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Iglesias, a proposito di frazioni e periferie

3 Febbraio 2006

INTERVENTI (di Massimo Meloni)

IGLESIAS, A PROPOSITO DI FRAZIONI E PERIFERIE:
UNA BREVE RIFLESSIONE

La recente iniziativa sulle frazioni, posta in essere dai Ds di Iglesias in data 31/1/2006, riporta al centro del dibattito politico iglesiente l’annosa questione delle periferie e delle frazioni.
Per troppi anni le frazioni e le periferie sono state utilizzate dai politici di turno che, nel pieno dello svolgimento delle proprie campagne elettorali, ne hanno cavalcato le esigenze e le istanze salvo poi dimenticarsi delle stesse una volta saliti sugli scranni del consiglio comunale.
Le ultime elezioni comunali ad Iglesias che hanno portato alla guida della cittadina mineraria Pierluigi Carta, espressione dell’attuale maggioranza di centro sinistra, erano state interpretate dai cittadini come un vero e proprio spartiacque rispetto ai problemi irrisolti del passato, in particolar modo quelli delle periferie e delle frazioni.
Le ragioni perché i cittadini considerassero le ultime elezioni comunali ad Iglesias come gravide di positivi cambiamenti, per le sorti delle realtà più isolate e dimenticate della loro cittadina, c’erano tutte; difatti Pierluigi Carta si era presentato alle elezioni con un programma che, da un lato, puntava molto sul rinnovamento del tessuto economico di Iglesias e del suo territorio ma che, da un altro, poneva esplicitamente le esigenze delle frazioni e delle periferie al centro dell’attenzione.
Alla pagina 23 del programma amministrativo, scritto dall’attuale sindaco in collaborazione con gli esponenti delle forze politiche del centro sinistra cittadino, era stato scritto chiaramente come rientrassero fra i punti programmatici dell’attuale giunta l’apertura di un confronto con i cittadini delle periferie e delle frazioni, ai fini di verificarne le esigenze più immediate, così come l’apertura di un confronto con le FMS avente per oggetto il problema dei trasporti nelle frazioni.
In realtà, sin dai momenti immediatamente successivi all’elezione di Carta alla carica di sindaco la giunta comunale è caduta in una situazione di quasi totale immobilismo, per lo meno riguardo ai problemi dei cittadini delle frazioni e delle periferie.
Il rifiuto opposto dal sindaco ai Democratici di Sinistra, circa la loro richiesta di un numero di assessori proporzionale ai voti da essi portati alla coalizione e alla sua persona, ha letteralmente intorbidato i rapporti interni alla maggioranza che amministra Iglesias rendendo lettera morta ogni affermazione e frase sulla necessità di rinnovamento e di maggiore giustizia nella cittadina mineraria.
Nell’ambito di una situazione caratterizzata per un continuo braccio di ferro fra DS e sindaco, con le forze politiche minori destinate a svolgere un puro ruolo di supporto o di una o dell’altra delle parti in conflitto, ecco che ha fatto capolino l’unica proposta organica fatta dalla giunta: la costruzione fra via Crocifisso e via XX Settembre di una grande area parcheggio con spazio ristorazione, dove poter lasciare le auto e da dove poter prendere autobus per spostarsi nel resto della città, in particolar modo nel centro storico.
Il progetto sopra descritto dovrebbe reggersi su finanziamenti europei e regionali per un costo complessivo di 6 milioni di euro; naturalmente, nell’annuncio che di tale progetto è stato dato dal sindaco e dall’assessore all’urbanistica Carlo Saragat, delle problematiche delle frazioni e delle periferie non vi è traccia.
Eppure anche queste isolate e spesso dimenticate parti della cittadina mineraria dovrebbero essere prese in considerazione da una razionale pianificazione urbanistica.
Ben vengano allora le iniziative portate avanti dai Democratici di Sinistra o da qualsiasi altra forza politica sui problemi delle frazioni e delle periferie, sempre che in buona fede e sostenute da atti concreti, mirati al miglioramento di tali zone del tessuto cittadino.
In fondo fra poco più di due mesi incombono le elezioni; qualcuno diceva che a pensar male si fa peccato ma che in fondo, qualche volta, ci si azzecca.

MASSIMO MELONI

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