ammiragliato, per poi finire in pasto ai romani che la considerano un centro di produzione mineraria e granaria. I resti archeologici che si vedono oggi sono appunto quelli classici lasciati dai romani in tutto il mondo: edifici pubblici e privati attorno al Foro, strade lastricate, le terme e le relative latrine, la zona commerciale con le botteghe, una villa con resti di mosaici policromi realizzati da artigiani del nord Africa, un tempio (quello di Nora è dedicato a Esculapio, dio della medicina), un teatro di piccole dimensioni con pesanti segni di restauro. Ma al di sotto dello strato romano gli archeologi stanno mettendo in luce i precedenti insediamenti punici e fenici che emergono via via che gli scavi proseguono. Qualcosa si può ammirare nel piccolo museo archeologico di Pula recentemente allestito, dove in un paio di salette vengono esposti i reperti che non hanno preso la strada del Museo nazionale di Cagliari; qui è anche esposto il suggestivo modellino in scala del teatro romano, frutto di una tesi di laurea, che dà un’idea di come doveva essere il monumento atto a contenere circa mille spettatori. Fatto curioso: nel book-shop del museo è possibile acquistare una serie di oggetti artigianali che riproducono bronzetti sardi o altri reperti, magliette e borse, ma anche testi non solo di archeologia, ma di arte e narrativa riferiti alla Sardegna: da Paul Valéry e dal suo diario del viaggio sull’isola a Grazia Deledda e agli autori moderni, ai quadri di Aligi Sassu. Una responsabile del museo mi dice con rammarico dell’assenza in mostra della Stele di Nora che dovrebbe essere il pezzo più pregiato del museo e che invece è a Cagliari…oltretutto mal esposto e poco visibile.

* * * Una visita al Museo archeologico nazionale di Cagliari non può mancare a chi si interessa di archeologia. È il museo più importante ed è stato ristrutturato e inaugurato nel 1993; oggi è insediato in quella che chiamano la cittadella dei musei, ai margini della città vecchia che dai bastioni domina la zona del porto.
È composto di una prima sezione didattica disposta cronologicamente dal neolitico antico al medioevo e nella quale sono presenti i pezzi più importanti delle sue straordinarie collezioni; seguita da una seconda parte nella quale vengono presentati i reperti archeologici provenienti da scavi nelle province di Cagliari e Oristano. Leggendo la piccola guida del museo, pubblicata recentemente, si deve in effetti tener conto di questa suddivisione poichè il testo rimanda spesso dall’una all’altra con nomi di luogo non sempre memorizzabili da chi non abbia confidenza con la geografia sarda. Peccato che le didascalie delle vetrine siano collocate troppo in basso, cioè in posizione scomoda per chi le vuole leggere e con riferimenti cronologici non sempre puntuali; e che l’illuminazione penalizzi alcuni capolavori esposti. Sembra strano in un museo moderno come quello di Cagliari.
I periodi considerati sono quelli che partono dall’orizzonte: a) prenuragico – Neolitico ed Eneolitico fino alla prima età del Bronzo; b) nuragico, dal Bronzo all’età del Ferro; c) fenicio-punico, dalla seconda metà dell’VIII secolo fino al 238 a.C. anno che segna il passaggio della Sardegna sotto il dominio romano; d) età repubblicana e Roma imperiale fino al IV secolo d.C. ; e) età tardo-romana e altomedievale fino all’VIII secolo.
Non voglio naturalmente illustrarvi i 4 piani del museo ma soltanto segnalarvi alcuni momenti salienti.
Il percorso espositivo prende avvio con dei pezzi sensazionali. All’ingresso c’è la già citata Stele di Nora per la verità poco visibile. Siamo al piano terra : nelle prime vetrine dedicate al periodo prenuragico ecco la famosa “Venere di Macomer” del V millennio a.C., intagliata nella pietra dagli uomini del Paleolitico utilizzando forse lame di nera ossidiana. Una figurina stilizzata di donna alta una ventina di centimetri dai fianchi pronunciati. Seguono altre divinità femminili del IV millennio realizzate in pietre tenere, in alabastro, argilla e osso, con corpi obesi dalle forme marcate, seni e coscie pronunciate, enigmatico volto geometrico, provenienti dagli scavi in grotta di Cabras; sono le prime sepolture umane documentate.
Un millennio più tardi le forme della rappresentazione di queste divinità legate alla terra e alla fertilità mutano: ne è testimonianza una straordinaria figura ieratica a forma di croce in marmo bianco, sullo stile delle statuine provenienti dalle Cicladi ammirate in alcune mostre anche a Lugano anni fa, e una più tarda figurina detta “a traforo” con testina stilizzata, braccia staccate dal corpo e ancora il seno che evidenzia il ruolo della maternità. Questa evoluzione stilistica è accompagnata dal progredire di una ceramica sempre più raffinata trovata in contesti sia abitativi sia tombali. A partire dal Bronzo antico (1800-1600 a.C.) compaiono oggetti più elaborati in metallo e in materiali naturali come la conchiglia: un torques unico finora in Italia in oro, punte di lancia, ma soprattutto una incredibile ricchezza di bronzetti nuragici che continuerà anche nell’età del Ferro. È il trionfo dell’arte metallurgica che in Sardegna ha toccato i vertici stilistici e tecnici.
Nelle vetrine (a partire dalla numero 10) se ne possono ammirare di veramente eccezionali: figurine di capi con mantello e bastone del comando, guerrieri armati di pugnali e spade, arcieri nell’atto di scagliare una freccia, oranti o offerenti, ma anche oggetti di uso quotidiano miniaturizzati e animali. Non mancano figure di esseri demoniaci o guerrieri eroizzati, caratterizzati da molte braccia che recano scudi protettivi e molti occhi; straordinaria la rappresentazione della lotta tra due guerrieri colti nell’attimo della vittoria dell’uno sull’altro. Sono insolite anche le cosiddette “navicelle votive” con la prua ornata da una testa di toro o di cervo e i minimi dettagli riprodotti nel bronzo. Erano tutti probabilmente degli ex-voto poichè trovati in luoghi definiti dagli archeologi come “santuari” e sono la documentazione più significativa della civiltà nuragica. Indimenticabile la figura femminile con figlio sulle ginocchia, detta “madre dell’ucciso”: seduta su uno sgabello rotondo, la madre solleva la mano destra in atto di devozione e con la sinistra abbraccia il figlio tenuto in grembo ; il figlio è adulto, nudo, segnato nel suo rango dalla calottina e dal pugnale appeso sul petto. L’interpretazione più accreditata vi vede una sorta di “Madonna nuragica col figlio-dio morto” spiega la guida del museo.
Il periodo fenicio-punico si apre con una stupenda maschera ghignante trovata vicino a Cagliari, di valore apotropaico, cioè di guarigione e scongiuro da influssi maligni che potevano importunare gli uomini di allora. Si continua con i materiali provenienti dai commerci mediterranei che hanno lasciato grandi tracce sull’isola per poi finire coi romani (abbondanti le testimonianze di questo periodo) per terminare al medioevo e alle prime testimonianze della cristianizzazione in Sardegna.
Qui finisce l’itinerario del piano terra che sintetizza il lungo periodo storico che va dalla più lontana antichità fino ai secoli che sono già storia; ai piani superiori si possono approfondire i vari momenti seguendo ad esempio la documentazione integrale delle sepolture più importanti scoperte nelle diverse parti della Sardegna meridionale.

* * * Dire Sardegna archeologica è dire “nuraghi”. Abbiamo visto che questo non è vero, ma rimane il fatto che di queste costruzioni eccezionali e uniche, sull’isola ne sono stati recensiti a tutt’oggi più di 7000, e che erano in situ ben prima che arrivassero i fenici e i punici. Naturalmente molti sono oggi soltanto cumuli di grosse pietre; altri farete fatica a individuarli sul territorio perché mal segnalati o perchè in stato di abbandono, parecchi li troverete sbarrati al pubblico: gli archeologi vi stanno lavorando o più semplicemente la biglietteria è ancora oppure già chiusa. Il fatto è che dopo aver fatto diversi chilometri su strade di campagna per vedere un certo nuraghe segnalato sulla vostra guida infallibile, restare a bocca asciutta è veramente indisponente.
Vi consoli il fatto che avete magari attraversato paesaggi incantevoli che ricordano la Toscana o l’Umbria con olivastri e cipressi, sotto un cielo immenso carico di nuvole e di azzurro.
Una studentessa di archeologia mi ricorda però come sulle coste si nascondano alcune basi militari americane con relativi missili nucleari, delle quali nessuno parla perché potrebbero nuocere all’immagine turistica dell’isola.

* * * Il complesso nuragico di Barumini è sicuramente uno dei più spettacolari di tutta l’isola con i suoi quasi 1500 metri quadrati di superficie; è aperto tutto l’anno, con visite accompagnate a orari cadenzati.
Denominato “Su Nuraxi” è stato riportato alla luce dall’archeologo sardo Giovanni Lilliu agli inizi degli anni ’50 ; il resoconto di quella fantastica avventura scientifica sta tutto nella monografia pubblicata nella collana “Sardegna archeologica”. Non abbiamo ancora detto a cosa servivano queste torri in pietra che costellano la Sardegna. Si tratta essenzialmente di strutture di carattere militare, a scopo difensivo, anche usate forse quali castelli da un capo tribù che voleva così sottolineare il proprio potere sulla comunità che amministrava.
I più piccoli nuraghi facevano parte di un sistema di torri di avvistamento; cadute le ipotesi che parlavano di luoghi di culto, di abitazioni trogloditiche, di osservatori astronomici. Tutti sono composti di grosse pietre non squadrate sovrapposte senza l’uso di cemento o malta, utilizzando per la copertura il sistema a tholos.
Il nuraghe di Barumini è del tipo “polilobato”, vale a dire che è composto da una serie di torri di diversa altezza, realizzate in periodi successivi. Fu eretto nella prima fase verso il 1500 a.C. quando fu costruita la torre maggiore centrale; probabilmente verso il XIII secolo furono aggiunte altre quattro torri in pietra ai quattro punti cardinali, con lo scopo di rafforzare le difese dell’opera; queste erano unite da un camminamento che le collegava al corpo centrale, in particolare alla terrazza che lo sovrastava. Anche se il culmine del monumento oggi non è più visibile, è facile capire come dall’alto dei suoi quasi 20 metri di altezza, le guardie potessero sorvegliare tutto il territorio circostante. Durante l’età del Ferro la fortezza subì altre trasformazioni: furono aggiunti pesanti rinforzi della muratura esterna con uno spessore da 3 a 5 metri e soprattutto un “antemurale” con altre sette torri in buona parte conservatosi malgrado le distruzioni portate dai cartaginesi nel VI secolo a.C. Intorno al castello, così si può chiamare il nuraghe di Barumini, sorsero anche in epoca tarda una cinquantina di capanne con base in pietra ancora ben visibili e coperture in legno o stuoie, con tanto di sale collettive di riunione, focolari, macine per la farina e pozzi, dove viveva la popolazione del I millennio a.C.: un villaggio preistorico che sembra un labirinto di stradine tortuose e muri circolari che, visto dall’alto della torre principale, lascia incantati.
Il sud della Sardegna non è la zona archeologicamente più ricca ma riserva comunque molti siti importanti: verso ovest ad esempio consiglio una visita a Monte Sirai dove sta scavando l’équipe del professor Bartoloni dell’Università di Sassari, in uno dei pochi siti non “contaminati” dai romani; oppure a Sant’Antioco dove si trova un famoso “Tophet” con migliaia di sepolture infantili e le tombe ipogee di origine punica diventate abitazioni trogloditiche fino agli anni ’60 del secolo scorso.
Una carrellata a ritroso nella millenaria storia della Sardegna in queste poche righe: siamo partiti dall’attualità per tornare ai nuragici che l’hanno plasmata nei secoli, passando velocemente attraverso le presenza fenicia, punica, romana…e di tutti gli altri popoli che l’hanno visitata.
Più che altro un invito a scoprirla nei suoi molteplici aspetti culturali, al sud come al nord, al centro come sulle coste, senza dimenticare il folklore e la cucina che fanno pure parte di un viaggio in una terra diversa dalla nostra.
E senza dimenticare i problemi che pure la Sardegna conosce al di là dell’azzurro del suo bellissimo mare.

- dal sito LA REGIONE TICINO -

Riferimenti: LA REGIONE TICINO – Svizzera

Gli Appuntamenti di Oggi

11 Agosto 2005 Commenti chiusi

SULCIS – IGLESIENTE

GLI APPUNTAMENTI DI OGGI

SANT’ANTIOCO – Cabaret : da Zelig, ROCCO BARBARO. Arena Fenicia. Ore 22

SANT’ANTIOCO – CINEMA IN LAGUNA – Million Dollar Baby - Campo Esterno Palasport – ore 21.45

PORTOSCUSO – Inaugurazione Mostra Fotografica dal titolo PORTOSCUSO FRA TRADIZIONE E MODERNITÀ: I VOLTI, LE MANI, I SEGNI SUL TERRITORIO. Locali di via Garibaldi. Ore 19.

IGLESIAS – Rassegna dei tamburini e de “Su banditori”, sfilata medievale. Centro storico. Ore 11

IGLESIAS – Festival canore. Si conclude stasera la gara di canto e ballo. Presentano del dj Cristina Atzei e Manuela Etzi. Piazza Municipio. Ore 22

NEBIDA – MARE E MINIERE – Film “Le avventure acquatiche di Steve Zissou”. Ore 21.30

NEBIDA – CONTOS, racconti: la rassegna prenderà il via stasera nella bella cornice di Nebida. La decima edizione della manifestazione curata dall’associazione Figli d’Arte Medas in collaborazione con l’amministrazione comunale di Iglesias si articola in quattro appuntamenti: si parte oggi con la “Storia di una gabbianella, e del gatto che le insegnò a volare” di Luis Sepùlveda.

NEBIDA – Elezione di Miss Nebida. Ore 21.30

S.ANNA ARRESI – MARE E MINIERE – Film “Profondo blu”. Cinema Moderno. Ore 21.30

CARLOFORTE – Torneo di pallacanestro TRICK OF THE YEAR organizzato dal Centro Giovanile

BUGGERRU – Mostra Fotografica. MINIERE E PASSAGGI DELLA SARDEGNA E DELLA BRIANZA. Fino al 2 Settembre

IL SONDAGGIO DELLA GAZZETTANTIOCHENSE

Siete d’accordo sulla istituzione dell’Isola Pedonale nel Corso e nel Centro Storico di Sant’Antioco ?

- Sono d’accordo
- Non sono d’accordo
- Non so / Non rispondo

Rispondete al sondaggio inviando una messaggio alla nostra mail
gazzettantiochense@tiscali.it
o inserendo la vostra opinione nei commenti a questa pagina.

MA DA OGGI C’E’ UNA GRANDE NOVITA’ !!!
POTETE RISPONDERE AL SONDAGGIO INVIANDO UN SMS AL NUOVISSIMO NUMERO DELLA GA :
3484095034
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Incontri Musicali di Carloforte

10 Agosto 2005 Commenti chiusi

MUSICA

- tratto da Amadeusonline -

INCONTRI MUSICALI DI CARLOFORTE
Corsi di Perfezionamento – V Edizione

Isola di S.Pietro – Carloforte 18 – 31 agosto 2005
Direttore Artistico – Alessandro TRAVAG
LINI

Giunti alla quinta edizione, gli Incontri Musicali di Carloforte rappresentano ormai una realtà acquisita nel panorama musicale della Sardegna. Nati per tamponare il vuoto estivo dell’insegnamento accademico, hanno visto crescere negli anni la partecipazione sia dei corsisti che dei docenti nonché degli appassionati di musica in genere.
I Corsi si terranno come di consueto a Villa Aurora.

Ai Corsi di Perfezionamento potranno partecipare in qualità di effettivi musicisti diplomati e non, senza limiti d’età. Nel caso in cui le iscrizioni dovessero superare il tetto massimo di partecipanti effettivi previsti per ciascun corso, sarà effettuata un’audizione preliminare per stabilire un ordine di priorità. E’ prevista altresì la possibilità di partecipare ai corsi in qualità di uditori.
Le domande d’iscrizione dovranno pervenire presso l’Associazione “I Solisti di Milano” – Viale A. Gramsci, 463 – c.a.p. 20099 Sesto San Giovanni (MI) e dovranno essere corredate dalla ricevuta di pagamento della tassa d’iscrizione di euro 30 da versare sul c/c bancario n. 811010601/27, codice cab n. 03069, codice abi n. 20709 di Banca Intesa intestato a Associazione “I Solisti di Milano”. La tassa di frequenza per gli allievi uditori è di euro 50 per qualsiasi corso (eccetto i laboratori gratuiti). Gli allievi effettivi di violino, qualora lo desiderassero, potranno frequentare anche il corso di viola d’amore, versando euro 50 aggiuntive. Il costo a persona per la sistemazione a Villa Aurora, a pensione completa in camere con bagno da quattro posti in su, è di euro 30 al giorno.

Notizie utili:
Carloforte è l’unico centro abitato dell’Isola di S. Pietro, una delle isole più interessanti del Mediterraneo a Sud Ovest della Sardegna, in provincia di Cagliari. Da Cagliari bisogna percorrere la superstrada per Iglesias. Oltrepassata Iglesias si giunge a Portovesme, ove ci si imbarca per Carloforte (mezz’ora di traghetto). I chilometri da Cagliari a Carloforte sono circa ottanta.

Informazioni:
Associazione “I Solisti di Milano” – Viale Gramsci, 463 – 20099 Sesto San Giovanni – MI
Tel. 339.2257451 – 338.7280826
E-mail: alessandrotravaglini@fastwebnet.it

L’ELENCO DEI CORSI:

Fabrice PIERRE Arpa (euro 300)
26 – 31 agosto

Magdalena APARTA Canto (euro 150)
18 – 22 agosto

Ida VARICCHIO Pianoforte/Musica da Camera (euro 170)
18 – 25 agosto

Manuel MEO Violino (euro 170)
18 – 24 agosto
Laboratorio orchestrale 25 – 28 agosto

Attilio MOTZO Violino (euro 170)
25 – 31 agosto
Laboratorio orchestrale 29 – 31 agosto

Dimitri MATTU Viola/Vla d’amore (euro 150) Propedeutica di musica d’insieme per archi
24 – 31 agosto

Oscar PIASTRELLONI Violoncello (euro 170)
22 – 30 agosto

Roberto DELLA VECCHIA Contrabbasso (euro 130)
25 – 29 agosto

Antonio AMENDUNI Flauto (euro 150)
23 – 31 agosto

Pietro TAGLIAFERRI Clarinetto (euro 170) Laboratorio di improvvisazione jazz
20 – 27 agosto

Alessandro TRAVAGLINI Clarinetto (euro 170)
18 – 24 agosto

Walter NICODEMI Sassofono (euro 130)
25 – 29 agosto

Riferimenti: Amadeusonline

Gli Appuntamenti di Oggi

10 Agosto 2005 Commenti chiusi

SULCIS – IGLESIENTE

GLI APPUNTAMENTI DI OGGI

SANT’ANTIOCO – CALICI DI STELLE: dibattiti, proiezioni e osservazione astronomica, con degustazioni e spettacolo di musica dal vivo. Dalle 22

SANT’ANTIOCO – CINEMA IN LAGUNA Neverland Campo Esterno Palasport ore 21.45

CALASETTA – “Poeti sotto le stelle”. Questa sera

CARBONIA – Concerto: percorso sonoro che accosta il raffinato e virtuosistico Concerto n. 4 in Re minore per violino e orchestra di
Niccolò Paganini, all’evocativa Sinfonia n. 4 in La maggiore op. 90 “Italiana” di Felix Mendelssohn. Orchestra del Teatro Lirico di Cagliari diretta da Marco Zuccarini, che ospita il violinista Vincenzo Bolognese, artista leccese allievo di Felix Ayo e Salvatore Accardo. Teatro Lirico. Ore 21

IGLESIAS – MARE E MINIERE – Visite guidate ai siti minerari. Dalle ore 10. Film “Schultze vuole suonare il blues”. Ore 21.30. San Giovanni Miniera. Piazzale Grotta Santa Barbara.

IGLESIAS – Rassegna e raduno delle 500 d’epoca. Dalla mattina alla sera. Piazza Municipio. Poi alle 18.30 degustazione dei prodotti tipici iglesienti messi a disposizione daiproduttori locali. Infine alle 21, balli latino americani.

IGLESIAS – Degustazione piatti tipici della città. Quartiere Santa Chiara. Ore 21

CARLOFORTE – Torneo di pallacanestro TRICK OF THE YEAR organizzato dal Centro Giovanile

BUGGERRU – Mostra Fotografica. MINIERE E PASSAGGI DELLA SARDEGNA E DELLA BRIANZA. Fino al 2 Settembre

IL SONDAGGIO DELLA GAZZETTANTIOCHENSE

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