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Archivio 24 Ottobre 2005

CRONACA – A rischio i soldi per dragare il porto

24 Ottobre 2005 3 commenti

CRONACA

SANT’ANTIOCO

Intanto lo scalo di Ponti è in agonia perché le navi non possono accedervi
A RISCHIO I SOLDI PER DRAGARE IL PORTO
Appalto insabbiato, revoca del finanziamento di 3 milioni

Da anni una duna di sabbia blocca l’ingresso al porto impedendo lo sviluppo di attività commerciali come quella della spedizione di sale

Il finanziamento per l’escavo del porto di Sant’Antioco è a rischio. Oltre tre milioni di euro potrebbero riprendere la strada della Regione se il Comune non riuscirà ad appaltare l’opera entro breve tempo. Purtroppo l’avvio dei lavori sembra lontano. Così il finanziamento che avrebbe dovuto rilanciare lo scalo commerciale di Ponti potrebbe essere revocato.
La conferenza di servizio convocata il 29 settembre scorso presso il ministero dell’Ambiente avrebbe dovuto dare il via libera definitivo all’appalto. Invece ne è scaturita una nuova sospensione del progetto con un sollecito alla Regione perché provveda, entro un mese, a nuove analisi dei sedimenti portuali.
In Comune cadono dalle nuvole: “Per adesso non abbiamo niente di ufficiale - dice l’assessore ai Lavori pubblici Monica Fois – anche se non si capisce perché il Comune di Sant’Antioco debba rischiare di perdere i finanziamenti se è la Regione che deve provvedere alle analisi”.
Quella del dragaggio dei fondali del porto di Sant’Antioco rischia così di diventare una storia infinita. La vicenda è nota. Lo scalo commerciale sta agonizzando a causa di un mammellone di sabbia che ostruisce l’ingresso al porto. Così nelle banchine possono attraccare soltanto navi di piccolo tonnellaggio. Il che ha ridotto drasticamente il traffico commerciale che si svolgeva nelle banchine di ponti.
Per rilanciare il porto bisognerebbe dragarne l’ingresso. Ebbene i sodi per farlo ci sono. Si tratta di due finanziamenti distinti erogati dalla Regione che assommano a circa tre milioni di euro. Per l’escavo sono disponibili due milioni di euro mentre poco più di un milione è stato stanziato per lo smaltimento della sabbia.
In novembre dello scorso anno la Regione trasferì finanziamenti e pratica al Comune di Sant’Antioco. Ma gli uffici hanno atteso invano il via libera del ministero dell’Ambiente che deve pronunciarsi sull’esito delle analisi per la caratterizzazione delle sabbie da smaltire. Unautorizzazione che non è mai arrivata.
Attualmente a Ponti si movimentano piccole quantità di sale, sacconi di pece e qualche tonnellata di billette di alluminio. A farne le spese sono le aziende portuali che ormai vivono alla giornata. “Così l’economia di una città di mare che dovrebbe puntare sul rilancio del porto rischia di morire – afferma Gianni Mulas, presidente della ex Compagnia portuale – senza contare che il potenziamento delle saline si basa proprio sulla piena disponibilità dello scalo di Ponti”.

[ TITO SIDDI ]
- tratto da L’UNIONE SARDA del 22 Ottobre 2005 -

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ATTUALITA’ – Storico gemellaggio Iglesias – Desulo

24 Ottobre 2005 Commenti chiusi

ATTUALITA’

IGLESIAS
Nei prossimi giorni ci sarà l’incontro tra i sindaci Giuseppe Zanda e Pierluigi Carta
STORICO GEMELLAGGIO IGLESIAS – DESULO
In città vivono 6000 persone originarie del paese barbaricino

C’è l’accordo tra i due sindaci. Manca la data della cerimonia ufficiale. Nella Giunta comunale c’è un assessore di origine desulese.

Manca soltanto la data della cerimonia, ma la notizia è ufficiale: presto ci sarà il gemellaggio tra Iglesias e Desulo. La conferma arriva proprio dai sindaci. “Dobbiamo ancora definire il giorno dell’incontro - spiegano Pierluigi Carta e Giuseppe Zanda – ma l’accordo c’è già”.
Il legame tra la città mineraria e il paese barbaricino è sempre stato molto forte, un rapporto ormai secolare.
A Iglesias c’è una folta comunità di origine desulese. C’è chi parla di seimila persone, ma non sono disponibili dati ufficiali. L’emigrazione pastorale è stata studiata da storici e sociologi. Si tratta di un caso unico in Sardegna. Il ricercatore tedesco Dietmar Rost ha ricostruito la storia dei desumesi a Iglesias, ma purtroppo di quel lavoro non esiste una traduzione in italiano. L’argomento è stato analizzato a più riprese anche sul fronte giornalistico. Adesso si apre un nuovo capitolo, quello del gemellaggio. Il sindaco Pierluigi Carta aveva anticipato l’intenzione di intensificare i rapporti con i desumesi durante la presentazione del libro di Giovanni Locci e la mostra di Angelo Cucca sul Corpus Domini. “Nei prossimi giorni mi metterò nuovamente in contatto con il sindaco di Desulo - spiega Carta – e si parlerà delle modalità del gemellaggio. Tra l’altro si tratta di una cosa che mi sta particolarmente a cuore. Nella giunta comunale di Iglesias c’è anche un assessore di origine desulese, Andrea Mannu. Non era mai successo. Chiaramente anche questo non fa altro che rafforzare i rapporti tra le due comunità”. Recentemente in città sono state proposte numerose iniziative: esposizione di prodotti agroalimentari desulesi, proiezione di documentari e spettacoli musicali. L’associazione Anton Stadler ha realizzato una serie di interviste con i desulesi anziani che vivono in città. Nelle vicende familiari di persone come Antioco Mannu, Mariangela Littarru, Giomaria Murgia ed altri c’è la storia dei compaesani di Montanaru a Iglesias. Una storia fatta di lavoro, di sacrifici ma anche di integrazione. “Tra Desulo e Iglesias - commenta Giuseppe Zanda – c’è sempre stato un rapporto molto stretto. La comunità desulese si è integrata benissimo nella città mineraria e il gemellaggio mi sembra la conseguenza logica di questo legame forte e solido. Credo che l’idea del gemellaggio sia molto bella. Non resta che aspettare la cerimonia ufficiale”.

[ FRANCESCO PINTORE ]
- tratto da L’UNIONE SARDA del 22 Ottobre 2005 -

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ATTUALITA’ – Gettito fiscale, la Sardegna non beccherà un euro

24 Ottobre 2005 Commenti chiusi

ATTUALITA’

SARDEGNA

GETTITO FISCALE, LA SARDEGNA NON BECCHERA’ UN EURO

Neppure un euro giungerà dal Governo per la questione delle quote del gettito fiscale. Amareggiato, ne da notizia il presidente Renato Soru che durante la mattinata ha incontrato i sindaci e il fronte anti-parco. “La notizia è giunta dal consiglio dei Ministri” glossa il presidente “che conferma che la Sicilia avrà quanto richiesto”. Nonostante gli sforzi, nonostante la buona volontà “resteremo a bocca asciutta”.

CAGLIARI – Nel giorno della manifestazione anti-parco arriva l’amarezza del presidente Renato Soru, in merito alla questione delle quote del gettito fiscale. “Il Governo non ci darà una lira” commenta laconicamente dinanzi ai sindaci e al fronte anti-parco riuniti nell’aula della terza commissione del Consiglio regionale.

La notizia “è giunta un ora fa, ed il Consiglio dei Ministri mi ha confermato che la Sicilia avrà i suoi 953 milioni” rivendicate per imposte non pagate da industrie operanti nel proprio territorio ma con sede fiscale altrove e per le quote spettanti alla Regione per l’Rc auto. Sicilia che per statuto ha già ottenuto i dieci decimi di Iva e Irpef. Il presidente della Regione Salvatore Cuffaro, Udc, nei giorni scorsi minacciò il Ministro dell’economia Giulio Tremonti : “Subito i soldi oppure mi dimetto”. Un ultimatum, quello delle elezioni anticipate, che pare aver sortito i suoi effetti. Chissà se una talòe provocazione potrebbe fare anche a caso del presidente Soru ? Piccolo particolare, la regione Sardegna porta in dote un governo di centro sinistra.

“Noi” continua “restiamo a bocca asciutta, nonostante i nostri sforzi”. La Regione Sardegna rivendica 900 milioni di euro l’anno, come rimborso di quote Irpef e Iva che lo Stato ha dimenticato di versare in 12 anni, dal 1991 al 2003.

Irrisolta, dunque, la questione delle quote del gettito fiscale che lo Stato riconosce sì alla Sardegna, ma mostra una certa ritrosia nel pagare quanto le spetta. La Ragioneria dello Stato, ha fra le altre cose, confermato in toto i conti presentati dalla Regione. “Questi sindaci mi porteranno problemi di altra natura, problemi riguardanti i bilanci, scuole chiuse, raccolta rifiuti. E io non avrò un euro per aiutarli a risolverli”. Risorse, non si nasconde, oltre modo necessarie in un momento in cui “stringere la cinghia” è diventato imprescindibile.

La trattativa con lo Stato, fa notare all’assessore della Programmazione Francesco Pigliaru, sulle entrate regionali, “è iniziato lo scorso 24 aprile”. Dopo il lavoro svolto dai tecnici regionali, la Regione segnalò alla Ragioneria Generale dello Stato “gravi anomalie registrate nelle entrate IRPEF ed IVA” sottolinea l’assessore. La stessa Ragioneria istituì nel maggio scorso un tavolo tecnico con la Regione, nel quale sono stati confrontati i rispettivi dati e conciliate le discordanze. Il Ragioniere Generale dello Stato “ha riconosciuto con distinte note del 3 agosto e 2 settembre 2005 le anomalie segnalate dall’Amministrazione”. Il 13 luglio 2005, la Commissione Bilancio del Consiglio Regionale approvò all’unanimità una risoluzione sul tema, successivamente approvata dall’aula con apposito Ordine del Giorno presentato dai rappresentanti di tutti i Gruppi Consiliari.

Con nota del 6 settembre 2005 la Regione chiese di rinegoziare l’aliquota di compartecipazione IVA bloccata dal 1995 e ha chiesto per gli anni 2004 e seguenti di fissare la quota al 70%. Con successiva nota del 17 ottobre, in considerazione delle difficoltà finanziarie dello Stato, si è richiesto di fissare l’aliquota IVA in 40% per il 2004, 55% per il 2005 e 70% per il 2006. Una lunga storia di confronto con lo Stato, che giunge, per il momento, al suo atto finale. Il presidente del Consiglio regionale, Giacomo Spissu, il presidente della Commissione Bilancio, Eliseo Secci chiedono che la “drammatica situazione” della Sardegna riguardo le entrate deve essere illustrata al Governo dal ministro degli Interni Beppe Pisanu. I capigruppo consiliari di entrambi gli schieramenti hanno fimrato una lettera, inviata questa mattina a Pisanu e al sottosegretario Cicu, nella quale si sollecita il sostegno alle “rivendicazioni della nostra Comunità, così che quanto ci è dovuto per effetto del nostro Statuto venga finalmente riconosciuto”. Si parla di “pieno rispetto, in regime di entrate, della Legge 13 aprile 1983, n. 122, attuativa dell’articolo 8 dello Statuto Speciale”.

- tratto da SARDEGNA OGGI NEWS del 21 Ottobre 2005 -

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