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Archivio 16 Dicembre 2005

LE VOSTRE LETTERE – Il caso e la necessità

16 Dicembre 2005 8 commenti

LE VOSTRE LETTERE

IL CASO E LA NECESSITÀ

Ho la personalissima magari poco condivisibile, convinzione che un uomo sia la somma invero poco matematica delle persone significative che ha incontrato, di come ha messo a frutto determinate convinzioni personali ma anche delle letture che ha fatto durante il corso della vita.
Dico ciò perché una di queste letture, fatta durante gli anni di Università, l’ho stampata bene in mente come l’avessi sotto gli occhi ora.
Si intitolava “Il caso e la necessità” (1970) ed è di un grande scienziato di inizio ’900, il francese Jacques Monod che con linguaggio affatto accademico sosteneva che la casualità poteva essere alla base di ogni spiegazione scientifica, persino della Creazione.
Un messaggio originalissimo (o pericolosissimo, fate voi) che il Nostro giustificava facendo suo l’oramai celebre assunto della scimmia che, qualora avesse l’eternità – o una quantità smisurata di tempo e di fogli a disposizione – battendo a caso sulla tastiera di un computer sarebbe capace di scrivere la Divina Commedia.
Bene, credo che identica lettura l’abbiano fatta anche i nostri amministratori comunali: Sindaco e Assessori tutti.
Non si spiegherebbe altrimenti – se non con la mera casualità – certi incomprensibili decisioni dell’Amministrazione Comunale riguardanti materie di pubblica utilità come la viabilità cittadina (il caso ha deputato Maladroxia, e non le decine di strade disastrate del paese, a essere ristrutturata da capo a piedi) o il versante occupazionale (il fato ha determinato che dall’urna siano usciti figli/e di dipendenti comunali a discapito di altre meritevoli persone).
Per non tacere della occasionale nascita e poi morte della famigerata Commissione Edilizia ma non prima di aver distribuito accidentalmente autorizzazioni a costruire (vedere Lungomare o il caso Rita Bullegas).
Ora tra le cose molto difficili da capire e che possono essere spiegate solo con il ricorso alla casualità vi sono determinate prese di posizione e comportamenti dell’assessore Gala.
E non posso fare orecchie da mercante o tacere sui suoi comportamenti o alle sue dichiarazioni poiché è intervenuto sul forum dell’apprezzabile GA a difendere talune sue prerogative politiche cadendo inavvertitamente forse, in quelle dichiarazioni demagogiche e populistiche che tanto dice di aborrire.
Poiché la democrazia è confronto e dialettica pura e poiché sono un cittadino con diritto di voto del Comune di Sant’Antioco vorrei chiedere a professor Gala se non sono una contraddizione di termini la sue doppie dimissioni dalla Giunta Baghino – che tanto sanno di fuga dalla barca che affonda – con quella coerenza politica della quale tanto si fregia come un gingillo di chissà quale valore, gonfiando tronfiamente il petto per mostrare chissà quali medaglie o alamari conquistati solo Egli sa, in quali battaglie per i diritti civili.
Per non tener nascosto il suo ormai rinomato saltellare da un partito all’altro: dal PARTITO SARDO d’AZIONE oggi notoriamente un partito attento alle sorti della Sardegna (i padri fondatori, con Emilio Lussu in testa, si staranno rivoltando nella tomba!), all’attuale sua appartenenza nell’UDS altra formazione politica celebre per la coerenza dei suoi comportamenti e appartenenti (ricordate i “numeri” fatti di ricatti e ricattini di Mario Floris ai tempi della Giunta Masala?): mi permetta quindi di notare il suo comportamento che non esito a definire perlomeno ondivago visto il suo curriculum politico.
Ora poiché lei è Assessore della Cultura, Pubblica Istruzione, Spettacolo, Sport e Turismo (e sottolineo TURISMO) vorrei chiederle se, “sacrificando festività e ferie al dovere e non lesinando energie” (Ipse dixit!) si è pure accorto che il Comune di Sant’Antioco è l’unico Comune del Sulcis-Iglesiente che non aderisce al Sistema Turistico Locale del Sulcis-Iglesiente, organismi regionali essenziali per nutrire la tanto strombazzata “vocazione turistica” del nostro paese.
O vogliamo continuare a dare tutte le colpe al “brutto e cattivo” Dino-Isauro dal quale ripeto a titolo di cronaca, per la seconda volta, è fuggito a gambe levate ?
Mi perdoni il pensiero malizioso: che la prima volta le abbia promesso mari e monti che poi, alla prova dei fatti, non è riuscito a dargli ?
E la prego eviti in futuro i pistolotti pubblici sull’impegno e coinvolgimento politico di matrice sardista: per la sua carriera politica sono quanto di più deleterio possa esistere in questo periodo di pragmatismo politico stile Soru, soprattutto da parte di uno che appartiene al gruppo politico consiliare di cui fa parte Lei e del quale non ricordo dal 2002 ad oggi, uno che sia uno, provvedimento di spicco (a meno che non valga la diatriba sul forum della GA o la jam hip-hop promessa ai giovani, o meglio ad alcuni giovani, in campagna elettorale).
Per ciò che concerne il riferimento da Lei fatto a Carneade, il suddetto oltre a essere famoso per una celebre pagina dei Promessi Sposi è altrettanto celebre (perlomeno dagli studiosi del pensiero) per essere il fondatore del cosiddetto probabilismo – ricordate eravamo partiti dal Caso ? – per il quale Cicerone stesso rivelò una profonda simpatia.
Secondo questi é vero che non si può conoscere la realtà, ma ci saranno cose più vere e cose meno vere, delle probabilità: é più probabile che sia così che non altrimenti.
Quindi parafrasando il suo Carneade: è più probabile che sia la sua uscita di scena a renderle onore che non i suoi trent’anni di politica.
Per ciò che concerne la mia presunta superficialità nel parlare male della politica e dei politici posso solo rispondere: ma devo proprio rispondere ?
Mi pare ovvia la risposta con “politici” della levatura di quelli che ci anno amministrati dal 2002 ad oggi e qui sì, che ha proprio ragione Lei: è come sparare sulla Croce Rossa.
E che dire del mio anonimato che per il Nostro sembra una colpa, quasi che solo la politica sia il luogo deputato per fare qualcosa di significativo per Sant’Antioco.
Le assicuro, faccio un lavoro di alto valore civico e sociale che mi permette di non vergognarmi la mattina quando mi guardo allo specchio e, soprattutto, di dire certe cose visto lo sfacelo a cui è stato condotto il MIO PAESE.
Lei, visto il suo comportamento politico, (non mi permetterei mai di giudicare la sua persona in altri ambiti) può dire lo stesso ?
Ma forse la medesima domanda la dovrei rigirare ai suoi ormai ex-colleghi di maggioranza, so di sicuro che direbbero delle cose molto interessanti.
Per concludere rammentate Anatole France quando diceva “Il Caso è lo pseudonimo di Dio quando non vuol firmarsi” ?.
Molto più prosaicamente credo piuttosto che il caso sia la scusa di ben poco valenti uomini una volta che, spalle al muro, si rendono conto dei propri fallimenti.

L’UOMO NERO
Sant’Antioco

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LIBRI – Santadi: La cultura del Pane e dell’Olio

16 Dicembre 2005 Commenti chiusi


LIBRI

SANTADI: LA CULTURA DEL PANE E DELL’OLIO
Un libro edito dal Comune con la raccolta di detti, proverbi e racconti gastronomici

SANTADI. “L’appetito vien mangiando”. Ancor di più se a tavola ci sono olio di frantoio e pane tradizionale. Lo sanno bene le centinaia di persone che hanno inviato ricette, poesie, proverbi e racconti il cui tema è rappresentato da questi due elementi della gastronomia locale. I lavori sono stati raccolti in un opuscolo di poco più di 60 pagine e sono il risultato di una singolare iniziativa promossa dal Comune in occasione della Sagra autunnale “Pane & Olio in Frantoio”.

Giancarlo Melario, assessore comunale al turismo, guarda con malcelata soddisfazione a quel piccolo libro che racchiude autentiche perle di saggezza, tradizione, estro, fantasie popolari. Sessanta pagine da leggere tutte d’un fiato. Vi sono ricette, racconti, poesie e proverbi. Alcuni ingenui, altri curiosi, tutti interessanti. Si coglie lo sforzo fatto da piccoli e adulti per ricercare vecchie ricette, intervistare gli anziani del paese alla ricerca dei proverbi più antichi e attinenti al tema. Encomiabile il lavoro dei ragazzi della locale scuola dell’obbligo che hanno preparato disegni, poesie e quant’altro è servito per impreziosire quest’opera così originale. Il tema, naturalmente, pane ed olio. I lavori hanno però privilegiato il primo elemento, forse il più semplice da trattare per la disponibilità del materiale. Non sono mancate, tuttavia, delle autentiche espressioni poetiche e letterarie riguardanti l’olio e le olive. Tutto è nato da un concorso bandito, senza eccessive pretese, dal Comune. Un concorso, bisogna dire, atipico perché senza premi. I partecipanti come giusto premio per la loro fatica avranno l’onore di vedere pubblicati i lavori nel libro: “Non credevo che l’iniziativa potesse avere un tale successo – conferma Giancarlo Melario – sin dai primi giorni sono arrivati decine di lavori. I collaboratori hanno avuto un bel da fare per selezionare le opere e raccoglierle nelle varie sezioni: ricette, racconti, proverbi etc.., abbiamo così deciso di pubblicare i lavori pervenuti in un piccolo opuscolo che abbiamo poi messo a disposizione di tutti. La cosa più strana è che i lavori continuano a pervenire nonostante siano trascorse diverse settimane dalla conclusione della Sagra “Pane & Olio in Frantoio”.
La disponibilità di tanto materiale farà nascere un secondo opuscolo che servirà non solo per documentare una manifestazione che anno dopo anno sta suscitando un interesse sempre più diffuso ma anche per proporre degli spunti culturali e delle riflessioni intorno ai prodotti tipici dell’economia locale. I libri sono ancora disponibili presso il Comune. Sono un prezioso documento per conoscere e riappropriarsi di un patrimonio inestimabile delle genti suscitane.

[ Enrico Cambedda ]
- tratto da LA NUOVA SARDEGNA del 14 Dicembre -

Riferimenti: LA NUOVA SARDEGNA