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CULTURA – Presentazione del dizionario "De sa limba e de sa cultura sarda"

7 Novembre 2005 13 commenti

CULTURA

PRESENTAZIONE DEL DIZIONARIO
“DE SA LIMBA E DE SA CULTURA SARDA”

Sabato 5 novembre alle ore 18.00 presso la biblioteca comunale di Sant’Antioco il professor Mario Puddu ha presentato il suo Dizionario “De sa limba e de sa cultura sarda” edito da Condaghes e poiché è un carissimo amico e molto più perché sono un profondo ammiratore delle sue idee e di come le propone ho voluto assistere alla serata.
Avrebbe dovuto introdurre i lavori il Sindaco Dott. Isauro Baghino che non si è presentato, senza peraltro nessuna giustificazione, (molto probabilmente non era a conoscenza di ciò che organizzano i suoi collaboratori), quindi come rappresentante comunale ha preso la parola l’assessore alla cultura Prof. Mariano Gala (professore di cosa non si sa, molto probabilmente è un titolo dovutogli per essere insegnante di ginnastica alle scuole medie). Ha intrattenuto il pubblico con una vera e propria propaganda politica non curante dell’ospite e della sua opera, forse pensando che fosse di contorno alla sua rappresentazione teatrale. E come ogni bravo attore drammatico ha visto bene di impersonare “Don Chisciotte” tirando sciabolate agli amministratori regionali colpevoli di essersi dimenticati dell’isola di Sant’Antioco, ricordando che il Santo che dà il nome al paese è il più importante della Sardegna e come tale i finanziamenti per le manifestazioni culturali non possono essere minori di quelli previsti per altri comuni che purtroppo sono protetti da “Santi minori”. Dopo essersi poi proposto come nuovo Patrono ha finalmente introdotto l’oggetto della serata spiegando che questa iniziativa faceva parte di una serie di appuntamenti culturali iniziata il 4 novembre e con termine il 10 dicembre, dal titolo “Esplorando Solki: l’isola della cultura”.
Dopo queste parole sono rimasto impietrito e sapete perché ?
Perché il titolo faceva parte di un progetto culturale proposto dalla mia persona al signor assessore che, paventando la poca disponibilità di fondi, rigettava la mia proposta. E giacché siamo in ballo diciamo che la mia manifestazione prevedeva la presenza di grandi nomi sardi come lo scultore Pinuccio Sciola, il pittore Sergio Muntoni, il professore universitario (questo ha titolo per essere chiamato cosi!) Francesco Cesare Casula, il poeta e Focus Manager Luigi Natale, il tenore Romero, la scrittrice Giovanna Mulas (candidata al premio nobel), il professor Mario Puddu, le case editrici maggiori della Sardegna. Il tutto pubblicizzato da Rete4 con la probabile presenza di Vittorio Sgarbi, per una spesa complessiva di 10.000 euro.
Ma l’assessore disponeva solo di 2.500 euro, molto probabilmente il resto è stato speso per la realizzazione del “Palio dell’uovo”, grande attrazione di una non-cultura Sarda!!!
Terminate le farneticazioni dell’amministratore ha proseguito l’intervento il dott. M. Alberto Fois, responsabile dell’Associazione Culturale Andara, enfatizzando e promuovendo la Lingua Sarda e invitando “gli altri” a parlare e far parlare il Sardo dimenticando che anch’esso è della stessa nostra regione e che sarebbe stato opportuno accennare qualche parola in sardo per far capire che il suo impegno nel far decollare il progetto sarebbe stato pari al nostro. Ma era troppo impegnato a pavoneggiarsi con le parole e a dondolarsi con la poltrona per essere consapevole delle sue parole. Frasi impregnate di terminologie universitarie, non curante del fatto che la platea era composta per lo più da gente semplice a cui sfuggiva, forse, qualche significato. Molto probabilmente il dottore si sta impegnando per imparare il linguaggio politichese mirando a poltrone più importanti che non quella di semplice presidente di un’associazione culturale. Pieni del loro intervento i due si sono poi accomodati, fianco a fianco, in prima fila scambiandosi sorrisi e compiacimenti convinti di aver ammaliato il pubblico con le loro doti oratorie e forse già progettando un futuro come Presidente del Consiglio.
Finalmente, dopo tanti deliri, il Professor Puddu ha magnificamente addolcito l’atmosfera spiegando con la semplicità e competenza che lo contraddistingue il suo lavoro. Un lavoro ventennale in cui ha raccolto più di 90.000 parole in sardo, consultato più di 380 opere e cosa più importante impaginando personalmente l’opera in modo da rendere agevole la ricerca dei vocaboli, integrandolo della traduzione in italiano, francese, inglese, spagnolo e tedesco e infine cosa mai fatto sino ad ora spiegando il significato delle parole in sardo perché, come asserisce l’autore stesso, una parola in sardo si può definire solo nella stessa lingua.
Ha terminato l’incontro l’editore, Professor Franciscu Cheratzu, illustrando l’introduzione nel dizionario del correttore ortografico e specificando che tutto questo materiale si può anche trovare nel sito internet www.ditzionariu.org e scaricare gratuitamente.
Grande plauso, quindi, al Professor Puddu, che con la sua opera c’invita a non dimenticare le nostre origini e soprattutto la nostra lingua perché un popolo non è tale senza queste prerogative e, infine, un ringraziamento per il suo lavoro umile e silenzioso ma anche preciso e competente. Permettetemi di dire anche che tutti gli utili derivanti dai diritti d’autore dell’opera sono impiegati dal Professor Puddu per la continua ricerca e studio della nostra meravigliosa lingua.
Mentre un nota di biasimo va a tutti quelli che non avendo idee proprie si appropriano di quelle altrui adattandole alle loro esigenze per magnificare i loro progetti politici o forse di rendiconto personale.

[ Claudio Moica ]

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Un nuovo allarme dal Polo Industriale

7 Novembre 2005 Commenti chiusi

INTERVENTI

UN NUOVO ALLARME DAL POLO INDUSTRIALE

+ Mons. Tarcisio Pillolla

Le aziende energivore del Polo Industriale di Portovesme che da tempo sono in attesa delle tariffe agevolate per il costo della energia, ancora una volta sono state deluse in quanto la documentazione richiesta dalla Commissione Europea, frutto di estenuanti trattative tra il Governo, la Regione, i sindacati e le imprese, anziché a Bruxelles sarebbe ancora ferma su un tavolo della burocrazia romana.
La notizia che sicuramente non contribuisce ad aumentare la fiducia nelle istituzioni da parte dei cittadini, ha creato profondo disagio soprattutto tra i lavoratori e il mondo imprenditoriale e se ne sono fatti interpreti i sindacati e l’Amministratore Delegato della Portovesme S.r.L. che in una lettera al Ministero delle Attività Produttive, al direttore generale per l’energia e le risorse minerarie e alle Organizzazioni sindacali, ha scritto “secondo alcune fonti sindacali e parlamentari non si è ancora proceduto alla notifica alla Commissione Europea della documentazione concernente i trattamenti tariffari di cui all’art. 11 della legge 80/05″.
Ovviamente questo ritardo nell’invio dei documenti allunga i tempi della conclusione della vertenza per cui c’è il pericolo, se entro l’anno non arrivasse la risposta definitiva della Commissione Europea, che salti l’impegno della società per gli investimenti previsti dal budget 2006.
La penosa cronistoria di questa vicenda fa venire alla mente la leggenda di Penelope che, poco interessata alla scelta del futuro sposo, promise di farlo solo dopo aver terminato la tessitura della veste funebre del suocero Laerte; in realtà Penelope non ne aveva nessuna intenzione per cui durante la notte disfaceva la tessitura fatta di giorno.
Da sei anni, subito dopo l’inizio del ministero pastorale a Iglesias, ho sentito il dovere di esprimere la mia solidarietà alle aziende del Polo Industriale di Portovesme che, a causa dell’altissimo costo dell’energia (oltre il doppio di quello praticato alle aziende concorrenti) ha dovuto mettere in cassa integrazione migliaia di lavoratori che hanno corso anche il rischio del licenziamento che avrebbe determinato una gravissima crisi per tutto il territorio già penalizzato a causa della disoccupazione.
Dopo lunghe trattative per quanto riguarda il costo dell’energia, tra lo Stato, la Regione e il Polo Industriale era stato raggiunto un accordo che, se anche non ottimale, consentiva la prosecuzione dell’attività.
A rendere nuovamente difficile la situazione, è giunto il comunicato della Commissione Europea che dichiarava illegittimo il provvedimento legislativo in quanto giudicato un aiuto di Stato e quindi in contrasto con la normativa vigente. Per poter superare l’ostacolo è stato necessario un nuovo Decreto-Legge del Capo del Governo, convertito in legge che, dopo il parere favorevole della Commissione per lEnergia, sarebbe dovuto essere già all’esame della Commissione di Bruxelles per la decisione definitiva.
Di fronte alle molte difficoltà che si stanno creando, non è da sottovalutare il rischio che le multinazionali di Portovesme decidano di lasciare il nostro territorio per trasferire i loro impianti dove il costo del lavoro, dei contributi previdenziali e della tutela ambientale sono nettamente minori e quindi più alto il profitto.
Questa possibilità rappresenterebbe sicuramente un vantaggio economico per le aziende, anche se criticabile sotto l’aspetto sociale, ma un autentico dramma per il territorio. Sarebbe opportuno che quanti sono portati sistematicamente a remare contro o hanno responsabilità politiche e amministrative a livello nazionale, regionale, provinciale e comunale, ricordino le accorate parole di Giovanni Paolo II nella Enciclica Centesimus annus “Una società in cui il diritto al lavoro sia sistematicamente negato, in cui le misure di politica economica non consentano ai lavoratori di raggiungere livelli soddisfacenti di occupazione, non può conseguire né la sua legittimazione etica né la pace sociale” (N.43D).

[ Monsignor TARCISIO PILLOLLA, vescovo di Iglesias ]
- tratto da SULCIS IGLESIENTE OGGI , Anno VI. N. 39 Novembre 2005 -

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