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CULTURA – I libri del Sulcis-Iglesiente – "Oltre lo sguardo" di Claudio Moica

11 Ottobre 2005


CULTURA

I LIBRI DEL SULCIS-IGLESIENTE

Claudio Moica
OLTRE LO SGUARDO

Si prende una pausa in Sardegna il tour della presentazione del libro “OLTRE LO SGUARDO” del poeta Claudio Moica. Grande successo di pubblico nelle tre date programmate che hanno permesso agli spettatori di interagire con l’autore e di godere delle sue poesie e di quelle di Pablo Neruda. Alle serate hanno preso parte gli attori Elisa Piano e Maurizio Anichini che hanno interpretato le liriche creando suspence e tenendo la platea sempre attenta e mai annoiata. Gradita è stata la presenza di autorità nelle tre serate. Il tour si sposta nella penisola con la prima data in novembre nella città di Firenze e successivamente a Roma.

RECENSIONI DEL LIBRO

La poesia di Claudio Moica indaga il mondo da una prospettiva altra che lascia emergere ed esprimersi le debolezze umane, in antitesi all’ipocrisia di una società dominata e falsata dai mass-media e da falsi rituali comportamentali. La parola poetica rappresenta la linea che segue e definisce l’incanto e la vitalità sprigionata dalla natura che, nella sua bellezza dirompente e incontenibile, custodisce il nucleo archetipico della vita. Le sue poesie appaiono come “reali e ricche”, così come ama definirle l’autore stesso, poiché non rispondono ad uno schema metrico preciso ma seguono il battito, il ritmo che nasce spontaneo dentro sé per affinarsi poi nell’atto compositivo. L’ars maieutica della poesia carezza e plasma la parola nella sua struttura significante-sonora che, come il passaggio del vento, dà una forma a tutte le cose. Moica vive i mutamenti, i sentimenti, gli istanti di vita in assoluta simbiosi con la natura, i cui turbamenti s’infrangono nella sua carne non solo condividendo ma facendosi sostrato stesso delle sue esperienze personali. Un’ampia parte della silloge è composta da poesie d’amore, in cui risuona la memoria dell’immediata forza lirica e comunicativa di Pablo Neruda. Come quella del grande poeta cileno, la voce di Claudio Moica per raggiungere la sua amata cerca il vento (“La mia voce cercava il vento per arrivare alle sue orecchie” – Posso scrivere i versi… – Venti poesie d’amore, XX – Pablo Neruda), cerca la notte, la natura, la poesia.

Sabrina PISU

Poesia, quella di Claudio Moica, come libertà dell’Io di essere e di sentire. Così senza segreti, senza le maschere dei quotidiani rituali d’approccio, senza gli inevitabili condizionamenti della realtà massificata e mondanizzata. Un lasciarsi andare ad un ascolto di sé, che si enuncia attraverso immaginifiche variazioni tonali e gergali, che si decanta nei brevi riquadri di memorie e di allusivi richiami, che si arricchisce nell’esplicazione delle vibrazioni interiori.
La natura ancora una volta come specchio della ricerca poetica, della sua necessità espressiva, fonte di personali evocazioni e perdizioni, di visionarie aspirazioni oltreconfine. In essa si perde e si placa l’ansia del “viaggiatore” che tende all’isola felice e non dimentica fedi e costumi, né le fatiche dei rigori esistenziali, i miti dell’amore e del dolore. E’ chiaro che una materia cosi densa e vissuta può costringere l’autore all’uso di un linguaggio talvolta esasperato e fortemente connotato, che qui ha comunque il pregio di stemperarsi in chiari riscontri semantici e soprattutto in disadorne formulazioni espositive. Poesia di immediatezza, quindi, con tutti i rischi della febbre del farsi, con tutte le prevedibili caratteristiche del rivelarsi.

Luigi NATALE

NELLA FOTO: Una serata di presentazione del libro

GIÀ PUBBLICATI :
1 – ARTISTI ANTIOCHENSI – G. P. Piras
2 – IL DRAMMA DI DON PEDRO – E. Saiu
3 – IL TONNO. LE TONNARE CHE PARLANO GENOVESE – Annamaria Mariotti, Virgilio Pronzati

Riferimenti: SITO PERSONALE DI CLAUDIO MOICA

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