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POLITICA – Iglesias, ancora scintille fra DS e Giunta Comunale

24 Febbraio 2006

POLITICA

IGLESIAS, ANCORA SCINTILLE FRA DS E GIUNTA COMUNALE
Dibattito sulle antenne: in Comune riesplodono i contrasti interni alla maggioranza

La riunione del consiglio comunale di mercoledì 22 Febbraio doveva iniziare alle 16.30 ed invece, complici alcuni ritardi, l’apertura dei lavori dell’assemblea cittadina è stata possibile solo alle 17.
All’ordine del giorno c’era da discutere l’ammissibilità o meno che sui tetti della Casa Serena, la storica casa di riposo iglesiente, e del centro direzionale potessero sorgere due antenne per telefonia mobile della Ericsson.
In realtà gli sviluppi della discussione in seno al consiglio comunale sono andati ben al di là di quanto indicato dall’ordine del giorno, mettendo ancora una volta in luce divisioni all’interno dell’attuale maggioranza di centro sinistra.
Infatti il dibattito, che era partito con la relazione introduttiva di Aldo Atzori dei DS, ha progressivamente preso il crinale della polemica fra Democratici di Sinistra e Giunta Comunale, con reciproche accuse di avere rallentato, sin dai primi giorni di vita dell’attuale maggioranza, i lavori comunali.
La relazione di Atzori puntava l’attenzione sulla mancanza di certezze circa gli effetti delle onde elettromagnetiche emesse dalle antenne e, soprattutto, sul fatto che i cittadini residenti vicino agli edifici dove queste dovrebbero essere installate, non sarebbero stati coinvolti.
Oltre che su questi elementi il consigliere diessino puntava l’attenzione sul fatto che le dichiarazioni di non pericolosità rilasciate dalla ASL non sarebbero state molto precise, affermando che il principio cui la Giunta Comunale si sarebbe dovuta ispirare sull’ammissibilità delle antenne sarebbe dovuto essere quello di “precauzione”, come previsto dalla Legge 36 del 2001.
A conclusione di un tale ragionamento Atzori proponeva una “commissione di programmazione partecipata”, di cui dovrebbero far parte esponenti della provincia, i cittadini e naturalmente esponenti del comune, il tutto per stabilire norme retroattive e indicare luoghi da adibire all’installazione di antenne.
La replica dell’Assessore all’Urbanistica, Carlo Saragat, seppure divergente sugli effetti e sui rischi delle onde elettromagnetiche emesse dalle antenne, sembrava dare spazio ad un proseguimento sereno del dibattito comunale, tanto che l’esponente della Giunta si diceva assolutamente d’accordo sul coinvolgimento dei cittadini e sulla proposta della commissione.
Ma la polemica era dietro l’angolo e doveva scoppiare dopo alcuni interventi dei consiglieri della minoranza, che puntavano tutti l’attenzione su forti rischi per la salute di bambini e anziani che potrebbero derivare dalle onde elettromagnetiche.
Ad accendere la miccia è stata Pierina Chessa, del Partito della Rifondazione Comunista; il suo intervento sembrava denotare un semplice fiancheggiamento dell’opinione del sindaco e degli assessori riguardo la non pericolosità delle antenne, in realtà tale intervento si tramutava ben presto in un attacco frontale ai Democratici di Sinistra.
Nel suo intervento l’esponente del PRC considerava solo un pretesto, da parte dei DS, l’aver convocato il consiglio comunale per un argomento di tenue importanza come quello delle antenne; oltre a ciò dichiarava che, se i Democratici di Sinistra fossero stati coerenti, nel momento in cui dichiaravano la non sufficiente precisione delle rilevazioni ASL avrebbero dovuto chiedere le dimissioni del direttore Barranu, esponente diessino.
Tutto finito ? No, Pierina Chessa chiedeva al sindaco di portare in discussione al consiglio comunale il PUC e il bilancio e aggiungeva di sperare che, al momento di discuterli, la maggioranza sarebbe stata compatta e che non ci sarebbero stati ricatti. Il riferimento al rapporto conflittuale fra sindaco e i DS e, indirettamente, fra questi e gli altri partiti della maggioranza era evidente.
Una volta accesa, la miccia non poteva che bruciare molto rapidamente ed infatti la replica diessina per bocca di Roberto Caddeo era secca: “A nome dei DS chiedo se l’intervento di Chessa esprime la posizione ufficiale del PRC nei confronti del mio partito o è solo personale”.
E ancora: “Se quanto detto da Pierina Chessa fosse la posizione ufficiale del suo partito, come Democratici di Sinistra ne trarremmo le dovute conseguenze”.
La tensione, a quel punto, sembrava destinata a salire e di questo sembravano essere soddisfatti gli esponenti della minoranza che per bocca di Giorgio Oppi, loro massimo esponente, dichiaravano che ancora una volta in consiglio comunale si evidenziavano le spaccature della maggioranza, incapace di discutere un qualsiasi punto all’ordine del giorno senza sfrangiarsi.
In una tale situazione, l’intervento conclusivo del sindaco sembrava rasserenare almeno in parte gli animi; il primo cittadino accettava la proposta di commissione fatta dai Democratici di Sinistra e dichiarava che l’intervento di Pierina Chessa su Barranu non era stato altro che una provocazione.
Pierluigi Carta si diceva assolutamente disponibile al dialogo con tutte le forze della maggioranza, diessini compresi, e rilanciava così il principio della collegialità nella realizzazione del programma di coalizione ma dichiarava, altresì, che se qualcuno sperava che lui si dimettesse si sbagliava di grosso.
Il consiglio si chiudeva con un documento della minoranza, che chiedeva la non installazione delle antenne Ericsson e che veniva respinto; ma a quel punto l’attenzione dei cittadini presenti in aula consigliare era tutta rivolta ai contrasti interni alla maggioranza e a quella miccia che continua a bruciare e diventa ogni giorno più corta.

Massimo Meloni

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