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Archivio 16 Gennaio 2006

ATTUALITA’ – La maestra del bisso dovrà emigrare

16 Gennaio 2006 7 commenti

CRONACA

SANT’ANTIOCO
LA MAESTRA DEL BISSO DOVRÀ EMIGRARE
Chiara Vigo minaccia di andare via: “Troppa indifferenza”
A Febbraio scade la concessione per i locali che ospitano il suo museo

È l’unica al mondo a conservare i segreti della lavorazione del bisso ma ora che per il suo museo non c’è posto è pronta a trasferirsi a Taranto.

Sant’Antioco potrebbe perdere il primato della lavorazione del bisso marino detenuto sinora grazie a Chiara Vigo, l’unica al mondo capace ancora di filare, tingere e tessere la seta del mare. I suoi arazzi e tappeti realizzati con i filamenti con cui la pinna nobilis si avvinghia al fondo del mare, fili preziosi con cui si realizzavano le vesti regali sin dall’antichità, potrebbero finire a Taranto.
CONTRATTO SCADUTO. Lo ha annunciato la stessa artigiana a seguito della visita degli operai del Comune che, nei giorni scorsi, avrebbero dovuto ritirare teche e pannelli dal Montegranatico dove da luglio dello scorso anno è ospitato il museo del Bisso.
“Intanto la concessione dei locali scade il mese prossimo – afferma Chiara Vigo – poi gli operai del Comune non possono toccare niente se non in presenza dei responsabili dell’associazione “Andara” con cui è stata sottoscritta la presa in carico di sala e arredi”.
Così Chiara Vigo si prepara allo scontro che potrebbe significare la partenza del bisso marino da Sant’Antioco. “Se a febbraio il Comune non rinnoverà il contratto, e questa volta direttamente a mio nome - tuona la maestra d’arte – porto tutto a Taranto dove è già pronta una associazione che si chiama “Penelope del Mediterraneo”, di cui sono la vice presidente, che ha intenzione di creare una scuola di bisso ed esporre le opere realizzate”.
LA CONCESSIONE. In città l’esposizione dei manufatti in bisso è stata possibile grazie alla concessione temporanea delle sale del Montegranatico da parte dell’assessorato comunale alla Cultura alla associazione culturale “Andara”, in atteso di affido definitivo dei locali dopo aver verificato la sua funzionalità. Il piano terra del Montegranatico ospita al momento due telai con cui Chiara Vigo dà dimostrazioni pratiche dell?arte antica, e una decina di opere tra arazzi e tappeti.
“Mi dicano quali strutture, a parte il settore archeologico – chiede Chiara Vigo – portano in inverno a Sant’Antioco 1175 persone: questo è il numero dei visitatori dal 9 agosto scorso”.
COSTRETTA A PARTIRE. A Chiara Vigo non va giù “l’indifferenza degli amministratori. Sembra che ora abbiano intenzione di utilizzare in altri modi questi locali - continua – se mi costringeranno ad andare via la città perderà un ulteriore occasione di rilancio turistico. Sono tanti i centri, di cui ho varie testimonianze, che conoscono Sant’Antioco grazie ai convegni e alle esposizioni delle mie opere”.
L’artigiana ha un’idea precisa sul modo in cui si può far diffondere l’arte nel Sulcis. “Vorrei creare un laboratorio al femminile, come quello realizzato nella primavera scorsa - spiega Chiara Vigo – in modo che le donne della città e del territorio possano esprimere la loro arte qualunque essa sia”.
Ora la palla passa al Comune.

( Tito Siddi )
Tratto da L’UNIONE SARDA del 14 Gennaio 2006

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