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INTERVISTA – Angelo Loi, Comitato di Difesa della Costituzione

6 Febbraio 2006

INTERVISTE GA

ANGELO LOI
del “COMITATO DI DIFESA DELLA COSTITUZIONE” DEL SULCIS IGLESIENTE

( Intervista di Massimo Meloni )

Anche nel territorio del Sulcis Iglesiente, così come sul resto del territorio nazionale, si è svolta la campagna di “raccolta firme” per il referendum abrogativo della riforma costituzionale voluta dall’attuale governo nazionale di centro destra.
La “raccolta firme”, che si è conclusa domenica 5 Febbraio, è stata organizzata sul territorio nazionale dal “Comitato di Difesa della Costituzione”, organismo formato da partiti e associazioni dell’area di centro sinistra che ha come presidente Oscar Luigi Scalfaro e che ha una sua diramazione anche sul nostro territorio.
Sul territorio sulcitano il centro operativo del Comitato è stata la Camera del Lavoro che si è contraddistinta per avere organizzato la raccolta delle firme, in tutti i paesi del Sulcis Iglesiente dove è stato possibile, in maniera scrupolosa e metodica.
Grazie all’impegno degli esponenti locali del “Comitato di Difesa della Costituzione” è stato possibile raccogliere firme a Carbonia, Iglesias, Portoscuso, Calasetta, S. Giovanni Suergiu, Giba, S.Anna Arresi, Sant’Antioco, Carloforte, Buggerru, Fluminimaggiore, Villamassargia, Domusnavas e Musei.
Ma qual è il motivo che ha portato alla nascita, su scala nazionale, di un “Comitato di Difesa della Costituzione” ? Quali sono i motivi che hanno spinto esponenti di partiti e associazioni del centro sinistra, ma anche centinaia di comuni cittadini, ad opporsi alla riforma costituzionale voluta dall’attuale governo di centro destra ?
Ne parliamo con Angelo Loi, della segreteria della Camera del Lavoro del Sulcis Iglesiente e responsabile del Comitato in questo territorio.

GA: La riforma costituzionale voluta dal centro destra sarebbe, secondo gli esponenti del governo, legittimata da una reale necessità di rinnovamento per il paese. Perché allora opporvisi ?

Angelo Loi: La necessità di rinnovare meccanismi attinenti alle decisioni da prendere in campo economico o amministrativo, così come di tenere in adeguata considerazione le istanze delle varie realtà regionali e periferiche non si discute. Ma è tutto da vedere che l’attuale riforma costituzionale assolva a tale necessità.

GA: In che senso? Se l’attuale riforma costituzionale non svolge le funzioni che, pure, il governo di centro destra le attribuisce quali effetti produrrebbe ?

Angelo Loi: Guardi, sul piano immediato dei rapporti fra Parlamento e capo del governo, un effetto di rafforzamento del potere della prima figura a discapito della seconda. E questo per il potere che la riforma riconosce al primo ministro di sciogliere le camere qualora lo ritenesse necessario. Una situazione decisamente paradossale giacchè si invertirebbero i termini del rapporto fra Parlamento e capo del governo in una Repubblica, quale è quella italiana, ancora ufficialmente parlamentare.

GA: D’accordo, però si potrebbe obiettare che un simile cambiamento nei rapporti fra parlamento e governo potrebbe essere legittimo, nel senso che una tale riforma darebbe finalmente più stabilità all’esecutivo evitando che possa essere sottoposto a continui ricatti da parte del Parlamento. Potrebbe essere che i cittadini italiani non avvertano come negativo un cambiamento nei rapporti fra Governo e Parlamento nei termini che lei ha illustrato.

Angelo Loi: A nostro avviso questa riforma squilibra letteralmente a favore del Premier, con forti rischi di personalizzazione del potere politico, il rapporto fra questi e il Parlamento e comunque dietro la riforma si nasconde un vero e proprio attentato all’universalità dei diritti, garantita dalla Costituzione, nata dalla lotta di liberazione
dal nazifascismo.

GA: Ma scusi, il progetto di trasferimento di ampi poteri alle regioni, nell’ambito di una visione federale dello Stato, non dovrebbe in realtà aumentare i diritti delle istanze di base della società ?

Angelo Loi: A parte che la riforma prevede esplicitamente il potere da parte del Senato, del Presidente della Repubblica o del Governo di annullare i provvedimenti legislativi emanati dai legittimi organismi legislativi regionali in nome di un non ben definito “interesse nazionale”, sono assegnati alle regioni poteri legislativi in materia di sanità, istruzione e polizia. Ha presente cosa significa ciò ? Su questioni come la sicurezza e l’istruzione, dove dovrebbero valere regole univoche per tutti noi, andremo incontro ad una frammentazione e ad una babele senza precedenti. Potenzialmente si potrebbero avere 20 sistemi di polizia e 20 sistemi scolastici.

GA: E la Sanità ?

Angelo Loi: La Sanità, come l’Istruzione secondo quanto già detto, sarebbe fortemente frammentata. Ma il problema per entrambi i sistemi, quello scolastico e quello sanitario, è dato dal fatto che le regioni con maggiori risorse finanziarie potranno garantirsi scuole e ospedali con strutture e servizi di buon livello, cosa che non potranno permettersi le altre regioni. E’ palese che in un simile contesto il Meridione e la Sardegna sarebbero enormemente penalizzati. In realtà dietro il drappo ideologico della cosiddetta “devolution”, del “maggiore potere” alle regioni, si celano propositi di demolizione dell’universalità dei diritti e della solidarietà che ha sempre contraddistinto il nostro modello di stato sociale.

GA: Alla luce di quanto ha detto i rischi, sia per quel che riguarda un indebolimento del livello di democrazia nel nostro paese che per quel che
riguarda un ulteriore peggioramento delle condizioni di vita nel Meridione, sono notevoli. Occorre forse uno scatto d’orgoglio da parte degli italiani ?

Angelo Loi: Occorre acquisire maggiore consapevolezza delle storture che una tale riforma causerebbe alle istituzioni e al tessuto di convivenza democratica dei cittadini e prepararsi quanto prima alla mobilitazione contro questa legge costituzionale infausta. Più saremo a difendere la costituzione repubblicana nata dalla Resistenza ed i suoi valori di solidarietà e democrazia e maggiori saranno le possibilità di
lasciarci dietro questa brutta legge di riforma costituzionale.

( Intervista di Massimo Meloni )

Riferimenti: GA FORUM

  1. francesco
    7 Febbraio 2006 a 13:26 | #1

    Le competenze legislative di Stato e Regioni secondo l?articolo 117
    L?articolo 117 della Costituzione viene profondamente riformato in ordine alla
    distribuzione delle materie di competenza statale e regionale.
    Come è possibile evincere dal nuovo testo si apportano delle correzioni a norme sul
    riparto di competenze risultante dalla riforma del Titolo V che avevano dato luogo a
    conflitti Stato-regioni o erano comunque apparse incongruenti.
    Il nuovo riparto di competenze è dunque il seguente (Legenda: in grassetto le
    disposizioni nuove; in grassetto barrato la parti eliminate. Il quarto e l?ottavo
    comma sono stati integralmente sostituiti):
    «La potestà legislativa è esercitata dallo Stato e dalle Regioni nel rispetto della
    Costituzione, nonché dei vincoli derivanti dall’ordinamento comunitario e dagli
    obblighi internazionali.
    Lo Stato ha legislazione esclusiva nelle seguenti materie:
    a) politica estera e rapporti internazionali dello Stato; rapporti dello Stato con
    l’Unione europea; diritto di asilo e condizione giuridica dei cittadini di Stati non
    appartenenti all’Unione europea; promozione internazionale del sistema economico
    e produttivo nazionale;
    b) immigrazione;
    c) rapporti tra la Repubblica e le confessioni religiose;
    d) difesa e Forze armate; sicurezza dello Stato; armi, munizioni ed esplosivi;
    e) politica monetaria; moneta, tutela del risparmio e del credito e mercati finanziari;
    tutela della concorrenza e organizzazioni comuni di mercato; sistema valutario;
    sistema tributario e contabile dello Stato; perequazione delle risorse finanziarie;
    f) organi dello Stato e relative leggi elettorali; referendum statali; elezione del
    Parlamento europeo;
    g) ordinamento e organizzazione amministrativa dello Stato e degli enti pubblici
    nazionali;
    h) ordine pubblico e sicurezza, ad esclusione della polizia amministrativa regionale e
    locale;
    i) cittadinanza, stato civile e anagrafi;
    l) giurisdizione e norme processuali; ordinamento civile e penale; giustizia
    amministrativa;
    m) determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e
    sociali che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale;
    m-bis) norme generali sulla tutela della salute, sicurezza e qualità alimentari;
    n) norme generali sull’istruzione;
    o) previdenza sociale; sicurezza del lavoro;
    p) legislazione elettorale, organi di governo e funzioni fondamentali di Comuni,
    Province e Città metropolitane; ordinamento della capitale;
    11
    q) dogane, protezione dei confini nazionali e profilassi internazionale;
    r) pesi, misure e determinazione del tempo; coordinamento informativo statistico e
    informatico dei dati dell’amministrazione statale, regionale e locale; opere
    dell’ingegno;
    s) tutela dell’ambiente, dell’ecosistema e dei beni culturali;
    t) grandi reti strategiche di trasporto e di navigazione di interesse nazionale e
    relative norme di sicurezza;
    u) ordinamento della comunicazione;
    v) ordinamento delle professioni intellettuali; ordinamento sportivo nazionale;
    z) produzione strategica, trasporto e distribuzione nazionali dell’energia.
    Sono materie di legislazione concorrente quelle relative a: rapporti internazionali e
    con l’Unione europea delle Regioni; commercio con l’estero; tutela e sicurezza del
    lavoro; istruzione, salva l’autonomia delle istituzioni scolastiche e con esclusione
    della istruzione e della formazione professionale; professioni; ricerca scientifica e
    tecnologica e sostegno all’innovazione per i settori produttivi; tutela della salute;
    alimentazione; ordinamento sportivo regionale; protezione civile; governo del
    territorio; porti e aeroporti civili; grandi reti di trasporto e di navigazione reti di
    trasporto e di navigazione; ordinamento della comunicazione comunicazione di
    interesse regionale, ivi compresa l’emittenza in ambito regionale, la promozione
    in ambito regionale dello sviluppo delle comunicazioni elettroniche; produzione,
    trasporto e distribuzione nazionale dell’energia produzione, trasporto e
    distribuzione dell’energia; previdenza complementare e integrativa; armonizzazione
    dei bilanci pubblici e coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario;
    valorizzazione dei beni culturali e ambientali e promozione e organizzazione di
    attività culturali; casse di risparmio, casse rurali, aziende di credito a carattere
    regionale; enti di credito fondiario e agrario a carattere regionale; istituti di
    credito a carattere regionale. Nelle materie di legislazione concorrente spetta alle
    Regioni la potestà legislativa, salvo che per la determinazione dei principi
    fondamentali, riservata alla legislazione dello Stato.
    Spetta alle Regioni la potestà legislativa esclusiva nelle seguenti materie:
    a) assistenza e organizzazione sanitaria;
    b) organizzazione scolastica, gestione degli istituti scolastici e di formazione, salva
    l’autonomia delle istituzioni scolastiche;
    c) definizione della parte dei programmi scolastici e formativi di interesse specifico
    della Regione;
    d) polizia amministrativa regionale e locale;
    e) ogni altra materia non espressamente riservata alla legislazione dello Stato.
    Le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano, nelle materie di loro
    competenza, partecipano alle decisioni dirette alla formazione degli atti normativi
    comunitari e provvedono all’attuazione e all’esecuzione degli accordi internazionali e
    degli atti dell’Unione europea, nel rispetto delle norme di procedura stabilite da legge
    dello Stato, che disciplina le modalità di esercizio del potere sostitutivo in caso di
    inadempienza.
    12
    La potestà regolamentare spetta allo Stato nelle materie di legislazione esclusiva,
    salva delega alle Regioni. La potestà regolamentare spetta alle Regioni in ogni altra
    materia. I Comuni, le Province e le Città metropolitane hanno potestà regolamentare
    in ordine alla disciplina dell’organizzazione e dello svolgimento delle funzioni loro
    attribuite.
    Le leggi regionali rimuovono ogni ostacolo che impedisce la piena parità degli
    uomini e delle donne nella vita sociale, culturale ed economica e promuovono la
    parità di accesso tra donne e uomini alle cariche elettive.
    La Regione interessata ratifica con legge le intese della Regione medesima con
    altre Regioni per il miglior esercizio delle proprie funzioni amministrative,
    prevedendo anche l’istituzione di organi amministrativi comuni.
    Nelle materie di sua competenza la Regione può concludere accordi con Stati e intese
    con enti territoriali interni ad altro Stato, nei casi e con le forme disciplinati da leggi
    dello Stato.»

  2. francesco
    7 Febbraio 2006 a 13:27 | #2

    Le competenze legislative di Stato e Regioni secondo l?articolo 117
    L?articolo 117 della Costituzione viene profondamente riformato in ordine alla
    distribuzione delle materie di competenza statale e regionale.
    Come è possibile evincere dal nuovo testo si apportano delle correzioni a norme sul
    riparto di competenze risultante dalla riforma del Titolo V che avevano dato luogo a
    conflitti Stato-regioni o erano comunque apparse incongruenti.
    Il nuovo riparto di competenze è dunque il seguente (Legenda: in grassetto le
    disposizioni nuove; in grassetto barrato la parti eliminate. Il quarto e l?ottavo
    comma sono stati integralmente sostituiti):
    «La potestà legislativa è esercitata dallo Stato e dalle Regioni nel rispetto della
    Costituzione, nonché dei vincoli derivanti dall’ordinamento comunitario e dagli
    obblighi internazionali.
    Lo Stato ha legislazione esclusiva nelle seguenti materie:
    a) politica estera e rapporti internazionali dello Stato; rapporti dello Stato con
    l’Unione europea; diritto di asilo e condizione giuridica dei cittadini di Stati non
    appartenenti all’Unione europea; promozione internazionale del sistema economico
    e produttivo nazionale;
    b) immigrazione;
    c) rapporti tra la Repubblica e le confessioni religiose;
    d) difesa e Forze armate; sicurezza dello Stato; armi, munizioni ed esplosivi;
    e) politica monetaria; moneta, tutela del risparmio e del credito e mercati finanziari;
    tutela della concorrenza e organizzazioni comuni di mercato; sistema valutario;
    sistema tributario e contabile dello Stato; perequazione delle risorse finanziarie;
    f) organi dello Stato e relative leggi elettorali; referendum statali; elezione del
    Parlamento europeo;
    g) ordinamento e organizzazione amministrativa dello Stato e degli enti pubblici
    nazionali;
    h) ordine pubblico e sicurezza, ad esclusione della polizia amministrativa regionale e
    locale;
    i) cittadinanza, stato civile e anagrafi;
    l) giurisdizione e norme processuali; ordinamento civile e penale; giustizia
    amministrativa;
    m) determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e
    sociali che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale;
    m-bis) norme generali sulla tutela della salute, sicurezza e qualità alimentari;
    n) norme generali sull’istruzione;
    o) previdenza sociale; sicurezza del lavoro;
    p) legislazione elettorale, organi di governo e funzioni fondamentali di Comuni,
    Province e Città metropolitane; ordinamento della capitale;
    11
    q) dogane, protezione dei confini nazionali e profilassi internazionale;
    r) pesi, misure e determinazione del tempo; coordinamento informativo statistico e
    informatico dei dati dell’amministrazione statale, regionale e locale; opere
    dell’ingegno;
    s) tutela dell’ambiente, dell’ecosistema e dei beni culturali;
    t) grandi reti strategiche di trasporto e di navigazione di interesse nazionale e
    relative norme di sicurezza;
    u) ordinamento della comunicazione;
    v) ordinamento delle professioni intellettuali; ordinamento sportivo nazionale;
    z) produzione strategica, trasporto e distribuzione nazionali dell’energia.
    Sono materie di legislazione concorrente quelle relative a: rapporti internazionali e
    con l’Unione europea delle Regioni; commercio con l’estero; tutela e sicurezza del
    lavoro; istruzione, salva l’autonomia delle istituzioni scolastiche e con esclusione
    della istruzione e della formazione professionale; professioni; ricerca scientifica e
    tecnologica e sostegno all’innovazione per i settori produttivi; tutela della salute;
    alimentazione; ordinamento sportivo regionale; protezione civile; governo del
    territorio; porti e aeroporti civili; grandi reti di trasporto e di navigazione reti di
    trasporto e di navigazione; ordinamento della comunicazione comunicazione di
    interesse regionale, ivi compresa l’emittenza in ambito regionale, la promozione
    in ambito regionale dello sviluppo delle comunicazioni elettroniche; produzione,
    trasporto e distribuzione nazionale dell’energia produzione, trasporto e
    distribuzione dell’energia; previdenza complementare e integrativa; armonizzazione
    dei bilanci pubblici e coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario;
    valorizzazione dei beni culturali e ambientali e promozione e organizzazione di
    attività culturali; casse di risparmio, casse rurali, aziende di credito a carattere
    regionale; enti di credito fondiario e agrario a carattere regionale; istituti di
    credito a carattere regionale. Nelle materie di legislazione concorrente spetta alle
    Regioni la potestà legislativa, salvo che per la determinazione dei principi
    fondamentali, riservata alla legislazione dello Stato.
    Spetta alle Regioni la potestà legislativa esclusiva nelle seguenti materie:
    a) assistenza e organizzazione sanitaria;
    b) organizzazione scolastica, gestione degli istituti scolastici e di formazione, salva
    l’autonomia delle istituzioni scolastiche;
    c) definizione della parte dei programmi scolastici e formativi di interesse specifico
    della Regione;
    d) polizia amministrativa regionale e locale;
    e) ogni altra materia non espressamente riservata alla legislazione dello Stato.
    Le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano, nelle materie di loro
    competenza, partecipano alle decisioni dirette alla formazione degli atti normativi
    comunitari e provvedono all’attuazione e all’esecuzione degli accordi internazionali e
    degli atti dell’Unione europea, nel rispetto delle norme di procedura stabilite da legge
    dello Stato, che disciplina le modalità di esercizio del potere sostitutivo in caso di
    inadempienza.
    12
    La potestà regolamentare spetta allo Stato nelle materie di legislazione esclusiva,
    salva delega alle Regioni. La potestà regolamentare spetta alle Regioni in ogni altra
    materia. I Comuni, le Province e le Città metropolitane hanno potestà regolamentare
    in ordine alla disciplina dell’organizzazione e dello svolgimento delle funzioni loro
    attribuite.
    Le leggi regionali rimuovono ogni ostacolo che impedisce la piena parità degli
    uomini e delle donne nella vita sociale, culturale ed economica e promuovono la
    parità di accesso tra donne e uomini alle cariche elettive.
    La Regione interessata ratifica con legge le intese della Regione medesima con
    altre Regioni per il miglior esercizio delle proprie funzioni amministrative,
    prevedendo anche l’istituzione di organi amministrativi comuni.
    Nelle materie di sua competenza la Regione può concludere accordi con Stati e intese
    con enti territoriali interni ad altro Stato, nei casi e con le forme disciplinati da leggi
    dello Stato.»

  3. Cost. in vigore dal 2011
    7 Febbraio 2006 a 13:31 | #3

    COSTITUZIONE DELLA REPUBBLICA ITALIANA
    In neretto, nel Testo che segue, sono inserite le modifiche introdotte dalla Riforma Costituzionale
    (AS n. 2544-D) contenente la devoluzione ed approvata in ultima lettura dal Senato della
    repubblica il 16 Novembre 2005.
    COSTITUZIONE DELLA REPUBBLICA ITALIANA
    (Gazzetta Ufficiale 27 dicembre 1947, n. 298).
    IL CAPO PROVVISORIO DELLO STATO
    Vista la deliberazione dell?Assemblea Costituente, che nella seduta del 22 dicembre 1947 ha
    approvato la Costituzione della Repubblica Italiana;
    Vista la XVIII disposizione finale della Costituzione;
    PROMULGA
    La Costituzione della Repubblica Italiana nel seguente testo:
    P R I N C I P I F O N D A M E N T A L I
    Art. 1.
    L?Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.
    La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.
    Art. 2.
    La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell?uomo, sia come singolo sia nelle
    formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l?adempimento dei doveri inderogabili
    di solidarietà politica, economica e sociale.
    2
    Art. 3.
    Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di
    sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
    È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di
    fatto la libertà e l?eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e
    l?effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all?organizzazione politica, economica e sociale del
    Paese.
    Art. 4.
    La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano
    effettivo questo diritto.
    Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un?attività
    o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.
    Art. 5.
    La Repubblica, una e indivisibile, riconosce e promuove le autonomie locali; attua nei servizi che
    dipendono dallo Stato il più ampio decentramento amministrativo; adegua i principî ed i metodi
    della sua legislazione alle esigenze dell?autonomia e del decentramento.
    Art. 6.
    La Repubblica tutela con apposite norme le minoranze linguistiche.
    Art. 7.
    Lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani.
    I loro rapporti sono regolati dai Patti Lateranensi. Le modificazioni dei Patti, accettate dalle
    due parti, non richiedono procedimento di revisione costituzionale.
    Art. 8.
    Tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge.
    Le confessioni religiose diverse dalla cattolica hanno diritto di organizzarsi secondo i propri
    statuti, in quanto non contrastino con l?ordinamento giuridico italiano.
    I loro rapporti con lo Stato sono regolati per legge sulla base di intese con le relative
    rappresentanze.
    Art. 9.
    La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica.
    3
    Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione.
    Art. 10.
    L?ordinamento giuridico italiano si conforma alle norme del diritto internazionale
    generalmente riconosciute.
    La condizione giuridica dello straniero è regolata dalla legge in conformità delle norme e
    dei trattati internazionali.
    Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l?effettivo esercizio delle libertà
    democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d?asilo nel territorio della Repubblica,
    secondo le condizioni stabilite dalla legge.
    Non è ammessa l?estradizione dello straniero per reati politici.
    Art. 11.
    L?Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come
    mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri
    Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra
    le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.
    Art. 12
    La bandiera della Repubblica è il tricolore italiano: verde, bianco e rosso, a tre bande
    verticali di eguali dimensioni.
    P A R T E I
    D I R I T T I E D O V E R I DEI CITTADINI
    TITOLO I
    R A P P O R T I C I V I L I
    Art. 13.
    La libertà personale è inviolabile.
    Non è ammessa forma alcuna di detenzione, di ispezione o perquisizione personale, né
    qualsiasi altra restrizione della libertà personale, se non per atto motivato dell?autorità giudiziaria e
    nei soli casi e modi previsti dalla legge.
    In casi eccezionali di necessità ed urgenza, indicati tassativamente dalla legge, l?autorità di
    pubblica sicurezza può adottare provvedimenti provvisori, che devono essere comunicati entro
    quarantotto ore all?autorità giudiziaria e, se questa non li convalida nelle successive quarantotto ore,
    si intendono revocati e restano privi di ogni effetto.
    4
    È punita ogni violenza fisica e morale sulle persone comunque sottoposte a restrizioni di
    libertà.
    La legge stabilisce i limiti massimi della carcerazione preventiva.
    Art. 14.
    Il domicilio è inviolabile.
    Non vi si possono eseguire ispezioni o perquisizioni o sequestri, se non nei casi e modi
    stabiliti dalla legge secondo le garanzie prescritte per la tutela della libertà personale.
    Gli accertamenti e le ispezioni per motivi di sanità e di incolumità pubblica o a fini
    economici e fiscali sono regolati da leggi speciali.
    Art. 15.
    La libertà e la segretezza della corrispondenza e di ogni altra forma di comunicazione sono
    inviolabili.
    La loro limitazione può avvenire soltanto per atto motivato dell?autorità giudiziaria con le
    garanzie stabilite dalla legge.
    Art. 16.
    Ogni cittadino può circolare e soggiornare liberamente in qualsiasi parte del territorio
    nazionale, salvo le limitazioni che la legge stabilisce in via generale per motivi di sanità o di
    sicurezza.
    Nessuna restrizione può essere determinata da ragioni politiche.
    Ogni cittadino è libero di uscire dal territorio della Repubblica e di rientrarvi, salvo gli
    obblighi di legge.
    Art. 17.
    I cittadini hanno diritto di riunirsi pacificamente e senz?armi.
    Per le riunioni, anche in luogo aperto al pubblico, non è richiesto preavviso.
    Delle riunioni in luogo pubblico deve essere dato preavviso alle autorità, che possono
    vietarle soltanto per comprovati motivi di sicurezza o di incolumità pubblica.
    Art. 18.
    I cittadini hanno diritto di associarsi liberamente, senza autorizzazione, per fini che non
    sono vietati ai singoli dalla legge penale.
    Sono proibite le associazioni segrete e quelle che perseguono, anche indirettamente, scopi
    politici mediante organizzazioni di carattere militare.
    5
    Art. 19.
    Tutti hanno diritto di professare liberamente la propria fede religiosa in qualsiasi forma,
    individuale o associata, di farne propaganda e di esercitarne in privato o in pubblico il culto, purché
    non si tratti di riti contrari al buon costume.
    Art. 20.
    Il carattere ecclesiastico e il fine di religione o di culto d?una associazione od istituzione
    non possono essere causa di speciali limitazioni legislative, né di speciali gravami fiscali per la sua
    costituzione, capacità giuridica e ogni forma di attività.
    Art. 21.
    Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e
    ogni altro mezzo di diffusione.
    La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.
    Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell?autorità giudiziaria nel caso di
    delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle
    norme che la legge stessa prescriva per l?indicazione dei responsabili.
    In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento
    dell?autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di
    polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia
    all?autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro
    s?intende revocato e privo d?ogni effetto.
    La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di
    finanziamento della stampa periodica.
    Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie
    al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni.
    Art. 22.
    Nessuno può essere privato, per motivi politici, della capacità giuridica, della cittadinanza,
    del nome.
    Art. 23.
    Nessuna prestazione personale o patrimoniale può essere imposta se non in base alla legge.
    Art. 24.
    Tutti possono agire in giudizio per la tutela dei propri diritti e interessi legittimi.
    La difesa è diritto inviolabile in ogni stato e grado del procedimento.
    Sono assicurati ai non abbienti, con appositi istituti, i mezzi per agire e difendersi davanti
    ad ogni giurisdizione.
    La legge determina le condizioni e i modi per la riparazione degli errori giudiziari.
    6
    Art. 25.
    Nessuno può essere distolto dal giudice naturale precostituito per legge.
    Nessuno può essere punito se non in forza di una legge che sia entrata in vigore prima del
    fatto commesso.
    Nessuno può essere sottoposto a misure di sicurezza se non nei casi previsti dalla legge.
    Art. 26.
    L?estradizione del cittadino può essere consentita soltanto ove sia espressamente prevista
    dalle convenzioni internazionali.
    Non può in alcun caso essere ammessa per reati politici.
    Art. 27.
    La responsabilità penale è personale.
    L?imputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva.
    Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere
    alla rieducazione del condannato.
    Non è ammessa la pena di morte, se non nei casi previsti dalle leggi militari di guerra.
    Art. 28.
    I funzionari e i dipendenti dello Stato e degli enti pubblici sono direttamente responsabili,
    secondo le leggi penali, civili e amministrative, degli atti compiuti in violazione di diritti. In tali casi
    la responsabilità civile si estende allo Stato e agli enti pubblici.
    TITOLO II
    RAPPORTI ETICO-SOCIALI
    Art. 29.
    La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul
    matrimonio.
    Il matrimonio è ordinato sull?eguaglianza morale e giuridica dei coniugi, con i limiti
    stabiliti dalla legge a garanzia dell?unità familiare.
    Art. 30.
    È dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire ed educare i figli, anche se nati fuori del
    matrimonio.
    7
    Nei casi di incapacità dei genitori, la legge provvede a che siano assolti i loro compiti.
    La legge assicura ai figli nati fuori del matrimonio ogni tutela giuridica e sociale,
    compatibile con i diritti dei membri della famiglia legittima.
    La legge detta le norme e i limiti per la ricerca della paternità.
    Art. 31.
    La Repubblica agevola con misure economiche e altre provvidenze la formazione della
    famiglia e l?adempimento dei compiti relativi, con particolare riguardo alle famiglie numerose.
    Protegge la maternità, l?infanzia e la gioventù, favorendo gli istituti necessari a tale scopo.
    Art. 32.
    La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell?individuo e interesse della
    collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti.
    Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per
    disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della
    persona umana.
    Art. 33.
    L?arte e la scienza sono libere e libero ne è l?insegnamento.
    La Repubblica detta le norme generali sull?istruzione ed istituisce scuole statali per tutti gli
    ordini e gradi.
    Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo
    Stato.
    La legge, nel fissare i diritti e gli obblighi delle scuole non statali che chiedono la parità,
    deve assicurare ad esse piena libertà e ai loro alunni un trattamento scolastico equipollente a quello
    degli alunni di scuole statali.
    È prescritto un esame di Stato per l?ammissione ai vari ordini e gradi di scuole o per la
    conclusione di essi e per l?abilitazione all?esercizio professionale.
    Le istituzioni di alta cultura, università ed accademie, hanno il diritto di darsi ordinamenti
    autonomi nei limiti stabiliti dalle leggi dello Stato.
    Art. 34.
    La scuola è aperta a tutti.
    L?istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita.
    I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti
    degli studi.
    La Repubblica rende effettivo questo diritto con borse di studio, assegni alle famiglie ed
    altre provvidenze, che devono essere attribuite per concorso.
    8
    TITOLO III
    RAPPORTI ECONOMICI
    Art. 35.
    La Repubblica tutela il lavoro in tutte le sue forme ed applicazioni.
    Cura la formazione e l?elevazione professionale dei lavoratori.
    Promuove e favorisce gli accordi e le organizzazioni internazionali intesi ad affermare e
    regolare i diritti del lavoro.
    Riconosce la libertà di emigrazione, salvo gli obblighi stabiliti dalla legge nell?interesse
    generale, e tutela il lavoro italiano all?estero.
    Art. 36.
    Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo
    lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un?esistenza libera e dignitosa.
    La durata massima della giornata lavorativa è stabilita dalla legge.
    Il lavoratore ha diritto al riposo settimanale e a ferie annuali retribuite, e non può
    rinunziarvi.
    Art. 37.
    La donna lavoratrice ha gli stessi diritti e, a parità di lavoro, le stesse retribuzioni che
    spettano al lavoratore. Le condizioni di lavoro devono consentire l?adempimento della sua
    essenziale funzione familiare e assicurare alla madre e al bambino una speciale adeguata protezione.
    La legge stabilisce il limite minimo di età per il lavoro salariato.
    La Repubblica tutela il lavoro dei minori con speciali norme e garantisce ad essi, a parità di
    lavoro, il diritto alla parità di retribuzione.
    Art. 38.
    Ogni cittadino inabile al lavoro e sprovvisto dei mezzi necessari per vivere ha diritto al
    mantenimento e all?assistenza sociale.
    I lavoratori hanno diritto che siano preveduti ed assicurati mezzi adeguati alle loro esigenze
    di vita in caso di infortunio, malattia, invalidità e vecchiaia, disoccupazione involontaria.
    Gli inabili ed i minorati hanno diritto all?educazione e all?avviamento professionale.
    Ai compiti previsti in questo articolo provvedono organi ed istituti predisposti o integrati
    dallo Stato.
    L?assistenza privata è libera.
    9
    Art. 39.
    L?organizzazione sindacale è libera.
    Ai sindacati non può essere imposto altro obbligo se non la loro registrazione presso uffici
    locali o centrali, secondo le norme di legge.
    È condizione per la registrazione che gli statuti dei sindacati sanciscano un ordinamento
    interno a base democratica.
    I sindacati registrati hanno personalità giuridica. Possono, rappresentati unitariamente in
    proporzione dei loro iscritti, stipulare contratti collettivi di lavoro con efficacia obbligatoria per tutti
    gli appartenenti alle categorie alle quali il contratto si riferisce.
    Art. 40.
    Il diritto di sciopero si esercita nell?ambito delle leggi che lo regolano.
    Art. 41.
    L?iniziativa economica privata è libera.
    Non può svolge rsi in contrasto con l?utilità sociale o in modo da recare danno alla
    sicurezza, alla libertà, alla dignità umana.
    La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l?attività economica pubblica
    e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali.
    Art. 42.
    La proprietà è pubblica o privata. I beni economici appartengono allo Stato, ad enti o a
    privati.
    La proprietà privata è riconosciuta e garantita dalla legge, che ne determina i modi di
    acquisto, di godimento e i limiti allo scopo di assicurarne la funzione sociale e di renderla
    accessibile a tutti.
    La proprietà privata può essere, nei casi preveduti dalla legge, e salvo indennizzo,
    espropriata per motivi d?interesse generale.
    La legge stabilisce le norme ed i limiti della successione legittima e testamentaria e i diritti
    dello Stato sulle eredità.
    Art. 43.
    A fini di utilità generale la legge può riservare originariamente o trasferire, mediante
    espropriazione e salvo indennizzo, allo Stato, ad enti pubblici o a comunità di lavoratori o di utenti
    determinate imprese o categorie di imprese, che si riferiscano a servizi pubblici essenziali o a fonti
    di energia o a situazioni di monopolio ed abbiano carattere di preminente interesse generale.
    10
    Art. 44.
    Al fine di conseguire il razionale sfruttamento del suolo e di stabilire equi rapporti sociali,
    la legge impone obblighi e vincoli alla proprietà terriera privata, fissa limiti alla sua estensione
    secondo le regioni e le zone agrarie, promuove ed impone la bonifica delle terre, la trasformazione
    del latifondo e la ricostituzione delle unità produttive; aiuta la piccola e la media proprietà.
    La legge dispone provvedimenti a favore delle zone montane.
    Art. 45.
    La Repubblica riconosce la funzione sociale della cooperazione a carattere di mutualità e
    senza fini di speculazione privata. La legge ne promuove e favorisce l?incremento con i mezzi più
    idonei e ne assicura, con gli opportuni controlli, il carattere e le finalità.
    La legge provvede alla tutela e allo sviluppo dell?artigiana to.
    Art. 46.
    Ai fini della elevazione economica e sociale del lavoro in armonia con le esigenze della
    produzione, la Repubblica riconosce il diritto dei lavoratori a collaborare, nei modi e nei limiti
    stabiliti dalle leggi, alla gestione delle aziende.
    Art. 47.
    La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme; disciplina, coordina e
    controlla l?esercizio del credito.
    Favorisce l?accesso del risparmio popolare alla proprietà dell?abitazione, alla proprietà
    diretta coltivatrice e al diretto e indiretto investimento azionario nei grandi complessi produttivi del
    Paese.
    TITOLO IV
    R A P P O R T I P O L I T I C I
    Art. 48.
    Sono elettori tutti i cittadini, uomini e donne, che hanno raggiunto la maggiore età.
    Il voto è personale ed eguale, libero e segreto. Il suo esercizio è dovere civico.
    La legge stabilisce requisiti e modalità per l?esercizio del diritto di voto dei cittadini
    residenti all?estero e ne assicura l?effettività. A tale fine è istituita una circoscrizione Estero per
    l?elezione delle Camere, alla quale sono assegnati seggi nel numero stabilito da norma
    costituzionale e secondo criteri determinati dalla legge.
    11
    Il diritto di voto non può essere limitato se non per incapacità civile o per effetto di
    sentenza penale irrevocabile o nei casi di indegnità morale indicati dalla legge.
    Art. 49.
    Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo
    democratico a determinare la politica nazionale.
    Art. 50.
    Tutti i cittadini possono rivolgere petizioni alle Camere per chiedere provvedimenti
    legislativi o esporre comuni necessità.
    Art. 51.
    Tutti i cittadini dell?uno o dell?altro sesso possono accedere agli uffici pubblici e alle
    cariche elettive in condizioni di eguaglianza, secondo i requisiti stabiliti dalla legge. A tale fine la
    Repubblica promuove con appositi provvedimenti le pari opportunità tra donne e uomini.
    La legge può, per l?ammissione ai pubblici uffici e alle cariche elettive, parificare ai
    cittadini gli italiani non appartenenti alla Repubblica.
    Chi è chiamato a funzioni pubbliche elettive ha diritto di disporre del tempo necessario al
    loro adempimento e di conservare il suo posto di lavoro.
    Art. 52.
    La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino.
    Il servizio militare è obbligatorio nei limiti e modi stabiliti dalla legge. Il suo adempimento
    non pregiudica la posizione di lavoro del cittadino, né l?esercizio dei diritti politici.
    L?ordinamento delle Forze armate si informa allo spirito democratico della Repubblica.
    Art. 53.
    Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità
    contributiva.
    Il sistema tributario è informato a criteri di progressività.
    Art. 54.
    Tutti i cittadini hanno il dovere di essere fedeli alla Repubblica e di osservarne la
    Costituzione e le leggi.
    I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina
    ed onore, prestando giuramento nei casi stabiliti dalla legge.
    12
    P A R T E II
    ORDINAMENTO DELLA REPUBBLICA
    TITOLO I
    IL P A R L A M E N T O
    Sezione I
    L e C a m e r e.
    Art. 55.
    Il Parlamento si compone della Camera dei deputati e del Senato federale della Repubblica.
    Il Parlamento si riunisce in seduta comune dei membri delle due Camere nei soli casi
    stabiliti dalla Costituzione.
    Art. 56.
    La Camera dei deputati è eletta a suffragio universale e diretto.
    La Camera dei deputati è composta da cinquecentodiciotto deputati elettivi, diciotto dei quali
    eletti nella circoscrizione Estero, e dai deputati a vita di cui all?articolo 59.
    Sono eleggibili a deputati tutti gli elettori che nel giorno delle elezioni hanno compiuto i
    ventuno anni di età.
    La ripartizione dei seggi tra le circoscrizioni, fatto salvo il numero dei seggi assegnati alla
    circoscrizione Estero, si effettua dividendo il numero degli abitanti della Repubblica, quale
    risulta dall?ultimo censimento generale della popolazione, per cinquecento e distribuendo i
    seggi in proporzione alla popolazione di ogni circoscrizione, sulla base dei quozie nti interi e
    dei più alti resti.
    Art. 57.
    Il Senato federale della Repubblica è eletto a suffragio universale e diretto su base
    regionale.
    Il Senato federale della Repubblica è composto da duecentocinquantadue senatori
    eletti in ciascuna Regione contestualmente all?elezione del rispettivo Consiglio
    regionale o Assemblea regionale e, per la Regione Trentino -Alto Adige/Südtirol, dei
    Consigli delle Province autonome.
    L?elezione del Senato federale della Repubblica è disciplinata con legge dello Stato,
    che garantisce la rappresentanza territoriale da parte dei senatori.
    Nessuna Regione può avere un numero di senatori inferiore a sei; il Molise ne ha
    due, la Valle d?Aosta/Vallèe d?Aoste uno.
    La ripartizione dei seggi tra le Regioni, previa applicazione delle disposizioni del
    quarto comma, si effettua in proporzione alla popolazione delle Regioni, quale risulta
    dall?ultimo censimento generale, sulla base dei quozienti interi e dei più alti resti.
    13
    Partecipano all?attività del Senato federale della Repubblica, senza diritto di voto,
    secondo le modalità previste dal suo regolamento, rappresentanti delle Regioni e delle
    autonomie locali. All?inizio di ogni legislatura regionale, ciascun Consiglio o Assemblea
    regionale elegge un rappresentante tra i propri componenti e ciascun Consiglio delle
    autonomie locali elegge un rappresentante tra i sindaci e i presidenti di Provincia o di
    Città metropolitana della Regione. Per la Regione Trentino-Alto Adige/Südtirol i
    Consigli delle Province autonome e i rispettivi Consigli delle autonomie locali eleggono
    ciascuno un proprio rappresentante.
    Art. 58.
    Sono eleggibili a senatori di una Regione gli elettori che hanno compiuto i venticinque
    anni di età e hanno ricoperto o ricoprono cariche pubbliche elettive in enti territoriali
    locali o regionali, all?interno della Regione, o sono stati eletti senatori o deputati nella
    Regione o risiedono nella Regione alla data di indizione delle elezioni.
    Art. 59.
    È deputato di diritto e a vita, salvo rinunzia, chi è stato Presidente della Repubblica.
    Il Presidente della Repubblica può nominare deputati a vita cittadini che hanno illustrato la
    Patria per altissimi meriti nel campo sociale, scientifico, artistico e letterario. Il numero totale
    dei deputati di nomina presidenziale non può in alcun caso essere superiore a tre
    Art. 60.
    La Camera dei deputati è eletta per cinque anni.
    I senatori eletti in ciascuna Regione o Provincia autonoma rimangono in carica fino
    alla data della proclamazione dei nuovi senatori della medesima Regione o Provincia
    autonoma.
    La durata della Camera dei deputati, di ciascun Consiglio o Assemblea regionale e
    dei Consigli delle Province autonome non può essere prorogata se non per legge e
    soltanto in caso di guerra. Con la proroga di ciascun Consiglio o Assemblea regionale e
    dei Consigli delle Province autonome sono prorogati anche i senatori in carica.
    Art. 61.
    L?elezione della Camera dei deputati ha luogo entro settanta giorni dalla fine della
    precedente. La prima riunione ha luogo non oltre il ventesimo giorno dalla elezione.
    Finché non è riunita la nuova Camera dei deputati sono prorogati i poteri della precedente.
    Art. 62.
    Le Camere si riuniscono di diritto il primo giorno non festivo di febbraio e di ottobre.
    Ciascuna Camera può essere convocata in via straordinaria per iniziativa del suo Presidente
    o del Presidente della Repubblica o di un terzo dei suoi componenti.
    Quando si riunisce in via straordinaria una Camera, è convocata di diritto anche l?altra.
    14
    Art. 63.
    Ciascuna Camera elegge fra i suoi componenti il Presidente e l?Ufficio di Presidenza.
    Il Presidente è eletto con la maggioranza dei due terzi dei componenti l?Assemblea. Dopo il
    terzo scrutinio è sufficiente la maggioranza assoluta dei componenti. Il regolamento del
    Senato federale della Repubblica disciplina le modalità di rinnovo anche periodico dell?Ufficio
    di Presidenza.
    Quando il Parlamento si riunisce in seduta comune, il Presidente e l?Ufficio di presidenza
    sono quelli della Camera dei deputati.
    Art. 64.
    La Camera dei deputati adotta il proprio regolamento con la maggioranza dei tre
    quinti dei suoi componenti. Il Senato federale della Repubblica adotta il proprio
    regolamento con la maggioranza assoluta dei suoi componenti.
    Le sedute sono pubbliche; tuttavia ciascuna delle due Camere e il Parlamento in seduta
    comune possono deliberare di riunirsi in seduta segreta.
    Le deliberazioni della Camera dei deputati, del Senato federale della Repubblica e del
    Parlamento in seduta comune non sono valide se non è presente la maggioranza dei loro
    componenti e se non sono adottate a maggioranza dei presenti, salvo che la Costituzione
    prescriva una maggioranza speciale. Le deliberazioni del Senato federale della Repubblica
    non sono altresì valide se non sono presenti senatori espressi da almeno un terzo delle Regioni.
    Il regolamento della Camera dei deputati garantisce le prerogative del Governo e della
    maggioranza ed i diritti delle opposizioni. Riserva a deputati appartenenti a gruppi di
    opposizione la Presidenza delle commissioni, diverse da quelle di cui agli articoli 70, terzo
    comma, e 72, primo comma, delle Giunte e degli organismi interni diversi dal comitato di cui
    all?articolo 70, sesto comma, cui sono attribuiti compiti ispettivi, di controllo o di garanzia.
    Il regolamento del Senato federale della Repubblica garantisce i diritti delle minoranze.
    Il regolamento del Senato federale della Repubblica disciplina le modalità ed i termini per
    l?espressione del parere che ogni Consiglio o Assemblea regionale o Consiglio delle Province
    autonome può esprimere, sentito il Consiglio delle autonomie locali, sui disegni di legge di cui
    all?articolo 70, secondo comma.
    I membri del Governo, anche se non fanno parte delle Camere, hanno diritto e, se richiesti,
    obbligo di assistere alle sedute. Devono essere sentiti ogni volta che lo richiedono. I
    regolamenti parlamentari stabiliscono i casi nei quali il Governo deve essere comunque
    rappresentato dal Primo ministro o dal Ministro competente.
    Art. 65.
    La legge, approvata ai sensi dell?articolo 70, terzo comma, determina i casi di
    ineleggibilità e incompatibilità con l?ufficio di deputato o di senatore.
    Nessuno può appartenere contemporaneamente alle due Camere.
    Art. 66.
    Ciascuna Camera giudica dei titoli di ammissione dei suoi componenti e delle cause
    sopraggiunte di ineleggibilità e di incompatibilità, entro termini stabiliti dal proprio
    regolamento. L?insussistenza dei titoli o la sussistenza delle cause sopraggiunte di
    15
    ineleggibilità e di incompatibilità dei parlamentari proclamati sono accertate con
    deliberazione adottata dalla Camera di appartenenza a maggioranza dei propri componenti.
    Art. 67.
    Ogni deputato e ogni senatore rappresenta la Nazione e la Repubblica ed esercita le proprie
    funzioni senza vincolo di mandato.
    Art. 68.
    I membri del Parlamento non possono essere chiamati a rispondere delle opinioni espresse
    e dei voti dati nell?esercizio delle loro funzioni.
    Senza autorizzazione della Camera alla quale appartiene, nessun membro del Parlamento
    può essere sottoposto a perquisizione personale o domiciliare, né può essere arrestato o altrimenti
    privato della libertà personale, o mantenuto in detenzione, salvo che in esecuzione di una sentenza
    irrevocabile di condanna, ovvero se sia colto nell?atto di commettere un delitto per il quale è
    previsto l?arresto obbligatorio in flagranza.
    Analoga autorizzazione è richiesta per sottoporre i membri del Parlamento ad
    intercettazioni, in qualsiasi forma, di conversazioni o comunicazioni e a sequestro di
    corrispondenza.
    Art. 69.
    I membri delle Camere ricevono un?identica indennità stabilita dalla legge, approvata
    ai sensi dell?articolo 70, terzo comma.
    La legge disciplina i casi di non cumulabilità delle indennità o emolumenti derivanti dalla
    titolarità contestuale di altre cariche pubbliche.
    Sezione II
    La formazione delle leggi.
    Art. 70.
    La Camera dei deputati esamina i disegni di legge concernenti le materie di cui
    all?articolo 117, secondo comma, fatto salvo quanto previsto dal terzo comma del
    presente articolo. Dopo l?approvazione da parte della Camera, a tali disegni di legge il
    Senato federale della Repubblica, entro trenta giorni, può proporre modifiche, sulle
    quali la Camera decide in via definitiva. I termini sono ridotti alla metà per i disegni di
    legge di conversione dei decreti-legge.
    Il Senato federale della Repubblica esamina i disegni di legge concernenti la
    determinazione dei princìpi fondamentali nelle materie di cui all?articolo 117, terzo
    comma, fatto salvo quanto previsto dal terzo comma del presente articolo. Dopo
    l?approvazione da parte del Senato, a tali disegni di legge la Camera dei deputati,
    16
    entro trenta giorni, può proporre modifiche, sulle quali il Senato decide in via
    definitiva. I termini sono ridotti alla metà per i disegni di legge di conversione dei
    decreti-legge.
    La funzione legislativa dello Stato è esercitata collettivamente dalle due Camere per
    l?esame dei disegni di legge concernenti le materie di cui all?articolo 117, secondo
    comma, lettere m) e p), e 119, l?esercizio delle funzioni di cui all?articolo 120, secondo
    comma, il sistema di elezione della Camera dei deputati e per il Senato federale della
    Repubblica, nonché nei casi in cui la Costituzione rinvia espressamente alla legge dello
    Stato o alla legge della Repubblica, di cui agli articoli 117, commi quinto e nono, 118,
    commi secondo e quinto, 122, primo comma, 125, 132, secondo comma, e 133, secondo
    comma. Se un disegno di legge non è approvato dalle due Camere nel medesimo testo i
    Presidenti delle due Camere possono convocare, d?intesa tra di loro, una commissione,
    composta da trenta deputati e da trenta senatori, secondo il criterio di proporzionalità
    rispetto alla composizione delle due Camere, incaricata di proporre un testo unificato
    da sottoporre al voto finale delle due Assemblee. I Presidenti delle Camere stabiliscono
    i termini per l?elaborazione del testo e per le votazioni delle due Assemblee.
    Qualora il Governo ritenga che proprie modifiche a un disegno di legge, sottoposto
    all?esame del Senato federale della Repubblica ai sensi del secondo comma, siano
    essenziali per l?attuazione del suo programma approvato dalla Camera dei deputati,
    ovvero per la tutela delle finalità di cui all?articolo 120, secondo comma, il Presidente
    della Repubblica, verificati i presupposti costituzionali, può autorizzare il Primo
    ministro ad esporne le motivazioni al Senato, che decide entro trenta giorni. Se tali
    modifiche non sono accolte dal Senato, il disegno di legge è trasmesso alla Camera che
    decide in via definitiva a maggioranza assoluta dei suoi componenti sulle modifiche
    proposte.
    L?autorizzazione da parte del Presidente della Repubblica di cui al quarto comma
    può avere ad oggetto esclusivamente le modifiche proposte dal Governo ed approvate
    dalla Camera dei deputati ai sensi del secondo periodo del secondo comma.
    I Presidenti del Senato federale della Repubblica e della Camera dei deputati,
    d?intesa tra di loro, decidono le eventuali questioni di competenza tra le due Camere,
    sollevate secondo le norme dei rispettivi regolamenti, in ordine all?esercizio della
    funzione legislativa. I Presidenti possono deferire la decisione ad un comitato
    paritetico, composto da quattro deputati e da quattro senatori, designati dai rispettivi
    Presidenti. La decisione dei Presidenti o del comitato non è sindacabile in alcuna sede.
    I Presidenti delle Camere, d?intesa tra di loro, su proposta del comitato, stabiliscono
    sulla base di norme previste dai rispettivi regolamenti i criteri generali secondo i quali
    un disegno di legge non può contenere disposizioni relative a materie per cui si
    dovrebbero applicare procedimenti diversi.
    Art. 71.
    L?iniziativa delle leggi appartiene al Governo, a ciascun membro delle Camere
    nell?ambito delle rispettive competenze ed agli organi ed enti ai quali sia conferita da legge
    costituzionale.
    Il popolo esercita l?iniziativa delle leggi, mediante la proposta, da parte di almeno
    cinquantamila elettori, di un progetto redatto in articoli.
    17
    Art. 72.
    Ogni disegno di legge, presentato alla Camera competente ai sensi dell?articolo 70, è
    secondo le norme del suo regolamento esaminato da una commissione e poi
    dall?Assemblea, che l?approva articolo per articolo e con votazione finale.
    Il regolamento stabilisce procedimenti abbreviati per i disegni di legge dei quali è
    dichiarata l?urgenza, le modalità e i termini entro cui deve essere avviato l?esame delle
    proposte di legge di iniziativa popolare.
    Può altresì stabilire in quali casi e forme l?esame e l?approvazione dei disegni di legge, di cui
    all?articolo 70, terzo comma, sono deferiti a commissioni, anche permanenti, composte in
    modo da rispecchiare la proporzione dei gruppi parlamentari. Anche in tali casi, fino al
    momento della sua approvazione definitiva, il disegno di legge è rimesso all?Assemblea, se il
    Governo o un decimo dei componenti della Camera o un quinto della commissione richiedono
    che sia discusso o votato dall?Assemblea oppure che sia sottoposto alla sua approvazione
    finale con sole dichiarazioni di voto. Il regolamento determina le forme di pubblicità dei lavori
    delle commissioni.
    La procedura normale di esame e di approvazione diretta da parte dell?Assemblea è sempre
    adottata per i disegni di legge in materia costituzionale ed elettorale e per quelli di delegazione
    legislativa.
    Su richiesta del Governo sono iscritti all?ordine del giorno delle Camere e votati entro
    tempi certi, secondo le norme dei rispettivi regolamenti, i disegni di legge presentati o fatti
    propri dal Governo stesso. Il Governo può inoltre chiedere che, decorso il termine, la Camera
    dei deputati deliberi articolo per articolo e con votazione finale sul testo proposto o fatto
    proprio dal Governo. I regolamenti parlamentari stabiliscono altresì le modalità di iscrizione
    all?ordine del giorno di proposte e iniziative indicate dalle opposizioni alla Camera e dalle
    minoranze al Senato, determinandone i tempi di esame.
    Il Senato federale della Repubblica, secondo le norme del proprio regolamento, è
    organizzato in commissioni. Esprime il parere, secondo le norme del proprio regolamento, ai
    fini dell?adozione del decreto di scioglimento di un Consiglio regionale o di rimozione di un
    Presidente di Giunta regionale, ai sensi dell?articolo 126, primo comma.
    Le proposte di legge di iniziativa delle Regioni e delle Province autonome sono poste
    all?ordine del giorno della Camera competente nei termini stabiliti dal proprio regolamento,
    con priorità per quelle adottate da più Regioni e Province autonome in coordinamento tra di
    loro.
    Art. 73.
    Le leggi sono promulgate dal Presidente della Repubblica entro un mese dall?approvazione.
    Se le Camere, ciascuna a maggioranza assoluta dei propri componenti e secondo le
    rispettive competenze ai sensi dell?articolo 70,, ne dichiarano l?urgenza, la legge è promulgata nel
    termine da essa stabilito.
    Le leggi sono pubblicate subito dopo la promulgazione ed entrano in vigore il quindicesimo
    giorno successivo alla loro pubblicazione, salvo che le leggi stesse stabiliscano un termine diverso.
    Art. 74.
    Il Presidente della Repubblica, prima di promulgare la legge, può con messaggio motivato
    alle Camere chiedere una nuova deliberazione.
    18
    Se le Camere, secondo le rispettive competenze ai sensi dell?articolo 70, approvano
    nuovamente la legge, questa deve essere promulgata.
    Art. 75.
    È indetto referendum popolare per deliberare l?abrogazione, totale o parziale, di una legge o
    di un atto avente valore di legge, quando lo richiedono cinquecentomila elettori o cinque Consigli
    regionali.
    Non è ammesso il referendum per le leggi tributarie e di bilancio, di amnistia e di indulto,
    di autorizzazione a ratificare trattati internazionali.
    Hanno diritto di partecipare al referendum tutti i cittadini chiamati ad eleggere la Camera
    dei deputati.
    La proposta soggetta a referendum è approvata se ha partecipato alla votazione la
    maggioranza degli aventi diritto, e se è raggiunta la maggioranza dei voti validamente espressi.
    La legge determina le modalità di attuazione del referendum.
    Art. 76.
    L?esercizio della funzione legislativa non può essere delegato al Governo se non con
    determinazione di principî e criteri direttivi e soltanto per tempo limitato e per oggetti definiti.
    I progetti dei decreti legislativi, predisposti dal Governo, sono sottoposti al parere
    delle Commissioni parlamentari competenti secondo le norme dei regolamenti di ciascuna
    Camera.
    Art. 77.
    Il Governo non può, senza delegazione delle Camere, secondo le rispettive competenze ai
    sensi dell?articolo 70, emanare decreti che abbiano valore di legge ordinaria.
    Quando, in casi straordinari di necessità e d?urgenza, il Governo adotta, sotto la sua
    responsabilità, provvedimenti provvisori con forza di legge, deve il giorno stesso presentarli per la
    conversione alle Camere competenti ai sensi dell?articolo 70, che si riuniscono entro cinque
    giorni. La Camera dei deputati, anche se sciolta, è appositamente convocata.
    I decreti perdono efficacia sin dall?inizio, se non sono convertiti in legge entro sessanta
    giorni dalla loro pubblicazione. Le Camere, secondo le rispettive competenze ai sensi
    dell?articolo 70, possono tuttavia regolare con legge i rapporti giuridici sorti sulla base dei decreti
    non convertiti.
    Art. 78.
    Le Camere deliberano lo stato di guerra e conferiscono al Governo i poteri necessari.
    Art. 79.
    L?amnistia e l?indulto sono concessi con legge deliberata a maggioranza dei due terzi dei
    componenti di ciascuna Camera, in ogni suo articolo e nella votazione finale.
    La legge che concede l?amnistia o l?indulto stabilisce il termine per la loro applicazione.
    19
    In ogni caso l?amnistia e l?indulto non possono applicarsi ai reati commessi
    successivamente alla presentazione del disegno di legge.
    Art. 80.
    È autorizzata con legge, approvata ai sensi dell?articolo 70, primo comma, la ratifica
    dei trattati internazionali che sono di natura politica, o prevedono arbitrati o regolamenti
    giudiziari, o importano variazioni del territorio od oneri alle finanze o modificazioni di leggi.
    Art. 81.
    Sono approvati ogni anno i bilanci e il rendiconto consuntivo presentati dal Governo
    ai sensi dell?articolo 70, primo comma.
    L?esercizio provvisorio del bilancio non può essere concesso se non per legge e per periodi
    non superiori complessivamente a quattro mesi.
    Con la legge di approvazione del bilancio non si possono stabilire nuovi tributi e nuove
    spese.
    Ogni altra legge che importi nuove o maggiori spese deve indicare i mezzi per farvi fronte.
    Art. 82.
    Ciascuna Camera può disporre inchieste su materie di pubblico interesse.
    A tale scopo nomina fra i propri componenti una commissione formata in modo da
    rispecchiare la proporzione dei vari gruppi. La Commissione d?inchiesta istituita dalla Camera
    dei deputati ovvero con legge approvata dalle Camere ai sensi dell?articolo 70, terzo comma,
    procede alle indagini e agli esami con gli stessi poteri e le stesse limitazioni dell?autorità
    giudiziaria. Il Presidente della Commissione d?inchiesta istituita dalla Camera è scelto tra
    deputati appartenenti a gruppi di opposizione.
    TITOLO II
    I L P R E S I D E N T E D E L L A R E P U B B L I C A
    Art. 83.
    Il Presidente della Repubblica è eletto dall?Assemblea della Repubblica, presieduta dal
    Presidente della Camera dei deputati, costituita dai componenti delle due Camere, dai
    Presidenti delle Giunte delle Regioni e delle Province autonome di Trento e di Bolzano
    e dai delegati eletti dal Consiglio o dall?Assemblea regionale. Ciascun Consiglio o
    Assemblea regionale elegge due delegati. Per il Trentino -Alto Adige/Südtirol ciascun
    Consiglio provinciale elegge un delegato. La Valle d?Aosta/Vallèe d?Aoste ha un solo
    delegato. Ciascun Consiglio o Assemblea regionale elegge altresì un numero ulteriore
    20
    di delegati in ragione di un delegato per ogni milione di abitanti nella Regione.
    L?elezione di tutti i delegati avviene in modo che sia assicurata comunque la
    rappresentanza delle minoranze.
    Il Presidente della Repubblica è eletto a scrutinio segreto con la maggioranza dei due terzi dei
    componenti l?Assemblea della Repubblica. Dopo il terzo scrutinio è sufficiente la maggioranza
    dei tre quinti dei componenti. Dopo il quinto scrutinio è sufficiente la maggioranza assoluta
    dei componenti.
    Art. 84.
    Può essere eletto Presidente della Repubblica ogni cittadino che abbia compiuto quaranta
    anni d?età e goda dei diritti civili e politici.
    L?ufficio di Presidente della Repubblica è incompatibile con qualsiasi altra carica.
    L?assegno e la dotazione del Presidente sono determinati per legge.
    Art. 85.
    Il Presidente della Repubblica è eletto per sette anni.
    Sessanta giorni prima che scada il termine, il Presidente della Camera dei deputati
    convoca l?Assemblea della Repubblica per eleggere il nuovo Presidente della
    Repubblica.
    Se la Camera dei deputati è sciolta, o manca meno di tre mesi alla sua cessazione, la elezione
    ha luogo entro quindici giorni dalla riunione della Camera nuova. Nel frattempo sono
    prorogati i poteri del Presidente in carica.
    Art. 86.
    Le funzioni del Presidente della Repubblica, in ogni caso che egli non possa
    adempierle, sono esercitate dal Presidente del Senato federale della Repubblica.
    In caso di impedimento permanente o di morte o di dimissioni del Presidente della
    Repubblica, il Presidente della Camera dei deputati indice la elezione del nuovo Presidente della
    Repubblica entro quindici giorni, salvo il maggior termine previsto se la Camera dei deputati è
    sciolta o manca meno di tre mesi alla sua cessazione .
    Art. 87.
    Il Presidente della Repubblica è il Capo dello Stato, rappresenta la Nazione ed è
    garante della Costituzione e dell?unità federale della Repubblica.
    Può inviare messaggi alle Came re.
    Indìce le elezioni della Camera dei deputati e quelle dei senatori e fissa la prima riunione
    della Camera dei deputati.
    Promulga le leggi ed emana i decreti aventi valore di legge e i regolamenti.
    Indìce il referendum popolare nei casi previsti dalla Costituzione.
    Nomina, nei casi indicati dalla legge, i funzionari dello Stato e, sentiti i Presidenti delle due
    Camere, i presidenti delle Autorità indipendenti e il presidente del Consiglio nazionale
    dell?economia e del lavoro.
    Accredita e riceve i rappresentanti diplomatici, ratifica i trattati internazionali, previa,
    21
    quando occorra, l?autorizzazione delle Camere.
    Ha il comando delle Forze armate, presiede il Consiglio supremo di difesa costituito
    secondo la legge, dichiara lo stato di guerra deliberato dalle Camere.
    Presiede il Consiglio superiore della magistratura e ne nomina il Vice Presidente
    nell?ambito dei componenti eletti dalle Camere.
    Può concedere grazia e commutare le pene.
    Conferisce le onorificenze della Repubblica.
    Autorizza la dichiarazione del Primo ministro al Senato federale della Repubblica, ai fini di
    cui all?articolo 70, commi quarto e quinto, dopo averne verificato la sussistenza dei
    presupposti costituzionali.
    Art. 88.
    Il Presidente della Repubblica decreta lo scioglimento della Camera dei deputati ed
    indìce le elezioni nei seguenti casi:
    a) su richiesta del Primo ministro, che ne assume la esclusiva responsabilità;
    b) in caso di morte del Primo ministro o di impedimento permanente accertato secondo
    le modalità fissate dalla legge;
    c) in caso di dimissioni del Primo ministro;
    d) nel caso di cui all?articolo 94, terzo comma.
    Il Presidente della Repubblica non emana il decreto di scioglimento nei casi di cui alle
    lettere a), b) e c) del primo comma, qualora alla Camera dei deputati, entro i venti giorni
    successivi, venga presentata e approvata con votazione per appello nominale dai deputati
    appartenenti alla maggioranza espressa dalle elezioni in numero non inferiore alla
    maggioranza dei componenti della Camera, una mozione nella quale si dichiari di voler
    continuare nell?attuazione del programma e si designi un nuovo Primo ministro. In tale caso,
    il Presidente della Repubblica nomina il nuovo Primo ministro designato.
    Art. 89.
    Nessun atto del Presidente della Repubblica è valido se non è controfirmato dai ministri
    proponenti, che ne assumono la responsabilità.
    Gli atti che hanno valore legislativo e gli altri indicati dalla legge sono controfirmati anche
    dal Primo Ministro.
    Art. 90.
    Il Presidente della Repubblica non è responsabile degli atti compiuti nell?esercizio delle sue
    funzioni, tranne che per alto tradimento o per attentato alla Costituzione.
    In tali casi è messo in stato di accusa dal Parlamento in seduta comune, a maggioranza
    assoluta dei suoi membri.
    22
    Art. 91.
    Il Presidente della Repubblica, prima di assumere le sue funzioni, presta giuramento
    di fedeltà alla Repubblica e di osservanza della Costituzione dinanzi all?Assemblea della
    Repubblica.
    TITOLO III
    I L G O V E R N O
    Sezione I
    Il Consiglio dei ministri.
    Art. 92.
    Il Governo della Repubblica è composto dal Primo ministro e dai ministri, che
    costituiscono insieme il Consiglio dei ministri.
    La candidatura alla carica di Primo ministro avviene mediante collegamento con i candidati
    ovvero con una o più liste di candidati all?elezione della Camera dei deputati, secondo
    modalità stabilite dalla legge. La legge disciplina l?elezione dei deputati in modo da favorire la
    formazione di una maggioranza, collegata al candidato alla carica di Primo ministro.
    Il Presidente della Repubblica, sulla base dei risultati delle elezioni della Camera dei
    deputati, nomina il Primo ministro
    Art. 93.
    Il Primo ministro e i ministri, prima di assumere le funzioni, prestano giuramento
    nelle mani del Presidente della Repubblica.
    Art. 94.
    Il Primo ministro illustra il programma di legislatura e la composizione del Governo
    alle Camere entro dieci giorni dalla nomina. La Camera dei deputati si esprime con un
    voto sul programma. Il Primo ministro ogni anno presenta il rapporto sulla sua
    attuazione e sullo stato del Paese.
    Il Primo ministro può porre la questione di fiducia e chiedere che la Camera dei
    deputati si esprima, con priorità su ogni altra proposta, con voto conforme alle proposte del
    Governo, nei casi previsti dal suo regolamento. La votazione ha luogo per appello nominale.
    In caso di voto contrario, il Primo ministro si dimette. Non è comunque ammessa la questione
    di fiducia sulle leggi costituzionali e di revisione costituzionale.
    23
    In qualsiasi momento la Camera dei deputati può obbligare il Primo ministro alle
    dimissioni, con l?approvazione di una mozione di sfiducia. La mozione di sfiducia deve essere
    firmata da almeno un quinto dei componenti della Camera dei deputati, non può essere messa
    in discussione prima di tre giorni dalla sua presentazione, deve essere votata per appello
    nominale e approvata dalla maggioranza assoluta dei componenti. Nel caso di approvazione, il
    Primo ministro si dimette e il Presidente della Repubblica decreta lo scioglimento della
    Camera dei deputati ed indìce le elezioni.
    Il Primo ministro si dimette altresì qualora la mozione di sfiducia sia stata respinta con il
    voto determinante di deputati non appartenenti alla maggioranza espressa dalle elezioni. In
    tale caso si applica l?articolo 88, secondo comma.
    Qualora sia presentata e approvata una mozione di sfiducia, con la designazione di un
    nuovo Primo ministro, da parte dei deputati appartenenti alla maggioranza espressa dalle
    elezioni in numero non inferiore alla maggioranza dei componenti della Camera, il Primo
    ministro si dimette e il Presidente della Repubblica nomina il Primo ministro designato dalla
    mozione. La mozione non può essere messa in discussione prima di tre giorni dalla sua
    presentazione e deve essere votata per appello nominale.
    Art. 95.
    I ministri sono nominati e revocati dal Primo ministro.
    Il Primo ministro determina la politica generale del Governo e ne è responsabile. Garantisce
    l?unità di indirizzo politico e amministrativo, dirigendo, promuovendo e coordinando
    l?attività dei ministri.
    I ministri sono responsabili collegialmente degli atti del Consiglio dei ministri e
    individualmente degli atti dei loro dicasteri.
    La legge provvede all?ordinamento della Presidenza del Consiglio e determina il numero, le
    attribuzioni e l?organizzazione dei ministeri.
    Art. 96.
    Il Primo ministro e i ministri, anche se cessati dalla carica, sono sottoposti, per i reati
    commessi nell?esercizio delle loro funzioni, alla giurisdizione ordinaria, previa autorizzazione
    del Senato federale della Repubblica o della Camera dei deputati, secondo le norme stabilite
    con legge costituzionale.
    Sezione II
    La Pubblica Amministrazione.
    Art. 97.
    I pubblici uffici sono organizzati secondo disposizioni di legge, in modo che siano
    assicurati il buon andamento e l?imparzialità dell?amministrazione.
    24
    Nell?ordinamento degli uffici sono determinate le sfere di competenza, le attribuzioni e le
    responsabilità proprie dei funzionari.
    Agli impieghi nelle pubbliche amministrazioni si accede mediante concorso, salvo i casi
    stabiliti dalla legge.
    Art. 98.
    I pubblici impiegati sono al servizio esclusivo della Nazione.
    Se sono membri del Parlamento, non possono conseguire promozioni se non per anzianità.
    Si possono con legge stabilire limitazioni al diritto d?iscriversi ai partiti politici per i
    magistrati, i militari di carriera in servizio attivo, i funzionari ed agenti di polizia, i rappresentanti
    diplomatici e consolari all?estero.
    Art. 98-bis.
    Per lo svolgimento di attività di garanzia o di vigilanza in materia di diritti di libertà
    garantiti dalla Costituzione e su materie di competenza dello Stato, ai sensi
    dell?articolo 117, secondo comma, la legge approvata ai sensi dell?articolo 70, terzo
    comma, può istituire apposite Autorità indipendenti, stabilendone la durata del
    mandato, i requisiti di eleggibilità e le condizioni di indipendenza.
    Le Autorità riferiscono alle Camere sui risultati delle attività svolte.
    Sezione III
    Gli organi ausiliari.
    Art. 99.
    Il Consiglio nazionale dell?economia e del lavoro è composto, nei modi stabiliti dalla legge,
    di esperti e di rappresentanti delle categorie produttive, in misura che tenga conto della loro
    importanza numerica e qualitativa.
    È organo di consulenza delle Camere e del Governo per le materie e secondo le funzioni
    che gli sono attribuite dalla legge.
    Ha l?iniziativa legislativa e può contribuire alla elaborazione della legislazione economica e
    sociale secondo i principî ed entro i limiti stabiliti dalla legge.
    Art. 100.
    Il Consiglio di Stato è organo di consulenza giuridico-amministrativa e di tutela della
    giustizia nell?amministrazione.
    La Corte dei conti esercita il controllo preventivo di legittimità sugli atti del Governo, e
    anche quello successivo sulla gestione del bilancio dello Stato. Partecipa, nei casi e nelle forme
    25
    stabiliti dalla legge, al controllo sulla gestione finanziaria degli enti a cui lo Stato contribuisce in via
    ordinaria. Riferisce direttamente alle Camere sul risultato del riscontro eseguito.
    La legge assicura l?indipendenza dei due Istituti e dei loro componenti di fronte al Governo.
    TITOLO IV
    L A M A G I S T R A T U R A
    Sezione I
    Ordinamento giurisdizionale.
    Art. 101.
    La giustizia è amministrata in nome del popolo.
    I giudici sono soggetti soltanto alla legge.
    Art. 102.
    La funzione giurisdizionale è esercitata da magistrati ordinari istituiti e regolati dalle norme
    sull?ordinamento giudiziario.
    Non possono essere istituiti giudici straordinari o giudici speciali. Possono soltanto istituirsi
    presso gli organi giudiziarî ordinari sezioni specializzate per determinate materie, anche con la
    partecipazione di cittadini idonei estranei alla magistratura.
    La legge regola i casi e le forme della partecipazione diretta del popolo all?amministrazione
    della giustizia.
    Art. 103.
    Il Consiglio di Stato e gli altri organi di giustizia amministrativa hanno giurisdizione per la
    tutela nei confronti della pubblica amministrazione degli interessi legittimi e, in particolari materie
    indicate dalla legge, anche dei diritti soggettivi.
    La Corte dei conti ha giurisdizione nelle materie di contabilità pubblica e nelle altre
    specificate dalla legge.
    I tribunali militari in tempo di guerra hanno la giurisdizione stabilita dalla legge. In tempo
    di pace hanno giurisdizione soltanto per i reati militari commessi da appartenenti alle Forze armate.
    Art. 104.
    La magistratura costituisce un ordine autonomo e indipendente da ogni altro potere.
    Il Consiglio superiore della magistratura è presieduto dal Presidente della Repubblica.
    Ne fanno parte di diritto il primo presidente e il procuratore generale della Corte di
    cassazione.
    Gli altri componenti sono eletti per due terzi da tutti i magistrati ordinari tra gli appartenenti
    alle varie categorie, per un sesto dalla Camera dei deputati e per un sesto dal Senato federale
    della Repubblica tra professori ordinari di università in materie giuridiche ed avvocati dopo
    quindici anni di esercizio.
    26
    I membri elettivi del Consiglio durano in carica quattro anni e non sono immediatamente
    rieleggibili.
    Non possono, finché sono in carica, essere iscritti negli albi professionali, né far parte del
    Parlamento o di un Consiglio regionale.
    Art. 105.
    Spettano al Consiglio superiore della magistratura, secondo le norme dell?ordinamento
    giudiziario, le assunzioni, le assegnazioni ed i trasferimenti, le promozioni e i provvedimenti
    disciplinari nei riguardi dei magistrati.
    Art. 106.
    Le nomine dei magistrati hanno luogo per concorso.
    La legge sull?ordinamento giudiziario può ammettere la nomina, anche elettiva, di
    magistrati onorari per tutte le funzioni attribuite a giudici singoli.
    Su designazione del Consiglio superiore della magistratura possono essere chiamati
    all?ufficio di cons iglieri di cassazione, per meriti insigni, professori ordinari di università in materie
    giuridiche e avvocati che abbiano quindici anni d?esercizio e siano iscritti negli albi speciali per le
    giurisdizioni superiori.
    Art. 107.
    I magistrati sono inamovib ili. Non possono essere dispensati o sospesi dal servizio né
    destinati ad altre sedi o funzioni se non in seguito a decisione del Consiglio superiore della
    magistratura, adottata o per i motivi e con le garanzie di difesa stabilite dall?ordinamento giudiziario
    o con il loro consenso.
    Il Ministro della giustizia ha facoltà di promuovere l?azione disciplinare.
    I magistrati si distinguono fra loro soltanto per diversità di funzioni.
    Il pubblico ministero gode delle garanzie stabilite nei suoi riguardi dalle norme
    sull?ordinamento giudiziario.
    Art. 108.
    Le norme sull?ordinamento giudiziario e su ogni magistratura sono stabilite con legge.
    La legge assicura l?indipendenza dei giudici delle giurisdizioni speciali, del pubblico
    ministero presso di esse, e degli estranei che partecipano all?amministrazione della giustizia.
    Art. 109.
    L?autorità giudiziaria dispone direttamente della polizia giudiziaria.
    27
    Art. 110.
    Ferme le competenze del Consiglio superiore della magistratura, spettano al Ministro della
    giustizia l?organizzazione e il funzionamento dei servizi relativi alla giustizia.
    Sezione II
    Norme sulla giurisdizione.
    Art. 111.
    La giurisdizione si attua mediante il giusto processo regolato dalla legge.
    Ogni processo si svolge nel contraddittorio tra le parti, in condizioni di parità, davanti a
    giudice terzo e imparziale. La legge ne assicura la ragionevole durata.
    Nel processo penale, la legge assicura che la persona accusata di un reato sia, nel più breve
    tempo possibile, informata riservatamente della natura e dei motivi dell?accusa elevata a suo carico;
    disponga del tempo e delle condizioni necessari per preparare la sua difesa; abbia la facoltà, davanti
    al giudice, di interrogare o di far interrogare le persone che rendono dichiarazioni a suo carico, di
    ottenere la convocazione e l?interrogatorio di persone a sua difesa nelle stesse condizioni
    dell?accusa e l?acquisizione di ogni altro mezzo di prova a suo favore; sia assistita da un interprete
    se non comprende o non parla la lingua impiegata ne l processo.
    Il processo penale è regolato dal principio del contraddittorio nella formazione della prova.
    La colpevolezza dell?imputato non può essere provata sulla base di dichiarazioni rese da chi, per
    libera scelta, si è sempre volontariamente sottratto all?interrogatorio da parte dell?imputato o del suo
    difensore.
    La legge regola i casi in cui la formazione della prova non ha luogo in contraddittorio per
    consenso dell?imputato o per accertata impossibilità di natura oggettiva o per effetto di provata
    condotta illecita.
    Tutti i provvedimenti giurisdizionali devono essere motivati.
    Contro le sentenze e contro i provvedimenti sulla libertà personale, pronunciati dagli organi
    giurisdizionali ordinari o speciali, è sempre ammesso ricorso in Cassazione per violazione di legge.
    Si può derogare a tale norma soltanto per le sentenze dei tribunali militari in tempo di guerra.
    Contro le decisioni del Consiglio di Stato e della Corte dei conti il ricorso in Cassazione è
    ammesso per i soli motivi inerenti alla giurisdizione.
    Art. 112.
    Il pubblico ministero ha l?obbligo di esercitare l?azione penale.
    Art. 113.
    Contro gli atti della pubblica amministrazione è sempre ammessa la tutela giurisdizionale
    dei diritti e degli interessi legittimi dinanzi agli organi di giurisdizione ordinaria o amministrativa.
    28
    Tale tutela giurisdizionale non può essere esclusa o limitata a particolari mezzi di
    impugnazione o per determinate categorie di atti.
    La legge determina quali organi di giurisdizione possono annullare gli atti della pubblica
    amministrazione nei casi e con gli effetti previsti dalla legge stessa.
    TITOLO V
    COMUNI, PROVINCE, CITTÀ METROPOLITANE, REGIONI E STATO
    Art. 114.
    La Repubblica è costituita dai Comuni, dalle Province, dalle Città metropolitane, dalle
    Regioni e dallo Stato, che esercitano le loro funzioni secondo i princìpi di leale collaborazione e
    di sussidiarietà.
    I Comuni, le Province, le Città metropolitane e le Regioni sono enti autonomi con propri
    statuti, poteri e funzioni secondo i principî fissati dalla Costituzione.
    Roma è la capitale della Repubblica e dispone di forme e condizioni particolari di autonomia,
    anche normativa, nelle materie di competenza regionale, nei limiti e con le modalità stabiliti
    dallo statuto della Regione Lazio.
    Art. 115.
    Abrogato dalla Legge Cost. n. 3 del 2001
    Art. 116.
    Il Friuli-Venezia Giulia, la Sardegna, la Sicilia, il Trentino-Alto Adige/Südtirol e la Valle
    d?Aosta/Vallée d?Aoste dispongono di forme e condizioni particolari di autonomia, secondo i
    rispettivi statuti speciali adottati con legge costituzionale previa intesa con la Regione o Provincia
    autonoma interessata sul testo approvato dalle due Camere in prima deliberazione. Il diniego
    alla proposta di intesa può essere manifestato entro tre mesi dalla trasmissione del testo, con
    deliberazione a maggioranza dei due terzi dei componenti del Consiglio o Assemblea regionale
    o del Consiglio della Provincia autonoma interessata. Decorso tale termine senza che sia stato
    deliberato il diniego, le Camere possono adottare la legge costituzionale.
    La Regione Trentino-Alto Adige/Südtirol è costituita dalle Province autonome di Trento e
    di Bolzano.
    Art. 117.
    La potestà legislativa è esercitata dallo Stato e dalle Regioni nel rispetto della
    Costituzione, nonché de i vincoli derivanti dall?ordinamento comunitario.
    Lo Stato ha legislazione esclusiva nelle seguenti materie:
    29
    a) politica estera e rapporti internazionali dello Stato; rapporti dello Stato con l?Unione
    europea; diritto di asilo e condizione giuridica dei cittadini di Stati non appartenenti all?Unione
    europea; promozione internazionale del sistema economico e produttivo nazionale;
    b) immigrazione;
    c) rapporti tra la Repubblica e le confessioni religiose;
    d) difesa e Forze armate; sicurezza dello Stato; armi, munizioni ed esplosivi;
    e) politica monetaria, moneta, tutela del risparmio e del credito e mercati finanziari; tutela
    della concorrenza e organizzazioni comuni di mercato; sistema valutario; sistema tributario e
    contabile dello Stato; perequazione delle risorse finanziarie;
    f) organi dello Stato e relative leggi elettorali; referendum statali; elezione del Parlamento
    europeo;
    g) ordinamento e organizzazione amministrativa dello Stato e degli enti pubblici nazionali;
    h) ordine pubblico e sicurezza, ad esclusione della polizia amministrativa regionale e
    locale;
    i) cittadinanza, stato civile e anagrafi;
    l) giurisdizione e norme processuali; ordinamento civile e penale; giustizia amministrativa;
    m) determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali
    che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale;
    m-bis) norme generali sulla tutela della salute; sicurezza e qualità alimentari;
    n) norme generali sull?istruzione;
    o) previdenza sociale; sicurezza del lavoro;
    p) legislazione elettorale, organi di governo e funzioni fondamentali di Comuni, Province e
    Città metropolitane; ordinamento della capitale;
    q) dogane, protezione dei confini nazionali e profilassi internazionale;
    r) pesi, misure e determinazione del tempo; coordinamento informativo statistico e
    informatico dei dati dell?amministrazione statale, regionale e locale; opere dell?ingegno;
    s) tutela dell?ambiente, dell?ecosistema e dei beni culturali.
    s-bis) grandi reti strategiche di trasporto e di navigazione di interesse nazionale e
    relative norme di sicurezza;
    s-ter) ordinamento della comunicazione;
    s-quater) ordinamento delle professioni intellettuali; ordinamento sportivo nazionale;
    s-quinquies) produzione strategica, trasporto e distribuzione nazionali dell?energia.
    30
    Sono materie di legislazione concorrente quelle relative a: rapporti internazionali e con
    l?Unione europea delle Regioni; commercio con l?estero; tutela del lavoro; istruzione, salva
    l?autonomia delle istituzioni scolastiche e con esclusione della istruzione e della formazione
    professionale; professioni; ricerca scientifica e tecnologica e sostegno all?innovazione per i settori
    produttivi; alimentazione; ordinamento sportivo regionale; protezione civile; governo del territorio;
    porti e aeroporti civili; reti di trasporto e di navigazione ; comunicazione di interesse regionale,
    ivi compresa l?emittenza in ambito regionale; promozione in ambito regionale dello sviluppo
    delle comunicazioni elettroniche ; produzione, trasporto e distribuzione dell?energia;
    previdenza complementare e integrativa; armonizzazione dei bilanci pubblici e coordinamento della
    finanza pubblica e del sistema tributario; valorizzazione dei beni culturali e ambientali e
    promozione e organizzazio ne di attività culturali; istituti di credito a carattere regionale. Nelle
    materie di legislazione concorrente spetta alle Regioni la potestà legislativa, salvo che per la
    determinazione dei principî fondamentali, riservata alla legislazione dello Stato.
    Spetta alle Regioni la potestà legislativa esclusiva nelle seguenti materie:
    a) assistenza e organizzazione sanitaria;
    b) organizzazione scolastica, gestione degli istituti scolastici e di formazione, salva
    l?autonomia delle istituzioni scolastiche;
    c) definizione della parte dei programmi scolastici e formativi di interesse specifico della
    Regione;
    d) polizia amministrativa regionale e locale;
    e) ogni altra materia non espressamente riservata alla legislazione dello Stato.
    Le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano, nelle materie di loro
    competenza, partecipano alle decisioni dirette alla formazione degli atti normativi comunitari e
    provvedono all?attuazione e all?esecuzione degli accordi internazionali e degli atti dell?Unione
    europea, nel rispetto delle norme di procedura stabilite da legge dello Stato, che disciplina le
    modalità di esercizio del potere sostitutivo in caso di inadempienza.
    La potestà regolamentare spetta allo Stato nelle materie di legislazione esclusiva, salva
    delega alle Regioni. La potestà regolamentare spetta alle Regioni in ogni altra materia. I Comuni, le
    Province e le Città metropolitane hanno potestà regolamentare in ordine alla disciplina
    dell?organizzazione e dello svolgimento delle funzioni loro attribuite.
    Le leggi regionali rimuovono ogni ostacolo che impedisce la piena parità degli uomini e
    delle donne nella vita sociale, culturale ed economica e promuovono la parità di accesso

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