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Archivio Novembre 2005

ON THE MAGAZINES – I liguri di Carloforte fanno il Girotonno

16 Novembre 2005 Commenti chiusi

RUBRICA : ON THE MAGAZINES

“On the Magazines” : la rubrica della GA che vuole ricercare e pubblicare tutti gli interventi sul Sulcis-Iglesiente pubblicati su giornali, riviste, libri, internet o altro.
Per vedere come il nostro territorio viene descritto e fotografato da “quelli che ci vedono da fuori”.

- tratto da IL GIORNALE -

I LIGURI DI CARLOFORTE FANNO IL GIROTONNO
Il consiglio dei pegliesi emigrati sull’isola: «Curate le vostre acque»

Andare a caccia di tonni in Sardegna è affare ligure. Da tempi antichissimi, da quando nel 1654 Girolamo Vivaldi comprò da Filippo IV di Spagna la tonnara di Portoscuso, situata davanti all’isola di San Pietro. Questa è più conosciuta col nome della sua città, Carloforte, ove i liguri, com’è noto, sono di casa.
Nel 1738 una manciata di pescatori originari di Pegli si stabilisce sull’isola, dopo lunghe traversie. Cacciati da Tabarca, ove pescavano il corallo e poi prigionieri del Bey di Tunisi, arrivano a Carloforte per intercessione di Re Carlo Emanuele III. L’isola diventa la loro reggia: costruiscono la città, la fortezza e le mura, coltivano la terra e naturalmente si dedicano alla pesca del tonno.
Sullo specchio di mare di questa terra «di confine», geograficamente sarda ma dall’anima ligure-tabarchina, si trovano le uniche due tonnare ancora attive nella regione: Carloforte e Portoscuso.
Appartengono ad un’unica società, guidata dai discendenti di quel Vivaldi che nel ’600 approdò in Sardegna.
La tonnara fu dei Pastorino, poi dei Casaretto e infine della famiglia Greco che oggi dirige una società battezzata, non a caso, «Ligure Sarda spa».
Portoscuso e Carloforte sono l’unico esempio italiano totalmente «privato» di tonnara. «É un’attività ad altissimo rischio» spiega Pier Paolo Greco, Amministratore Delegato della società. «Costi di manutenzione delle strutture in mare e a terra – ben tre stabilimenti – manodopera specializzata e poi l’incognita d’ogni stagione, il tonno».
La tonnara è nata osservando le abitudini migratorie dei tonni che possono anche improvvisamente cambiare, com’è successo in Liguria. Anche in Sardegna, negli anni ’60, i tonni hanno disertato l’appuntamento per più di una stagione. Colpa dell’industrializzazione, dell’inquinamento e del diporto. Cause di disturbo che sono state eliminate con una maggiore attenzione alla «salute» del mare.
L’attività dei Greco è rimasta saldamente ancorata alla tradizione. Certo, oggi ci sono sensori e sub che «scortano» i pesci nelle camere e ne controllano la quantità prima di dare inizio alla mattanza. Ma la tonnara è rimasta la stessa pesca selettiva di un tempo.
Lo stesso vale per lavorazione, affidata alle sapienti mani dei tonnarotti, custodi di un’arte del taglio che si tramanda di generazione in generazione. L’attività richiama anche molti turisti che si rivolgono al Diving Center per immergersi alla scoperta delle maglie della tonnara.
La Regione, dal canto suo, al tonno ci tiene. Nel 1995 è nato il Museo della Tonnara a Stintino, in una zona dove di tonno se n’è pescato e molto, fino agli anni ’70.
A Carloforte c’è un altro piccolo museo, intitolato alla città, pieno zeppo di modellini, plastici e arrugginite scatolette di tonno. Sempre Carloforte, ospita il «Girotonno», una kermesse eno-gastronomica con ospiti provenienti da ogni parte del mondo ove il tonno sia di casa. Concerti, conferenze, presentazione di libri «a tema», per una manifestazione che richiama turisti, chef e gourmet ma soprattutto attenzione, su un’attività che non è «solo» commercio, ma tradizione, storia e cultura.

- tratto da IL GIORNALE -

Riferimenti: IL GIORNALE

CRONACA – Statale 126, milioni dimenticati

15 Novembre 2005 Commenti chiusi

CRONACA

STATALE 126, MILIONI DIMENTICATI
L’Anas non spende, la Regione darà i soldi ai Comuni

Da otto anni giacciono inutilizzati 60 miliardi di vecchie lire: verranno utilizzati per migliorare la sicurezza della strada realizzando una quindicina di rotonde si trovano gli incroci a raso.

Sindaci e Regione si mettono insieme: la statale l’aggiustiamo noi. E’ l’unica maniera per cercare di spendere trenta milioni di euro che ammuffiscono da otto anni nelle casse dell’Anas. Allora l’euro non c’era ancora. Così arrivarono i miliardi di lire, sessanta, accreditati all’Anas perchè mettesse una pezza (in termini di scorrevolezza) alla statale 126.
Per otto anni i soldi sono rimasti in cassa e le condizioni della statale che parte da Iglesias e arriva a Sant’Antioco dopo avere lambito Gonnesa, Carbonia e San Giovanni Suergiu, sono andate peggiorando: anche la modernizzazione, al pari della circolazione, viaggia ad andamento lento in quei cinquanta chilometri d’asfalto.
I 60 miliardi servivano per sostituire gli incroci a raso con svincoli, cavalcavia e sottopassi. Ora, con 30 milioni di euro sarà molto se si potranno realizzare semplici rotonde.
I conti li hanno fatti proprio ieri mattina i sindaci dei cinque comuni lambiti dalla “126″ insieme all’assessore regionale ai Lavori pubblici Carlo Mannoni. Dall’incontro sono scaturite due decisioni. La prima strategica: per evitare che continuino ad ammuffire in banca, la Regione girerà i soldi ai Comuni che predisporranno i progetti e bandiranno gli appalti. La seconda tecnica: la realizzazione di una quindicina di rotonde è tutto quello che sarà possibile fare.
“Risolveremo il problema degli incroci a raso e la statale migliorerà la sicurezza”, ha spiegato l’assessore ai Lavori pubblici di Carbonia Giacomo Guadagnini. Ma non si potrà rimediare all’andamento lento: lunghe colonne di auto, impossibilità di sorpassare, velocità media non oltre i sessanta all’ora e anche meno se a fare l’andatura è un’apiscedda.
Funzionerà la formula escogitata da Comune e Regione ? In attesa di scoprirlo ecco l’elenco di svincoli e rondò. Partiamo da San Giovanni Suergiu procedendo verso Iglesias. I due incroci attuali saranno sostituiti da svincoli a livelli sfalsati. La prima rotonda si incontra all’entrata di Carbonia: sostituirà il semaforo di Is Gannaus. Ancora un rondò nell’incrocio di Sirai e all’ingresso di Flumentepido.
Ci saranno rotonde anche al posto del semaforo per Cortoghiana e all’ingresso di Bacu Abis così come all’imboccatura della panoramica per Portoscuso. Anche i due ingressi di Gonnesa saranno rivisti in senso rotatorio come lo svincolo per la frazione di Bindua, alle porte di Iglesias. I tempi ? Bisognerà partire dalla progettazione. Resta il problema strutturale della strada che dovrebbe almeno essere raddoppiata per assorbire tutto il traffico. Ma bisogna metterci una pietra sopra. Lo Stato pensa alle grandi opere, ponti, tunnel, autostrade. La “126″ resterà ferma allo “stop” per molti anni ancora.

[ SANDRO MANTEGA ]
- tratto da L’UNIONE SARDA del Novembre 2005 -

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Riferimenti: L’UNIONE SARDA

APPUNTAMENTI – Dodicesima Mostra Micologica e Agroalimentare

15 Novembre 2005 Commenti chiusi

APPUNTAMENTI

IGLESIAS
DODICESIMA MOSTRA MICOLOGICA E AGROALIMENTARE

18 – 19 – 20 Novembre 2005
Ex Aula Magna Liceo Scientifico
Inaugurazione il 18 novembre alle ore 18.30
Ingresso libero
9.30 – 12.30
17.00 – 21.00

La Mostra Micologica e dei prodotti Agro Alimentari del Territorio Sulcitano e della Provincia di Cagliari sta riscuotendo un sempre maggiore successo e una più qualificata partecipazione.
Saranno esposti più di 400 specie di funghi provenienti dal tutto il territorio sardo, i quali rendono la mostra tra le più importanti della Sardegna.
L’intenzione dunque della Pro Loco che tale importante settore venga potenziato e largamente pubblicizzato per ogni edizione annuale, affinché le relative potenzialità di Iglesias e di una più vasta zona siano meglio conosciute, apprezzate e valorizzate.
In contemporanea alla mostra ci sarà il 20 novembre la Gara di cucina a base di funghi. E’ aperta a tutti, ed è gradita la prenotazione per sapere il numero dei partecipanti. Chiamare lo 078131170.
La gara si svolgerà presso il ristorante Buon Cammino, situato sul colle omonimo, che per l’occasione proporrà (per tre giorni,18-19-20) il menù “aromi di bosco”.
Sabato 19, presso l’Ex Aula Magna Liceo Scientifico ci sarà per la prima volta un’esibizione di sculture alimentari come tema i Funghi, a cui parteciperanno tutti.
Per maggiori informazioni visitare il sito www.prolocoiglesias.it

Organizzato dall’Associazione Turistica Pro Loco Iglesias, Associazione Cuochi provincia di Cagliari, Gruppo Micologico S. Gavino Monreale, Ristorante Pizzeria Buon Cammino.

Riferimenti: PROLOCO IGLESIAS

Nuovo Forum GA

11 Novembre 2005 2 commenti

NUOVO FORUM DELLA GAZZETTANTIOCHENSE

Vogliamo comunicare ai nostri lettori che a causa dei numerosi problemi avuti con il Forum ci siamo trovati costretti a trovare un’altra piattaforma e a creare un nuovo forum.
Ci scusiamo per i numerosi disagi connessi al vecchio forum.

L’indirizzo del nuovo Forum è :
www.ga.forumup.it

Per registrarsi ed iscriversi al nuovo GA FORUM cliccate sul link sottostante :
REGISTRAZIONE

CI AUGURIAMO CHE CON QUESTO NUOVO FORUM LE COSE VADANO MEGLIO.
CORDIALI SALUTI

LA REDAZIONE

Riferimenti: GA FORUM

CRONACA – Sant’Antioco. Con dieci milioni il Comune risana la Sardamag

11 Novembre 2005 1 commento

CRONACA

SANT’ANTIOCO
CON DIECI MILIONI IL COMUNE RISANA LA SARDAMAG

Una pioggia di milioni per opere pubbliche è in arrivo a Sant’Antioco. La giunta nell’ultima riunione ha approvato il programma degli interventi per i tre anni che vanno dal 2006 al 2008. in tutto l’amministrazione conta di investire oltre 18 milioni di euro.
Due le delibere approvate. La prima riguarda gli interventi di importo inferiori al milione di euro. La seconda, invece, si riferisce alle grandi opere che superano quel limite. L’opera più importante, tra queste ultime, è quella relativa al recupero e alla riqualificazione ambientale delle aree industriali circostanti lo stabilimento della ex Sardamag. Si ratta di 10 milioni di euro erogati dal ministero dell’Ambiente attraverso la Regione. “Con questo progetto già approvato dalla Regione – spiega l’Assessore ai lavori pubblici Monica Fois – intendiamo recuperare tutta l’area intorno al vecchio stabilimento del magnesio risanando un terreno che parte da via Rinascita e arriva alla costa di Is Pruinis”. Il progetto di risanamento ambientale raddoppia come investimento quello della società mista che è stato in pratica annullato e sostituito.
Tre milioni di euro inoltre saranno spesi per il dragaggio del porto commerciale nonostante non sia ancora stato risolto il problema dello smaltimento delle sabbie. “Noi comunque appalteremo l’opera – ribadisce il sindaco Eusebio Baghino – poi si vedrà, non possiamo rischiare di perdere il finanziamento”. Altra opera importante è la riqualificazione del lungomare il cui finanziamento (oltre un milione e mezzo di euro) è stato già erogato.
Per finire saranno sistemate, con una spesa di un milione e mezzo, le sponde di rio S’Arriaxiu. “Si tratta di un’opera importante perché - afferma l’assessore Fois – consente l’ultimazione della rete dei canali di guardia esterni che impediranno alle acque piovane di alla gare il centro abitato”.
Nella lista delle opere con un finanziamento inferiore al milione rientra la sistemazione interna e gli arredi dell’ostello della gioventù (è prevista la spesa di 650 mila euro). Per dare lavoro ai disoccupati, inoltre, sono stati stanziati 255 mila euro. “Serviranno per aprire un cantiere – conclude l’assessore – che servirà a portare avanti l’opera di riqualificazione delle strade del centro città”. Seicentomila euro, ancora, riguardano il completamento dei canali di guardia all’interno della città e, infine, con 900 mila euro sarà appaltato, con fondi per le isole minori, il completamento dell’approdo pescherecci. I finanziamenti per alcune opere sono già in cassaforte, gli altri invece sono in arrivo. “Secondo i modi e la prassi - precisa il capo dell’Ufficio tecnico Gianni Baghino – che regolano i finanziamenti regionali”.

[ Tito Siddi ]
- tratto da L’UNIONE SARDA del 8 Novembre 2005 -

Popolo sardo, questa è l’ora dell’unità

9 Novembre 2005 1 commento

INTERVENTI

POPOLO SARDO, QUESTA E’ L’ORA DELL’UNITA’
Francesco Casula

E’ necessario l’unità dell’intero popolo sardo e delle sue rappresentanze e articolazioni istituzionali, politiche, sindacali e sociali

I 4,5 miliardi di euro di tasse mai versate (ma qualcuno parla di più del doppio) che lo stato italiano vorrebbe scippare alla Sardegna e ai Sardi inducono a una serie di riflessioni, che travalicano la vertenza stessa che il presidente Soru ha aperto e sta conducendo, con forza e determinazione. Attengono al futuro dell’Isola e ai rapporti che in questi ultimi quasi 60 anni sono intercorsi fra lo Stato Italiano e la nazione sarda. In questo momento è necessaria l’unità dell’intero popolo sardo e delle sue rappresentanze e articolazioni istituzionali, politiche sindacali e sociali, perché la battaglia possa essere vinta. Ricorrendo a tutti gli strumenti democratici, pacifici e di massa e coinvolgendo le popolazioni per ricreare quella mobilitazione ubiquitaria cui si dette vita due anni fa a proposito delle scorie.
Si tratta di una lotta decisiva per la Sardegna: per costruire una ipotesi di sviluppo che crei lavoro, benessere e prosperità, rompendo la dipendenza e la subalternità. Senza risorse finanziarie infatti qualsiasi politica è destinata al fallimento. Soru continui a muso duro, la sua battaglia, tirando fuori le unghie e con la schiena dritta come finora ha fatto. Se occorre, si pensi ad azioni anche clamorose: per esempio a uno sciopero generale, che veda decine di migliaia di Sardi a Roma, accompagnati dai parlamentari, dai consiglieri regionali, dai Sindaci, dai leader sindacali, non per chiedere con il capello in mano e ossequiosi, qualche mancia, ma per pretendere quanto per legge ci spetta. Vinta la battaglia si ascolti e si metta in atto il suggerimento del segretario sardista Giacomo Sanna che ha proposto la creazione di un ufficio tributi che metterebbe la Sardegna in condizione di conoscere tempestivamente tutte le entrate oggetto di trasferimento in base all’articolo 8 dello Statuto. Partendo da questa vicenda, si metta mano al rifacimento dello Statuto sardo: ad iniziare dalla modifica radicale dello stesso articolo 8.
Dovrà essere la Regione a incassare i soldi provenienti dalle tasse pagate dai Sardi, per devolvere quanto dovuto allo Stato centrale e non il contrario, come è previsto dallo Statuto in vigore inosservato.
Così com’è lo Statuto rappresenta un ostacolo alla realizzazione di una vera autonomia o peggio: serve solo come copertura alla gestione centralistica della Regione da parte dello Stato, di cui non ha scalfito per niente il centralismo. Paradossalmente lo ha perfino favorito, consentendo ai Sardi solo il succursalismo e l’amministrazione della propria dipendenza.
La Regione sarda ha operato come mera struttura di decentramento e di articolazione burocratica dello Stato e come centro di raccordo e di mediazione fra gli interessi dei gruppi di potere locali e la rapina neocolonialista, soprattutto del Nord. Quel Nord oggi non a caso ottimamente rappresentato dallantisardo ministro Tremonti.

[ Francesco Casula ]
- tratto da IL GIORNALE DI SARDEGNA del 8 Novembre 2005 -

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Riferimenti: IL GIORNALE DI SARDEGNA

ATTUALITA’ – Grazie all’Alcoa nasce il centro di documentazione

8 Novembre 2005 Commenti chiusi

ATTUALITA’

SPECIAL OLYMPICS
GRAZIE ALL’ALCOA NASCE IL CENTRO DI DOCUMENTAZIONE

CARBONIA. Adesso può nascere, quel “Centro di documentazione multimediale” che il team regionale Special Olympics ha in animo di realizzare da anni. Una struttura “leggera” nell’hardware ma “pesante” quanto a significati: l’archivio di un’attività densa di azioni concrete, di fatti che solo dal racconto delle parole e delle immagini, dei “bianco e nero” dei caratteri di stampa e dei mille colori di un video, può essere resa efficacemente. A consentire al gruppo isolano dell’organizzazione che si occupa di sport per disabili mentali di costruire il “Centro” è ancora una volta l’ALcoa Foundation: una fondazione che in questi anni ha sostenuto copiosamente il volontariato locale e che ha già aiutato Special Olympics in Sardegna aderendo ad iniziative come “Adotta un atleta” e finanziando la costruzione di una palestra che è l’unica in Sardegna ad essere gestita interamente da “ragazzi speciali”. L’assegno consegnato al team Sardegna ha il valore di 7.050 euro: con la somma saranno acquistati tutti i supporti per la costruzione di una “mediateca” che sarà utile in primo luogo a diffondere il “verbo” Special Olympics in tutta la Sardegna: “Se avessimo potuto iniziare nel 2000, quando è nata la prima società Special Olympics, l’Olimpia Carbonia - dice il direttore regionale Carlo Mascia – il “Centro di documentazione multimediale” conterrebbe oggi una mole smisurata di materiale di ogni genere. La nostra è un’attività complessa e necessita di ogni genere di mezzo di comunicazione per essere raccontata, spiegata, compenetrata a fondo dai nostri interlocutori, in primo luogo i disabili e le loro famiglie”. L’opera di Roberto Lindori, responsabile dell’area Immagine, può adesso iniziare: il lavoro sarà lungo e impegnativo.

[ g.d.p. ]
- tratto da LA NUOVA SARDEGNA -

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Riferimenti: LA NUOVA SARDEGNA

CULTURA – Presentazione del dizionario "De sa limba e de sa cultura sarda"

7 Novembre 2005 13 commenti

CULTURA

PRESENTAZIONE DEL DIZIONARIO
“DE SA LIMBA E DE SA CULTURA SARDA”

Sabato 5 novembre alle ore 18.00 presso la biblioteca comunale di Sant’Antioco il professor Mario Puddu ha presentato il suo Dizionario “De sa limba e de sa cultura sarda” edito da Condaghes e poiché è un carissimo amico e molto più perché sono un profondo ammiratore delle sue idee e di come le propone ho voluto assistere alla serata.
Avrebbe dovuto introdurre i lavori il Sindaco Dott. Isauro Baghino che non si è presentato, senza peraltro nessuna giustificazione, (molto probabilmente non era a conoscenza di ciò che organizzano i suoi collaboratori), quindi come rappresentante comunale ha preso la parola l’assessore alla cultura Prof. Mariano Gala (professore di cosa non si sa, molto probabilmente è un titolo dovutogli per essere insegnante di ginnastica alle scuole medie). Ha intrattenuto il pubblico con una vera e propria propaganda politica non curante dell’ospite e della sua opera, forse pensando che fosse di contorno alla sua rappresentazione teatrale. E come ogni bravo attore drammatico ha visto bene di impersonare “Don Chisciotte” tirando sciabolate agli amministratori regionali colpevoli di essersi dimenticati dell’isola di Sant’Antioco, ricordando che il Santo che dà il nome al paese è il più importante della Sardegna e come tale i finanziamenti per le manifestazioni culturali non possono essere minori di quelli previsti per altri comuni che purtroppo sono protetti da “Santi minori”. Dopo essersi poi proposto come nuovo Patrono ha finalmente introdotto l’oggetto della serata spiegando che questa iniziativa faceva parte di una serie di appuntamenti culturali iniziata il 4 novembre e con termine il 10 dicembre, dal titolo “Esplorando Solki: l’isola della cultura”.
Dopo queste parole sono rimasto impietrito e sapete perché ?
Perché il titolo faceva parte di un progetto culturale proposto dalla mia persona al signor assessore che, paventando la poca disponibilità di fondi, rigettava la mia proposta. E giacché siamo in ballo diciamo che la mia manifestazione prevedeva la presenza di grandi nomi sardi come lo scultore Pinuccio Sciola, il pittore Sergio Muntoni, il professore universitario (questo ha titolo per essere chiamato cosi!) Francesco Cesare Casula, il poeta e Focus Manager Luigi Natale, il tenore Romero, la scrittrice Giovanna Mulas (candidata al premio nobel), il professor Mario Puddu, le case editrici maggiori della Sardegna. Il tutto pubblicizzato da Rete4 con la probabile presenza di Vittorio Sgarbi, per una spesa complessiva di 10.000 euro.
Ma l’assessore disponeva solo di 2.500 euro, molto probabilmente il resto è stato speso per la realizzazione del “Palio dell’uovo”, grande attrazione di una non-cultura Sarda!!!
Terminate le farneticazioni dell’amministratore ha proseguito l’intervento il dott. M. Alberto Fois, responsabile dell’Associazione Culturale Andara, enfatizzando e promuovendo la Lingua Sarda e invitando “gli altri” a parlare e far parlare il Sardo dimenticando che anch’esso è della stessa nostra regione e che sarebbe stato opportuno accennare qualche parola in sardo per far capire che il suo impegno nel far decollare il progetto sarebbe stato pari al nostro. Ma era troppo impegnato a pavoneggiarsi con le parole e a dondolarsi con la poltrona per essere consapevole delle sue parole. Frasi impregnate di terminologie universitarie, non curante del fatto che la platea era composta per lo più da gente semplice a cui sfuggiva, forse, qualche significato. Molto probabilmente il dottore si sta impegnando per imparare il linguaggio politichese mirando a poltrone più importanti che non quella di semplice presidente di un’associazione culturale. Pieni del loro intervento i due si sono poi accomodati, fianco a fianco, in prima fila scambiandosi sorrisi e compiacimenti convinti di aver ammaliato il pubblico con le loro doti oratorie e forse già progettando un futuro come Presidente del Consiglio.
Finalmente, dopo tanti deliri, il Professor Puddu ha magnificamente addolcito l’atmosfera spiegando con la semplicità e competenza che lo contraddistingue il suo lavoro. Un lavoro ventennale in cui ha raccolto più di 90.000 parole in sardo, consultato più di 380 opere e cosa più importante impaginando personalmente l’opera in modo da rendere agevole la ricerca dei vocaboli, integrandolo della traduzione in italiano, francese, inglese, spagnolo e tedesco e infine cosa mai fatto sino ad ora spiegando il significato delle parole in sardo perché, come asserisce l’autore stesso, una parola in sardo si può definire solo nella stessa lingua.
Ha terminato l’incontro l’editore, Professor Franciscu Cheratzu, illustrando l’introduzione nel dizionario del correttore ortografico e specificando che tutto questo materiale si può anche trovare nel sito internet www.ditzionariu.org e scaricare gratuitamente.
Grande plauso, quindi, al Professor Puddu, che con la sua opera c’invita a non dimenticare le nostre origini e soprattutto la nostra lingua perché un popolo non è tale senza queste prerogative e, infine, un ringraziamento per il suo lavoro umile e silenzioso ma anche preciso e competente. Permettetemi di dire anche che tutti gli utili derivanti dai diritti d’autore dell’opera sono impiegati dal Professor Puddu per la continua ricerca e studio della nostra meravigliosa lingua.
Mentre un nota di biasimo va a tutti quelli che non avendo idee proprie si appropriano di quelle altrui adattandole alle loro esigenze per magnificare i loro progetti politici o forse di rendiconto personale.

[ Claudio Moica ]

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Un nuovo allarme dal Polo Industriale

7 Novembre 2005 Commenti chiusi

INTERVENTI

UN NUOVO ALLARME DAL POLO INDUSTRIALE

+ Mons. Tarcisio Pillolla

Le aziende energivore del Polo Industriale di Portovesme che da tempo sono in attesa delle tariffe agevolate per il costo della energia, ancora una volta sono state deluse in quanto la documentazione richiesta dalla Commissione Europea, frutto di estenuanti trattative tra il Governo, la Regione, i sindacati e le imprese, anziché a Bruxelles sarebbe ancora ferma su un tavolo della burocrazia romana.
La notizia che sicuramente non contribuisce ad aumentare la fiducia nelle istituzioni da parte dei cittadini, ha creato profondo disagio soprattutto tra i lavoratori e il mondo imprenditoriale e se ne sono fatti interpreti i sindacati e l’Amministratore Delegato della Portovesme S.r.L. che in una lettera al Ministero delle Attività Produttive, al direttore generale per l’energia e le risorse minerarie e alle Organizzazioni sindacali, ha scritto “secondo alcune fonti sindacali e parlamentari non si è ancora proceduto alla notifica alla Commissione Europea della documentazione concernente i trattamenti tariffari di cui all’art. 11 della legge 80/05″.
Ovviamente questo ritardo nell’invio dei documenti allunga i tempi della conclusione della vertenza per cui c’è il pericolo, se entro l’anno non arrivasse la risposta definitiva della Commissione Europea, che salti l’impegno della società per gli investimenti previsti dal budget 2006.
La penosa cronistoria di questa vicenda fa venire alla mente la leggenda di Penelope che, poco interessata alla scelta del futuro sposo, promise di farlo solo dopo aver terminato la tessitura della veste funebre del suocero Laerte; in realtà Penelope non ne aveva nessuna intenzione per cui durante la notte disfaceva la tessitura fatta di giorno.
Da sei anni, subito dopo l’inizio del ministero pastorale a Iglesias, ho sentito il dovere di esprimere la mia solidarietà alle aziende del Polo Industriale di Portovesme che, a causa dell’altissimo costo dell’energia (oltre il doppio di quello praticato alle aziende concorrenti) ha dovuto mettere in cassa integrazione migliaia di lavoratori che hanno corso anche il rischio del licenziamento che avrebbe determinato una gravissima crisi per tutto il territorio già penalizzato a causa della disoccupazione.
Dopo lunghe trattative per quanto riguarda il costo dell’energia, tra lo Stato, la Regione e il Polo Industriale era stato raggiunto un accordo che, se anche non ottimale, consentiva la prosecuzione dell’attività.
A rendere nuovamente difficile la situazione, è giunto il comunicato della Commissione Europea che dichiarava illegittimo il provvedimento legislativo in quanto giudicato un aiuto di Stato e quindi in contrasto con la normativa vigente. Per poter superare l’ostacolo è stato necessario un nuovo Decreto-Legge del Capo del Governo, convertito in legge che, dopo il parere favorevole della Commissione per lEnergia, sarebbe dovuto essere già all’esame della Commissione di Bruxelles per la decisione definitiva.
Di fronte alle molte difficoltà che si stanno creando, non è da sottovalutare il rischio che le multinazionali di Portovesme decidano di lasciare il nostro territorio per trasferire i loro impianti dove il costo del lavoro, dei contributi previdenziali e della tutela ambientale sono nettamente minori e quindi più alto il profitto.
Questa possibilità rappresenterebbe sicuramente un vantaggio economico per le aziende, anche se criticabile sotto l’aspetto sociale, ma un autentico dramma per il territorio. Sarebbe opportuno che quanti sono portati sistematicamente a remare contro o hanno responsabilità politiche e amministrative a livello nazionale, regionale, provinciale e comunale, ricordino le accorate parole di Giovanni Paolo II nella Enciclica Centesimus annus “Una società in cui il diritto al lavoro sia sistematicamente negato, in cui le misure di politica economica non consentano ai lavoratori di raggiungere livelli soddisfacenti di occupazione, non può conseguire né la sua legittimazione etica né la pace sociale” (N.43D).

[ Monsignor TARCISIO PILLOLLA, vescovo di Iglesias ]
- tratto da SULCIS IGLESIENTE OGGI , Anno VI. N. 39 Novembre 2005 -

Riferimenti: GA FORUM

Tiratura Ottobre 2005

7 Novembre 2005 Commenti chiusi

LA GAZZETTANTIOCHENSE

TIRATURA OTTOBRE 2005

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RINGRAZIAMO TUTTI I NOSTRI AFFEZIONATI LETTORI

LA GAZZETTANTIOCHENSE ricerca collaboratori in tutto il Sulcis Iglesiente, chiunque fosse interessato a collaborare con noi può scriverci alla nostra mail :
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LA REDAZIONE
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