Archivio

Archivio 12 Gennaio 2006

L’ANGOLO DELL’UOMO NERO – Alla consolle…l’Uomo Nero!

12 Gennaio 2006 9 commenti


L’ANGOLO DELL’UOMO NERO

ALLA CONSOLLE…L’UOMO NERO !

Gennaio 2006 mese di bilanci e di consuntivi per ogni persona giudiziosa.
Ora, pensate alle cose che a Sant’Antioco vorreste che non si ripetessero più, a quegli errori ed orrori in salsa antiochense, quei piatti prelibati tipici che speriamo di non vedere più in questo Anno Nuovo.
Certo carne al fuoco ce n’è tanta e con molto humour ho cercato di farne un hit-parade goliardica che spero non offenda nessuno: ma, sapete com’è, mi piace il rischio ma altrettanto poco salutare è tenersi un rospo in gola!!!
Allora vediamo un pò cosa ci lasciamo alle spalle dal 2005.

Bè come non iniziare, al decimo posto, con la croce e la delizia della movida isolana, l’ormai mitico Palio dell’Uovo, iniziativa dalle forti reminiscenze medieval-popolari che amato da grandi e piccini (tranne da quelli con un’intolleranza al glutine), da animalisti e uccisori di bestiole (soprattutto i ladri di polli) è stata la vera sorpresa di questo 2005.
Capace di attirare migliaia di persone (oh…è vero me, l’ha garantito il tipo che fa le statistiche al Berlusca!!) si basa su un originalissimo archetipo: c’è un tipo vestito da Robin Hood che lancia un uovo e, a circa 7/8 metri, un altro vestito da Super Pippo, che cerca di non farlo cadere in terra. In pratica il concetto è: tirami in testa di tutto di più tanto, prima o poi, il pollo da fregare lo troviamo comunque.
Freudiano.

L’originalità della protesta e la tempistica usata dei pescatori la metterei al nono posto: come già accennato altrove, sulla questione non ci voglio perdere granchè tempo, voglio solo sottolineare come il tutto stride con la disperazione di altri lavoratori in ben più importanti problemi affaccendati.
Opportunisti.

Un bel ottavo posto a Mariano Gala per l’imperturbabilità con la quale affronta il costante mare in burrasca della politica (tanto se la da a gambe levate sempre, direte voi!!!): per aver capito, in anticipo sui tempi – per addirittura, ben due volte – l’aria che tirava, per la coerenza politica di matrice sardista che l’ha portato, come in illo tempore dixit (accidenti questi latinismi), a fare determinate scelte (sic!!) per rispetto alla coerenza di cui sopra.
Prof. Gala faccia una cosa: si rimetta la tuta da ginnastica e le scarpe da tennis e si tolga la giacca e la cravatta.
Incerto.

Al settimo posto l’uomo che non è un uomo, ma una leggenda il Dott. Ing. Baghino, (come dicevano gli antichi nomen omen, nel nome il destino della persona). Dai, diciamola tutta, è LUI il vero Padrone del Comune, l’eminenza neanche tanto grigia dietro tutte le opere urbanistiche, ma anche di permessi e permessini vari, di Sant’Antioco.
Non si muove foglia che l’Ingegner non voglia.
E poi, si sa, chi investe nel mattone…
Però a onor del vero diamogli atto di aver fatto anche dei bei lavoretti: è stato l’unico a credere nella potenzialità del mattone alla kryptonite de “Sa Passillara“, mentre tutti dicevano che no, proprio no, quel materiale era inadatto alla pioggia e alle sollecitazioni dei mezzi pesanti. Che gliene abbiano mandato una scorta scaduta dal pianeta di Superman ? E l’efficienza del depuratore, poi ? E le decine di denunce per caviglie distorte a causa delle strade asfaltate con tempismo e solerzia ?
E i suoi guai giudiz…oops !!! Ehhmm…volevo dire che è un tipo giudizioso.
Bastian contrario.

Il nostro “miglior biglietto da visita per il gotha del turismo mondiale”, ovvero le nostre spiagge e le nostre coste, si potrebbe mettere al sesto posto.
Oppure in alternativa l’intera popolazione di Sant’Antioco dovrebbe vestirsi a lutto per la violenza perpetrata a un bene inestimabile.
Quest’anno si è iniziato a pulirle a metà luglio.
No comment, per non sentirmi dire che dovrei chiamarmi l’Uomo Rosso anziché Uomo Nero.
Sant’Antioco tafazziana.

Al quinto posto la querelle “Museo apre oppure no ?”, la soap-opera più intrigante dell’ultimo quarto di secolo.
Ecco a voi con colpi di scena degni di un romanzo di Simenon, un polpettone abbastanza indigesto di ambientazione fenicio-punica, ma con le scene più importanti del quale però ambientate negli studios cagliaritani (quante risate alla faccia nostra si staranno facendo i casteddai!!!).
Gli attori protagonisti sceglieteli voi con un sondaggio alla GA, io ci metto qualche topastro come comparsa.
Soporifera.

Quarto posto per le estati antiochensi, pregne di eventi culturali, folkloristici e perché no, mondani.
Tra le innumerevoli attrazioni non saprei quale citare per non fare torto a nessuno: si va dalla ludica ricerca del locale più caro per farsi spennare (prezzi maggiorati di un buon 40%) alla caccia al tesoro con primo premio una panchina per sedersi; dalle degustazioni enogastronomiche(5/6 nel corso del solo agosto, almeno si beve e si magna direte voi!!) al cinema d’essai nel Palazzetto (5 euri a capoccia per filmetti visti e rivisti); dai centinaia di euro spesi per fuochi d’artificio (che nostalgia al pensiero del povero Dededdu!!!), ai concertini al Forte protagonisti due giovani rampolli antiochensi (non chiedevo dei madrigali in lingua d’oc ma almeno che fossero un tantino intonati!!); dal latino-americano senza soluzione di continuità (sto preparando una petizione per bandire dj.Ezio dal suolo antiochense), ai duemila concerti dei pur bravissimi Mavriana (che abbiano il dono dell’ubiquità ?).
Arridateci l’Inverno.

Commercianti e gestori dei locali del Corso sono da tre in pagella, se non altro perché riescono in un solo colpo a, nel seguente ordine: (1) lasciar aperto il Corso a loro piacimento, contro il voler del resto della popolazione e anche contro le ordinanze del sindaco; (2) battere il record mondiale – urge telefonata al Guiness, please! – di tavolini per metro quadro detenuto da una bettola di Riccione chiamata “Romagna Mia”; (3) ideare il Palio su citato; (4) riuscire a fare andare via insoddisfatto qualsiasi turista che cada nelle grinfie di quello che io chiamo il TRBR (Triangolo delle Bermude della Ristorazione): ovvero Pierre Pub, Bar Centrale, Arizona Cafè.
Mentecatti o geni ?

Al secondo posto, quindi medaglia d’argento, per i compagni di merende bipartisan di Dino’Isauro gli allegri assessori Monica, Giovannino, Mario, Antonio, Lucia (Mariano se l’è filata!!) con le new entry’s M.Carla Baghino (ancora con quel cognome ? Eddai…) e l’epigono di Carraro in pastetta calasettana, Adriano Sanna (trema Polisportiva Sant’Antioco, trema!!!): incapaci in tre – dico tre anni – di assessorati vari di varare un solo provvedimento autosufficiente, che non sia emanazione diretta del Gran Burattinaio.
L’assessor Cangini di Roccofritto sarebbe stato ben più efficiente.
Li avete mai sentiti formulare un pensiero autonomo in Consiglio Comunale ?
Mi imbarazzo io da parte loro. E li mandano pure in televisione. BRRRRRR…
Lobotomizzati.

And the winner is…Isauro Baghino.
Dai dite la verità, ve lo aspettavate.
Per usare una di quelle metafore calcistiche che tanto spazio stanno avendo oggi nel mondo politico, se Tore Cherchi è il Ronaldinho della politica sulcitana capace, con il suo prestigio e i suoi “contatti” (veri però, signor sindaco, non scaduti!!!) di portare carrettoni di finanziamenti a Carbonia, città della quale è sindaco, Dino-Isauro è il Cristian Vieri degli amministratori comunali: stracco, imbolsito, attaccato alla poltrona-panchina con l’Attak peggio di Fazio; uno che vive della “gloria” passata e dei “ora faccio una telefonata!!! (ma secondo voi c’è davvero qualcuno dall’altra parte della cornetta ?)”.
Ma la cosa disastrosa è che, nonostante tutto, una squadra la trova sempre.
Ora per il 2006 tutti noi speriamo in un Giovanni Battista – uomo che urla nel deserto – o in qualsiasi Uomo della Provvidenza che gli spieghi che in realtà Egli è un peso morto, superato dai tempi – che reclamano fatti, non parole – e da questioni ben più gravi tipo, che so, bazzeccole tipo il futuro di Sant’Antioco.
Scaduto.

Cari amici della GA ora il gioco continuatelo voi mandandoci il vostro personalissimo Decalogo degli Orrori.
L’Uomo Nero nel frattempo vi porge i più calorosi auguri di Buon Anno, sperando che ci porti tante, tante buone nuove.

( L’Uomo Nero )