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Archivio Settembre 2005

CRONACA – Esercitazioni: come prima, più di prima

30 Settembre 2005 1 commento

CRONACA

ESERCITAZIONI : COME PRIMA, PIÙ DI PRIMA
Teulada, si spara per tutto il mese di ottobre.
Vietata pesca, navigazione e ancoraggio.

TEULADA – Ordinanza di sgombero con procedura d’urgenza. Riprende l’attività addestrativi nel poligono di Capo Teulada. Dopo la pausa estiva il territorio dovrà convivere con le guerre simulate che impediranno la navigazione, la pesca e l’ancoraggio in una vasta area marina. A ottobre si sparerà per tutto il mese. Lo sgombero sarà dalle 8 alle 24. Dal 7 al 14 i divieti si protrarranno 24 ore su 24. Un’esercitazione navale Nato interesserà il Golfo di Palmas. I pescatori di Sant’Antioco sono in agitazione e nei prossimi giorni decideranno se effettuare azioni di protesta per bloccare le esercitazioni.

Saranno esercitazioni di grande intensità. È un ritorno al passato quando il poligono di Capo Teulada veniva utilizzato per nove mesi all’anno, senza soluzione di continuità, dalle forze armate in addestramento. All’ordinanza per ottobre s’è aggiunta lo stesso giorno quella per novembre. Anche in questo caso fuoco a volontà per 16 ore al giorno (dal 7 al 14) in cui si sparerà ininterrottamente per tutte le 24 ore. Il parere contrario del Comipa e della Regione non sono stati tenuti in nessuna considerazione: si sparerà più degli anni scorsi. C’è comunque l’incognita pescatori. Una variabile impazzita che potrebbe scompaginare i programmi della Destined Glory 2005 e degli altri giochi di guerra. Rispetto all’anno scorso cambieranno i protagonisti ma il film rischia di essere lo stesso. Non ci saranno i pescatori di Teulada e di Sant’Anna Arresi ai quali è stata riconosciuta la specificità, ma sono pronti a sciogliere gli ormeggi i pescherecci di Sant’Antioco, Calasetta, Carloforte e di tutte quelle marinerie che sono rimaste fuori dal trattamento speciale riservato ai loro colleghi. Nei giorni scorsi hanno proclamato lo stato di agitazione ma non sono state ancora decise eventuali iniziative di lotta: “Stiamo vagliando la situazione – dice Mimmo Siddu, segretario territoriale della Flai-Cgil – abbiamo sollecitato delle risposte sia dal ministero della difesa ma ancora non abbiamo avuto alcun riscontro. Nei prossimi giorni dovremmo incontrare il presidente Soru, poi decideremo cosa fare. In ogni caso, sarà entro la prima settimana di ottobre. I pescatori sono giustamente preoccupati per questi vincoli per cui occorre trovare delle soluzioni urgenti”.
Se, come già detto, le marinerie di Teulada e Sant’Anna Arresi non hanno in programma nessuna manifestazione di protesta non nascondono, tuttavia, la voglia di togliersi qualche sassolino dalle scarpe: “Speriamo che i nostri colleghi delle altre marinerie ora si rendano conto che la nostra lunga lotta non era senza motivo – dice Pietro Paolo Di Giovanni, presidente della coop San Giuseppe – le ordinanze dimostrano che per i prossimi due mesi non potremo lavorare neppure una giornata. Saremo bloccati nei nostri porti. Per tutti gli altri esistono delle alternative. Noi comunque non disprezzeremo la loro lotta ma la sosterremo idealmente. Intanto sollecitiamo il ministero della Difesa a mettere in pagamento gli indennizzi relativi agli anni 2003 e 2004, perché ci troviamo in grosse difficoltà economiche. Per due anni abbiamo lavorato pochissimo; ora riprendono gli sgomberi a mare e dureranno sino a giugno. Il pagamento deve essere immediato”.

[ ENRICO CAMBEDDA ]
- tratto da LA NUOVA SARDEGNA del 28 Settembre 2005 -

IL SONDAGGIO DELLA GAZZETTANTIOCHENSE
Quale è, a vostro avviso, il problema principale del Sulcis-Iglesiente ?
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ATTUALITA’ – Quando i muri parlano

30 Settembre 2005 Commenti chiusi

ATTUALITA’

IGLESIAS

QUANDO I MURI PARLANO
Scritte e disegni della città.
Un viaggio tra i graffiti.

IGLESIAS - Il termometro degli umori cittadini ? Pareti, serrande e qualsiasi altro spazio vuoto, dove una bomboletta spray diviene il testimone di disagi, sentimenti, rabbie, rancori, egocentrismo e perché no, talento artistico. Il tour fra le innumerevoli scritte i vernice presenti in città, parte dal Centro Culturale di via Cattaneo, una struttura letteralmente presa di mira dai graffitari, dove non un solo centimetro è stato risparmiato dalla corrente artistica che ha preso piede da alcuni anni, diffondendosi come un’epidemia destinata a protrarsi nel tempo. Loro sono i “writing”, che in gergo significa l’arte di chi dipinge sui muri il proprio nome; alcune scritte appaino grossolane, altre invece sono vere e proprie opere d’arte al più incomprese. Poche decine di moetri oltre, all’entrata secondaria dell’ospedale Cto, una frase che nulla ha a che fare col filone hip-hop: “Non dargli la forza di fare i fatti suoi”, rappresenta quella parte di iscrizioni sconfinante nel campo dei problemi sociali. Arriviamo fino a piazza Cavallera, dove alcune frasi oscene sono state camuffate in malo modo, continuano fino ad interessare la cinta del deposito dei pullman e le pareti dell’ex mattatoio. Sui muri del mercato civico non poteva mancare la propaganda politica; immortale la frase “non votare vai al mare”. Il viaggio prosegue verso il cavalcavia di Serra Perdona, dove le firme dei “writing” compaiono in punti che sfidano la legge di gravità, e continua fino all’istituo Fermi in località Is Arrustas; “sono arrivato anche qui”, dice una scritta in caratteri cubitali, in un punto apparentemente inarrivabile di una parete dell’istituo. Dirimpetto all’entrata, il carismo di qualche giovane Che Guevara: “20-09-03, manifestazione in piazza Sella, non entrate, partecipate tutti”. Di fianco invece qualche cuore infranto gioca la carta della compassione: “Vera ti ho amata e non smetero mai di farlo”, non si capisce insomma se sia stato concepito come tentativo di riconciliazione con l’amore perduto, o più probabilmente, un attentato alle coronarie della professoressa di italiano. A Col di Lana, in un vecchio deposito dell’acqua risalente alla seconda guerra mondiale, qualche nostalgico della politica fascista fa sapere: “torneranno le perette”.
Rabbie, rancori, rimpianti e voglia di mettersi in mostra, ma anche calore e sentimenti, espressi sull’intera sezione di una parete dell’ex Enaoli, dove un graffito ricorda l’amico che non c’è più ed una frase su una pergamena di cemento immortala il suo ricordo: “Le parole non possono esprimere quello che l’amore non può fare. I sentimenti nascono soltanto se son veri e sono come l’anima che non può morire. Tu sei lì da qualche parte ma ci sei e ci sarai nei nostri cuori per sempre. I tuoi amici.”
Non si può concludere il viaggio senza passare per le curve di Villamarini in località Monteponi, dove in un cartello arrugginito e sbilenco, sopravvissuto chissà come ai numerosi rifacimenti della cartellonistica stradale, compare: “Cella ti amo”. Chissà se quel sentimento è durato tanto quanto il segnale che lo riporta.

[ ADRIANO SECCI ]
- tratto da LA NUOVA SARDEGNA del 28 Settembre 2005 -

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CULTURA – Omaggio a Lia Drei

27 Settembre 2005 Commenti chiusi


CULTURA

- tratto da EXIBART.COM -

OMAGGIO A LIA DREI
Calasetta (Ca), Museo Civico d’Arte Contemporanea
fino al 30.IX.2005

Estrema sintesi formale. Modulazioni ritmiche e cromatiche. Dinamismo. Strutture rigorose che non escludono una visione emozionale della rappresentazione…

Martedì 20 settembre 2005
Origina da un’attenta disamina della natura, la pittura scientifica di Lia Drei. Il Museo di Calasetta le dedica una mostra antologica composta da venti dipinti, nell’intento di ricostruire l’importante percorso di un’artista non abbastanza celebrata. L’adesione al Gruppo 63 e la successiva istituzione dello Sperimentale P, con Francesco Guerrieri, ne fecero una protagonista del movimento strutturalista allinterno del quale i dettami della Gestalt rivelano una dimensione emozionale che sembra prescindere dal rigore concettuale del processo costruttivo.
Se nella fase iniziale del suo percorso prevale l’interazione di forme geometriche primordiali, come in Operazione spaziocromatica 02 e in Modulo spaziocromatico, dopo la scissione del Gruppo 63 inizia per Drei una fase improntata sull’estetica della rappresentazione. Un’estetica che prende in considerazione l’elemento intuitivo, capace di oltrepassarne la scientificità a favore di una ricerca metalogica. Appartengono allo Sperimentale P (P sta per “puro”) opere come Dietro la luce, Operazione spaziocromatica R2 e Cristallo trasgredit dove il passaggio a forme spigolose, perlopiù triangolari, è confacente a determinare la percezione dinamico-luministica e i meccanismi illusori, consentendo all’opera di rigenerarsi di volta in volta in quanto lo spettatore coinvolto ne diviene parte integrante. Proprio come teorizzato da Umberto Eco: “insieme l’oggetto (opera d’arte) e il soggetto (spettatore) fanno parte di una comune visione del mondo e delle cose”.
Seguendo un’impostazione cronologica, il percorso espositivo procede con dipinti come Spaziotempo K3 dove l’artista sperimenta la fuoriuscita dell’opera dai limiti fisici del quadro, e Collage ottenuto dalla sovrapposizione di materie plastiche trasparenti per creare la tridimensionalità mediante una sapiente scansione di ombre e luci.

Negli anni Ottanta, dopo l’adesione alla Metapittura, del quale sottoscrive il secondo Manifesto, Lia Drei opera nel campo della poesia visiva e della Mail Art per approdare, negli anni Novanta, ad un nuovo ciclo di strutturazioni dove i triangoli, concepiti con accensioni cromatiche, si liberano dalla griglia compositiva per fluttuare nel vuoto seguendo diverse direzioni (come in Walzer). Nel gennaio del 2004 rimarrà folgorata da una serie di opere atipiche di Raoul Dufy che l’ispireranno a realizzare lirici elementi floreali stilizzati che originano da triangoli, apparentemente algidi, attraverso l’incontro-scontro di linee, ora bruscamente interrotte da filari di punti in successione e piccoli tratteggi, a delineare percorsi impossibili. Nasce la serie Il tempo del sogno che proseguirà fino al momento della sua scomparsa avvenuta la notte del 22 marzo di quest’anno.
Una mostra antologica che si rivela non solo esaustiva, per la comprensione dell’evoluzione del codice espressivo di Lia Drei, ma che le riconosce una forte capacità d’interazione emotiva. Qualità incarnata da una personale visione esistenziale che elude dal rigore scientifico della costruzione strutturale. Dopo Calasetta la mostra giungerà il 15 ottobre a Cosenza dove sarà ulteriormente arricchita dalle opere dell’ultimo periodo e dei libri d’artista realizzati tra gli anni Sessanta e Novanta.

[ ROBERTA VANALI ]

Omaggio a Lia Drei – Strutture spaziocromatiche 1962-2004
A cura di Teodolinda Coltellaro
Museo Civico d’Arte Contemporanea
Calasetta, Via Savoia n. 2
Telefono e Fax 0781 899078
Ingresso da martedì a domenica dalle ore 18 alle 21

Riferimenti: EXIBART.COM

ATTUALITA’ – Fondi a rischio per Is Solinas

27 Settembre 2005 Commenti chiusi

ATTUALITA’

MASAINAS
Il sindaco: “Si ostacola il rilancio della località balneare”
FONDI A RISCHIO PER IS SOLINAS
Bloccati dalla burocrazia lumaca 450 mila euro

Fondi a rischio per l’urbanizzazione di Is Solinas. Il Comune di Masainas corre il pericolo di perdere oltre 450 mila euro destinati alla realizzazione di condotte idriche, fognarie e di altri servizi per il rilancio della località marina situata nel territorio del centro del Basso Sulcis.
“Tutta colpa dell’eccessiva lentezza della burocrazia”, ha lamentato il sindaco Pinuccio Marras.
E’ da oltre un anno, infatti, che l’amministrazione di Masainas è in attesa del via libera della Regione. Autorizzazioni e concessioni che consentirebbero al Comune di dare il via alle gare d’appalto e, successivamente, ai cantieri di lavoro.
A Is Solinas, dune di sabbia e ginepri secolari che si affacciano sulle tranquille acque del golfo di Palmas, il Comune ha puntato gli occhi da tempo. E’ da anni infatti che gli amministratori contano di trasformare la zone in un vero e proprio paradiso per le vacanze. Alberghi e camping per rilanciare l’economia. E proprio in quest’ottica rientrano anche i lavori per l’urbanizzazione della località marina.
Progetti che prevedono la realizzazione di condotte per l’acqua e i reflui (accanto al parcheggio realizzato anni fa dalla vecchia provincia di Cagliari), la sistemazione di una passerella in legno (amovibile) e la costruzione di bagni e docce a pochi metri dal mare. Ma i continui ritardi accumulati e i rinvii imposti dal rilascio di numerosi nulla osta sta rischiando di compromettere i progetti del Comune.
“Non possiamo aspettare ad oltranza, perchè si tratta di lavori – ha sottolineato il primo cittadino – che devono essere appaltati entro l’anno. Il tempo passa e noi siamo ancora bloccati. Così rischiamo di perdere i fondi che ci sono stati assegnati”.
Anche se solo pochi giorni fa il Comune ha incassato il parere positivo dellassessorato regionale all’Ambiente, all’appello manca ancora un’autorizzazione. “E’ quella dell’Ufficio per la tutela del paesaggio, che tarda ad arrivare e noi – ha concluso Marras – non possiamo aspettare oltre. Tra indire un appalto, espletare la gara e assegnare i lavori occorrono quasi due mesi. Il tempo passa e noi rischiamo di perdere tutto”.

[ MAURIZIO LOCCI ] – tratto da L’UNIONE SARDA del Settembre 2005 -

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Riferimenti: L’UNIONE SARDA

SPORT – Calcio

27 Settembre 2005 Commenti chiusi

ATTUALITA’ – Una brutta storia

26 Settembre 2005 1 commento

ATTUALITA’

Ignazio Marceddu
UNA BRUTTA STORIA

E’ stata indubbiamente un’estate innescata da polemiche riguardo a chi toccasse la gestione del museo dei fenici in Sardegna. Da una parte il comune di Cabras (Oristano), la stessa provincia di Oristano, ed infine il comune di Sant’Antioco. Dopo una serie di incontri tra i sindaci interessati, la stampa non ha più riportato nessuna notizia circa eventuali sviluppi sulla questione. Il che significa che tutto è svanito nel nulla, e dire che bastava rispolverare semplicemente la storia della Sardegna per chiudere in maniera intelligente l’inutile diatriba, senza dover scomodare gli altrettanto inutili politici sardi, che non hanno fatto altro che soffocare una così grande occasione. Purtroppo quando c’è di mezzo una provincia subentrano interessi talmente alti da seppellire secoli di storia e tacitare archeologi e storici compresi. In pochi giorni abbiamo assistito ad una incredibile distorsione della storia, il primato degli insediamenti fenici che spetta a Sant’Antioco e al comune di Cabras è stato letteralmente messo in discussione, e dire che Cabras aveva fatto di tutto per poter avere un suo meritatissimo museo fenicio, ma Oristano aveva sferrato una serie di ostacoli, in nome di una storia mai esistita , pur di bloccare il tutto. Anche il comune di Sant’Antioco aveva tutte le carte in regola per poter gestire un museo, ma era, ed è tuttora, priva degli “anelli mancanti”, cioè di chi dovrà tutelare il patrimonio storico-archeologico.
Il problema della tutela è stato un grosso problema in Sardegna, anche perché ovunque scavi riemergono angoli di una storia lontana e antica. In fatto di tutela l’esempio più grottesco ci è stato fornito questa estate dal comune di Oniferi, con l’episodio di vandalismo della necropoli prenuragica di Sas Concas. Al vandalismo e a certe pretese si affianca una storia tutta da riscrivere. Come si fa ad affermare che Oristano è una città fondata dai fenici, se la sua fondazione risale all’anno 1000 ? , mentre il comune di Cabras oltre ad essere il centro più vicino alla città di Tharros, visto che fa parte del suo territorio, ha un altro primato: l’insediamento preistorico di “Cuccuru is arrius”, che lo pone allo stesso livello del periodo preistorico della cosiddetta “Cultura di Ozieri”. Come si fa a dimenticare che Sant’Antioco è stata fondata dai fenici nel 750 e che ha nel suo territorio un’insediamento importante del periodo preistorico, come Monte Sirai ?
Tutto mi pare si stia arenando, e si può avanzare qualche ipotesi sul come andrà a finire questa farsa, nonostante i sindaci e gli assessori alla cultura siano ancora mobilitati. E mai possibile che la politica sia arrivata a strumentalizzare la storia per dei fini tipicamente campanilistici ?
Ebbene sì, a quanto pare la politica può tutto, almeno in Sardegna, è perfino capace di degenerare qualsiasi ambiente pur di poter raggiungere i suoi obbiettivi.
Alle buone e intelligenti intenzioni non mancano mai gli ostacoli, ma fino a un certo punto, poiché subentra una questione di giustizia e onestà. Ed è da sottolineare un altro aspetto inquietante: il silenzio degli archeologi o degli storici, nessuno ha mosso un dito, o si è permesso di entrare nel dibattito storico facendo ribadire che la storia va rispettata, di loro non ho letto nemmeno una riga. Si dice che in questi casi parlare significhi esporsi ed essere messi successivamente da parte, e non poter usufruire di altri fondi destinati a degli scavi archeologici, oggi costosissimi.
Il silenzio è davvero d’obbligo ?
La politica sta mostrando la sua vera faccia, qualcuno di voi potrebbe obbiettare che lo fa da tempo, ma questo episodio dimostra quanto i nostri politici hanno superato il limite, il detto “onesti come le lapidi” gli calza a pennello.
Dunque una storia della Sardegna tutta da riscrivere, una cultura da inventare, un’arroganza da sopportare con la solita dose di atarassia imposta da schemi politici ben orchestrati tesi solo a preoccuparsi che non ci siano innalzamenti di spiriti intelligenti, se non coordinati da loro, e al diavolo gli altri che hanno a cuore il dare linfa e lustro alla nostra Sardegna, addio buone intenzioni e belle intuizioni, una brutta storia che mi auguro non venga archiviata, sarebbe un’ulteriore schiaffo alla cultura già troppo calpestata, non solo in Sardegna, ma in tutta la Penisola.

IGNAZIO MARCEDDU

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Riferimenti: SITO PERSONALE DI IGNAZIO MARCEDDU

CRONACA – Articoli

26 Settembre 2005 Commenti chiusi

CRONACA

ARTICOLI
CARBONIA – Scienze infermieristiche, apre l’Università on line
VILLAMASSARGIA – Turisti? Pochi e non amano spendere
IGLESIAS – Accoglienza modesta per 35 tedeschi

CARBONIA
Verranno istituiti corsi triennali
SCIENZE INFERMIERISTIHE, APRE L’UNIVERSITÀ ON LINE
Fisioterapista e infermiere professionale sono i due percorsi formativi programmati

L’Università sbarca a Carbonia. Per gli studenti del Sulcis sta per realizzarsi un sogno: conseguire lagognata laurea senza bisogno di spostarsi a Cagliari o più lontano ancora.
Fra 3 mesi partiranno infatti due corsi di laurea triennale in Scienze Infermieristiche. Le lezioni si terranno in un padiglione della scuola elementare “Ciusa” di via Lombardia dove gli operai stanno completando l’allestimento delle aule.
Ma non saranno lezioni nell’accezione classica del termine. Al posto dei docenti in carne e ossa ci sarà un monitor: i corsi si svolgeranno per via telematica. Un pò come già accade nei Comuni di Calasetta e Sant’Anna Arresi per i corsi di laurea in Economia e Management dei servizi turistici. Nel caso di Carbonia, l’iniziativa è stata resa possibile dalla creazione di un consorzio pubblico-privato fra il Comune, una università romana ed una società specializzata. Hanno dato vita ad un’istituzione chiamata Forum, acronimo di Formazione universitaria multimediale.
“Quella che conseguiranno gli alunni - spiega l’assessore alla Pubblica istruzione Efisio Piras – sarà una laurea on line valida esattamente come le altre”.
Si preparino, però, ad una brutta sorpresa, i ragazzi del Sulcis. I corsi saranno due (Fisioterapista ed Infermiere professionale) ma a numero chiuso. Non ci sarà posto per tutti. Scelta inevitabile se si pensa a quanto accaduto di recente a Cagliari dove, alle selezioni per un centinaio di posti nei corsi di laurea breve in Professioni Sanitarie, si sono presentati in duemila.
Il Comune è orientato ad aprire i corsi inizialmente a 60 persone. Al termine del triennio dovrebbero dunque conseguire la laurea 180 ragazzi e moltissimi di loro potrebbero trovare posto nel mercato del lavoro senza bisogno di emigrare.
L’apertura del termine per le iscrizioni non è stata ancora ufficializzata. “È questione di giorni - anticipa l’assessore Piras – ma di sicuro accoglieremo domande sino al 31 dicembre”. Logico quindi che i corsi partiranno in gennaio. Nel frattempo, in un’ala della vecchia scuola elementare “Ciusa”, concessa dall’istituto comprensivo don Milani, sono a buon punto i lavori di sistemazione delle aule da “prestare” all’Università on line.
[ ANDREA SCANO ]

VILLAMASSARGIA
TURISTI ? POCHI E NON AMANO SPENDERE.
BILANCIO MAGRO PER GLI IMPRENDITORI

A Villamassargia affari scarsi anche ad Agosto

I turisti sono pochi e non spendono. A Villamassargia, paese che si sta affacciando sul mercato del turismo culturale, produttori e addetti ai lavori concordano: neanche ad agosto è stato registrato il tutto esaurito. Rispetto alle stime regionali, sono valutazioni in controtendenze quelle dei piccoli imprenditori massargesi.
“Ad Agosto ci si aspettava un incremento delle vendite - commenta Fabio Tocco, produttore del liquore di mirto Sa Prenda - ma l’andamento è stato costante da maggio a settembre. La mia azienda punta verso un turismo di nicchia, attento al rispetto delle tradizioni, che vive soprattutto di passaparola”. Ma i bilanci negativi non sono finiti. “Rispetto all’estate del 2004 - spiega Raffaele Cardia, del caseificio Monte Gioiosa - abbiamo registrato un calo delle vendite del 30 per cento, ma abbiamo salvato la stagione con la partecipazione a fiere e sagre”. Per il caseificio massargese, il turimo occupa la più grossa fetta del mercato, cioè il 40 per cento della produzione. Il restante 60 per cento si ripartisce fra il commercio al dettaglio, catene di distribuzione regionali e esportazioni nazionali. Il settore riettivo rimane pressoché stabile: l’accoglienza turistica viene gestita da due bed and breakfast, con presenze stabili di anno in anno, ma con la registrazione di soggiorni sempre più brevi. “Per noi va sempre peggio. Il tessile – dice Anna Rita Cogoni, del laboratorio Tessartè il comparto più fragile per la mancanza di un centro di esposizione permanente che valorizzi quella che è la principale attività artigianale del paese”. I tessitori lamentano una grossa lacuna nella promozione turistica. “Singolarmente - continua la tessitrice – non possiamo sostenere le grosse spese: occorre un sostegno da parte degli enti pubblici”.
Si naviga in cattive acque, insomma: è un turismo mordi e fuggi senza grosse possibilità di assorbire un’offerta artigianale di alta qualità. E le piccole imprese annegano nelle spese.
[ DEBORA PORRÀ ]

IGLESIAS
ACCOGLIENZA MODESTA PER 35 TEDESCHI.
RITORNO A OBERHAUSEN CON POLEMICA

Sono arrivati lunedì i turisti gemellati con la città

Il cartellone sistemato all’ingresso di Iglesias lo sbandiera con orgoglio: “Città gemellata con Oberhausen”. Lo hanno notato tutti, da qualche giorno, e lo avranno di certo notato anche i 35 turisti tedeschi arrivati nella città delle chiese e delle miniere lunedì. Ma allo stesso tempo hanno notato, con un pizzico di disappunto, che l’amministrazione comunale non ha riservato loro l’accoglienza auspicata. È vero che il sindaco Pierluigi Carta era impegnato in un’importante riunione, ma i tedeschi si aspettavano almeno un saluto. Anche perché, poco prima di arrivare a Iglesias, avevano fatto tappa a Carbonia, dove il sindaco Salvatore Cerchi (come ha riferito il gruppo di tedeschi) li ha accolti con tutti gli onori. Così come avevano fatto loro quando, qualche mese fa, gli amministratori iglesienti avevano fatto visita a Oberhausen. Tra mugugni e qualche commento poco lusinghiero per l’organizzazione non proprio impeccabile, i tedeschi hanno però avuto la possibilità di visitare alcuni dei luoghi più caratteristici della città e, infine, il Comune ha offerto loro il pranzo nella mensa di Monteponi. Nel pomeriggio sono stati ospiti dei vigili del fuoco che, con l’ausilio di una giovane interprete di Carbonia, hanno spiegato l’attività svolta dai pompieri e mostrato la caserma. Alla fine i saluti e l’immancabile arrivederci, magari con un’organizzazione migliore. L’amministrazione comunale potrà rifarsi presto. Il primo ottobre arriveranno in città quindici studenti di una scuola di Oberhausen che, in comune con Iglesias, ha parecchie cose, tra cui in primo luogo il passato legato all’attività delle miniere. L’iniziativa rientra sempre nell’ambito del gemellaggio fra le due città e, in quell’occasione, gli amministratori potranno porre rimedio a questo seppur piccolo incidente diplomatico.
[ c. s. ]

- Articoli tratti da L’UNIONE SARDA di Settembre 2005 -

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IL SONDAGGIO DELLA GAZZETTANTIOCHENSE

Quale è, a vostro avviso, il problema principale del Sulcis-Iglesiente ?

- Disoccupazione
- Isolamento
- Delinquenza
- Mancato sviluppo del turismo
- Incapacità degli Amministratori
- Altro

Rispondete al sondaggio inviando una messaggio alla nostra mail : gazzettantiochense@tiscali.it
oppure mandate un SMS al numero della GA :
3484095034
Potete anche iscrivervi al FORUM e rispondere al sondaggio nella pagina dei SONDAGGI DELLA GA !

Riferimenti: L’UNIONE SARDA

LE VOSTRE LETTERE – Lettera aperta per un dibattito…

24 Settembre 2005 2 commenti

LE VOSTRE LETTERE

LA GAZZETTANTIOCHENSE offre solo lo spazio per la pubblicazione.
Le lettere non sono assolutamente censurate o tagliate, ma pubblicate nella loro interezza. Anche se ci riserviamo il diritto di eliminare eventuali lettere secondo noi non “degne” di essere pubblicate (per indecenza, maleducazione, contenuti particolari, etc…)

La Redazione non è in alcun modo responsabile dei contenuti delle lettere!

LETTERA APERTA PER UN DIBATTITO…

“…Un grosso in bocca al lupo ai rappresentanti di Sant’Antioco entrati nel consiglio provinciale, nella speranza che possano realmente fare qualcosa per il territorio e per il nostro paese. C’è tanto da fare per riuscire a rialzare la testa. Vi abbiamo votato! Non deludeteci! (Giulia)…”

Decenni di dinosauri paleolitici col culo inchiodato alla poltrona,fuochi d’artificio d’estate e deportazione in massa d’inverno non hanno insegnato nulla: i giovani, come Giulia, ripongono ancora la loro fiducia nelle istituzioni, nella figura dell’Assessore, del Politico che chissà quali magie sarà capace di tirare fuori dal cilindro, dal Comune o dalla Nuova Provincia non importa. Vedrete, ci sprangheranno i nostri sogni e le nostre speranze ad uno ad uno, come hanno già fatto peraltro. Deporre in loro la nostra voglia di riscatto di un territorio equivale ad un risultato di zero assoluto.

Il progetto del Blog/Gazzetta/Antiochense è un esperimento lodevole di dibattito e di discussione delle problematiche del territorio che s’aggiunge al precursore LanostraSardegna.com di YantraMultimedia e il portale turistico Tuttosantantioco.it che da diverso tempo oltre alla promozione dell’immagine turistica dell’isola portano avanti un discorso di dibattito pubblico. Chi più chi meno con il positivo comune denominatore della valorizzazione del turismo.

Gianni, ma allora quando costruiamo piscine, acquapark, palazzetti, villaggi e alberghi a Sant’Antioco?…il futuro sono i giovani, crediamoci ragazzi che ce la facciamo, tutti insieme e tutti uniti, evviva, turismo culturale, aeroporti, etc…

C’è chi fa le cose per bene, chi snasa affari, chi viene riciclato in un batter d’occhio, chi sotto l’ala dell’assessore, chi distribuisce un mare di vaccate di prima scelta. Tanto entusiasmo, tante intelligenze sprecate, tante opinioni diverse (positivo che vengano pareri e discussioni dal Sulcis, Carbonia e paesi limitrofi) ma senza progettualità si rischia di finire come impiegati alla Pro Loco. Senza analisi, senza inchiesta sul territorio, senza critica non si va da nessuna parte: interessarsi del proprio territorio non significa affatto supplicare chi di competenza affinché s’impegni alla costruzione delle strutture e dei servizi atti a valorizzare il turismo, bensì guardarsi attorno, snasare fuori dall’Isola, le trasformazioni del sociale, del lavoro, della qualità della vita. Credete di risolvere il tutto con feste in spiaggia e più strutture (dove?nella macchia mediterranea! e dove se no?) chiedendo più impegno da parte dei politici senza accorgersi che a due passi dalle spiagge i lavoratori della Palmas Cave non ricevono stipendi, a Portovesme c’è un insoluto problema tra tutela ambientale e difesa del lavoro, in pieno centro in questo maledetto Paese le famiglie del mattatoio vivono in mezzo ai topi!

Cìè chi spara i fuochi ad agosto, chi vive in mezzo ai topi e in abitazioni fatiscenti e chi a settembre i fuochi da anni se li prende rigorosamente nel sedere, col biglietto in mano. Nessuno dei giovani rampolli del turismo giovanile ha alzato un dito in favore di queste situazioni, della disoccupazione, dell’assenza di reddito generalizzato, dei servizi sociali inefficienti: cercano di prenderla alla larga, ecco..ci vuole il turismo, il rimedio di tutti i mali. Ecco dove sta l’errore di molti giovani, delle loro intelligenze, dei loro desideri di cambiamento: il terreno sul quale battersi dovrà essere non tanto il turismo tout-cort che piove dall’alto bensì il terreno del lavoro, inteso come una pratica di richiesta incondizionata di reddito. Pensate soltanto a quanti operatori turistici, gran parte bottegai, pescecani e sciacalli utilizzano nel periodo estivo manovalanza in nero sottopagata. Chi di questi giovani che invoca strutture e aeroporti conosce le reali dinamiche del lavoro nel proprio paese e in tutto il Sulcis-Iglesiente ? Qualcuno di questi giovani di belle speranze ha mai recensito sul campo quanti lavoratori sono in regola presso gli operatori commerciali lungo il Corso e altrove ? Sapete qual è la risposta ? Nessuno. Ecco che il turismo diventa una egoista macchina da soldi, una guerra interna per lucrare il più possibile, una macchina di sfruttamento. Il turismo oggi è affare di pochi e selezionati operatori che grazie ad agganci, permessi e dritte hanno fiutato l’odore dei soldi a palate a discapito di migliaia di cittadini che sopravvivono a stento, barcamenandosi in giornate (vi ricordiamo che nel Medioevo esistevano le corvèes, le prestazioni di lavoro!) in lavori saltuari e rigorosamente in nero. Il turismo, di cui peraltro non condividiamo alcuni aspetti, è un processo di maturazione collettivo e culturale di una comunità che richiede anni e anni. Sparlate di turismo, per giunta culturale senza accorgervi che nella cittadina la vita culturale è pari a zero: nessuna programmazione culturale, nessun teatro, l’assessorato alla cultura e spettacolo un manipolo di imbecilli, luoghi di socialità nessuno, il polo fenicio per giunta trasferito altrove, quattro deficienti che rincorrono le galline quasi fossimo a Lucca o a Siena, e voi con entusiasmo e euforia giovanile volete costruire il turismo per giunta culturale ? Pensate in piccolo e guardatevi attorno piuttosto, strizzate di più l’occhio al vostro giovane disoccupato di Carbonia e del Sulcis o al lavoratore, di Sant’Antioco peraltro, che si piglia il piombo nel culo piuttosto che stimolare l’amministratore di turno per darsi da fare o farsela sempre prendere nel sedere. Perché organizzare una marcia per il lavoro come si fece tempo addietro piuttosto che prendersi i razzi nel sedere a Maladroxia ? Guardiamoci attorno: i pescatori non pescano per le esercitazioni militari per giunta protestando si pigliano pure le bombe sull’imbarcazioni, il lavoro è una chimera il reddito saltuario per tutti e la deportazione in massa in continente è in continuo aumento, esistono poi, qualcuno si tolga le fette di salame dagli occhi, dei disegni, sotto il nome di turismo e strutture, di distruzione del patrimonio paesaggistico dell’Isola che da qui sino ai prossimi aumenterà vertiginosamente. Questa vi piaccia o no è la realtà sociale in cui bisognerà addentrarsi, indagare e battersi. Il resto miei cari sono botti, uova di galline, amministratori, imbecilli, speculatori, cemento e biglietti della Tirrenia solo andata.
A voi da che parte stare.

[ Haydin - Cachi - Diablo ]

ATTUALITA’ – Riforma, governatore più forte e stipendi sempre più onorevoli

23 Settembre 2005 2 commenti

ATTUALITA’

- tratto da IL GIORNALE DI SARDEGNA di oggi -

La bozza. Soru chiede di fare presto. Oggi direzione della Margherita
RIFORMA, GOVERNATORE PIU’ FORTE E STIPENDI SEMPRE PIU’ ONOREVOLI

Il presidente non potrà essere sfiduciato dal consiglio.
Sei assessori, 18 vice
I Consiglieri avranno un limite di tre mandati. La legge elettorale sarà maggioritaria.

Il governatore accelera sulla riforma del governo e del Consiglio regionale. E alla maggioranza ha chiesto di fare in fretta in modo da approvare in Giunta il disegno di legge tra la fine della prossima settimana
o l’inizio di quella successiva.
Non solo: tra qualche giorno Renato Soru invierà un messaggio al Consiglio regionale dove esporrà le linee principali della riforma e chiederà una corsia preferenziale. E i partiti della coalizione si attrezzano: ieri c’è stato gruppo della Margherita che oggi riunirà la direzione regionale, mentre lunedì e martedì i Ds valuteranno la proposta in un seminario di studi e in gruppo.
LA RIFORMA riorganizza complessivamente gli organi della
Regione. Consigli regionali provinciali e comunali saranno eletti sulla base, si legge nella bozza presentata ai leader dell’Unione, del sistema bipolare maggioritario. Dunque niente proporzionale. Presidenti (regionale
e provinciali) e sindaci saranno eletti direttamente e non potranno essere sfiduciati dai rispettivi consigli.
La Giunta sarà composta da sei assessori (il cosiddetto ufficio di gabinetto) nominati dal presidente al quale rispondono direttamente. I sei assessori potranno avvalersi di tre vice assessori a testa, dunque sino a un massimo di diciotto. Il governatore avrà, invece, un segretario alla presidenza, dunque con un ruolo politico e non tecnico.
Il Consiglio regionale non interviene, secondo la bozza, nell’attività dell’esecutivo se non nell’attività di verifica e di controllo dei programmi di spesa. L’Assemblea esprime un gradimento (non vincolante) sulle nomine degli assessori, dei presidenti degli enti, del segretario della presidenza e del direttore della ragioneria generale.
Infine sugli stipendi sono in vista gli aumenti: le indennità saranno rapportate a quelle parlamentari e del governo nazionali: ora sono l’80 per cento.

[ FABRIZIO MELONI ]
- da IL GIORNALE DI SARDEGNA del 23 Settembre 2005 -

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