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Un nuovo allarme dal Polo Industriale

7 Novembre 2005

INTERVENTI

UN NUOVO ALLARME DAL POLO INDUSTRIALE

+ Mons. Tarcisio Pillolla

Le aziende energivore del Polo Industriale di Portovesme che da tempo sono in attesa delle tariffe agevolate per il costo della energia, ancora una volta sono state deluse in quanto la documentazione richiesta dalla Commissione Europea, frutto di estenuanti trattative tra il Governo, la Regione, i sindacati e le imprese, anziché a Bruxelles sarebbe ancora ferma su un tavolo della burocrazia romana.
La notizia che sicuramente non contribuisce ad aumentare la fiducia nelle istituzioni da parte dei cittadini, ha creato profondo disagio soprattutto tra i lavoratori e il mondo imprenditoriale e se ne sono fatti interpreti i sindacati e l’Amministratore Delegato della Portovesme S.r.L. che in una lettera al Ministero delle Attività Produttive, al direttore generale per l’energia e le risorse minerarie e alle Organizzazioni sindacali, ha scritto “secondo alcune fonti sindacali e parlamentari non si è ancora proceduto alla notifica alla Commissione Europea della documentazione concernente i trattamenti tariffari di cui all’art. 11 della legge 80/05″.
Ovviamente questo ritardo nell’invio dei documenti allunga i tempi della conclusione della vertenza per cui c’è il pericolo, se entro l’anno non arrivasse la risposta definitiva della Commissione Europea, che salti l’impegno della società per gli investimenti previsti dal budget 2006.
La penosa cronistoria di questa vicenda fa venire alla mente la leggenda di Penelope che, poco interessata alla scelta del futuro sposo, promise di farlo solo dopo aver terminato la tessitura della veste funebre del suocero Laerte; in realtà Penelope non ne aveva nessuna intenzione per cui durante la notte disfaceva la tessitura fatta di giorno.
Da sei anni, subito dopo l’inizio del ministero pastorale a Iglesias, ho sentito il dovere di esprimere la mia solidarietà alle aziende del Polo Industriale di Portovesme che, a causa dell’altissimo costo dell’energia (oltre il doppio di quello praticato alle aziende concorrenti) ha dovuto mettere in cassa integrazione migliaia di lavoratori che hanno corso anche il rischio del licenziamento che avrebbe determinato una gravissima crisi per tutto il territorio già penalizzato a causa della disoccupazione.
Dopo lunghe trattative per quanto riguarda il costo dell’energia, tra lo Stato, la Regione e il Polo Industriale era stato raggiunto un accordo che, se anche non ottimale, consentiva la prosecuzione dell’attività.
A rendere nuovamente difficile la situazione, è giunto il comunicato della Commissione Europea che dichiarava illegittimo il provvedimento legislativo in quanto giudicato un aiuto di Stato e quindi in contrasto con la normativa vigente. Per poter superare l’ostacolo è stato necessario un nuovo Decreto-Legge del Capo del Governo, convertito in legge che, dopo il parere favorevole della Commissione per lEnergia, sarebbe dovuto essere già all’esame della Commissione di Bruxelles per la decisione definitiva.
Di fronte alle molte difficoltà che si stanno creando, non è da sottovalutare il rischio che le multinazionali di Portovesme decidano di lasciare il nostro territorio per trasferire i loro impianti dove il costo del lavoro, dei contributi previdenziali e della tutela ambientale sono nettamente minori e quindi più alto il profitto.
Questa possibilità rappresenterebbe sicuramente un vantaggio economico per le aziende, anche se criticabile sotto l’aspetto sociale, ma un autentico dramma per il territorio. Sarebbe opportuno che quanti sono portati sistematicamente a remare contro o hanno responsabilità politiche e amministrative a livello nazionale, regionale, provinciale e comunale, ricordino le accorate parole di Giovanni Paolo II nella Enciclica Centesimus annus “Una società in cui il diritto al lavoro sia sistematicamente negato, in cui le misure di politica economica non consentano ai lavoratori di raggiungere livelli soddisfacenti di occupazione, non può conseguire né la sua legittimazione etica né la pace sociale” (N.43D).

[ Monsignor TARCISIO PILLOLLA, vescovo di Iglesias ]
- tratto da SULCIS IGLESIENTE OGGI , Anno VI. N. 39 Novembre 2005 -

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