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L’Asinara e le miniere del Sulcis nella lista dei gioielli da salvare

6 Settembre 2005

ATTUALITA’

- tratto da IL GIORNALE DI SARDEGNA di oggi -

Tesori da proteggere. Il ministero dell’Ambiente sta preparando le candidature per l’Unesco

L’ASINARA E LE MINIERE DEL SULCIS NELLA LISTA DEI GIOIELLI DA SALVARE

Fra gli 11 siti italiani in attesa c’è anche l’Arcipelago della Maddalena e il golfo di Oristano

Dall’Arcipelago della Maddalena al Golfo di Oristano, dal complesso minerario del Sulcis all’Asinara. C’è una lista di undici meraviglie naturali d’Italia che potrebbero entrare a far parte del patrimonio mondiale dell’umanità protetto dall’Unesco. Il ministero dell’Ambiente sta lavorando all’elenco da presentare. Tesori da annoverare nell’albo d’oro mondiale potrebbero essere anche le Dolomiti, i campi Flegrei (noti per il
fenomeno del bradisismo), il sistema dei tratturi (che si snoda tra Abruzzo, Molise, Campania e Puglia) e i bacini marmiferi di Carrara. Cui si
aggiungono anche quattro zone transfrontaliere: l’Arcipelago della Maddalena e Bocche di Bonifacio, il Santuario dei cetacei, le Alpi occidentali ed orientali.
Questi gioielli andrebbero ad aggiungersi agli 812 beni del pianeta che già
figurano nella lista internazionale dell’Unesco, eredità culturale del nostro pianeta o di eccezionale valore naturalistico.
L’Italia, capofila a livello mondiale con i suoi 40 siti, guida la classifica per quanto riguarda i beni riconosciuti principalmente sotto il profilo culturale, ma nei prossimi anni cercherà di inserire anche le meraviglie naturali del proprio territorio.
Ogni anno ciascuno Stato membro della Convenzione può avanzare una sola candidatura di questo tipo. Per il 2006, i dossier del ministero dell’Ambiente in pole position dovrebbero essere quelli delle Dolomiti e del Santuario dei cetacei (zona transfrontaliera). La proposta di questa area marina, che abbraccia le acque di Francia, principato di Monaco e Italia, potrebbe essere inoltrata dal Principato, che fino ad ora non ha iscritto nessun sito nell’elenco. Questa zona, già inclusa tra le 26 aree
marine protette italiane, costituisce un habitat straordinario dal punto di vista della biodiversità, in particolare per la presenza di varie specie marine e di cetacei.
Il paesaggio delle Dolomiti invece si distingue rispetto agli altri settori delle Alpi per la particolare origine geologica. La stessa roccia, chiamata dolomia dal nome del naturalista De Dolomieu, è un tipo di carbonato di origine marina formatosi nel corso del Triassico ad opera di coralli ed alghe, che costituisce massicci ad alte pareti verticali che non trovano confronto in altre catene montuose. Queste montagne non sono solo di rara bellezza, ma presentano quindi peculiarità geologiche, mineralogiche, botaniche e faunistiche, in una straordinaria varietà di ecosistemi. Oltre la metà del territorio delle Dolomiti è ricoperto dai boschi e la densità abitativa è tra le più basse dItalia. Un sistema di aree protette è nato a tutela di aree significative: il Parco nazionale delle Dolomiti Bellunesi, il Parco regionale di Paneveggio, il Parco regionale dello Sciliar, il Parco Regionale Odle, il Parco regionale Fanes-Sènnes-Braies, il Parco regionale Dolomiti di Sesto, il Parco regionale Dolomiti Friulane.

I nuraghi di Barumini sono a rischio cancellazione
Il villaggio nuragico di Barumini è l’unico “monumento” sardo attualmente iscritto (dal 1997) nel patrimonio dell’Unesco.
Le motivazioni: si ritiene che i nuraghi di Sardegna, dei quali Su Nuraxi è l’esempio principale, rappresenta un’eccezionale risposta alle condizioni sociali ed economiche, facendo un uso innovativo e fantasioso dei materiali e delle tecniche disponibili nella comunità di un’isola preistorica.
Recentemente, voci non confermate hanno detto che il villaggio potrebbe essere eliminato dall’elenco.

[ tratto da IL GIORNALE DI SARDEGNA del 6 Settembre 2005 ]

Riferimenti: IL GIORNALE DI SARDEGNA

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