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Archivio 17 Novembre 2005

PAESI – SANTADI – Un parco intorno all’antica fortezza

17 Novembre 2005 Commenti chiusi

PAESI

SANTADI. Via alle campagne di scavo e alla nascita di strutture ricettive e aree di sosta
UN PARCO INTORNO ALL’ANTICA FORTEZZA
Due milioni di euro per valorizzare il sito archeologico di Pani Loriga

Finanziati con due milioni di euro i lavori per valorizzare il futuro parco archeologico di Pani Loriga. Il Cnr si occuperà della campagna scavi.

Prima strutture ricettive e aree di sosta, poi ricerche e campagne di scavi coordinate dal Centro nazionale ricerche per scoprire i segreti di Pani Loriga, l’antica fortezza fenicio punica nelle colline di Santadi. Il progetto di recupero e valorizzazione dell’importante sito archeologico è diventato realtà. Mezzi e operai, nei giorni scorsi, sono entrati in azione per posare la prima pietra su quello che, secondo le intenzioni del Comune di Santadi, dovrà diventare un vero e proprio parcoarcheologico.
DUE MILIONI. Grazie agli oltre due milioni di euro, ricavati da bandi Por e fondi sull’occupazione, l’intervento per riportare alla luce Pani Loriga è entrato nel vivo. E, nell’area acquisita dal Comune, i primi metri di recinzione hanno già fatto la loro comparsa per delimitare il perimetro del futuro parco archeologico. “La prima fase dei lavori - ha spiegato Elio Sundas, sindaco di Santadi – riguarderà l’area di accoglienza per i visitatori: parcheggi per le auto, aree verdi e servizi”.
IL PROGETTO. Ma il progetto per fare del sito fenicio punico una delle attrazioni culturali e turistiche del Basso Sulcis prevede anche la realizzazione di una struttura all’ingresso dell’intera area. “Si tratta di una sorta di ufficio turistico, dotato di una sala didattica e di un piccolo punto di ristoro e arrichito da sistemi mutlimediali, quali schermi e impianto stereo”, ha aggiunto il primo cittadino. Ma tra escursioni sul campo e viaggi virtuali nel passato di Pani Loriga e del territorio di Santadi, c’è anche chi ha identificato il sito come uno dei “più importanti e unico nel suo genere nell’area del Basso Sulcis e della Sardegna”, ha commentato Remo Forresu, responsabile della Sovraintendenza ai beni archeologici di Cagliari e curatore del museo archeologico di Santadi. Particolarità (l’acropoli, l’abitato e la necropoli circondati da tre solide cinta di mura) che hanno attirato l’attenzione anche del Centro nazionale di ricerche.
L’ACCORDO. La sovrintendenza ai beni archeologici di Cagliari, infatti, ha siglato un accordo con il Cnr per una accurata campagna di scavi. “Prenderà il via in primavera e a guidarla - ha spiegato Forresu, anch’egli coinvolto nel progetto – saranno il professore Massimo Botto e il suo assistente, Stefano Finocchi”. Una serie di scavi a cui parteciperanno anche gli studenti delle università sarde e del resto d^Italia che potranno contare sugli spazi del museo archeologico di Santadi come base operativa. “Scopo del Cnr è quello di stabilire l’esistenza di eventuali legami tra pani Loriga e Monte Sirai, a Carbonia, e soprattutto le ragioni di un insediamento militare così poderoso e distante dalla costa”, ha concluso Forresu. Mura che hanno resistito ai milenni e che, oltre ad aprire una finestra sul passato, per Santadi rappresentano una nuova frontiera di sviluppo e opportunità di lavoro.

[ Maurizio Locci ]
- tratto da L’UNIONE SARDA del 16 Novembre 2005 -

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