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Archivio 26 Ottobre 2005

ON THE MAGAZINES – Il patrimonio del Basso Sulcis

26 Ottobre 2005 Commenti chiusi

RUBRICA : ON THE MAGAZINES

“On the Magazines” : la rubrica della GA che vuole ricercare e pubblicare tutti gli interventi sul Sulcis-Iglesiente pubblicati su giornali, riviste, libri, internet o altro.
Per vedere come il nostro territorio viene descritto e fotografato da “quelli che ci vedono da fuori”.

- tratto da IL MESSAGGERO SARDO -

CULTURA
IL PATRIMONIO DEL BASSO SULCIS

Il Basso Sulcis comprende sia la zona costiera già vista che quella interna e comprende soprattutto la regione montuosa, che in effetti tanto bassa non è. La SP 71 che passa per la Costa del Sud è considerata una delle più belle d’Italia: si possono ammirare stupende vedute panoramiche, tra cui quella dell’intero tratto costiero visibile all’uscita dalla zona di Chia, e poi Capo Spartivento con varie piccole baie e più avanti la splendida spiaggia e l’isolotto di Tuerreda. La costa prosegue con Capo Malfatano e la spiaggia di Piscinnì, tante altre calette, spiagge e scogliere. Ha caratteristiche simili a quelle della più nota costa gallurese, in qualche momento più spettacolari: bellissima la vista dall’alto dei fondali marini, dell’Isola Rossa e di Capo Teulada. La strada arriva al porto di Teulada, dove sorgeva l’antica Tegula, e poi rientra sulla SS 195 per raggiungere dopo 3 km Teulada, paese noto per la produzione artigianale di tovaglie ricamate con “il punto di Teulada”. Da quindici anni in settembre si svolge un Simposio “Incontri Internazionali di scultura” al quale partecipano vari artisti sardi e forestieri che realizzano le loro opere sul posto, davanti a tutti: è, in effetti, una scuola all’aperto dove s’insegna l’arte a chiunque lo desideri. Le sculture realizzate restano ad arricchire ed abbellire, sparse per le vie e le piazze, il paese che, di fatto, è diventato un Museo diffuso. Recentemente è stato realizzato, nel palazzetto baronale che era della famiglia Sanjust di Teulada, il Museo civico “Petra”: nei tre piani e nel parco sono stati esposti le opere più belle e una collezione di ossidiane, coltelli, statue votive, amuleti, ecc. Visite su appuntamento, ingresso gratuito, tel. 070/9271230 (Enrico Cambedda). Presso la chiesa parrocchiale del Carmine si trova un Museo d’arte sacra, con paramenti, arredi, e opere d’arte. Per la visita rivolgersi al Parroco tel. 070/9270067. Da Teulada si prosegue con la SP 70 per Santadi: qui comincia la nuova provincia del Sulcis Iglesiente. Dopo pochi chilometri si arriva nel calcare cambrico di Monte Meana dove si possono visitare le bellissime grotte di Is Zuddas, ricche di stalattiti e stalagmiti che in qualche caso formano delle colonne: magnifiche la “sala dell’organo”, con una colonna stalatto-stalagmitica che ricorda un organo a canne, con le pareti ricoperte da cristalli di bianche aragoniti aghiformi, il “salone del teatro”, enorme, e la “sala delle eccentriche”, con la volta ricca di aragoniti sviluppatesi in ogni direzione senza essere influenzate dalla forza di gravità. Coop. Monte Meana tel. 0781/955741 – visite guidate: orario da maggio a settembre tutti i giorni dalle 9 alle 12 e dalle 14 alle 19; da ottobre ad aprile tutti i giorni visite ore 9 e 16; sabato e festività dalle 9,30 alle 12 e dalle 14 alle 17; ingresso a pagamento. Nelle vicinanze, nelle colline di Su Benatzu, c’è un tempio ipogeico all’interno della grotta Pirosu, dove sono stati rinvenuti numerosi reperti fittili e oggetti metallici (rame, bronzo, oro), armi, votivi, ornamentali, utensili, attestanti una frequenza del luogo durata per millenni (non aperta al pubblico). A Santadi si trova un Museo Archeologico Comunale che conserva una raccolta di reperti rinvenuti nella zona di un periodo storico di 6 millenni, dal prenuragico al fenicio-punico al romano. Esiste anche la “Casa Museo Sa Domu antìga” (la casa antica) con arredamento tipico della tradizione locale.Museo tel. 0781/955955 orario invernale 9-13/15-18 estivo 9-13/16-19 chiuso lunedì, ingresso a pagamento. E’ gestito dalla Coop. Fillirèa, tel. 0781/955983, che si occupa anche di “Sa Domu Antiga” e fornisce informazioni e assistenza per escursioni di tipo naturalistico e archeologico e per visite enogastronomiche nella Cantina e nel Caseificio. Nelle vicinanze si trovano alcune importanti zone archeologiche Pani Loriga, una fortezza fenicio-punica, come Monte Sirai, risalente al VII sec. a.C. (non aperta al pubblico). Tali fortezze erano state edificate per proteggere le località costiere dagli abitanti nuragici di cui non si conosce il centro costiero di riferimento. Un’altra, in comune di Villaperuccio, è Montessu, una necropoli neolitica, con le tombe, le domus de janas, disposte a semicerchio in una sorte di anfiteatro naturale; la cultura prevalente è quella di San Michele testimoniata dalla presenza nelle tombe degli attributi della Dea Madre e del Dio Toro. Nel territorio di Nuxis si trova il pozzo sacro di Tattinu e, vicino la Chiesa di Sant’Elia, tardo bizantina del sec. X-XI, una delle poche non rimaneggiate. Nei pressi di Narcao si trova, nella frazione di Terraseo, il santuario di Demetra frequentato dall’epoca nuragica a quella romana, che denota la consistenza del culto dell’acqua sorgiva simboleggiata da questa divinità sia in età punica sia romana. Il santuario è articolato in due settori dove si trovano, tra l’altro, un pozzo sacro ed un saccello. Si segnala che nel territorio di Narcao si trova la Miniera di Rosas, che sfruttava un giacimento di minerali di piombo, zinco e rame, avviata nel 1855 e chiusa alla fine degli anni 70. E’ stata sistemata per visite turistiche ma questa attività non è ancora iniziata. Per la visita di questi posti è consigliabile rivolgersi ad esperti locali: Ecoturismo Letizia Nuxis 09010 via San Pietro 16, tel/fax 0781/957021 (Elio Fanutza 349/2890887) e.mail letref@tiscali.it Internet www.sardegnadelsudovest.it. – Club degli Itinerari tel. 0781/671677 Pro Loco Narcao tel. 0781/959378. Carbonia (31.729 ab.), è la settima città della Sardegna per numero di abitanti ed è il centro principale del Sulcis. Con la nuova Provincia spartirà con Iglesias il ruolo di capoluogo. E’ stata realizzata dal regime fascista nell’ambito del progetto “autarchico” di valorizzazione del bacino carbonifero sulcitano ed inaugurata solennemente il 18/12/1938. Nel primo periodo arrivò ad avere circa 50.000 abitanti. E’ un tipico esempio di città pianificata, con impianto simmetrico, edifici pubblici verso il centro e residenziali verso la periferia. Notevole il caratteristico centro nel tipico stile dell’epoca, la piazza Roma, recentemente risistemata con l’inserimento dell’ultima scultura dell’architetto Giò Pomodoro: vi si trovano vari edifici il palazzo del municipio, la torre civica, già torre del littorio, quadrata, alta m 27,5, la Chiesa di San Ponziano, moderna in stile romanico, in pietre di granito e trachite con all’interno una pregevole “via crucis” dello scultore Tilocca, e altre opere d’arte sacra di vari artisti sardi e di Ortisei. Il campanile riproduce quello di Aquileia di cui però è meno alto (m 46 contro m 73). In prossimità della piazza, in via Napoli, la dimora del Presidente della Carbosarda, l’azienda che in passato si occupava dell’estrazione del carbone, è stata trasformata nel Museo civico Archeologico villa Sulcis dove sono conservati reperti provenienti dalla zona ed in particolare da Monte Sirai, riferiti ad epoca nuragica e precedente ed ai periodi fenicio-punico, romano e alto-medievale con un’ottima esposizione di pannelli illustrativi. La Coop. Mediterranea gestisce i Musei di Carbonia e le zone archeologiche di Montessu e Monte Sirai – tel. 0781/64040 (Maria Teresa Diana 328/3818283). E-mail matermed@tiscali.it Internet meditinera.it. La cooperativa può organizzare visite guidate nel territorio, di tipo archeologico o di tipo ambientale, miniere, grotte, ecc.Museo di Villa Sulcis tel. 0781/691131 – orario invernale 9-13/15-19 estivo 9-13/16-20 tutti i giorni chiuso lunedì; ingresso a pagamento.A breve distanza, si trova il Museo Paleontologico-Speleologico “E. A. Martel” dove sono conservati oltre 700 fossili, numerosi esemplari fauna cavernicola, fotografie e rilievi topografici delle grotte del Sulcis (tel. 0781/691006 – orario invernale 9-13/15-19 estivo 9-13/16-20 tutti i giorni chiuso lunedì; ingresso a pagamento). In città vi sono due importanti necropoli: all’interno dell’abitato, tra il corso Iglesias e la via Alghero, Cannas di Sotto, riferita alla cultura di Ozieri e periodo seguente 3200 – 2400 a.C., è in corso di sistemazione per visite; l’altra è Monte Crobu a circa km 2 dalla città, riferita alla cultura di Ozieri 3200-2400 a.C. Per le visite rivolgersi al 0781/691131 – 0781/64040. Fuori della città, sulla SS 126 Iglesias – Sant’Antioco, una diramazione conduce ad un pianoro di origine vulcanica, dell’altezza di m 194, dove si trova la zona archeologica di Monte Sirai. Era un centro fortificato realizzato dai Fenici su un precedente insediamento nuragico del sec. VII a.C., per proteggere la città di Sulci dagli attacchi degli indigeni e abbandonato intorno al 110 a.C. L’area è divisa in tre parti: l’abitato con quattro quartieri attraversato da tre strade, tra le abitazioni “la casa del lucernario di talco” e “la casa di Fantar”; a nord, oltre le mura, la necropoli sia quella fenicia (VII-VI sec. a.C.) con oltre 170 tombe e la punica (V-IV sec. a.C.) con numerose tombe a camera. Oltre la necropoli il tophet, dedicato alla sepoltura dei bambini, con un tempietto con le urne cinerarie e stele votive. Sono in corso scavi che recentemente hanno riportato alla luce reperti di particolare pregio. E’ in una posizione da cui si può ammirare un magnifico panorama della zona e delle isole suscitane. Particolarmente suggestive nel periodo estivo le visite notturne (tel. 0781/673966 orario estivo 9-13 / 16-20, visite notturne guidate alle 20,30 e alle 22, negli altri periodi dalle 9 al tramonto – ingresso a pagamento). Ai piedi del pianoro si trova il nuraghe Sirai, costruito tra il Bronzo medio ed il Bronzo recente (XV-XIV sec. a.C.), composto da quattro torri periferiche, orientate secondo i punti cardinali, una centrale ed un villaggio. Nelle immediate vicinanze sono stati rinvenuti i resti di un insediamento fortificato fenicio della fine del VII sec. a.C., dove sono state ritrovate ceramiche nuragiche e fenicie che inducono a pensare ad una convivenza delle due popolazioni. A Serbariu, un rione sorto da un raggruppamento di furriadroxius, si trova una miniera di carbone, scoperta nel 1936 ed utilizzata fino al 1947. Ora è in corso di realizzazione una Cittadella della scienza e della memoria che comprenderà un Museo ed un Centro ricerche sulle tecnologie e sulla scienza applicata della miniera di carbone, nell’ambito del Parco Geominerario della Sardegna, riconosciuto dall’UNESCO. E’ stata già restaurata la Lapisteria, il padiglione dove i minatori ricevano casco e lampada, che insieme ad altri edifici ospiterà “Il centro italiano della cultura del carbone”. Nel vicino incrocio tra le strade che portano a Sant’Antioco, a Iglesias, a Portoscuso ed a Cagliari si trova nel ristorante Tanit un Museo privato archeologico ed etnografico. Nelle vicinanze a Nuraxi Figus, frazione di Gonnesa, dove si trova una miniera di carbone ancora attiva, è in programma la realizzazione di un Museo etnografico in un antica casa padronale. Nel territorio si trova il villaggio nuragico di Serucci, uno dei maggiori dell’Isola, circa cinque ettari, con un centinaio di capanne di varia forma e dimensione, di cui finora ne sono state scavate cinque di cui una con un tramezzo interno (raro nell’architettura nuragica) ed una con undici ambienti. Le capanne sono riunite in quartieri con strette stradine che portano ad una piazza centrale dove sorge la “capanna del capo”, con nicchie sulle pareti e alla base grossi blocchi di trachite che formano un sedile. Come in altri complessi nuragici, le capanne erano prevalentemente circolari, formate dai soli muri perimetrali e coperte con rami e frasche: quelle del capo erano più grandi in quanto vi si tenevano le riunioni ed avevano lungo i muri un sedile. Nella zona vi sono anche tre tombe di giganti (al momento non è attrezzato per le visite).

- tratto da IL MESSAGGERO SARDO -

Riferimenti: GA FORUM

CRONACA – Pioggia di euro per le isole del Sulcis

26 Ottobre 2005 Commenti chiusi

CRONACA

PIOGGIA DI EURO PER LE ISOLE DEL SULCIS
Carloforte, risorse destinate al turismo nautico e per migliorare i servizi destinati ai vacanzieri

CARLOFORTE. Quasi 3 milioni e 400 mila euro, stanno per arrivare nelle casse dei Comuni delle isole minori sarde sulla base del Programma Integrato di Sviluppo Territoriale. Lo ha avvallato la giunta regionale, comunicando l’avvenuto trasferimento di risorse dal Cipe, che prevede, per i tre centri delle isole sulcitane, poco più di 2 milioni di euro. Rappresentano la terza e ultima tranche di finanziamenti già erogati, per un importo complessivo di quasi 10 milioni.

Subito le cifre del saldo finale dei Pist. A La Maddalena con oltre un milione e 336 mila euro, andrà la parte più cospicua, seguita da Sant’Antioco (895 mila), Carloforte (oltre 687 mila) e Calasetta (oltre 473 mila).
Il provedimento venne avviato nel 1999, quando venne stipulato l’accordo di programma quadro denominato “Sviluppo locale delle isole minori”, che dava priorità al recupero ed alla valorizzazione dell’ambiente, secondo gli indicatori strategici del Dupim (Documento unico programmatico isole minori), che individuava le tipologie di intervento e le misure per aree geografiche. Vennero considerati prioritari la riqualificazione dei centri abitati, difesa delle coste, produzione di energia elettrica da fonti alternative, recupero dei patrimoni storici, potenziamento di approdi e servizi marittimi, realizzazione di centri di interesse e promozione del turismo. Con il coordinamento dell’Ancim, le singole realtà comunali pubbliche e private, presentarono diverse manifestazioni di interesse, iscrivendosi ai relativi bandi, coerenti con le indicazioni dei Dupim. Le risorse erano state poi assegnate sulla base di alcuni parametri, quali il numero di isole, di abitanti e l’estensione di ciascun Comune partecipante, mentre l’erogazione dei fondi, era avvenuto con una prima tranche del 20 per cento (ad avvenuta presentazione al Cipe del Dupim aggiornato sulla base di ciascun Pist) e due successive del 40 per cento ciascuna (ad avvenuta presentazione di una relazione sullo stato di avanzamento del programma). Del saldo finale la Regione aveva erogato un anticipo ai destinatari. Ora spetta agli enti comunali girare queste ultime risorse sulla base dello stato di attuazione degli interventi, con l’impegno di inviare al Centro Regionale di Programmazione le rendicontazioni finali dei singoli programmi. A Carloforte sono stati accolti progetti privati sulla nautica da diporto, presentati dalle società Yachting in Sardinia, Marinatour, Marinaservice e nautica Sifredi, con l’esclusione postuma della baie Investimenti per motivi tecnici e una lite giudiziale per rimodulare i singoli importi. Dunque si punta molto sul turismo nautico, per potenziare ulteriormente l’offerta strutturale attuale e fornire al turista opportunità e servizi adeguati.

[ Simone Repetto ]
- tratto da LA NUOVA SARDEGNA del 23 Ottobre 2005 -

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