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Archivio 18 Novembre 2005

I Vostri Messaggi

18 Novembre 2005 Commenti chiusi

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- Siamo nel 2005 e qui nel Sulcis ancora abbiamo problemi ad avere l’acqua in casa. È assurdo! Eppure lo scorso anno ha piovuto molto, o no ? Allora perché tutti questi disagi ? (Una lettrice di Carbonia)

- Finché Carbonia e Iglesias continueranno a spartirsi soldi e sedi varie per tutti gli altri paesi del Sulcis Iglesiente non ci sarà sviluppo. Hanno voluto la nuova provincia per avere più risorse e far sviluppare queste due pseudocittà (non raggiungono nemmeno i 40 mila abitanti) lasciando il resto del territorio nello sbando più totale. Era di certo meglio quando stavamo con Cagliari, almeno le risorse erano di più e si faceva parte di una provincia vera, non di un ente virtuale. (Massimo)

- Trasporti più agevoli, aeroporto, turismo, università, lavoro per tutti. Tutti sogni irrealizzabili nel Sulcis! (Un lettore)

- Il più grande male del nostro territorio è di certo costituito dalla evidente incompetenza dei politici e di tutti gli amministratori che vivono qui ma non si rendono nemmeno conto di quali sono i veri problemi, preoccupati più di presenziare ai piccoli avvenimenti pubblici piuttosto che lavorare per fare uscire il Sulcis Iglesiente dalla crisi ormai irreversibile in cui è sprofondato da troppi anni. (Guido)

- Tanti complimenti all’Uomo Nero per quello che scrive. Perchè non ci dite chi è ? Vorrei stringergli la mao. (Aldo)

- Carbonia o Iglesias. Iglesias o Carbonia. Ma è possibile che non si parli d’altro che di questi due paesi ? La storia del nostro territorio non la fanno di certo Carbonia e Iglesias. Le risorse sono anche in altri paesi. Quando se ne renderanno conto questi politichetti che hanno voluto il nuovo ente ? (Una lettrice di Carloforte)

- Ma avete visto l’opinionista sportivo di Canale 40 ? Fa troppo ridere, vuole fare il Tosatti della situazione e non riesce nemmeno ad azzeccare due verbi di seguito. E dovete sentire i commenti durante le partite del Carbonia…Un mito! (Un lettore divertito)

- Come mai i pescatori di Sant’Antioco si sono svegliati solo ora ? Prima non c’era da lottare ? (Un lettore)

- Complimenti alla GA, unico vero giornale del Sulcis Iglesiente. Continuate così, senza paura di dire le cose che davvero vanno male nel nostro territorio. Siete grandi ! (Manuela di Iglesias)

- Vorrei sapere perché continuano a spacciarci Monte Sirai come un grande sito archeologico quando invece sono solo un paio di pietre messe una accanto all’altra da chissà chi, da qualche pseudo-archeologo o professorino, per spacciarcele come “grandi e importanti documenti del passato”. Ma fatemi il piacere ! Ma allora Sant’Antioco cosa dovrebbe essere ? Patrimonio mondiale dell’umanità ? Probabilmente sì, visto che possiede realmente un patrimonio archeologico fra i più immensi e importanti del mondo. Però nessuno pare accorgersene, o forse non conviene accorgersene, altrimenti tutti i soldi che vanno a Carbonia per quelle quattro pietre messe in fila forse non arriverebbero più. Monte Sirai è un bluff ben archittetato, ma pare che nessuno se ne accorga. Sant’Antioco dovrebbe essere un patrimonio per tutti, invece tutto è lasciato al caso e allo sbando. E il nuovo museo ? Poveri noi. (Una lettrice affezionata)

- Ma quale aeroporto, quale università. Qui non c’è lavoro per nessuno. L’aereo i giovani lo prendono per andare via e all’università si iscrivono lontano da qua. Non c’è sviluppo per il Sulcis Iglesiente e mai ci sarà. (Da Carbonia)

- Nuova Provincia = Nuovi Bidoni (Anonimo da Iglesias)

- Diciamo le cose come stanno: prima i pescatori di Sant’Antioco sono rimasti a guardare, poi dopo che hanno visto che gli altri (quelli che han lottato davvero) hanno ottenuto ciò che rivendicavano sono “scesi in campo” chiedendo le stesse cose. Che si siano svegliati ora ? O sarà che hanno sentito il profumo dei soldini ? (Un lettore di Sant’Anna)

- Sono una studentessa universitaria di Carbonia. Ho letto con piacere l’editoriale di Ottobre e l’ho trovato interessante e affascinante. Le spese per un/una ragazzo/a del nostro territorio che si iscrive all’università di Cagliari sono davvero ingenti, nell’ordine dei cinquemila euro l’anno come minimo tra affitti, viaggi e altre spese. Tutti soldi che finiscono a Cagliari, alla sua università e ai suoi abitanti. E se questi soldi restassero davvero nel nostro territorio ? Pensiamoci bene. Forse l’idea di una università del Sulcis Iglesiente non è poi così campata per aria. Senza contare tutte le ripercussioni dal punto di vista lavorativo che porterebbe. Un plauso all’autore dell’articolo. (Silvia)

- Mi dà veramente fastidio che i pescatori, prima quelli di Sant’Anna Arresi e Teulada, ora quelli di Sant’Antioco, scendano in campo solo per chiedere denaro. Una volta ottenuto ciò che chiedono che le esercitazioni vadano pure avanti, tanto alle bombe che ci prendiamo proprio sotto il naso a chi frega ? Questi pescatori non amano né il mare né il loro territorio, loro amano ciò che più gli conviene. (Una lettrice infuriata)

- Da Londra faccio i miei più calorosi complimenti all’amica Lorenza Garbarino per il riconoscimento avuto a Lisbona. (Giorgio Ferraro Battantier)

- La costruzione di un aereoporto è di difficile realizzazione perchè nel Sulcis non c’è un bacino di utenza sufficiente, figuriamoci se non ricordo male era (o è ancora) in crisi l’aeroporto di Alghero quindi non penso possa risultare florido uno nella nostra zona. Per l’università bisogna ugualmente fare una considerazione di costi-benefici. Avete idea di quanti soldi divori un’università ? Sarebbe poi in grado di competere con Cagliari ? Prendete ad esempio i molti studenti del nuorese che pur essendo più vicini a Sassari preferiscono andare a Cagliari…non so ma dubito (Nana)

- Le idee e le proposte di voi della GA sono sempre belle e innovative, peccato che non ci sia chi le recepisce e soprattutto chi riesca almeno lontanamente a capire quanto queste cose sarebbero utili per il nostro territorio…poveri noi! (Psyco)

- Art. 1. L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione. Sì l’Italia è una repubblica fondata sul lavoro, ma non il Sulcis-Iglesiente (Alessio Mulas)

- Dov’erano i pescatori di Sant’Antioco quando quelli di Teulada e S.Anna lottavano a Cagliari per i loro diritti ? Avete visto cosa fa il denaro ? (Anonimo da Teulada)

- La statale 126 è davvero una vergogna. Si potrebbe arrivare a Cagliari in molto meno di un’ora se i nostri Amministratori si decidessero una volta per tutti a pensare seriamente a come trasformare la strada da due a quattro corsie. Possiamo uscire dal nostro isolamento in tanti modi, mi sembra però che non ci siano né i presupposti né soprattutto le intenzioni. Che a qualcuno convenga così ? (Lettore di Carbonia)

- Vorrei sapere a quale geniale dirigente è venuto in mente di prendere di nuovo Corsini ad allenare il Monteponi. Ma ci siamo scordati che è lui l’artefice principale della retrocessione di alcuni anni fa ? (Anonimo da Iglesias)

- Sì all’università. Sì all’aeroporto. Sì allo sviluppo nel Sulcis Iglesiente. (Bruno da Buggerru)

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LE VOSTRE LETTERE – Gemellaggio tra Concorezzo e Buggerru

18 Novembre 2005 Commenti chiusi


LE VOSTRE LETTERE

GEMELLAGGIO TRA CONCOREZZO E BUGGERRU

Una simpatica cerimonia di Gemellaggio Culturale/Scambio si è svolta nel Comune di Concorezzo, uno dei 50 Comuni della nuova Provincia di Monza e Brianza, tra gli Amministratori del Comune di Buggerru (uno dei Comuni della nuova Provincia di Carbonia-Iglesias), alla presenza del Vice Sindaco e Assessore alla Cultura Marco Puggioni, del Sindaco di Concorezzo Antonio Lissoni, dell’Assessore al Bilancio Beretta e degli Assessori Ambrogio Pozzi (Cultura) e Fabrizio Ronchi (Territorio), già reduci del gemellaggio culturale svoltosi a Buggerru il 18 settembre 2005, in occasione della Mostra di Scambio, “Miniere e Paesaggi di Sardegna e Brianza” di A. e R. Bellina.
Scambio di saluti e di doni, il Comune di Concorezzo ha donato una targa al Comune di Buggerru, in ricordo del Gemellaggio Culturale, con una dedica di ringraziamento anche al Circolo Culturale Sardegna di Concorezzo-Vimercate e Monza.
Erano presenti inoltre una delegazione di Emigrati di Buggerru, residenti da anni in Brianza, con una delegazione del Circolo Sardegna, con il Presidente Salvatore Carta, la Vice Presidente Rita Chessa ed il Consigliere Franco Piazza, che ha donato i filmati in video cassetta di tutto il Gemellaggio Culturale “Da Concorezzo a Buggerru”, con 500 foto digitali e tre ore di film.
La serata si è conclusa in un ristorante di Concorezzo, con una cena di 15 portate e con la degustazione del piatto tipico Brianzolo, “La Cassola alla Concorezzese” ed un piatto sardo di mare “I Gamberi alla Buggerrese”, con mirto finale per tutti. Vi alleghiamo alcune foto della Festa di Gemellaggio,potete vedere le altre nel servizio fotografico digitale di Franco Piazza sul nostro sito www.circolosardegna.brianzaest.it su news.
Il prossimo appuntamento del Circolo Sardegna è all’anteprima di Natale dei Commercianti di Concorezzo, Domenica 20 Novembre 2005, dove dalle 14 alle 19, parteciperemo con la Mostra/Vendita dei prodotti enogastronomici della Sardegna, con la Mostra Animata degli antichi Mestieri “Dal Minatore Sardo di Buggerru, al Muleta-Arrotino Lombardo di Concorezzo”, con oltre 20 mestieri di una volta.
Sempre nel pomeriggio, faremo una sfilata con il nostro Gruppo folk “Sardegna in Maschera” con oltre 30 costumi e maschere che si ispirano ai Carnevali della Sardegna, dalla Sartiglia di Oristano, ai Mamuthones di Mamoiada, ai Bhoes di Ottana, a Sa Filonzana ecc…
Potete vedere anche sul nuovo sito in allestimento dedicato al folklore www.circolosardegna.it , vi aspettiamo tutti, in caso di maltempo l’anteprima sarà spostata a domenica 27 novembre.
Cordiali Saluti e Grazie.

Salvatore Carta
tel. 3389504767

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CRONACA – Tregua in porto, arriva il sottosegretario

18 Novembre 2005 Commenti chiusi

CRONACA

SANT’ANTIOCO
TREGUA IN PORTO, ARRIVA IL SOTTOSEGRETARIO
Salvatore Cicu incontrerà il 25 novembre i pescatori che lottano per gli indennizzi

Il sottosegretario alla Difesa Salvatore Cicu promette di incontrare i pescatori il 25 novembre e nel porto di Sant’Antioco si respira finalmente aria di tregua. Per tredici giorni gli uomini delle marinerie antiochensi che rivendicano pari trattamenti con i colleghi di Sant’Annna Arresi e Teulada in tema di indennizzi per il fermo pesca dovuto alle esercitazioni, hanno impedito che i mezzi militari lasciassero il porto. Ieri, dopo l’annuncio che il traghetto Mayor stava giungendo in porto per riprendersi i mezzi militari ostaggio in banchina i pescatori si preparano all’ennesima azione dimostrativa in alto mare dopo una burrascosa assemblea quando, finalmente, è arrivata la buona notizia. Il Prefetto di Cagliari ha comunicato al sindaco Eusebio Baghino che il sottosegretario alla difesa Salvatore Cicu era disponibile ad incontrare la delegazione dei pescatori il prossimo 25 novembre in Prefettura a Cagliari. Un sospiro di sollievo per tutti dopo una mattinata trascorsa in totale tensione.
Dalle prime luci dell’alba i pescatori erano decisi di impedire che il traghetto militare attraccasse in banchina. Decine di motobarche erano pronte a prendere il largo per frapporsi tra la Mayor e la banchina mentre mogli e figli dei marittimi avrebbero effettuato un sit in davanti ai cancelli del porto. Le banchine erano presidiate da decine di agenti e carabinieri in tenuta antisommossa mentre nello specchio acqueo davanti al porto si incrociavano le motovedette di Capitaneria di porto, Guardia di Finanza e carabinieri. E mentre si profilava uno scontro navale è giunta la comunicazione del Prefetto che ha sancito, di fatto, la tregua.
I pescatori hanno permesso alla Mayor di attraccare in banchina. Attorno alle cinque del pomeriggio, con l’ausilio dei rimorchiatori, la nave è entrata nel bacino di manovra del prto e poco più tardi ha cominciato a imbarcare i mezzi militari. I rappresentanti delle marinerie hanno però comunicato lintenzione di mantenere lo stato di agitazione in attesa dellincontro con il vice ministro. “Manterremo comunque il presidio ai cancelli del porto – ha affermato Mimmo Siddu segretario della Flai Cgil che ha appoggiato da sempre le rivendicazioni dei pescatori – in attesa dell’incontro con il sottosegretario Cicu”. In centinaia hanno assistito alle manovre dei mezzi militari. “Aspettiamo sino al 25 - ha ribadito Gianni Crastus, rappresentante dei pescatori – ma se non vedremo riconosciuta anche la nostra specificità sarà guerra ad oltranza. Per combattere e vincere ci saranno altre occasioni”.

[ Tito Siddi ]
- tratto da L’UNIONE SARDA del 17 Novembre 2005 -

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