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Archivio Gennaio 2006

ATTUALITA’ – Tessera sanitaria per tutti i sardi

31 Gennaio 2006 Commenti chiusi

ATTUALITA’

TESSERA SANITARIA PER TUTTI I SARDI
La Regione risparmierà fino a 70 mln di euro

Nei prossimi giorni tutti i cittadini sardi riceveranno a casa la Tessera sanitaria nazionale. Una carta plastificata che permetterà di tener sotto controllo la spesa sanitaria, e faciliterà gli utenti nell’accesso ai servizi sanitari. La spedizione avverrà ad opera dell’Agenzia delle Entrate. L’attuazione del progetto è complesso, solo in autunno inoltrato il sistema entrerà a pieno regime. La Ts sostituirà il codice fiscale in tutte le operazioni dove questo è richiesto. Permetterà di poter essere individuati e riconosciuti.

CAGLIARI - Prende il via anche in Sardegna, dopo alcuni mesi di ritardo rispetto al resto d’Italia, la distribuzione della tessera sanitaria nazionale. Un tassello indispensabile per monitorare la spesa sanitaria nazionale, e dunque regionale, e facilitare l’accesso ai servizi per i cittadini – prenotazione visite mediche – e consentirà, in futuro, di accedere alle banche dati sanitarie di ciascun utente.

Risparmio, gestione ottimale dell’informatizzazione sanitaria. Plaude Renato Soru, che insieme all’assessore alla Sanità Nerina Dirindin, all’assessore agli Affari generali Massimo Dadea, al direttore regionale dell’Agenzia delle Entrate Guglielmo Montone, e al rappresentante di Sogei Luciano Consorte, hanno presentato il progetto – realizzato dalla Regione in collaborazione con il Ministero delle Entrate, la Ragioneria Generale dello Stato e la società Sogei, partner tecnologico del Ministero delle Entrate. Il progetto è stato messo appunto dal ministero dell’Economia e delle finanze per governare le risorse spese in sanità.

“Anche in Sardegna, finalmente, si sta concretizzando” commenta il presidente della Regione Renato Soru “l’innovazione tecnologica nel sistema sanitario, agevolando il servizio ai cittadini, ed eliminando gli sprechi”. La sanità, come spiega Soru, copre la fetta del 40% del bilancio regionale, circa 2 miliardi di euro. Con il nuovo sistema si confida in un “risparmio economico del 3% sulla spesa sanitaria complessiva”, chiosa Luciano Consorte, che “in Sardegna significa 70 milioni di euro”, glossa Soru.

La tessera – che nei mesi successivi si trasformerà in una carta nazionale dei servizi, non solo sanitari, e permetterà, come sottolineato dal presidente della Regione, “di poter accedere alla banca dati con i fascicoli sanitari di ciascun cittadino” – sarà a disposizione di tutti i sardi nei prossimi 20 giorni. 170 mila ts sono state inviate a casa nella giornata di ieri, ed altrettante sono già pronte per essere inviate. Si sta lavorando per favorire l’allineamento su altre 100 mila tessere. La tessera è plastificata, la scadenza di 5 anni, leggibile con banda magnetica che con il codice a barre. Dovrà essere portata con sé dal medico di famiglia, negli ospedali, nelle farmacie, nei laboratori di analisi e nelle strutture convenzionate dove si richiede una prestazione sanitaria. Sostituirà, importante, il codice fiscale in tutte le occasione dove questo è richiesto, in banca, apertura conto corrente, operazioni bancoposta. Ma non potrà sostituire il libretto sanitario nè il certificato di esenzione dal ticket. La carta, per i non vedenti, presenta anche i caratteri braille.

“É importante ricordare” aggiunge Renato Soru “che la tessera non da di per sé le informazioni sul paziente ma è lo strumento per potervi accedere nei tempi successivi”. Ogni cittadino sarà riconoscibile, così come ogni farmacia, ogni medico di famiglia, e si saprà il numero delle ricette erogate, “strumenti indispensabili perché ogni euro speso nella sanità sia utilizzato al meglio” commenta l’assessore Dirindin.

Da ora, è bene tenere la tessera in tasca, sebbene l’intero progetto sarà attivo in tutte le sue fasi solo ad autunno inoltrato. I medici di famiglia, stanno familiarizzato con le nuove ricette, ed in questi giorni si attende la stipula di una convenzione con le farmacie, che dovranno essere in grado di saper leggere le nuove ricette e le tessere sanitarie. Poi, e si sta già lavorando, si allineeranno la banca dati delle Asl, quelle dei comuni, quelle regionali e poi quelle nazionali, “per evitare duplicazioni nell’assistenza” sottolinea il presidente Soru.

( Melina Luesu )
Tratto da SARDEGNA OGGI NEWS

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CRONACA – Sanità, un nuovo piano per la Provincia

27 Gennaio 2006 Commenti chiusi

CRONACA

SANITA’, UN NUOVO PIANO PER LA PROVINCIA
L’accordo di programma fra Asl 7 e Comuni verrà esteso a tutti i centri del territorio

CARBONIA. Atteso da quasi un lustro, l’accordo di programma fra Asl 7 e comuni della provincia di Carbonia e Iglesias per l’organizzazione e la gestione integrata dei servizi socio-sanitari, sembra finalmente avere imboccato il viale del traguardo. La novità importante, come richiesto dalle conferenze dei sindaci dei distretti di Carbonia e Iglesias e dalla provincia, è che non riguarderà solo i comuni capoluogo ma sarà esteso immediatamente anche agli altri.
Se n’è discusso ieri mattina nel corso della seduta della Conferenza d’azienda convocata nella sede centrale dell’Asl. L’organismo, convocato dal presidente della provincia Pierfranco Gaviano (nel tavolo, oltre al direttore generale dell’azienda sanitaria Benedetto Barranu, i presidenti delle conferenze dei sindaci Franco Porcu e Eusebio Baghino), aveva all’ordine del giorno tre punti, tra cui quello relativo all’accordo di programma.
L’estensione a tutti i comuni della provincia è un salto di qualità notevole: “In precedenza - ha puntualizzato Gaviano, al termine della riunione – avrebbe dovuto partire in due fasi: nella prima avrebbe coinvolto i due comuni capoluogo, e successivamente sarebbe stato esteso a tutti gli altri. L’esigenza espressa dai sindaci è stata accolta positivamente dall’Asl: credo si tratti del percorso più giusto al fine di bruciare le tappe di un percorso che non sarà certo facile, perchè notevolmente innovativo”. Sviluppare il livello di efficacia, qualità, efficienza, equità dei servizi erogati; introdurre le potenzialità per l’integrazione dei servizi sanitari, socio-sanitari e sociali omogeneizzando i livelli di assistenza territoriale; rafforzare la collaborazione fra istituzioni, valorizzando il ruolo degli enti locali; garantire l’integrazione fra i servizi pubblici e quelli del terzo settore: questi gli scopi dell’accordo, premessa allo sviluppo di servizi per la famiglia, l’infanzia, l’età evolutiva e la disabilità fisica e psichica, attraverso gestioni unitarie in ambito distrettuale, la realizzazione del modello “a rete”, cui concorrono i soggetti firmatari e non, organizzazioni sociali e onlus, cooperative sociali, volontariato e fondazioni. Nasceranno dall’accordo il Piano di zona e i Piani attuativi territoriali, per ciascun distretto, da cui scaturiranno le linee di indirizzo: tra i settori più importanti, l’assistenza domiciliare integrata ai pazienti dimessi dagli ospedali, attesa da anni. “La nostra richiesta al direttore Barranu è stata perentoria – ha spiegato Porcu, sindaco di Villamassargia – o si parte tutti insieme oppure la decisione di escludere i comuni più piccoli, seppure momentaneamente, avrebbe trovato la nostra decisa opposizione. Un avvio a due fasi, a nostro avviso, avrebbe rischiato di allungare a dismisura i tempi di completamento dell’attuazione: la riforma dei servizi sociali, la sempre maggiore integrazione fra sociale e sanitario, la premialità stabilita dalla regione con maggiori finanziamenti per i comuni che stabiliscono l’integrazione dei servizi, impone tempi più celeri”. Gli altri punti all’ordine del giorno riguardavano lo studio del Dipartimento di prevenzione dell’Asl su “Profili di comunità e salute dell’Asl n.7″ e il progetto di integrazione del volontariato impegnato nel 118. “Lo studio – ha detto Barranu – sarà pubblicato dopo la presentazione ai sindaci della provincia: si tratta di uno strumento importante per l’indicazione delle priorità dei nostri interventi”. Tra le patologie più diffuse, si segnalano quelle polmonari e il tumore della mammella nelle donne fra i 35 e i 40 anni. Il progetto per il volontariato dell’emergenza tende invece a coordinare e potenziare l’azione di una delle realtà associative più efficienti del panorama territoriale.

( Giovanni Di Pasquale )
Tratto da LA NUOVA SARDEGNA del 27 Gennaio 2006

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ATTUALITA’ – Sei aziende interessate alla Carbosulcis

26 Gennaio 2006 Commenti chiusi

ATTUALITA’

SEI AZIENDE INTERESSATE ALLA CARBOSULCIS
Il bando prevede la presentazione di un progetto per promuovere lo sviluppo economico dell’area del Sulcis Iglesiente

CAGLIARI - Sono sei le domande di partecipazione al bando per l’affidamento della concessione integrata per la gestione della miniera di carbone del Sulcis e la produzione di energia elettrica. I concorrenti sono Alcoa Europe, Edison Spa, Enel Produzione, Sardegna Energy, il gruppo Falck, Endesa Italia in associazione con Glencore International.

Si apre così la fase di prequalifica che terminerà il 17 marzo, data entro cui la Regione dovrà invitare le Aziende, che abbiano dimostrato di possedere i requisiti tecnici ed economico-finanziari previsti dal bando, a presentare la loro offerta – progetto.

Il bando prevede inoltre, tra i criteri di aggiudicazione, la presentazione di un progetto idoneo a promuovere lo sviluppo economico dell’area del Sulcis Iglesiente, consentendo anche la disponibilità di energia elettrica a costo ridotto per le imprese energivore.

Sulcis. Il progetto integrato miniera ed energia del Sulcis, recuperato e perfezionato dopo la fallita esperienza di qualche anno fa, rappresenta un importante momento per la valorizzazione delle risorse energetiche sarde e per affrontare il problema dell’occupazione di un territorio in cui la situazione del settore minerario e gli alti costi delle imprese energivore impongono di trovare soluzioni serie ed adeguate come quella della concessione integrata.

Tratto da ALGHERONOTIZIE.IT

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I Vostri Messaggi

25 Gennaio 2006 Commenti chiusi

LA GAZZETTANTIOCHENSE

I VOSTRI MESSAGGI

La Gazzettantiochense dà spazio a chiunque voglia lasciare un messaggio ma non si assume alcuna responsabilità di quanto scritto dai lettori.

PER INVIARE I MESSAGGI :
E-mail – gazzettantiochense@tiscali.it
Potete inviare anche SMS al numero – 3484095034

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- Complimenti all’amministrazione comunale di Sant’Antioco per lo splendido lavoro fatto nel Corso, complimenti ai commercianti (padroni del paese) che non hanno voluto l’area pedonale, complimenti all’ingegnere che ha progettato la pavimentazione del corso. Ma probabilmente la colpa è dell’acqua che è scesa troppo copiosa e ha fatto saltare tutte le mattonelle. COMPLIMENTI (Gianni, Sant’Antioco)

- Il Sulcis sta diventando la discarica della Sardegna. Quando ci ribelleremo a questa condizione? (Portoscuso Free)

- Vorrei mandare i miei saluti e fare i miei complimenti all’Uomo Nero, per quello che scrive e per come lo scrive. Sei un mito! Uomo Nero for President! (Un lettore)

- L’editoriale sui trasporti è davvero interessante e mostra una fotografia davvero penosa dello stato attuale dei collegamenti del nostro territorio col resto della Sardegna e dell’Italia. Siamo quasi isolati del tutto e pare che ciò non importi a chi ci amministra. Dovrebbe essere compito prioritario per i rappresentanti della nuova provincia impegnarsi per farci uscire dal nostro isolamento, sarebbe un buon inizio visto che ancora non hanno combinato un bel niente. (Una lettrice di Villamassargia)

- No al Parco a Santadi. (Bruno)

- Gran bel lavoro quello fatto nel Corso, davvero bravi. Un’altra dimostrazione di incompetenza e menefreghismo da parte della nostra “amata” amministrazione. (Una lettrice di Sant’Antioco)

- Quanti soldi sono stati spesi per il Corso ? Quanti altri per sistemarlo adesso che tutte le pietre del manto stradale sono saltate fuori ? Se questa non è mala amministrazione! (Un lettore di Sant’Antioco)

- Le condizioni del Corso a S.Antioco sono frutto di una incredibile negligenza da parte dei nostri amministratori, schiavi degli interessi di un paio di commercianti che non vogliono la chiusura della passeggiata. Bravi! Continuiamo così! Andremo lontano! (Una lettrice)

- Il Corso fa schifo? Il lavoro è stato fatto male? Di cosa ci lamentiamo ora, non siamo stati forse tutti noi abitanti, compresi sindaco e amministrazione, a non fare nulla di fronte alle sfacciate pretese dei soliti quattro commercianti! (Andrea, S.Antioco)

- Quando ci renderemo conto che la chiusura del nostro Centro Storico, da piazza S.M.Goretti fino alla Basilica è essenziale se si vuole davvero creare un paese bello e piacevole da visitare? Se continuiamo a cedere alle pressioni di commercianti o altri elementi menefreghisti non ci sarà progresso, né turistico né economico qui a Sant’Antioco. Bisogna valorizzare quel che abbiamo, cioè il luogo con più storia di tutta la Sardegna, invece siamo affogati dalla nostra stessa inerzia. Svegliamoci! (Un lettore)

- Complimenti all’Amministrazione Comunale di Sant’Antioco, maggioranza e opposizione, voi sì che lavorate per il bene della città…Fate schifo! (Un lettore)

- E’ assurdo e paradossale che gli unici a proporre qualcosa di sensato in fatto di sviluppo che pora lavoro siate soltanto voi della GA. E gli amministratori a livello provinciale e comunale che ci stanno a fare? Io sono a favore di aeroporto, università e tutte le iniziative che possono realmente portare sviluppo al nostro territorio che, se non si farà nulla, rischia di morire davvero. (Lettrice di Carbonia)

- Non vedo il motivo per cui la giunta Baghino debba ancora esistere. A volte l’arroganza non ha limiti. (un lettore di Sant’Antioco)

- Basta con queste richieste continue di denaro da parte dei pescatori. A tutti i giovani senza lavoro chi ci pensa? Forse loro non hanno diritti? (Guido, Gonnesa)

- È possibile che la nuova provincia non abbia saputo ancora creare un solo posto di lavoro ? In campagna elettorale tante promesse e tante parole invece ora si parla solo di soldi che non arrivano. Ma allora perché è nata questa provincia ? Se non c’erano soldi e strutture perché in tanti, probabilmente interessati, ci hanno fatto credere che le cose sarebbero cambiate ? Adesso abbiamo solamente altri politici da sfamare. Povera Italia, povera Sardegna, povero Sulcis Iglesiente ! (Gianni di Carbonia)

- Fate bene a evidenziare i problemi dei trasporti nel nostro territorio. Avete mai provato a prendere un treno per Cagliari da Carbonia ? Ogni volta una vera e propria odissea. Treni in ritardo o sostituiti da pullman vecchissimi, un sacco di gente stipata in vetture che ne possono contenere la metà. Questa è la situazione, da anni, e nessuno ha mai fatto qualcosa per cambiare le cose. (Una studentessa universitaria)

- Il nuovo museo di Sant’Antioco è davvero una meraviglia. Bellissimo. Sono rimasta affascinata, non immaginava che potesse contenere simili meraviglie. Chi non l’ha fatto deve assolutamente visitarlo. (Anna di Iglesias)

- Un saluto ai tifosi del Carbonia da Londra (Jimmy Ultrà)

- Monteponi Iglesias e Sant’Antioco salvi, Carbonia in Eccellenza, Fermassenti e Carloforte in Promozione. Dai ragazzi, quest’anno può essere un grande anno. (Sportivo)

- Finalmente l’Olimpia ha ripreso a vincere, grandi ragazzi! Ogni vittoria sarà per Michele, non dimentichiamolo mai! (Alessandro)

- Complimenti alla Redazione della GA. Siete grandi ! (Un affezionato lettore)

- Perchè al posto di asfaltare il Lungomare per l’inaugurazione del museo non asfaltate le altre strade di Sant’Antioco che sono in pessime condizioni ? (Anonimo)

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Potete inviare anche SMS al numero – 3484095034


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I siti del Sulcis-Iglesiente : www.prolocoiglesias.it

25 Gennaio 2006 Commenti chiusi

I SITI DEL SULCIS-IGLESIENTE

www.prolocoiglesias.it
PRO LOCO IGLESIAS

Il primo sito che vogliamo presentarvi nel 2006 è un portale molto utile e interessante, stiamo parlando di www.prolocoiglesias.it , il sito dell’Associazione Turistica Pro Loco di Iglesias.
Si tratta di un portale davvero bello, ben fatto e utile per quelli che vogliono farsi un’idea di Iglesias e delle manifestazioni che vengono organizzate dalla Pro Loco del capoluogo della Provincia.

La Home-Page ci offre, oltre al benvenuto, una frase che spiega subito quale è lo spirito dell’Associazione: “Un popolo è grande quando manifesta amore per la sua storia nel rispetto della propria cultura e delle tradizioni”. Dalla Home-Page poi si può accedere a tutte le pagine interne.

La pagina Chi Siamo ha il compito di presentare l’Associazione Pro Loco di Iglesias e le sue attività. In particolare essa ha ha il compito di provvedere al miglioramento e allo sviluppo turistico della località.

C’è poi la pagina Storia che offre un piccolo spaccato della storia iglesiente. Interessante è la breve parte dedicata alla “Villa di Chiesa”.
La pagina Iglesias ci parla della città più in particolare. Da questa pagina si può entrare in quella che descrive i musei della città (Mineralogico, delle Arti Minerarie, Etnografico).
Sono presenti poi pagine dedicate alle Convenzioni dell’Associazione, al Gruppo Folk “Is Meurreddus” di Iglesias con belle descrizioni dei costumi utilizzati, ai Candelieri con splendide fotografie raffiguranti appunto i candelieri dei vari quartieri iglesienti, al Medioevo iglesiente.

C’è anche la parte del sito più propriamente dedicata ai turisti: Case in affitto, Bed & Breakfast, Agriturismi, Alberghi e Viaggiare informati.

E poi abbiamo altre pagine, tutte molto interessanti.
Da quella dedicata alle Miniere a quella dedicata al Mare, da quella dedicata alla Montagna a quella dedicata alle bellissime Chiese di Iglesias.
Ci sono anche pagine dedicate alla Gastronomia iglesiente, agli Itinerari da percorrere, alle Manifestazioni e, infine, i Servizi Utili e i Contatti. Senza dimenticare la possibilità di conoscere la situazione metereologica dalla pagina Che tempo fa…

Menzione a parte merita la stupenda pagina dedicata alle Fotografie, in continuo aggiornamento, dove chiunque abbia delle fotografie di Iglesias può mandarle e vederle pubblicate, per costruire un vero e proprio Album Fotografico iglesiente.

Un sito, quindi, da visitare, anche perchè i gestori del portale aggiungono continuamente nuovo materiale. Un sito utile sia ai turisti che agli abitanti della zona, per conoscere un pò tutto su quello che succede ad Iglesias e dintorni.

Che aspettate a visitarlo ?

GIÀ PUBBLICATI :
1 – La Nostra Sardegna
2 – Tuttosantantioco
3 – Basilica di Sant’Antioco Martire
4 – Sulcis.com
5 – CarboniaIglesias.it
6 – Sbis
7 – IglesiasChat

Riferimenti: GA FORUM

Finalmente lo splendore della nostra Storia

24 Gennaio 2006 7 commenti


FINALMENTE LO SPLENDORE DELLA NOSTRA STORIA
Aperto il Museo Archeologico di Sant’Antioco

È stato probabilmente il parto più lungo della storia millenaria di Sant’Antioco ma alla fine, dopo decenni, il Museo Archeologico di Sant’Antioco è stato aperto.
Ci sono voluti ben cinquanta lunghi anni, trascorsi tra lentezze burocratiche, imprese fallite, incompetenze e menefreghismi, finanziamenti annunciati e mai arrivati, lavori iniziati e lasciati a metà, necessità di continui aggiornamenti dei sistemi di sicurezza, problemi di ogni genere, ma finalmente la storia di Solky si offre splendidamente agli occhi di tutti noi in tutta la sua maestosità e in tutto il suo splendore.
Vogliamo andare oltre i meriti dell’apertura del Museo, che ora tutti si vogliono accampare (a cominciare dai soliti politici di turno), per parlare di Lui, il Museo Archeologico più importante di tutta la Sardegna.
Cominciamo dal nome: Museo Archeologico Ferruccio Barreca.
Barreca fu lo scopritore della civiltà fenicio punica in Sardegna e fin dal 1956, quando iniziarono gli scavi archeologici del Tophet fenicio e della Necropoli punica, volle che gli oggetti venuti alla luce negli scavi da lui portati avanti fossero conservati in una piccola sala di Sant’Antioco, costituendo in tal modo il nucleo originario del Museo Comunale.
Il nuovo Museo Archeologico è stato allestito definitivamente tra il marzo e il dicembre del 2005 da Piero Bartoloni, direttore scientifico del Museo e docente ordinario di archeologia fenicio-punica all’università di Sassari. Insieme a lui ha collaborato Paolo Bernardini, direttore della Soprintendenza archeologica delle provincie di Cagliari e Oristano.
Il Museo rappresenta la più bella e di certo la più importante raccolta di testimonianze delle due più importanti civiltà di un passato remotissimo, quella fenicia e quella punica. All’interno della magnifica struttura sono raccolti ben quindicimila pezzi di inestimabile valore archeologico: gioielli, coppe, splendidi mosaici, ricostruzioni di tombe del V secolo a.C. e tanto tanto altro. Si offre poi un quadro organico delle attività che si svolgevano nell’antica Solky. Ci sono pannelli che illustrano tutti i siti archeologici dell’isola e i diversi strati di scavo. Ci sono le ricostruzioni del porto, con le navi e i magazzini, ma anche degli esempi di navi fenicie.
Ma l’allestimento non è finito. Molto del materiale rinvenuto a Sant’Antioco è custodito in altri musei, primo fra tutti Cagliari. Il nuovo Museo attende così la restituzione di molto di quel materiale che è giusto torni a casa, nelle teche della nuova struttura della cittadina sulcitana.
Il Museo Archeologico di Sant’Antioco rappresenta il museo della più antica città della Sardegna, il suo materiale proviene dalle aree dell’abitato che negli anni hanno dato alla luce reperti di varie epoche, si pensi soltanto alle aree della Necropoli ipogea e del Tophet. Di sicuro rappresenta una delle più importanti testimonianze, se non la più importante, delle civiltà fenicie e punica in tutta l’area del Mediterraneo, più di altri musei italiani, più del Museo di Cagliari.
Proprio con i Fenici, tra il 750 e il 500 a.C. l’antica Sulky ha conosciuto il suo massimo splendore, in tempi in cui Roma “caput mundi” era ancora un villaggio. La bella isola situata in posizione strategica al centro del Mediterraneo ebbe contatti con tutte le più grandi e ricche civiltà del passato. Sulky inviava e riceveva navi e merci da tutto il Mediterraneo.
Attualmente il Museo è testimonianza soprattutto della civiltà punica. La parte fenicia, seppur ampiamente presente, e la Necropoli in particolare, non è stata ancora scavata in quanto si trova sotto il centro abitato cittadino.
Sotto le case è nascosta una civiltà antica.
È di poco tempo fa la scoperta di una tomba fenicia venuta alla luce durante gli scavi per alcuni lavori in via Belvedere, vicino al Corso. Ora i reperti di quella tomba sono esposti in una sala del Museo.
Fra i pezzi più importanti vogliamo elencare, poco dopo l’ingresso al Museo, le imponenti statue di due leoni, in materiale tufaceo, che anticamente erano situate ai lati di una delle porte della città e sono datate tra il V e il IV secolo a.C. Le statue sono quasi del tutto integre e sono un importantissimo esempio dell’arte statuaria punica. I due leoni sono stati rinvenuti, nel 1983, nella zona della Necropoli e, nel 1988, furono fra i simboli della grande esposizione, organizzata nelle sale di Palazzo Grassi, che portò a Venezia ottocentomila visitatori che ammirarono i tesori e le testimonianze della civiltà fenicia. Abbiamo poi, fra gli oggetti più preziosi esposti nelle sale, una preziosa fascia in argento, che rivestiva la bocca di un vaso antico, sulla quale sono incisi il nome della città e di alcuni illustri notabili. Ma anche una coppa in ceramica proveniente da Tiro e che risale al IX secolo a.C., proprio in base a questa preziosissima coppa gli studiosi di archeologia considerano Solky la città più antica edificata in Sardegna. Che dire poi dello splendido mosaico di epoca romana chiamato “mosaico delle pantere” e dedicato al dio della salute e della saggezza Dioniso ? Numerose anche le terre cotte e le ceramiche.
Già, perché anche la civiltà romana è presente nella sale del Museo. Come potrebbe essere altrimenti per una città che fu Municipium dell’Impero Romano. Proprio i Romani adoravano il vino dell’antica Sulky e concessero ai suoi abitanti il privilegio di battere moneta per meriti vinicoli. I vigneti dell’isola, duemila anni fa, fornivano l’uva dalla quale i Romani traevano il pregiatissimo vino “Protropum” destinato alle mense dei ceti più elevati. Fu proprio l’imperatore Cesare che fece coniare la moneta Sardus Pater nel 59 a.C. per celebrare ed elogiare l’arte vinicola di Sulcky.
Nel Museo mancano, come detto, ancora dei reperti, così come mancano ancora dei pannelli fotografici e tutta una serie di reperti risalenti al periodo nuragico, un’altra civiltà , questa volta propriamente sarda, che pure raggiunse a Sant’Antioco espressioni notevoli. Tutti questi preziosi reperti dovrebbero essere esposti al Museo nei prossimi mesi.
L’itinerario del Museo è articolato, in via definitiva, attraverso le esposizioni dei reperti tratti dai principali scavi e giacimenti della cittadina sulcitana:
- la prima sezione comprende vetrine con materiali d’uso quotidiano e funerario, relativi al periodo Calcolitico (fine IV-III millennio a.C.) e all’età del Bronzo (II millennio a.C.), provenienti dall’area cosiddetta del Cronicario (la casa di riposo degli anziani), rinvenuti negli strati sottostanti le vestigia della città fenicia. Non mancano testimonianze di culture prenuragiche (Ozieri e Sub Ozieri), a cavalli fra il IV e III millennio a.C., e significativi frammenti di ceramica nuragica (età del bronzo).
- il fulcro del museo è come detto dedicato alla civiltà fenicia e punica. La seconda sezione ospita, infatti, quanto è stato trovato nella necropoli dell’antica Sulky. Si inizia coi plastici del tofet e del porto antico, poi seguono le vetrine con gli oggetti, soprattutto vasellame, che accompagnavano i defunti. Nel vasto andito campeggiano i due grandi leoni in pietra che probabilmente guardavano la porta settentrionale dell’antica cinta muraria; sono due splendide opere ispirate alle sculture che fin dal II millennio a.C. venivano poste alle porte delle città siro-anatoliche.
- superata la “Porta dei Leoni”, si accede alla terza sezione, anch’essa dedicata in parte alla necropoli punica. Vi troviamo appunto la ricostruzione della tomba di via Belvedere, una delle più antiche di Sulky, mentre in altre vetrine sono conservati gioielli, amuleti, maschere in terracotta e statuine. Viene poi il settore dedicato al Tophet (il santuario fenicio e punico del dio Baal Hammon e della dea Tinnit), dove, con riti particolari, venivano deposta le ossa dei fanciulli mai nati o deceduti in tenerissima età. Splendida inoltre una collezione acquisita dal Ministero e ceduta al museo, composta da oltre duecento amuleti e seicento vaghi di collana in vetro e pasta vitrea, oltre a tre coppe (di cui una recante un’iscrizione punica di oltre cento caratteri), bracciali in argento e duecento bottoni in osso.
- la quarta e ultima sezione contiene ceramiche, ossi e metalli dall’are del Cronicario, dove sono stati rinvenuti gli edifici relativi alla prima città fenicia, datati intorno al 770 a.C., ai quali si sovrapposeo un santuario, forse di Demetra, e abitazioni di età romana del III e II sec. a.C. Proprio nel segno di questa continuità sono esposti i corredi tombali della necropoli di età romana imperiale.

Siamo sicuri che saranno in tanti quelli che visiteranno il nuovo Museo. Del resto ogni amante della Storia umana non può fare a meno di visitare una delle testimonianze più importanti delle civiltà antiche. Il Museo di Sant’Antioco deve rappresentare quindi uno dei più meravigliosi centri di richiamo per gli amanti della Archeologia di tutto il mondo.
Naturalmente la nuova struttura deve essere giustamente valorizzata e pubblicizzata come merita. Si tratta di sicuro del più importante museo della Sardegna. Gli studiosi lo definiscono infatti uno dei “templi” della cultura fenicio punica del Mediterraneo.
Ma deve diventare, con l’aiuto e l’impegno di tutto, uno dei più importanti musei del mondo.

NELLA FOTO: I due splendidi leoni del Museo.

L’OPINIONE – Forse non tutti sanno che…

23 Gennaio 2006 5 commenti

L’OPINIONE

FORSE NON TUTTI SANNO CHE…

Lo sapevate che il digitale terrestre, inteso come nuovo standard al quale avrebbero dovuto convertirsi tutte le televisioni operanti nel nostro Paese entro quest’anno, probabilmente non diventerà mai il sistema “ufficiale” della Tv italiana ? Il cosiddetto Switch Off – lo spegnimento dei ripetitori analogici a scapito della nuova tecnologia – avrebbe dovuto essere già in atto, almeno in Sardegna o in Valle d’Aosta. E invece ? Invece, con un decreto, il governo ha posticipato tutto all’ultimo momento, di un paio d’anni. Così, senza troppe spiegazioni, e senza che nessuno tra operatori, addetti ai lavori e legislatori, abbia protestato. Senza dubbio, la tesi prevalente è quella espressa dalla direzione generale della Rai, secondo cui “Come cavolo facciamo a spegnere l’analogico in Valle d’Aosta, dove sono stati venduti sì e no cinquemila decoder Dtt ? E chi glielo spiega alla anziana signora sarda di Sant’Antioco che la sua Tv non prenderà più niente se non si compra e non collega via scart un decoder Dtt ?”. Insomma, conoscendo la storia di questo paese, il Dtt obbligatorio per tutti è rimandato sine die. Quello che resta è un sistema in più per ricevere altri canali – i più interessanti a pagamento – e grazie al quale Rai, Mediaset e la Sette riusciranno ad arginare la crescita ormai imponente di Sky.

La tv satellitare infatti ha toccato ormai quota 3 milioni ed ottocentomila abbonamenti e il break even era a quota tre e mezzo. Murdoch sta insomma cominciando a guadagnare dopo tanti anni di investimenti, che adesso non potranno che aumentare. Ma c’è di più. Il Dtt, che avrebbe dovuto aprire l’etere ad un gran numero di operatori, in realtà è già sold out, tutto esaurito insomma. Dei diciotto multiplex previsti ed autorizzati dalla legge Gasparri, Rai ne controllerà 5, Telecom 4, Mediaset ben 6, uno il gruppo l’Espresso, uno il gruppo Profit ed uno rimane a Tarak BenAmmar, che a seconda di come tirerà il vento post elettorale, deciderà a chi venderlo. Insomma, se il Dtt fosse un albergo sarebbe prenotato per sempre ancor prima di aprire. Nel frattempo, il pubblico si gode le partite di calcio senza parabola, grazie alle tesserine prepagate di Mediaset e La7. Guarda ogni tanto il Costanzo Show fatto apposta per il digitale terrestre, più qualche canale tipo Boing – fatto per i bambini – e poco altro. E soprattutto attende che la Rai faccia qualcosa – qualunque cosa – per giustificare le spese fin qui sostenute per acquistare le frequenze e per mantenere strutture, uomini e mezzi necessari ad operazioni fin qui avvolte da mistero.

( Neon )
Tratto da L’OPINIONE.IT


Riferimenti: L’OPINIONE.IT

TURISMO – STL: I Sindaci della Provincia firmano il protocollo d’intesa

21 Gennaio 2006 Commenti chiusi

TURISMO

SISTEMA TURISTICO LOCALE
I SINDACI DELLA PROVINCIA FIRMANO IL PROTOCOLLO D’INTESA

CARBONIA. Il Sistema Turistico Locale della provincia di Carbonia Iglesias è da ieri una realtà.
L’accordo di programma è stato firmato ieri da tutti i sindaci dell’area provinciale chiamata a raccolta dalla Provincia che è riuscita ad aggregare progetti e aspirazioni singole per la realizzazione di un progetto complesso di sviluppo turistico.
“Abbiamo messo in piedi un programma destinato a posizionare, nel mercato turistico nazionale e internazionale, una nuova realtà e una nuova destinazione turistica, e a renderla conoscibile e fruibile – ha spiegato l’assessore al turismo Alberto Sechi – La risposta delle Amministrazioni e del mondo imprenditoriale legato al settore è stata entusiasta e totale. Hanno aderito al sistema i 23 comuni dell’area, i consorzi turistici e le diverse associazioni che operano nel campo del turismo”. Sul progetto elaborato e le sue linee direttrici rimane ancora molto riserbo.
La divulgazione delle strategie, sia di marketing, che di contenuti è stata rinviata ad un prossimo futuro; successivamente, comunque, alla data di scadenza dei termini per la presentazione del progetto.
Le diverse aree territoriali, infatti, sono in qualche modo in concorrenza fra loro, e finanziamenti, e entità degli stessi, potrebbero dipendere in parte anche dalla originalità delle iniziative che si intendono mettere in campo.
La data originaria per la presentazione dei progetti era stata fissata allo scorso 15 dicembre, poi tutto era slittato di circa un mese, anche per le difficoltà delle amministrazioni di elaborare piani e accordi in un tempo che era ristrettissimo. E ora il territorio sembra pronto alla nuova sfida.

(g.f.n.)
Tratto da LA NUOVA SARDEGNA del 20 Gennaio 2006

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ON THE MAGAZINES – Energia: siamo un Paese bloccato, diamoci una mossa

20 Gennaio 2006 Commenti chiusi

RUBRICA : ON THE MAGAZINES

“On the Magazines” : la rubrica della GA che vuole ricercare e pubblicare tutti gli interventi sul Sulcis-Iglesiente pubblicati su giornali, riviste, libri, internet o altro.
Per vedere come il nostro territorio viene descritto e fotografato da “quelli che ci vedono da fuori”.

TRATTO DA Telefree.it FreeLance Network

ENERGIA: SIAMO UN PAESE BLOCCATO, DIAMOCI UNA MOSSA

Cronaca: Ci voleva la crisi tra Ucraina e Russia per portare alla ribalta un problema che, se per alcuni paesi dell’UE è grave, per l’Italia può essere drammatico data la nostra totale dipendenza dall’estero per l’approvvigionamento energetico. Acquistiamo all’estero il metano che genera il 60% della potenza elettrica nazionale e un terzo del gas che scalda le nostre case e alimenta le nostre industrie è di provenienza siberiana.

E’ demenziale, a dir poco, bruciare il metano, la più nobile fonte primaria di energia, nelle centrali elettriche. Sarà forse difesa la qualità dell’aria (obbiettivo che si può ottenere – tramite filtri – con ogni altro combustibile), ma dal punto di vista economico lo spreco è assurdo e faraonico, dunque incomprensibile nel quadro di una gestione onesta del nostro sistema di produzione energetico.
Sul fatto poi che l’import di metano e di petrolio origini per la più parte da aree politicamente instabili, è inutile aggiungere parola.
Cosa fare allora? I duri e puri dell’ecologismo (da sempre finanziati dalle multinazionali petrolifere) proporranno il solare, l’eolico, l’idrogeno. Sull’idrogeno dovrebbero indicare una strategia produttiva che prescinda dalla trasformazione di altre fonti: petrolio, gas, elettricità. Sull’eolico non è mistero che nell’arcipelago ambientalista si annidino feroci oppositori delle torri che sfruttano il vento deturpando il panorama. Quanto al solare sarebbe interessante vedere chi – in un paese popolato intensamente come l’Italia – sarebbe disposto a sacrificare migliaia di chilometri quadrati di territorio da coprire con specchi e pannelli. Nel deserto californiano di Mojave un impianto da 500 megawatt (circa la metà della defunta centrale elettronucleare di Caorso) occuperà una superficie di 1800 ettari.
Oggi come oggi, se si vuole seriamente pensare ad una indipendenza energetica e politica della nazione, bisogna affrontare il discorso del nucleare (civile e militare). Il nostro paese, così prudente, scrupoloso, attento alla salute dei cittadini non si fa problemi ad utilizzare, e pagare profumatamente, l’energia nucleare prodotta appena oltre i nostri confini in Francia e Slovenia.
Tornare al nucleare non è un crimine né un azzardo bensì un obbligo patriottico. Semmai sarebbe un crimine consegnare alle future generazione un’Italia ancora priva di risorse energetiche.
In questo quadro va valutata con attenzione l’opzione di riaprire le miniere di carbone del Sulcis sardo troppo precipitosamente chiuse in un epoca di malinformati e superficiali ottimismi.

Tratto da TELEFREE.IT FREELANCE NETWORK
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CRONACA – Carbonia, nascerà centro intermodale passeggeri

18 Gennaio 2006 1 commento


CRONACA

CARBONIA, NASCERA’ CENTRO INTERMODALE PASSEGGERI

Rivoluzione nel mondo dei trasporti. Nascerà, entro due anni, il centro intermodale passeggeri a Carbonia, dopo che Regione, Comune, Provincia di Carbonia-Iglesias e Rfi hanno firmato nei giorni scorsi l’accordo di programma. La struttura favorirà l’integrazione fra i vari sistemi di trasporto, treno, bus e auto.

CARBONIA - Nasce il centro intermodale passeggeri a Carbonia. Nei giorni scorsi è stato firmato l’accordo di programma tra Regione, Comune, Provincia di Carbonia-Iglesias e Rfi. Il progetto messo a punto dall’amministrazione della città mineraria prende il via, ma per l’approvazione definitiva occorrerà attendere il termine della conferenza dei servizi, in programma fra 15 giorni, a cui prenderanno parte i firmatari dell’intesa.

Il piano prevede che la struttura in grado di favorire l’integrazione tra i vari sistemi di trasporto, treno, bus e auto, nasca attorno alla stazione Fs, che sarà spostata in altra zona della città. “E’ di fondamentale importanza” commenta l’assessore ai trasporti Sandro Broccia “che linee e servizi siano coerenti e all’altezza dei bisogni dei cittadini. Per favorire l’integrazione tra diversi mezzi di trasporto servono infrastrutture”.

L’investimento è di 8,8 milioni di euro, e la consegna dell’opera da parte dell’impresa che vincerà la gara d’appalto dovrà avvenire al massimo antro due anni. “Il progetto” continua l’assessore “si configura all’interno dell’obiettivo primario del Governo regionale, che punta ad estendere l’intermodalità in tutto il territorio dell’isola, con una particolare attenzione alla valorizzazione e allo sviluppo del trasporto ferroviario, necessario alla razionalizzazione e al riequilibrio dell’intero sistema della mobilità in Sardegna”.

Il centro intermodale, il primo finanziato interamente dalla Regione con fondi Cipe, seguiranno altre sei strutture gemelle ad Iglesias, Oristano, Macomer, Nuoro, Abbasanta, San Gavino, dove l’opera è parte integrante di un piano più ampio che comprende il raddoppio del binario e la costruzione di una nuova stazione. Il centro intermodale di Sassari sarà invece realizzato dall’Arst con risorse Ue.

Carbonia inaugurerà un nuovo modo di viaggiare, rivoluzionando le abitudini dei pendolari sardi. “La Sardegna” conclude Broiccia “è fanalino di coda. Nel resto d’Italia sedici persone su cento preferiscono treno e autobus all’automobile. Qui se ne servono otto cittadini su cento”.

( Tratto da SARDEGNA OGGI NEWS )

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