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L’OPINIONE – Forse non tutti sanno che…

23 Gennaio 2006

L’OPINIONE

FORSE NON TUTTI SANNO CHE…

Lo sapevate che il digitale terrestre, inteso come nuovo standard al quale avrebbero dovuto convertirsi tutte le televisioni operanti nel nostro Paese entro quest’anno, probabilmente non diventerà mai il sistema “ufficiale” della Tv italiana ? Il cosiddetto Switch Off – lo spegnimento dei ripetitori analogici a scapito della nuova tecnologia – avrebbe dovuto essere già in atto, almeno in Sardegna o in Valle d’Aosta. E invece ? Invece, con un decreto, il governo ha posticipato tutto all’ultimo momento, di un paio d’anni. Così, senza troppe spiegazioni, e senza che nessuno tra operatori, addetti ai lavori e legislatori, abbia protestato. Senza dubbio, la tesi prevalente è quella espressa dalla direzione generale della Rai, secondo cui “Come cavolo facciamo a spegnere l’analogico in Valle d’Aosta, dove sono stati venduti sì e no cinquemila decoder Dtt ? E chi glielo spiega alla anziana signora sarda di Sant’Antioco che la sua Tv non prenderà più niente se non si compra e non collega via scart un decoder Dtt ?”. Insomma, conoscendo la storia di questo paese, il Dtt obbligatorio per tutti è rimandato sine die. Quello che resta è un sistema in più per ricevere altri canali – i più interessanti a pagamento – e grazie al quale Rai, Mediaset e la Sette riusciranno ad arginare la crescita ormai imponente di Sky.

La tv satellitare infatti ha toccato ormai quota 3 milioni ed ottocentomila abbonamenti e il break even era a quota tre e mezzo. Murdoch sta insomma cominciando a guadagnare dopo tanti anni di investimenti, che adesso non potranno che aumentare. Ma c’è di più. Il Dtt, che avrebbe dovuto aprire l’etere ad un gran numero di operatori, in realtà è già sold out, tutto esaurito insomma. Dei diciotto multiplex previsti ed autorizzati dalla legge Gasparri, Rai ne controllerà 5, Telecom 4, Mediaset ben 6, uno il gruppo l’Espresso, uno il gruppo Profit ed uno rimane a Tarak BenAmmar, che a seconda di come tirerà il vento post elettorale, deciderà a chi venderlo. Insomma, se il Dtt fosse un albergo sarebbe prenotato per sempre ancor prima di aprire. Nel frattempo, il pubblico si gode le partite di calcio senza parabola, grazie alle tesserine prepagate di Mediaset e La7. Guarda ogni tanto il Costanzo Show fatto apposta per il digitale terrestre, più qualche canale tipo Boing – fatto per i bambini – e poco altro. E soprattutto attende che la Rai faccia qualcosa – qualunque cosa – per giustificare le spese fin qui sostenute per acquistare le frequenze e per mantenere strutture, uomini e mezzi necessari ad operazioni fin qui avvolte da mistero.

( Neon )
Tratto da L’OPINIONE.IT


Riferimenti: L’OPINIONE.IT

  1. Stefano
    24 Gennaio 2006 a 11:41 | #1

    buon giorno!

  2. Alessio Mulas
    24 Gennaio 2006 a 16:41 | #2

    Leggete questo articolo dal link:

    http://www.regione.sardegna.it/j/v/25?s=10072&v=2&c=18&t=1

    Tenete presente che l’articolo è in rete da parecchio tempo, più o meno dal periodo (se non ricordo male, novembre)in cui nei centri commerciali si offriva il decoder al prezzo di un centesimo di euro, ed a giudicare dalla fila di gente (centinaia) che ho visto da Mediaworld, in sardegna devono averne venduti tantissimi.
    A voi l’articolo ed a voi le conclusioni…

    La Regione: non spegnete la tv analogica.

    Il presidente Soru al sindacato giornalisti: chiediamo che non si spenga la tv analogica. Non hanno rispettato gli accordi sulla tv digitale terrestre. Quei decoder saranno superati fra sei mesi
    La Regione sarda chiederà che non si spenga nell?Isola il segnale della televisione analogica. ”Farò una battaglia perché non si può negare ai sardi il diritto di continuare a vedere la televisione nel modo in cui la vedono, a cominciare dai programmi del servizio pubblico”. Il Presidente Soru ha chiarito la posizione della Regione sul passaggio alla televisione digitale terrestre che si sta preparando in Sardegna oltre che nella Val d?Aosta per il mese di gennaio 2006, nel corso di un incontro con una delegazione dell?Associazione Stampa Sarda alla quale ha preso parte anche il presidente della FNSI , Franco Siddi.
    Ai cinque rappresentanti del sindacato (oltre a Siddi, il presidente dell?Associazione Francesco Birocchi, Piergiorgio Pinna, Paolo Paolini e Celestino Tabasso) il Presidente della Regione ha detto: ”Non metteremo una lira in una operazione che si sta rivelando del tutto diversa da quella che avevamo negoziato nell?aprile scorso con il Ministero delle Telecomunicazioni e le reti televisive Rai, Mediaset e La 7, firmando un protocollo che è stato totalmente disatteso”.

    La richiesta che allora la Regione avanzò, impegnandosi a investire proprie risorse, era quella di cogliere l?occasione della sperimentazione in Sardegna della tecnologia digitale terrestre, per portare nelle case dei sardi non se

  3. Alessio Mulas
    24 Gennaio 2006 a 16:44 | #3

    l’articolo è troppo lungo per essre incollato su aggiungi un commento, quindi se volete leggerlo tutto andate sul sito della regione al link che ho segnalato

  4. Simone
    24 Gennaio 2006 a 16:53 | #4

    Non ditemi che qualcuno credeva davvero alla storiella del digitale?
    E’ stato solo un altro modo per far arricchire chi sappiamo…niente di più..

  5. Alessio Mulas
    9 Febbraio 2006 a 17:28 | #5

    dillo pure il nome: Paolo Berlusconi
    e comunque in sardegna ci hanno creduto in molti!!! vorrei sapere quanti decoder hanno venduto!

I commenti sono chiusi.