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Archivio 20 Gennaio 2006

ON THE MAGAZINES – Energia: siamo un Paese bloccato, diamoci una mossa

20 Gennaio 2006 Commenti chiusi

RUBRICA : ON THE MAGAZINES

“On the Magazines” : la rubrica della GA che vuole ricercare e pubblicare tutti gli interventi sul Sulcis-Iglesiente pubblicati su giornali, riviste, libri, internet o altro.
Per vedere come il nostro territorio viene descritto e fotografato da “quelli che ci vedono da fuori”.

TRATTO DA Telefree.it FreeLance Network

ENERGIA: SIAMO UN PAESE BLOCCATO, DIAMOCI UNA MOSSA

Cronaca: Ci voleva la crisi tra Ucraina e Russia per portare alla ribalta un problema che, se per alcuni paesi dell’UE è grave, per l’Italia può essere drammatico data la nostra totale dipendenza dall’estero per l’approvvigionamento energetico. Acquistiamo all’estero il metano che genera il 60% della potenza elettrica nazionale e un terzo del gas che scalda le nostre case e alimenta le nostre industrie è di provenienza siberiana.

E’ demenziale, a dir poco, bruciare il metano, la più nobile fonte primaria di energia, nelle centrali elettriche. Sarà forse difesa la qualità dell’aria (obbiettivo che si può ottenere – tramite filtri – con ogni altro combustibile), ma dal punto di vista economico lo spreco è assurdo e faraonico, dunque incomprensibile nel quadro di una gestione onesta del nostro sistema di produzione energetico.
Sul fatto poi che l’import di metano e di petrolio origini per la più parte da aree politicamente instabili, è inutile aggiungere parola.
Cosa fare allora? I duri e puri dell’ecologismo (da sempre finanziati dalle multinazionali petrolifere) proporranno il solare, l’eolico, l’idrogeno. Sull’idrogeno dovrebbero indicare una strategia produttiva che prescinda dalla trasformazione di altre fonti: petrolio, gas, elettricità. Sull’eolico non è mistero che nell’arcipelago ambientalista si annidino feroci oppositori delle torri che sfruttano il vento deturpando il panorama. Quanto al solare sarebbe interessante vedere chi – in un paese popolato intensamente come l’Italia – sarebbe disposto a sacrificare migliaia di chilometri quadrati di territorio da coprire con specchi e pannelli. Nel deserto californiano di Mojave un impianto da 500 megawatt (circa la metà della defunta centrale elettronucleare di Caorso) occuperà una superficie di 1800 ettari.
Oggi come oggi, se si vuole seriamente pensare ad una indipendenza energetica e politica della nazione, bisogna affrontare il discorso del nucleare (civile e militare). Il nostro paese, così prudente, scrupoloso, attento alla salute dei cittadini non si fa problemi ad utilizzare, e pagare profumatamente, l’energia nucleare prodotta appena oltre i nostri confini in Francia e Slovenia.
Tornare al nucleare non è un crimine né un azzardo bensì un obbligo patriottico. Semmai sarebbe un crimine consegnare alle future generazione un’Italia ancora priva di risorse energetiche.
In questo quadro va valutata con attenzione l’opzione di riaprire le miniere di carbone del Sulcis sardo troppo precipitosamente chiuse in un epoca di malinformati e superficiali ottimismi.

Tratto da TELEFREE.IT FREELANCE NETWORK
Riferimenti: TELEFREE.IT FREELANCE NETWORK