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Archivio Ottobre 2005

ATTUALITA’ – Nuova Provincia, doppio capoluogo

14 Ottobre 2005 1 commento


ATTUALITA’

NUOVA PROVINCIA, DOPPIO CAPOLUOGO

A Carbonia si insedieranno presidenza e giunta, a Iglesias il consiglio

VILLAMASSARGIA. E alla fine arrivò la storica decisione. Alle 21.12 di ieri sera la provincia del Sulcis-Iglesiente ha nello statuto identificato il capoluogo. Anzi i capoluoghi, visto che la denominazione statutaria del nuovo ente intermedio indica in “Carbonia-Iglesias” il nuovo capoluogo. Questo risultato, voluto dal consiglio provinciale riunito ieri nel centro sociale del paese è arrivato al termine di un lungo e appassionato dibattito che ha fatto capire come la nuova provincia, al di là delle singole buone intenzioni sia ancora tutta da costruire. Il presidente Gaviano, prendendo la parola ha avanzato la sua proposta: doppio capoluogo, a Carbonia la sede della presidenza della giunta e l’esecutivo, a Iglesias la sede del consiglio provinciale. Una scelta che non è piaciuta ai rappresentanti dell’opposizione eletti nel basso Sulcis, come Corongiu e Masciarelli (quest’ultimo assente al momento del voto finale per un malore) che hanno contestato la scelta del doppio capoluogo “Che non dà autorevolezza e intorpidisce il problema: è meglio che anche gli assessori siano distribuiti nel territorio. Perché non prevedere l’assessorato all’agricoltura nell’unica area destinata alle produzioni agricole?. Ma non tutta l’opposizione ha criticato la scelta del doppio capoluogo. Altri, come il consigliere Pinello Cossu hanno parlato di nuovo battesimo per la provincia. Alla fine si è votato: 20 a favore, nessun voto contro e un astenuto (Corongiu). Alla fine applausi e tutti in piedi. Ma il problema della nuova provincia, lo si è capito nel dibattito, non è il capoluogo, bensì il trasferimento e le assegnazioni di fondi e di personale. Su questi temi gli assessori ammettono che si va piano, troppo piano.

[ IGNAZIO PILI ]
- tratto da LA NUOVA SARDEGNA del 13 Ottobre 2005 -

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13 Ottobre 2005 Commenti chiusi

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- Un saluto a tutti, sono un turista diciamo uno che si fa spennare!!! La mia opinione non rispecchia esattamente quanto detto ; “spennaturisti”, in quanto i prezzi in generale sono inferiori a dove risiedo…Parlerei invece di strutture turistiche che mancano, le spiagge sporche, gente sia sulle spiagge che sulle scogliere lasciano qualsiasi tipo di immondizia, vedete queste cose sono importanti x lo sviluppo del turismo, certo si sa che con l’entrata dell’euro i prezzi al consumo si sono radoppiati ma questo fattore riguarda in tutt’ITALIA…Il turista sa di dover spendere un bel po si soldi x le proprie vacanze ma li spenderebbe più volentieri se trovasse strutture a dog e le spiagge ok…Calasetta stupenda località turistica ma purtroppo sviluppo zero….ciao a tutti (Tornado)

- Sono un Sardo di 57 anni che ha maturato grande esperienza nel mondo industriale nazionale e internazionale, mi permetto di fornire un personalissimo punto di vista data la conoscenza delle problematiche industriali del Sulcis – Iglesiente. Premetto che non si può parlare di “problemi principali” relativi allo sviluppo di un territorio (avete già i dati di sondaggio individuati dal campione- disocup-mancato sviluppo territoriale …etc..) senza fare alcune premesse. Il problema principale (fatte tutte le analisi del caso) è decidere la strada da percorrere per la soluzione dei problemi relativi (quantità di disoccupazione per fascia di età) allo sviluppo del territorio: industrializzazione-sviluppo turistico e altro, non dimenticando la scuola per la preparazione del personale. Sembrerebbero problematiche non superabili ma basta iniziare per esempio con la tutela del territorio-aiutando uno sviluppo turistico dell’area che comprenda “il mare-l’entroterra-con il parco geominerario. Contestualmente si potrebbe valutare un nuovo polo industriale sul quale coinvolgere una grande “entità-internazionale” favorendone le infrastrutture-la detassazione- (20 +/- 30 anni) che possa dare respiro per la creazione di un indotto specializzato. Favorire la grande entità internazionale significa permetterle di insediarsi free-cost, finanziarla per la creazione dell’indotto creando cosi posti di lavoro a breve (graditi ai politici) e nel medio termine. Con questi presupposti la multinazionale ci stà. Ricreare quindi occupazione reale alleggerendo il costo sociale. L’investimento puo’essere gestito con gruppi finanziari internazionali allineandoli ai tempi previsti di sviluppo. L’acculturamento delle persone è strategico. Bisogna uscire dai vecchi schemi da terzo mondo, quando la strategia orale consigliava i ritorni sociali da “piccolo è bello”. Se non si investe nel tempo non ci sono ritorni. Ora non ci sono piu’ alibi. (Non c’è piu’ tempo si va solo indietro). Cordialmente R.G.

- Caro Tornado, se parli così evidentemente a voi turisti piace pagare anche per servizi che non vi danno, bè…allora ve lo meritate! Se pagare 30-40 euro per una coppa di gelato in tavolino per voi è poco, allora è giusto che i prezzi li lascino così, ma sai noi poveri sulcitani soldi ne abbiamo pochini, quindi…non sarebbe il caso di fare menù per turisti e menù per locali ? (Excelent)

- Finalmente qualcuno “in terra” che ha fatto nn’analisi molto-Ma Molto-vicino alla realtà. Il termine SPENNATURISTI è appropiato infatti oltre al giornaliero ci sono i costi di trasporto,di affitto-altro, che permetteranno al turista, alla resa dei conti, di fare per il futuro altre scelte e di consigliare agli amici-altri LIDI.RESOCONTO:un bel posto ma …!! Se notate-negli anni-i turisti diminuiscono. Che fare!!! Intanto confrontarci e accettare le critiche, che è il primo passo per costruire qualcosa, successivamente consigliare a quel o quell’altro (politico)…hai visto come hanno risolto bene(in quel dove), guarda che bel modello di sviluppo nel rispetto del territorio,nello sviluppo turistico e nella giusta industrializzazione. Cosi Forse Crederanno di avere avuto l’idea per primo…tentiamole tutte ,cari amici Sulcitani,le vostre lamentele meritano tutto il rispetto che si deve a ogni persona in momentanea difficoltà. (Il Principe)

- Ne avremo ancora per molto del disagio che ci sta creando la statale 126? Non se la stanno prendendo con comodo? (Diana)

- Credo che la nuova Provincia Carbonia Iglesias potrebbe diventare importante pe noi, se i rappresentanti si mettessero in testa di uscire dagli uffici per conoscere i tanti problemi che assillano il nostro territorio, invece di perdersi a litigare e politicare su tutto. Auguriamoci che non pensino troppo come darsi un buon stipendio: su questo sono tutti uniti e d’accordo. (Diana)

- I turisti non verranno mai in massa nel nostro territorio. A parte che a nessuno piace farsi spennare, ma poi cosa trovano ? Strutture ? No. Eventi ? No. Organizzazione ? No. Prezzi bassi ? No di certo. La sola cosa che ci salva è il mare. Ma se vengono un anno poi stiamo sicuri che non vengono più. (Una lettrice di Portoscuso)

- Il problema non è, a mio avviso, la costituzione della Nuova Provincia. Il problema è che non c’erano e non ci sono i fondi per far sì che questa provincia possa mantenere le attese dei cittadini e di tutti quelli che l’hanno voluta. (Un lettore di Giba)

- Egregio Ignazio Marceddu, che dire… Ricordiamo a quei bravi ragazzi…che anche gli elettori hanno AVI Preistorici e Fenici,riportare -quindi – le cose nel giusto ordine è anche un loro interesse poichè, prima o poi, qualche AVO d’oltre tomba potrà chiedere spiegazione. Purtroppo non ricordiamo più le cose di nostra appartenenza oltre il BISNONNO. INSISTI:
Cari saluti (r.g.)

- Il mondo è pieno di MODELLI di sviluppo : un po’di territorio, un po’ di turismo, un po’ di industria (vera), un Bel po’ di Assocciazionismo per categorie. Prendiamone uno e adattiamolo alle esigenze del territorio che sono veramente tante. Iniziamo…Aiou!!!in paris. (Il Principe)

- Gli spennaturisti di professione ci sono e ci son sempre stati, in ogni zona ma nel Sulcis soprattutto. Fino a quando nessuno interverrà le cose andranno avanti così. Complimenti alla GA per il coraggio con cui denuncia certe cose che i giornali “normali” non dicono. Continuate così! (Un lettore)

- È una vergogna che in certe frazioni non ci siano nemmeno le scuole per i nostri bambini. Ma siamo in Italia o neo Terzo Mondo ? (Lettrice di Paringianu)

- Caro Claudio Moica, mi complimento per la tua grande sensibilità e ho rispetto per i tuoi profondi sentimenti. Per un momento,chiudendo gli occhi su alcuni argomenti da te esposti, ho avuto la sensazione di ritrovarmi nel Sulcis facendo fatica a orientarmi. Speriamo di non esportare le nostre malattie a terzi ma di importare idee e soluzioni per il nostro territorio e idee per i nostri poltroni. Un caro saluto. (Il Principe)

- Sagacia e ironia amara sono elementi oggi quanto mai indispensabili per andare avanti ! Possiamo affiancare a Sant’Antioco un suo vicino di casa, che gode degli stessi identici difetti, nella forma e nella sostanza , sto parlando del comune di San Giovanni Suergiu. In questi ultimi quattro anni e mezzo non ho ben capito cosa abbia fatto la corrente amministrazione, e si che di lavoro da svolgere ne aveva e ne ha, ma purtroppo il tempo è quasi scaduto !! Il centro e le frazioni affogano nello squallore e nel degrado urbano, i servizi per i centri periferici non esistono e così via di questo passo. Caro Uomo Nero come vedi ne abbiamo per tutti i gusti, ma sopratutto ne abbiamo le tasche piene …. pardon vuote! (Sabrina Sabiu)

- Finalmente la grande manifestazione dell’estate è terminata. Il mitico Palio dell’uovo ha trovato la sua contrada vincitrice. Tutti contenti. Organizzatori e turisti. C’è solo un piccolo problema…quali turisti ? Io sono andato all’ultima giornata di questa ridicola manifestazione e ho visto solo quattro gatti di Sant’Antioco e altri quattro gatti che si lanciavano, sfasciandole tutte, le uova che forse sarebbero più utili come alimenti per chi non ha da mangiare. Ma per gli organizzatori è stato un grande successo…rimango perplesso di fronte a certe persone! (Un lettore anonimo di Sant’Antioco)

- È meraviglioso andare al mare e vedersi circondati da militari, mezzi blindati e aerei ! Io ci manderei quelli che permettono le esercitazioni in mezzo alle bombe. Ci stanno rovinando e stanno rovinando la nostra terra! (Una lettrice)

- Che futuro può avere un giovane nel nostro territorio ? Lavoro non ce n’è. Allora come può andare a vivere da solo e lasciare la casa dei genitori. Le cose sono due: o vai fuori a lavorare, o rimani a casa dei tuoi genitori e ti accontenti. Ditemi quali alternative ci sono ? Questo è il nostro futuro ! (Un trentenne di San Giovanni)

- Anche se non sono di Sant’Antioco vorrei fare i complimenti all’Uomo Nero perché ciò che lui denuncia sono problemi veri, reali, presenti anche qui a Iglesias e penso in molti altri paesi della zona. (Giorgio da Iglesias)

- Complimenti per il vostro giornale e per le verità riportate sul turismo
e sul “turista da spennare”. E’ una vergogna!! Io sono gallurese e anche
nella mia zona abbiamo gli spella polli. Saluti. ( Virgilio Mazzei Presidente del Circolo Sarda Tellus di Genova)

- Ma come, non c’è lavoro e continuano a fiorire super e ipermercati, io non capisco! E i soldi per andare a comprare la gente dove li trova ? Ma avete visto quante persone all’apertura del centro commerciale a Carbonia ? (Ale da Carbonia)

- Baghino si è dimesso! Facciamo festa perché per Sant’Antioco è un grande giorno ! (Un lettore)

- Voglio ringraziare il presidente del Carbonia, Barlini, per averci portato la nostra squadra del cuore, il Cagliari. È stata una giornata indimenticabile per noi tifosi rossoblu. Grazie alla società Carbonia per questo bel regalo. (Un tifoso rossoblu di Carbonia)

- Complimenti agli organizzatori della Iglesias-Sant’Angelo. Uno spettacolo magnifico e degno di ben altro risalto. Spero che la manifestazione si svolgerà anche lanno prossimo. E grandissimi complimenti al vincitore: Satta sei un grande ! (Guido)

- Non facciamoci illusioni, sappiamo bene che Baghino ritirerà le dimissioni, quindi c’è poco da stare allegri. La cosa più brutta è leggere che anche quelli della minoranza gli chiedono di restare perché in pratica hanno paura di perdere il posto e di tornare a casa con la coda fra le gambe visto che tutti, maggioranza e opposizione, in questi anni non hanno fatto altro che scaldare quelle sedie che non hanno mai meritato. Questa farsa delle dimissioni è solo un’altra delle tante buffonate che questa amministrazione ci ha proposto da quando malauguratamente è andata a governare. Comunque Sant’Antioco li ha votati e Sant’Antioco se li merita! (Un lettore anonimo)

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L’INTERVISTA – Il presidente del Carbonia Calcio: Mauro Barlini

13 Ottobre 2005 Commenti chiusi

LE INTERVISTE DELLA GA

INTERVISTA AL PRESIDENTE DEL CARBONIA CALCIO: MAURO BARLINI
Abbiamo intervistato il presidente del Carbonia Calcio, Mauro Barlini, dopo l’amichevole col Cagliari e la prima bella vittoria in campionato. Col presidente abbiamo toccato numerosi temi, dall’esonero di Checco Fele alle speranza per il futuro. Una bella discussione che farà piacere ai tifosi della squadra e a tutti gli sportivi.

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L’ANGOLO DELL’UOMO NERO – "Il Re è morto". O no ?

12 Ottobre 2005 15 commenti


L’ANGOLO DELL’UOMO NERO

“IL RE E’ MORTO”. O NO ?

Dunque Dino-Isauro si è dimesso.
Vorrei tanto dire “Il Re è morto, viva il Re” ma non trovo nulla di regale in tre anni di calamitosa amministrazione Baghino, ma soprattutto sono arciconvinto che, come la tigna o la scabbia, di certe brutte grinte non ci libereremo mai.
Vorrei tanto dirvi che il nostro sindaco e i suoi “infaticabili” assessori sono stati da traino per una ripresa, perlomeno parziale, dell’economia del paese.
Ma non posso.
Vorrei tanto dirvi che, nonostante la palese inadeguatezza, si sono tanto impegnati cercando di fare qualcosa per migliorare l’assistenza alle fasce più deboli e emarginate del paese, gestire meglio sia la viabilità che i lavori pubblici, occuparsi almeno marginalmente dell’urbanistica, dell’agricoltura, del porto, del patrimonio archeologico e paesaggistico o che hanno cercato di arginare l’emergenza lavoro.
Vorrei…
Nessun provvedimento o intervento degno di nota durante i consigli comunali (programmati in TV sono meglio di Zelig!), nessun dibattito, nessuna conferenza per stimolare, sferzare, esortare e indirizzare le forze vive e propositive del Paese.
Nessuna attenzione per le politiche giovanili per stuzzicare le nuove leve sull’importanza dell’impegno civile, che diventa per osmosi anche impegno politico in prima persona.
Abbiamo visto andare al potere quello che molti di noi temevamo: una mentalità obsoleta, un vecchio modo di fare politica clientelare e nepotistica che, nel nome del vecchio buon adagio “un uomo solo al comando” ha eliminato la forma.
Ma la perdita della forma è perdita della sostanza.
Così come una moda squallida, una casa sporca, un ufficio disordinato, una chiesa in cui non c’è una candela, una squadra indisciplinata, una città imbrattata di scritte invitano solo alla rinuncia, alla pigrizia, alla sconfitta così un’amministrazione comunale arrogante, inattiva, fiacca, indolente crea disagio alla popolazione e porta allo sfascio il paese.
Un sarto sbadato rovina la stoffa migliore.
L’unico rimedio diviene così rattoppare.
Ma rattoppare è procrastinare il problema che si ingigantisce come una valanga e crea disastri a valle.
Mai a monte.
Ma il degrado politico che stiamo vivendo è la faccia più visibile e pubblicizzata del degrado sociale e culturale (morale?) che Sant’Antioco sta vivendo e la pochezza dell’Amministrazione comunale – anche se sicuramente peggiora il quadro generale e legittima molte scelte sbagliate da parte dei cittadini –in certe cose proprio non c’entra: altrimenti si rischia di confondere il sintomo con la malattia o l’effetto con la causa.
Inutile vantare le coste più smeraldine del Sulcis-Iglesiente, il patrimonio fenicio migliore della Sardegna, i vini più rinomati della Regione se poi il cameriere è sgarbato, il conto salato, i servizi più banali assenti.
I giovani turisti con il sacco a pelo se trattati in modo garbato e professionale tornano in età adulta, se soddisfatti, clienti negli hotel a 5 stelle.
E le famigliole in vacanza che affittano a Sant’Antioco sono un veicolo essenziale con il loro passaparola, per lo sviluppo turistico nell’isola: ma solo se pagano affitti equi e se ricevono adeguata ospitalità.
Due esempi nel mare di occasioni sciupate.
La lista degli orrori, continuo a ripetere ai due lettori della Gazzetta, la conoscete tutti.
O certi soloni e “imprenditori” antiochensi (indagati dalla magistratura) vogliono ancora credere alla favoletta dello sviluppo turistico stile Costa Smeralda, con dei Tom Barrack e Tronchetti Provera pronti a investire nel Sulcis ?
Il sussiegoso Louvre non esita a creare tra i suoi nobili corridoi un “percorso Codice da Vinci” per poter portare frotte di lettori-turisti davanti ai capolavori citati dal best-seller di Dan Brown e un’oscura cappella scozzese citata nel medesimo libro è presa d’assalto dai medesimi turisti di cui sopra.
A Bilbao troppi si opponevano alla costruzione del Museo Guggenheim, chiedendo piuttosto “posti di lavoro”.
Ora il museo è l’attività economica più redditizia della città
Ora, noi non abbiamo né il Louvre, né il Guggenheim ma con un pò di coraggio e di inventiva si potrebbe creare e valorizzare un percorso archeologico e museale, paesaggistico e faunistico che perlomeno in Sardegna non avrebbe eguali.
Fuori dai paludati circuiti accademici, questo è il vero significato della parola cultura: promuovere le proprie specificità territoriali e umane, le proprie ricchezze locali e le risorse umane.
Solo cosi si innescherebbe quel circolo virtuoso capace di smuovere coscienze e mettere in moto quell’operosità, ingegnosità ed entusiasmo alla base di ogni progredire civile e di ogni rinascita economica.
Solo cosi si abbatterebbe quel muro di indifferenza e apatia, humus fertile dove attecchisce lo sfiducia e il pessimismo, vero male del nostro tempo e del nostro paese.
L’alternativa è rimanere statici ad aspettare l’aiuto del politicante di turno o della Provvidenza, che almeno a Sant’Antioco aveva (o ha?) fattezze ben poco divine.
Ne vale la pena ?
Non si può entrare due volte nella stessa acqua, diceva Eraclito.
È un altro modo di dire che non occorre perseverare nei peccati già compiuti.
Ora è il tempo di espiare.
Poi sarà il tempo di riflettere, di fare la scelta giusta e di ricostruire.
Diffidando di chi troppo promette e degli Unti dal Signore.

L’UOMO NERO

P.S. – Tale riflessione avrà senso solo se Isauro non ritirerà le dimissioni. Incrociamo le dita.

P.P.S. – Se essere di Sinistra significa parteggiare sempre e comunque per il cittadino che non riesce ad arrivare a fine mese, soffrire per angoscia della classi operaia, avere una grande attenzione per i poveri, aspirare ad una società più giusta in cui il lavoro sia realmente al centro dell’economia e non “fuffa” in bocca del politicante di turno, ebbene si l’Uomo Nero è di sinistra.
C’è però un problema.
Anzi due.
L’Uomo Nero vede nella famiglia, nel rispetto delle Istituzioni ivi compresa la Patria (nel senso più nobile del termine) un elemento essenziale del quieto vivere civile: tutti ideali da sempre vessilli della Destra e così, scusando la poca coerenza, l’Uomo Nero parrebbe anche di destra.
Tuttavia l’Uomo Nero è anche Cristiano (anche se cattolico assai problematico/non dogmatico/nè baciapile) che l’Uomo Nero sia pure di Centro?
Questo outro di pura schizofrenia parola è la necessaria per far capire che i valori non hanno partito, non si identificano mai in esso e che certe posizioni da me assunte in questo spazio gentilmente concessomi dagli amici della GA esulano qualsivoglia appartenenza politica.
Sono frutto del mio abito mentale, giusto o sballato che sia.

CULTURA – Miniere: luci, ombre, identità, territorio

12 Ottobre 2005 Commenti chiusi


CULTURA

MINIERE: LUCI, OMBRE, IDENTITA’, TERRITORIO
24 set 05 / 16 ott 05 – Cagliari

Inaugurata in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio, può essere visitata fino al prossimo 16 ottobre al Centro Comunale d’Arte Il Lazzaretto, di Cagliari la mostra Miniere: luci, ombre, identità, territorio.
Il percorso dell’esposizione si snoda in dieci settori che, attraverso circa 400 immagini, tratte per la gran parte dall’archivio storico comunale di Iglesias e dall’archivio storico minerario dell’Igea ma anche offerte da privati, illustrano diversi temi quali la metamorfosi del paesaggio, l’evoluzione tecnologica in campo minerario,le condizioni di lavoro e di vita dei minatori e delle loro famiglie,la religiosità, la salute, l’impiego del tempo libero. Ogni settore è preceduto da un discorso introduttivo ed esaurienti didascalie accompagnano le singole immagini.
La mostra è promossa dalla Soprintendenza archivistica per la Sardegna dal Comune di Cagliari dall’Agenzia regionale del lavoro dalla Società Umanitaria, dal Comune di Iglesias e dalla Igea S.p.A e potrà essere visitata nei seguenti orari: dalle 9,00 alle 13,00 e dalle 16,00 alle 20,00.

LA SCHEDA

La lunga vicenda mineraria sarda, con le sue glorie e la sua sofferta fine, ha attirato fin dalla seconda metà dell’800 alcuni tra i migliori esponenti dell’allora giovanissima arte fotografica, prima dalla penisola (come Besso e Alinari) e, in tempi più recenti, anche locali. La costruzione di impianti e villaggi per i minatori, l’estrazione e lavorazione del minerale, l’organizzazione del tempo libero, tutto è stato documentato, nel corso dei decenni, da “scatti” all’inizio di tipo solo promozionale (tutto bello, pulito, ordinato, anche i minatori), poi sempre più realistici.
Prendendo spunto da questi documenti, conservati negli archivi delle maggiori Società minerarie, gli ideatori della mostra hanno pensato di allargare il campo, coinvolgendo la popolazione, spingendo a scavare negli archivi fotografici di famiglia per fornire testimonianze magari più ingenue, ma altrettanto interessanti. La risposta e lo spirito di collaborazione sono stati superiori alle aspettative.
Fra le numerosissime foto raccolte ne sono state scelte per l’esposizione circa 400, quasi tutte in bianco e nero per motivi di omogeneità con quelle più antiche e perché quel contrasto cromatico è il più adatto a sottolineare le luci e le ombre, gli alti e i bassi di unimportante fetta di storia locale.
La mostra, articolata in settori, illustra lo svolgersi del lavoro e della vita dentro ed intorno alle miniere, a partire dai primi insediamenti industriali della metà dell’800 fino alla crisi dei giorni nostri, in cui però sono numerosi i progetti di restauro e ristrutturazione nell’ambito del Parco Geominerario.
Dalle modifiche apportate al territorio, con il progressivo arricchimento ed ammodernamento degli impianti, e dalle felici soluzioni studiate per vincere le ostilità della natura e per aumentare e migliorare la produzione, si passa alla fatica nelle viscere della terra e fuori: nelle laverie per la cernita dei minerali e nei vari impianti per la lavorazione degli stessi. Uomini, donne e bambini accomunati dalla fatica, dal bisogno, da orari di lavoro molto pesanti. Si entra poi nella sfera privata, con i momenti salienti del ciclo della vita: nascita, giochi, asilo, scuola, colonie, servizio militare, fidanzamento, matrimonio, emigrazione, vecchiaia, morte.
Un intero settore è dedicato all’apprendimento, dall’asilo alle scuole superiori, fino alla pratica sotto l’occhio vigile delle maestranze, per chi ha scelto il lavoro di miniera. Gli impianti nel Sulcis-Iglesiente diedero infatti un notevole impulso alla cultura locale, non solo nel campo specifico (viene istituita la Scuola mineraria nella seconda metà dell’800), ma in senso globale. Nel 1924, ad esempio, Iglesias si dota anche di un Liceo scientifico.
Altro punto cardine, la salute. Le Società minerarie costruiscono ospedali ed ambulatori con attrezzature all’avanguardia, in cui i medici finiscono per curare tutta la popolazione. Gli incidenti di miniera e le gravi malattie professionali ed endemiche procurano loro un gran da fare. Allo scopo di migliorare le condizioni generali di vita si costruiscono abitazioni più sane per i lavoratori delle miniere e scuole, asili e colonie per i loro figli.
Le varie fogge del vestire, in costume e non, per il lavoro, le cerimonie ed il tempo libero, sono illustrate da un’interessante serie di ritratti. Lo sport, molto praticato e con apprezzabili risultati in palestre, stadi ed all’aperto, vede fin dagli inizi del ’900 una non trascurabile presenza femminile. Le soste al bar, le passeggiate in centro, le gite, i picnic, le serate danzanti, il cinema ed il mare sono gli svaghi più diffusi.
E dopo il corpo, lo spirito. Le manifestazioni di religiosità popolare (culti, celebrazioni, cerimonie, processioni) attirano grande concorso di popolo. I riti della Settimana Santa ancora oggi sono un appuntamento fondamentale.
Le immagini delle strutture in abbandono e del loro degrado chiudono il ciclo. Le greggi, qua e là, riprendono i loro antichi spazi, ma esperienze e patrimonio restano, per affrontare al meglio il futuro.

Miniere: luci, ombre, identità, territorio
fino al 16 ottobre 2005
Cagliari, Centro Comunale d’Arte e Cultura Il Lazzaretto di Sant’Elia

Informazioni
Centro Comunale d’Arte e Cultura Il Lazzaretto
Via dei navigatori s.n. – Vecchio Borgo S. Elia – Cagliari
Per informazioni Tel 070 3838085 Fax.070 372055
e-mail : lazzaretto2000@tiscali.it
Orario: tutti i giorni dalle 9 alle 13 e dalle 16 alle 20;
chiuso il lunedì

Ufficio stampa Consorzio Camù
c/o Centro Comunale d’Arte e Cultura Exma’
Cagliari, via San Lucifero 71
Tel e fax. 070 655625 / 666399

- tratto da ARTE.GO -

Riferimenti: ARTE.GO

CRONACA – Soru dai pescatori di Sant’Antioco: uguali indennizzi

12 Ottobre 2005 2 commenti

CRONACA

SORU DAI PESCATORI DI SANT’ANTIOCO: UGUALI INDENIZZI

Visita lampo del Presidente della Regione Renato Soru ai pescatori che da venerdì scorso stanno manifestando nelle acque antistanti il Poligono militare di Capo Teulada, al cui interno si sta svolgendo l’esercitazione “Destined Glory 2005″. Il Presidente ha assicurato il suo impegno perchè non vi siano discriminazioni tra i pesctori e ha chiesto ancora una volta la restituzione dell’area.

TEULADA (CA) – Un immediato incontro con il Ministro della Difesa, Antonio Martino, e con il Sottosegretario della Difesa, Salvatore Cicu, è quanto chiede il Presidente della Regione, Renato Soru, che questo pomeriggio ha incontrato nel porto di Teulada una delegazione di pescatori che stanno manifestando contro le esercitazioni davanti al Poligono militare per chiedere maggiori indennizzi per la mancata attività di pesca. Un mese fa questo stesso obiettivo era stato raggiunto dai loro colleghi delle marinerie di Teulada e Sant’Anna Arresi che hanno ottenuto la firma su un protocollo d’intesa integrativo.

“Non ci devono essere discriminazioni - ha detto il presidente Soru – Qui si è subito un danno importante e occorre scoraggiare l’uso della Sardegna per le esercitazioni perchè costa poco”. La Regione, in questo senso, si sta battendo perchè l’area venga restituita in quanto “è possibile un altro sviluppo per scopi pacifici”. Il Presidente ha anche riferito che esisterebbe un disciplinare, in scadenza, che stabilirebbe la possibilità per i militari di utilizzare armamenti e sostanze non meglio specificate o sperimentali. “Occorre ridiscutere questo punto prima che vadano via – ha detto – perchè sia chiaro quali armi usano”.

Dall’altra parte i pescatori di Sant’Antioco, divisi tra chi manifesta con le sigle sindacali e chi resta invece a terra, sono intenzionati a presidiare davanti al poligono “fino a quando - fanno sapere – non vi saranno risposte concrete in merito alla vicenda degli indennizzi. Rimarremo alla fonda sino al 14 ottobre, giorno di chiusura delle esercitazioni della Nato”.

[ FABRIZIO FOIS ]
- tratto da SARDEGNA OGGI NEWS dell’11 Ottobre 2005 –

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11 Ottobre 2005 Commenti chiusi

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CULTURA – I libri del Sulcis-Iglesiente – "Oltre lo sguardo" di Claudio Moica

11 Ottobre 2005 Commenti chiusi


CULTURA

I LIBRI DEL SULCIS-IGLESIENTE

Claudio Moica
OLTRE LO SGUARDO

Si prende una pausa in Sardegna il tour della presentazione del libro “OLTRE LO SGUARDO” del poeta Claudio Moica. Grande successo di pubblico nelle tre date programmate che hanno permesso agli spettatori di interagire con l’autore e di godere delle sue poesie e di quelle di Pablo Neruda. Alle serate hanno preso parte gli attori Elisa Piano e Maurizio Anichini che hanno interpretato le liriche creando suspence e tenendo la platea sempre attenta e mai annoiata. Gradita è stata la presenza di autorità nelle tre serate. Il tour si sposta nella penisola con la prima data in novembre nella città di Firenze e successivamente a Roma.

RECENSIONI DEL LIBRO

La poesia di Claudio Moica indaga il mondo da una prospettiva altra che lascia emergere ed esprimersi le debolezze umane, in antitesi all’ipocrisia di una società dominata e falsata dai mass-media e da falsi rituali comportamentali. La parola poetica rappresenta la linea che segue e definisce l’incanto e la vitalità sprigionata dalla natura che, nella sua bellezza dirompente e incontenibile, custodisce il nucleo archetipico della vita. Le sue poesie appaiono come “reali e ricche”, così come ama definirle l’autore stesso, poiché non rispondono ad uno schema metrico preciso ma seguono il battito, il ritmo che nasce spontaneo dentro sé per affinarsi poi nell’atto compositivo. L’ars maieutica della poesia carezza e plasma la parola nella sua struttura significante-sonora che, come il passaggio del vento, dà una forma a tutte le cose. Moica vive i mutamenti, i sentimenti, gli istanti di vita in assoluta simbiosi con la natura, i cui turbamenti s’infrangono nella sua carne non solo condividendo ma facendosi sostrato stesso delle sue esperienze personali. Un’ampia parte della silloge è composta da poesie d’amore, in cui risuona la memoria dell’immediata forza lirica e comunicativa di Pablo Neruda. Come quella del grande poeta cileno, la voce di Claudio Moica per raggiungere la sua amata cerca il vento (“La mia voce cercava il vento per arrivare alle sue orecchie” – Posso scrivere i versi… – Venti poesie d’amore, XX – Pablo Neruda), cerca la notte, la natura, la poesia.

Sabrina PISU

Poesia, quella di Claudio Moica, come libertà dell’Io di essere e di sentire. Così senza segreti, senza le maschere dei quotidiani rituali d’approccio, senza gli inevitabili condizionamenti della realtà massificata e mondanizzata. Un lasciarsi andare ad un ascolto di sé, che si enuncia attraverso immaginifiche variazioni tonali e gergali, che si decanta nei brevi riquadri di memorie e di allusivi richiami, che si arricchisce nell’esplicazione delle vibrazioni interiori.
La natura ancora una volta come specchio della ricerca poetica, della sua necessità espressiva, fonte di personali evocazioni e perdizioni, di visionarie aspirazioni oltreconfine. In essa si perde e si placa l’ansia del “viaggiatore” che tende all’isola felice e non dimentica fedi e costumi, né le fatiche dei rigori esistenziali, i miti dell’amore e del dolore. E’ chiaro che una materia cosi densa e vissuta può costringere l’autore all’uso di un linguaggio talvolta esasperato e fortemente connotato, che qui ha comunque il pregio di stemperarsi in chiari riscontri semantici e soprattutto in disadorne formulazioni espositive. Poesia di immediatezza, quindi, con tutti i rischi della febbre del farsi, con tutte le prevedibili caratteristiche del rivelarsi.

Luigi NATALE

NELLA FOTO: Una serata di presentazione del libro

GIÀ PUBBLICATI :
1 – ARTISTI ANTIOCHENSI – G. P. Piras
2 – IL DRAMMA DI DON PEDRO – E. Saiu
3 – IL TONNO. LE TONNARE CHE PARLANO GENOVESE – Annamaria Mariotti, Virgilio Pronzati

Riferimenti: SITO PERSONALE DI CLAUDIO MOICA

CRONACA – SANT’ANTIOCO – Il Sindaco Eusebio Baghino si dimette

6 Ottobre 2005 15 commenti


CRONACA

SANT’ANTIOCO
IL SINDACO EUSEBIO BAGHINO SI DIMETTE

Il Sindaco Eusebio Baghino si dimette: in una lettera le motivazioni che hanno fatto maturare la volontà di rimettere il mandato nelle mani degli elettori.
“La mia azione amministrativa sta subendo in questi ultimi tempi rallentamenti tecnico-burocratici che hanno fatto maturare in me la volontà di rimettere il mio mandato nelle mani degli elettori. I problemi familiari, per quanto parzialmente risolti, hanno aperto ampi margini di riflessione nel sottoscritto, determinando la necessità di apportare un maggior lavoro di idee e di intenti che purtroppo, non sempre possono essere perseguiti. Ci sono cause indipendenti dalla mia volontà che sempre più spesso rasentano la vanificazione della mia azione, sempre rivolta alla tutela degli interessi della città. In particolar modo, mi riferisco ai problemi presenti in città e ai quali, per cause non dipendenti dalla mia volontà, non si riesce a dare una soluzione. L’esempio più forte è sicuramente quello di Piazza De Gasperi. Proprio di fronte ai cittadini del quartiere mi ero impegnato a rassegnare le dimissioni qualora i responsabili della soluzione del problema, avessero continuato a dimostrare indifferenza verso una situazione che non può assolutamente essere risolta con le forze del Comune. L’esclusivo interesse dei cittadini di Sant’Antioco era ed è la prerogativa principale che da sempre ha caratterizzato lazione politico-amministrativa, Mia, della Giunta e di tutti i Consiglieri che rappresento. Un concetto questo che ho rafforzato ulteriormente nel momento in cui sono stato eletto Sindaco. Gli impedimenti determinati da altre volontà, che non consentono la spesa di fondi stanziati e disponibili come quelli della legge 37, per l’escavo del porto, i finanziamenti stanziati dall’autorità d’ambito per il depuratore, i 10 milioni di euro ottenuti per la bonifica dell’area che va dalla ex Sardamag a Is Pruinis e i tanti altri interventi programmati per i quali, nonostante lo stanziamento di diverse decine di miliardi del vecchio conio, risultano bloccati ad oggi da fattori interni ed esterni, insensibili alle reali esigenze di sviluppo della città. Credo che queste motivazioni giustifichino un grave disagio interiore che mi porta a rassegnare le dimissioni da Sindaco”.

Cordiali e Sinceri Saluti
Eusebio Baghino


Riferimenti: DISCUTINE SUL FORUM

CULTURA – "Miniere e paesaggi di Sardegna e Brianza"

6 Ottobre 2005 Commenti chiusi


CULTURA

Relazione Tecnica-Consuntiva della Mostra realizzata a Buggerru
“MINIERE E PAESAGGI DI SARDEGNA E BRIANZA”
18-24 SETTEMBRE 2005

Si è Conclusa con un lusinghiero successo di pubblico e di critica,la Mostra Fotografica “Miniere e Paesaggi di Sardegna e Brianza”, organizzata a Buggerru (Carbonia-Iglesias) dal Circolo Culturale Sardegna di Concorezzo – Vimercate – Monza, presso il prestigioso Museo Minerario Comunale. Inaugurata Domenica 18 settembre ha chiuso i battenti sabato 24 settembre.
Già Patrocinata sin dall’edizione del 2 – 5 Giugno di Concorezzo (Milano), dal Comune di Concorezzo, dal Comune di Buggerru, dalla Regione Lombardia, Culture, Identità e Autonomie della Lombardia, dalla Provincia di Milano, dalla Regione Sardegna e dalla Presidenza del Consiglio Regionale Sardo, all’inaugurazione di Domenica 18 Settembre alle ore 11, erano presenti, oltre ad una folla di cittadini, anche numerosi Sindaci ed Assessori di Buggerru e dei Comuni del Sulcis-Iglesiente.
Il Presidente della nuova Provincia Carbonia-Iglesias Gian Franco Gaviano, accompagnato da tre Assessori Provinciali, ha tagliato il nastro inaugurale dopo un discorso celebrativo e di benvenuto del Sindaco di Buggerru Giovanni Degortes e del Presidente del Circolo Sardegna, Salvatore Carta. Applausi del pubblico ed Autorità e poi visita guidata della Mostra e del Museo storico Minerario. Molto Interesse hanno suscitato le 50 foto delle Miniere e dei Paesaggi della Sardegna,ma ancor più interesse hanno dimostrato, le Autorità e il folto pubblico, verso le foto della industriosa Brianza, dagli antichi cortili e cascine, sino alle architettoniche ed avveniristiche “Torri Bianche” del Centro Direzionale e Commerciale, con il Warner Village, di Vimercate (MI).
Suggestivo l’accostamento delle foto a colori delle Torri Bianche Brianzole, vicine agli Utensili da lavoro dei Minatori esposti sopra il piano delle antiche fucine, dove cento anni fa i minatori forgiavano e costruivano i loro utensili, sulla viva fiamma. In una sola visione era possibile ammirare 100 anni di lavoro e di ingegno dell’uomo, che la bella struttura del museo faceva risaltare, con tutte le attrezzature del lavoro dell’epoca ancora intatte, torni, frese, ecc…
Tutti chiedevano spiegazioni su dove si trovavano i siti con le foto di Buggerru e delle sue Miniere, con i resti di Archeologia Mineraria ed i fratelli fotografi milanesi, Romilda ed Antonio Bellina, delucidavano tutto e rispondevano meravigliati di tanta curiosità, su dune, su rovine, su carrelli, su alberi rinsecchiti dal maestrale, che si trovavano in natura nei dintorni, che pochi avevano notato, ma che l’obiettivo dei due fratelli aveva immortalato su pellicola, nel gennaio del 2003.

Con il Museo Minerario Strapieno, hanno preso poi la parola, per un saluto, il Presidente della Nuova Provincia Gaviano, ed i rappresentanti del Comune di Concorezzo, Ing. Ambrogio Pozzi Assessore alla Cultura, ed il Dr. Fabrizio Ronchi, Assessore al Territorio di Concorezzo. Nonché il rappresentante della Fasi Paolo Siddi, Presidente del Circolo di Brescia, arrivato per l’occasione dalla bella e vicina isola di Sant’Antioco,l’antica Sulci Archeologica.
Tutti si sono complimentati con il Circolo Sardegna, per la bella iniziativa di gemellaggio culturale, tra i Comuni di Buggerru e di Concorezzo e per questa Mostra realizzata nei due Comuni, dalla quale ne è derivato un arricchimento culturale e di conoscenza reciproco.

Un suntuoso rinfresco a base di prodotti locali di Buggerru, ha concluso la bella mattinata culturale. Ottimi il porcetto arrosto, il saporito pecorino locale, la bottarga a fette, la salsiccia al finocchietto, i peperoncini ripieni, il pane carasau e su civraxu, annaffiati da un delicato vino.
Alle ore 14 presso la Sala Consiliare del Comune di Buggerru, si è svolta la cerimonia di gemellaggio Culturale tra i Comuni di Concorezzo e di Buggerru, alla Presenza del Sindaco Degortes, del Vice Sindaco e Assessore alla Cultura Marco Puggioni, del Presidente della Provincia Gaviano e dei tre Assessori Provinciali, di numerosi Consiglieri di maggioranza e di opposizione di Buggerru, degli Assessori di Concorezzo Pozzi e Ronchi e della rappresentanza del Circolo Culturale Sardegna. Discorsi di amicizia e scambio di libri di storia locale delle miniere di Buggerru e della Brianza industriosa, targhe ricordo e scambio di gagliardetti, applausi dei presenti ed impegno per un incontro a Concorezzo.

Alle ore 15 visita guidata alle miniere di piombo e zinco di Buggerru e alla Galleria “ENRY”, lunga oltre 1000 metri, con diramazioni che portavano sulla scogliera, dove venivano gettati i detriti ed il materiale roccioso di scarto, da qui si ammiravano dall’alto dei panorami mozzafiato, con faraglioni in mezzo ad un mare smeraldo ed onde bianche di schiuma che portavano le goccioline di mare verso l’alto, come una nebbia, come vapore. Dopo 2 ore e mezzo di visita e di spiegazioni, nel buio della galleria, vestiti da neo minatori con casco e lampada si ritornava alla base e si scendeva verso Buggerru.
Buggerru oggi è un paese di 1000 abitanti, posto sulla costa occidentale della Sardegna, tra Oristano,Iglesias e l’isola di Sant’Antioco, in una insenatura sul mare, molto caratteristico tanto da somigliare ad un paesino da presepio abbarbicato sui monti. Fa parte del Parco Geominerario del Sulcis Iglesiente, nei dintorni vi sono pregevoli località turistiche e spiagge, da Cala Domestica, a San Nicolò con una grande spiaggia a Portixeddu località Marina, a Capo Pecora, alle spiagge di Scivu e di Is Arenas. Per non dimenticare poi il Tempio di Antas, dedicato al Sardus Pater Babay e le grotte de Su Mannau nella vicina e verde Fluminimaggiore. Un paesaggio incantevole che merita una visita, qui si respira veramente la storia, basti ricordare che questo territorio era l’unica terra emersa della Sardegna già 500 milioni di anni fa.
I Circoli Sardi, la Cgil, Cisl ed Uil, possono dare un contributo, allo sviluppo del Parco geominerario, dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO, inserendolo nelle mete turistiche organizzate per i loro iscritti e per la cittadinanza.
La sola CGIL della zona Lambrate-Gorgonzola nel Milanese, sino a settembre del 2005 ha portato ben 600 tra lavoratori e pensionati, in villaggi della Sardegna.
Se solo una parte si potesse dirottare verso Buggerru ed il Parco Geominerario, crediamo che cosi, si potrà creare un nuovo filone turistico-culturale. Di questo ne abbiamo parlato anche con il Presidente del Consiglio Regionale della Sardegna, nell’incontro di Cagliari di Martedì 20 Settembre, con gli Assessori di Concorezzo e di Buggerru e la delegazione del Circolo Sardegna. Il Presidente Giacomo Spissu ha promesso il suo interessamento e quello della Regione Sardegna, cosi come aveva espresso il suo parere positivo a questi scambi culturali,nella sua venuta a Concorezzo il 3 Giugno 2005, con visita alla Mostra “Miniere e Paesaggi della Sardegna” ed alla Festa Popolare Sarda.
Dìaltronde l’incontro tra Sardegna e Lombardia si è suggellato nel tempo. La stessa Buggerru,oltre che da sardi,fu fondata da coloni lombardi, bergamaschi, da toscani e da piemontesi, che li si insediarono per sfruttare le folte foreste e trasformare la legna dei boschi in carbone, così come oggi in brianza-Lombardia vivono tanti sardi e Buggerrai, la Lombardia inoltre è la prima regione per flusso turistico, ma anche la Lombardia è nelle preferenze dei sardi, in particolare scolaresche, parrocchie e gruppi organizzati di pensionati, sportivi ecc… Milano, Monza e la Brianza sono tra le mete preferite. Siamo molto orgogliosi del successo di questa mostra e di questo bel Gemellaggio Culturale, tanto che per il prossimo anno vogliamo proporre una nuova mostra su i “Castelli di Sardegna e Castelli di Lombardia”, o la Mostra degli antichi mestieri, “Dal Minatore Sardo al Muleta Lombardo”.
Alla Mostra inoltre sono intervenute testate giornalistiche e televisioni della Sardegna, che hanno realizzato numerose foto, riprese ed interviste, da Videolina a Sardegna 1. Della Mostra inoltre abbiamo realizzato un filmato in DVD ed un cd-rom con 500 foto, comprese le località del Parco Geominerario del Sulcis Iglesiente. Un servizio fotografico inoltre è stato inserito nel nostro sito web-internet www.circolosardegna.brianzaest.it – si può vedere cliccando su news.
La Mostra è stata visitata da circa 500 persone tra cittadini e turisti di passaggio.

Grazie per l’attenzione. Cordiali Saluti.

[ Salvatore Carta - Pres. Circolo Sardegna ]

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