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CRONACA – "Sconti energetici o il territorio morirà"

1 Febbraio 2006

CRONACA

“SCONTI ENERGETICI O IL TERRITORIO MORIRÀ”
Una lettera riservata del vescovo Pillola sollecita l?iniziativa del ministro Pisanu

IGLESIAS. Il salvataggio delle industrie metallurgiche e chimiche dell’isola è legato a una nuova politica nazionale e comunitaria che abbatte i prezzi dell’energia elettrica in un piano che valorizzi il bacino carbonifero del Sulcis. Ma nell’immediato occorre che la Commissione europea approvi le decisioni dell’autorità dell’energia che ha già definito le tabelle-prezzi per la Portovesme srl, Alcoa, Eurallumina, Syndial e Ila. Ne è convinto anche il vescovo Tarcisio Pillola, che sull’argomento ha consegnato una sollecitazione riservata al ministro degli interni Pisanu.

Il territorio è sotto pressione ed è convinzione unanime che l’impulso decisivo, per convincere Bruxelles a riconoscere gli sconti proposti, è nelle mani del governo nazionale che deve premere sulla commissione sulla concorrenza al fine di emettere un giudizio favorevole alle industrie energivore sarde. Anche il vescovo Tarcisio Pillola, data la gravità del momento, ha sentito il dovere di far sentire il proprio autorevole parere scrivendo una lettera al ministro Pisanu.
“La recente visita che l’onorevole Berlusconi, assieme a lei, ha compiuto recentemente in Sardegna, ha consentito di approfondire la conoscenza della drammatica situazione occupazionale esistente, specie nelle industrie del Sulcis Iglesiente, mi suggeriscono l’opportunità di rinnovare la richiesta del suo autorevole interessamento presso il presidente del consiglio. È da anni che si trascina il problema dell’alto costo dell’energia, attualmente all’esame dell’Unione Europea, che se non verrà risolto sollecitamente determinerà un forte impatto negativo nel territorio”.
Il rigetto da parte dell’UE delle proposte dell’Autorità dell’energia e del gas determinerebbe il ridimensionamento degli organici nelle fabbriche della zona.
“Questo territorio – aggiunge il vescovo di Iglesias – registra oltre trentamila disoccupati e un provvedimento negativo porterebbe a un’ulteriore riduzione di migliaia di posti di lavoro. Questa situazione, oltre che alla Portovesme srl, unica impresa italiana a produrre zinco, piombo, argento e oro, penalizza tutte le società energivore del Sulcis Iglesiente che danno lavoro a circa seimila lavoratori. La società, fino ad oggi, ha potuto resistere alla crisi grazie alla diversificazione della produzione e all’alto senso di responsabilità dei dirigenti e degli operai ma, se il problema del costo dell’energia non dovesse risolversi positivamente e a breve scadenza, c’è il rischio che la direzione aziendale ridimensioni gli ingenti investimenti già programmati o proceda addirittura al trasferimento degli impianti in altra località”.
Il vescovo teme che la multinazionale Glencore, che ha decine di stabilimenti in varie parti del mondo, a causa degli alti prezzi dell’energia, decida di potenziare le produzioni delle fabbriche dove la bolletta energetica è più vantaggiosa.
“Sono convinto che se si dovesse esaurire anche questa fonte di lavoro – prosegue monsignor Pillola nella lettera indirizzata al ministro – una gravissima crisi investirebbe tutti i settori, compreso l’ordine pubblico. Conoscendo la sua profonda sensibilità per questa isola, di cui è figlio, nutro grande fiducia nel suo interessamento per la soluzione di questo grave problema a favore di una comunità – conclude il vescovo – che è stata duramente provata e c’è il rischio che perda la fiducia nelle pubbliche istituzioni”.

Tratto da LA NUOVA SARDEGNA del 31 Gennaio 2006

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