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ATTUALITA’ – Gettito fiscale, la Sardegna non beccherà un euro

24 Ottobre 2005

ATTUALITA’

SARDEGNA

GETTITO FISCALE, LA SARDEGNA NON BECCHERA’ UN EURO

Neppure un euro giungerà dal Governo per la questione delle quote del gettito fiscale. Amareggiato, ne da notizia il presidente Renato Soru che durante la mattinata ha incontrato i sindaci e il fronte anti-parco. “La notizia è giunta dal consiglio dei Ministri” glossa il presidente “che conferma che la Sicilia avrà quanto richiesto”. Nonostante gli sforzi, nonostante la buona volontà “resteremo a bocca asciutta”.

CAGLIARI – Nel giorno della manifestazione anti-parco arriva l’amarezza del presidente Renato Soru, in merito alla questione delle quote del gettito fiscale. “Il Governo non ci darà una lira” commenta laconicamente dinanzi ai sindaci e al fronte anti-parco riuniti nell’aula della terza commissione del Consiglio regionale.

La notizia “è giunta un ora fa, ed il Consiglio dei Ministri mi ha confermato che la Sicilia avrà i suoi 953 milioni” rivendicate per imposte non pagate da industrie operanti nel proprio territorio ma con sede fiscale altrove e per le quote spettanti alla Regione per l’Rc auto. Sicilia che per statuto ha già ottenuto i dieci decimi di Iva e Irpef. Il presidente della Regione Salvatore Cuffaro, Udc, nei giorni scorsi minacciò il Ministro dell’economia Giulio Tremonti : “Subito i soldi oppure mi dimetto”. Un ultimatum, quello delle elezioni anticipate, che pare aver sortito i suoi effetti. Chissà se una talòe provocazione potrebbe fare anche a caso del presidente Soru ? Piccolo particolare, la regione Sardegna porta in dote un governo di centro sinistra.

“Noi” continua “restiamo a bocca asciutta, nonostante i nostri sforzi”. La Regione Sardegna rivendica 900 milioni di euro l’anno, come rimborso di quote Irpef e Iva che lo Stato ha dimenticato di versare in 12 anni, dal 1991 al 2003.

Irrisolta, dunque, la questione delle quote del gettito fiscale che lo Stato riconosce sì alla Sardegna, ma mostra una certa ritrosia nel pagare quanto le spetta. La Ragioneria dello Stato, ha fra le altre cose, confermato in toto i conti presentati dalla Regione. “Questi sindaci mi porteranno problemi di altra natura, problemi riguardanti i bilanci, scuole chiuse, raccolta rifiuti. E io non avrò un euro per aiutarli a risolverli”. Risorse, non si nasconde, oltre modo necessarie in un momento in cui “stringere la cinghia” è diventato imprescindibile.

La trattativa con lo Stato, fa notare all’assessore della Programmazione Francesco Pigliaru, sulle entrate regionali, “è iniziato lo scorso 24 aprile”. Dopo il lavoro svolto dai tecnici regionali, la Regione segnalò alla Ragioneria Generale dello Stato “gravi anomalie registrate nelle entrate IRPEF ed IVA” sottolinea l’assessore. La stessa Ragioneria istituì nel maggio scorso un tavolo tecnico con la Regione, nel quale sono stati confrontati i rispettivi dati e conciliate le discordanze. Il Ragioniere Generale dello Stato “ha riconosciuto con distinte note del 3 agosto e 2 settembre 2005 le anomalie segnalate dall’Amministrazione”. Il 13 luglio 2005, la Commissione Bilancio del Consiglio Regionale approvò all’unanimità una risoluzione sul tema, successivamente approvata dall’aula con apposito Ordine del Giorno presentato dai rappresentanti di tutti i Gruppi Consiliari.

Con nota del 6 settembre 2005 la Regione chiese di rinegoziare l’aliquota di compartecipazione IVA bloccata dal 1995 e ha chiesto per gli anni 2004 e seguenti di fissare la quota al 70%. Con successiva nota del 17 ottobre, in considerazione delle difficoltà finanziarie dello Stato, si è richiesto di fissare l’aliquota IVA in 40% per il 2004, 55% per il 2005 e 70% per il 2006. Una lunga storia di confronto con lo Stato, che giunge, per il momento, al suo atto finale. Il presidente del Consiglio regionale, Giacomo Spissu, il presidente della Commissione Bilancio, Eliseo Secci chiedono che la “drammatica situazione” della Sardegna riguardo le entrate deve essere illustrata al Governo dal ministro degli Interni Beppe Pisanu. I capigruppo consiliari di entrambi gli schieramenti hanno fimrato una lettera, inviata questa mattina a Pisanu e al sottosegretario Cicu, nella quale si sollecita il sostegno alle “rivendicazioni della nostra Comunità, così che quanto ci è dovuto per effetto del nostro Statuto venga finalmente riconosciuto”. Si parla di “pieno rispetto, in regime di entrate, della Legge 13 aprile 1983, n. 122, attuativa dell’articolo 8 dello Statuto Speciale”.

- tratto da SARDEGNA OGGI NEWS del 21 Ottobre 2005 -

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