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Archivio 25 Ottobre 2005

DANNI COLLATERALI – Un male chiamato speranza

25 Ottobre 2005 1 commento

RUBRICA : DANNI COLLATERALI

UN MALE CHIAMATO SPERANZA

L’isolamento in cui viviamo da decenni non fa altro che accentuare la profonda crisi in cui versa il nostro territorio. Siamo l’ultima ruota del carro, siamo la zona con la più alta percentuale di disoccupati della Sardegna, siamo il territorio che si sta spopolando più velocemente.
I giovani vanno via, certi che lontano da qui le speranze di un futuro migliore potranno trasformarsi in sicurezze e in una vita di certo più dignitosa. Del resto non chiedono tanto, un lavoro per tirare avanti in questo percorso ad ostacoli che si chiama vita. E qui, nel Sulcis Iglesiente, gli ostacoli sembrano disseminati ovunque, insormontabili per questi giovani.
Troppo spesso sentiamo dire che i giovani non hanno voglia di lavorare. Ma sappiamo che non è così, è solo il modo con cui si tende a giustificare un fallimento, il fallimento di quelli che hanno promosso e mai mantenuto, di quelli che parlano parlano ma mai agiscono, di quelli che prendono e mai danno, dei politici che promettono mari e monti e poi non fanno altro che arraffare e aumentarsi senza pudore o vergogna i loro stipendi.
Quali sono allora i danni collaterali del Sulcis Iglesiente ?
Sono tanti purtroppo. Troppi.
La nostra terra sta morendo sotto i colpi di personaggi ignoranti a cui noi, più ignoranti di loro, abbiamo dato e continuiamo a dare fiducia. Ma intanto i nostri figli continuano ad andare via, lontano dalla loro terra, che continuano ad amare e allo stesso tempo ad odiare per tutto quello che promette e mai offre.
Manca il lavoro, questo si sa. Ma mancano pure le speranze di un lavoro. Già, perché sono riusciti a levare al territorio anche quelle, le speranze in un lavoro che dovrebbe essere un diritto essenziale dell’uomo e invece al giorno d’oggi è solo una triste chimera irraggiungibile, soprattutto qui nel Sulcis Iglesiente.
Cosa ci rimane ?
A mio parere poco. Quasi nulla. Solo persone che continuano a parlare e a promettere. Solo una terra bellissima che però non riesce ormai a offrire nulla, se non qualche attimo di felicità ai (pochi) turisti che arrivano e mai più ritornano.
Non cè futuro qui: questa è la sola certezza.
Non è pessimismo il mio, ma puro realismo.
I giovani lo hanno capito e continuano ad andare via. E fanno bene. Alcuni mantengono nel cuore la speranza di tornare un giorno nella terra che amano. Altri non ne vogliono più sapere di tornare qui, se non per mischiarsi fra i turisti nei periodi estivi. Almeno lontano da qui trovano qualcosa da fare, possono avere la speranza di costruirsi un buon futuro. Perché le speranza nel Sulcis Iglesiente sono morte ormai da tempo, anche se forse facciamo finta di non essercene accorti o non vogliamo ammetterlo.
A noi che restiamo qui rimane invece ben poco da fare. Possiamo solo arrangiarci e crogiolarci nel nostro triste isolamento.

[ UNA LETTRICE AFFEZIONATA ]

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RUBRICA DANNI COLLATERALI
Vogliamo che Voi ci segnaliate tutti gli scandali, le vergogne, gli scempi e gli oltraggi che ogni abitante del Sulcis-Iglesiente di buona volontà è costretto a sorbirsi !!!
Ma non solo.
Poiché noi della GA siamo cattivoni vogliamo da voi potenziali rimedi per gli scempi di cui sopra….Denunciate per rimediare…o almeno fatevi sentire !!!

- Non siamo dispoti a tacere
- Raccolta differenziata / Il ruolo fantasma
- Ultimo minuto, vacanze a sorpresa !
- Questo è turimo ?

CULTURA – La luce dei Macchiaioli illumina la sala della biblioteca comunale

25 Ottobre 2005 Commenti chiusi


CULTURA

Inaugurata a Carbonia la mostra della collezione Pepi
LA LUCE DEI MACCHIAIOLI ILLUMINA LA SALA DELLA BIBLIOTECA COMUNALE

Chi ama la pittura non può non andare a Carbonia a visitare la mostra inaugurata ieri in biblioteca. Si intitola “Da Giovanni Fattori a Amedeo Modigliani. La scuola dei Macchiaioli” e, parafrasando le parole pronunciate dal sindaco Tore Cerchi durante l’inaugurazione, “è una mostra importante che farebbe bella figura in città come Milono o Roma”. La mostra è stata organizzata dal Comune in collaborazione con la fondazione Logudoro Meilogu Onlus, Il Parnaso Grandi Mostre e il Sistema interbibliotecario del Sulcis (e con il patrocinio di due sponsor privati) ed è composta dalle opere estratte dalla collezione dei Macchiaioli messa insieme da Carlo Pepi, un collezionista accorto e appassionato che ha saputo in decine di anni di lavoro coniugare passione e investimenti. Carlo Pepi porta nella biblioteca comunale il meglio dell’arte espressa dai Macchiaioli dalla seconda metà dell’ottocento alla prima metà del novecento. È una mostra calda, affascinante, complessa. Ricca e completa. È adatta al novizio attratto dal nome di Modigliani in cartellone e all’esperto che conosce della corrente dei Macchiaioli ogni sfumatura. Per apprezzarla si deve entrare nella sala espositiva con il cuore aperto e senza pensare al tempo che si trascorre ad osservare le tele e i disegni. Ci si deve tuffare nell’arte e basta. La mostra è arrivata in città dopo l’enorme successo ottenuto a Banari, con quasi ottomila visitatori. Successo che si spera di bissare e magari superare prima della data di chiusura fissata per il 5 dicembre prossimo.

[ Marco Venturi ]
- tratto da L’UNIONE SARDA del 24 Ottobre 2005 -

NELLA FOTO : Carlo Pepi

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ATTUALITA’ – Un parco per salvare gli alberi del 1300

25 Ottobre 2005 Commenti chiusi

ATTUALITA’

VILLAMASSARGIA
UN PARCO PER SALVARE GLI ALBERI DEL 1300

Un parco che tuteli i 700 ulivi plurisecolari di S’Ortu Mannu.
È stato rivendicato ieri dal sindaco di Villamassargia Franco Porcu e dal presidente della provincia Pierfranco Gaviano durante l’annuale appuntamento con la sagra delle olive.
«Oggi siamo nella condizione - ha spiegato il primo cittadino – di chiedere che questi alberi siano dichiarati monumenti nazionali. Le infrastrutture ci sono per cui quest’oasi deve diventare un momento di valorizzazione culturale e turistica».
Gli ulivi furono piantati nel periodo medievale, circa settecento anni fa, e la proprietà si è tramandata in modo originale: chi possedeva il terreno non aveva la proprietà dell’albero che era di un’altra famiglia. Dopo una grande battaglia, oggi l’unico proprietario è il Comune. «Occorre creare anche vincoli - ha spiegato Franco Porcu – per evitare che intorno al futuro parco nascano porcilaie». Al suo fianco tutta la popolazione, esperti e la Provincia. «Fino ad oggi la dichiarazione di monumento naturale non poteva essere chiesta perché mancavano le infrastrutture - ha ricordato l’ex sindaco Walter Secci – ma oggi esistono tutte le condizioni anche per usufruire dei relativi contributi».

[ ANTONIO MARTINELLI ]
- tratto da IL GIORNALE DI SARDEGNA del 24 Ottobre 2005 -

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