Home > Senza categoria > ATTUALITA’ – Quando i muri parlano

ATTUALITA’ – Quando i muri parlano

30 Settembre 2005

ATTUALITA’

IGLESIAS

QUANDO I MURI PARLANO
Scritte e disegni della città.
Un viaggio tra i graffiti.

IGLESIAS - Il termometro degli umori cittadini ? Pareti, serrande e qualsiasi altro spazio vuoto, dove una bomboletta spray diviene il testimone di disagi, sentimenti, rabbie, rancori, egocentrismo e perché no, talento artistico. Il tour fra le innumerevoli scritte i vernice presenti in città, parte dal Centro Culturale di via Cattaneo, una struttura letteralmente presa di mira dai graffitari, dove non un solo centimetro è stato risparmiato dalla corrente artistica che ha preso piede da alcuni anni, diffondendosi come un’epidemia destinata a protrarsi nel tempo. Loro sono i “writing”, che in gergo significa l’arte di chi dipinge sui muri il proprio nome; alcune scritte appaino grossolane, altre invece sono vere e proprie opere d’arte al più incomprese. Poche decine di moetri oltre, all’entrata secondaria dell’ospedale Cto, una frase che nulla ha a che fare col filone hip-hop: “Non dargli la forza di fare i fatti suoi”, rappresenta quella parte di iscrizioni sconfinante nel campo dei problemi sociali. Arriviamo fino a piazza Cavallera, dove alcune frasi oscene sono state camuffate in malo modo, continuano fino ad interessare la cinta del deposito dei pullman e le pareti dell’ex mattatoio. Sui muri del mercato civico non poteva mancare la propaganda politica; immortale la frase “non votare vai al mare”. Il viaggio prosegue verso il cavalcavia di Serra Perdona, dove le firme dei “writing” compaiono in punti che sfidano la legge di gravità, e continua fino all’istituo Fermi in località Is Arrustas; “sono arrivato anche qui”, dice una scritta in caratteri cubitali, in un punto apparentemente inarrivabile di una parete dell’istituo. Dirimpetto all’entrata, il carismo di qualche giovane Che Guevara: “20-09-03, manifestazione in piazza Sella, non entrate, partecipate tutti”. Di fianco invece qualche cuore infranto gioca la carta della compassione: “Vera ti ho amata e non smetero mai di farlo”, non si capisce insomma se sia stato concepito come tentativo di riconciliazione con l’amore perduto, o più probabilmente, un attentato alle coronarie della professoressa di italiano. A Col di Lana, in un vecchio deposito dell’acqua risalente alla seconda guerra mondiale, qualche nostalgico della politica fascista fa sapere: “torneranno le perette”.
Rabbie, rancori, rimpianti e voglia di mettersi in mostra, ma anche calore e sentimenti, espressi sull’intera sezione di una parete dell’ex Enaoli, dove un graffito ricorda l’amico che non c’è più ed una frase su una pergamena di cemento immortala il suo ricordo: “Le parole non possono esprimere quello che l’amore non può fare. I sentimenti nascono soltanto se son veri e sono come l’anima che non può morire. Tu sei lì da qualche parte ma ci sei e ci sarai nei nostri cuori per sempre. I tuoi amici.”
Non si può concludere il viaggio senza passare per le curve di Villamarini in località Monteponi, dove in un cartello arrugginito e sbilenco, sopravvissuto chissà come ai numerosi rifacimenti della cartellonistica stradale, compare: “Cella ti amo”. Chissà se quel sentimento è durato tanto quanto il segnale che lo riporta.

[ ADRIANO SECCI ]
- tratto da LA NUOVA SARDEGNA del 28 Settembre 2005 -

IL SONDAGGIO DELLA GAZZETTANTIOCHENSE
Quale è, a vostro avviso, il problema principale del Sulcis-Iglesiente ?
- VOTATE -

Riferimenti: LA NUOVA SARDEGNA

I commenti sono chiusi.