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Archivio 24 Settembre 2005

LE VOSTRE LETTERE – Lettera aperta per un dibattito…

24 Settembre 2005 2 commenti

LE VOSTRE LETTERE

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LETTERA APERTA PER UN DIBATTITO…

“…Un grosso in bocca al lupo ai rappresentanti di Sant’Antioco entrati nel consiglio provinciale, nella speranza che possano realmente fare qualcosa per il territorio e per il nostro paese. C’è tanto da fare per riuscire a rialzare la testa. Vi abbiamo votato! Non deludeteci! (Giulia)…”

Decenni di dinosauri paleolitici col culo inchiodato alla poltrona,fuochi d’artificio d’estate e deportazione in massa d’inverno non hanno insegnato nulla: i giovani, come Giulia, ripongono ancora la loro fiducia nelle istituzioni, nella figura dell’Assessore, del Politico che chissà quali magie sarà capace di tirare fuori dal cilindro, dal Comune o dalla Nuova Provincia non importa. Vedrete, ci sprangheranno i nostri sogni e le nostre speranze ad uno ad uno, come hanno già fatto peraltro. Deporre in loro la nostra voglia di riscatto di un territorio equivale ad un risultato di zero assoluto.

Il progetto del Blog/Gazzetta/Antiochense è un esperimento lodevole di dibattito e di discussione delle problematiche del territorio che s’aggiunge al precursore LanostraSardegna.com di YantraMultimedia e il portale turistico Tuttosantantioco.it che da diverso tempo oltre alla promozione dell’immagine turistica dell’isola portano avanti un discorso di dibattito pubblico. Chi più chi meno con il positivo comune denominatore della valorizzazione del turismo.

Gianni, ma allora quando costruiamo piscine, acquapark, palazzetti, villaggi e alberghi a Sant’Antioco?…il futuro sono i giovani, crediamoci ragazzi che ce la facciamo, tutti insieme e tutti uniti, evviva, turismo culturale, aeroporti, etc…

C’è chi fa le cose per bene, chi snasa affari, chi viene riciclato in un batter d’occhio, chi sotto l’ala dell’assessore, chi distribuisce un mare di vaccate di prima scelta. Tanto entusiasmo, tante intelligenze sprecate, tante opinioni diverse (positivo che vengano pareri e discussioni dal Sulcis, Carbonia e paesi limitrofi) ma senza progettualità si rischia di finire come impiegati alla Pro Loco. Senza analisi, senza inchiesta sul territorio, senza critica non si va da nessuna parte: interessarsi del proprio territorio non significa affatto supplicare chi di competenza affinché s’impegni alla costruzione delle strutture e dei servizi atti a valorizzare il turismo, bensì guardarsi attorno, snasare fuori dall’Isola, le trasformazioni del sociale, del lavoro, della qualità della vita. Credete di risolvere il tutto con feste in spiaggia e più strutture (dove?nella macchia mediterranea! e dove se no?) chiedendo più impegno da parte dei politici senza accorgersi che a due passi dalle spiagge i lavoratori della Palmas Cave non ricevono stipendi, a Portovesme c’è un insoluto problema tra tutela ambientale e difesa del lavoro, in pieno centro in questo maledetto Paese le famiglie del mattatoio vivono in mezzo ai topi!

Cìè chi spara i fuochi ad agosto, chi vive in mezzo ai topi e in abitazioni fatiscenti e chi a settembre i fuochi da anni se li prende rigorosamente nel sedere, col biglietto in mano. Nessuno dei giovani rampolli del turismo giovanile ha alzato un dito in favore di queste situazioni, della disoccupazione, dell’assenza di reddito generalizzato, dei servizi sociali inefficienti: cercano di prenderla alla larga, ecco..ci vuole il turismo, il rimedio di tutti i mali. Ecco dove sta l’errore di molti giovani, delle loro intelligenze, dei loro desideri di cambiamento: il terreno sul quale battersi dovrà essere non tanto il turismo tout-cort che piove dall’alto bensì il terreno del lavoro, inteso come una pratica di richiesta incondizionata di reddito. Pensate soltanto a quanti operatori turistici, gran parte bottegai, pescecani e sciacalli utilizzano nel periodo estivo manovalanza in nero sottopagata. Chi di questi giovani che invoca strutture e aeroporti conosce le reali dinamiche del lavoro nel proprio paese e in tutto il Sulcis-Iglesiente ? Qualcuno di questi giovani di belle speranze ha mai recensito sul campo quanti lavoratori sono in regola presso gli operatori commerciali lungo il Corso e altrove ? Sapete qual è la risposta ? Nessuno. Ecco che il turismo diventa una egoista macchina da soldi, una guerra interna per lucrare il più possibile, una macchina di sfruttamento. Il turismo oggi è affare di pochi e selezionati operatori che grazie ad agganci, permessi e dritte hanno fiutato l’odore dei soldi a palate a discapito di migliaia di cittadini che sopravvivono a stento, barcamenandosi in giornate (vi ricordiamo che nel Medioevo esistevano le corvèes, le prestazioni di lavoro!) in lavori saltuari e rigorosamente in nero. Il turismo, di cui peraltro non condividiamo alcuni aspetti, è un processo di maturazione collettivo e culturale di una comunità che richiede anni e anni. Sparlate di turismo, per giunta culturale senza accorgervi che nella cittadina la vita culturale è pari a zero: nessuna programmazione culturale, nessun teatro, l’assessorato alla cultura e spettacolo un manipolo di imbecilli, luoghi di socialità nessuno, il polo fenicio per giunta trasferito altrove, quattro deficienti che rincorrono le galline quasi fossimo a Lucca o a Siena, e voi con entusiasmo e euforia giovanile volete costruire il turismo per giunta culturale ? Pensate in piccolo e guardatevi attorno piuttosto, strizzate di più l’occhio al vostro giovane disoccupato di Carbonia e del Sulcis o al lavoratore, di Sant’Antioco peraltro, che si piglia il piombo nel culo piuttosto che stimolare l’amministratore di turno per darsi da fare o farsela sempre prendere nel sedere. Perché organizzare una marcia per il lavoro come si fece tempo addietro piuttosto che prendersi i razzi nel sedere a Maladroxia ? Guardiamoci attorno: i pescatori non pescano per le esercitazioni militari per giunta protestando si pigliano pure le bombe sull’imbarcazioni, il lavoro è una chimera il reddito saltuario per tutti e la deportazione in massa in continente è in continuo aumento, esistono poi, qualcuno si tolga le fette di salame dagli occhi, dei disegni, sotto il nome di turismo e strutture, di distruzione del patrimonio paesaggistico dell’Isola che da qui sino ai prossimi aumenterà vertiginosamente. Questa vi piaccia o no è la realtà sociale in cui bisognerà addentrarsi, indagare e battersi. Il resto miei cari sono botti, uova di galline, amministratori, imbecilli, speculatori, cemento e biglietti della Tirrenia solo andata.
A voi da che parte stare.

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