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Archivio 2 Marzo 2006

CRONACA – Fontanamare chiusa per inquinamento

2 Marzo 2006 Commenti chiusi


CRONACA

FONTANAMARE CHIUSA PER INQUINAMENTO

La spiaggia di Fontanamare sarà chiusa per inquinamento: sotto gli ombrelloni di una delle spiagge più frequentate del Sulcis Iglesiente sono state registrate percentuali altissime di piombo, zinco, cadmio e mercurio.
Sul Comune di Gonnesa, sotto forma di fax, si è abbattuto il più classico dei fulmini a ciel sereno: il ministero dell’Ambiente, visti i risultati dei carotaggi effettuati nell’arenile per il Piano di Caratterizzazione, ha intimato all’amministrazione comunale di vietare «la frequentazione della spiaggia».
SPIAGGIA VIETATA. Una parte consistente del litorale gonnesino sarà off limits per tutti: vietato fare una passeggiata, vietato prendere il sole.
Con un provvedimento che rischia di trascinarsi per molto tempo, fino a quando la spiaggia sarà bonificata: in tempi di bilanci striminziti e burocrazia lentissima, sembra facile prevedere un’estate insolitamente deserta per Fontanamare, di solito presa d’assalto dai bagnanti.
“La comunicazione del Ministero ci ha colto di sorpresa” – dice Erminio Melis, assessore comunale all’Ambiente di Gonnesa – le analisi fatte dalla Tei sulla spiaggia, nel progetto più complessivo della bonifica di Sa Masa, hanno messo in luce che nell’arenile di Fontanamare, a causa degli scarichi minerari provenienti da Sa Masa, sono presenti in quantità significative metalli pesanti quali piombo, zinco, cadmio, mercurio. La comunicazione del Ministero parla chiaro: per quanto sia una scelta difficile e dolorosa saremmo costretti a chiudere la spiaggia.
In questi casi la cosa più importante è la tutela della salute dei cittadini, questa è la strada che dobbiamo percorrere”
.
PRESA D’ASSALTO. Fontanamare è una delle quattro spiagge che ricade nel territorio comunale di Gonnesa (le altre sono Plag’e Mesu, Punta S’Arena e Porto Paglia); tradizionalmente è frequentata dai bagnanti iglesienti e nelle calde giornate estive è letteralmente presa d’assalto: famiglie con ombrelloni a seguito, ragazzi in cerca di sole e mare si riversano sulla spiaggia di Gonnesa.
Una spiaggia che oggi si scopre inquinata, non dei battellini che a migliaia si decomposero sull’arenile qualche anno fa, né dai rifiuti che l’inciviltà dell’uomo dimentica a due passi dal mare: Fontanamare è inquinata dai metalli pesanti, un cocktail individuato con precisione dai carotaggi eseguiti sul posto.
Talmente inquinata che il Ministero dell’Ambiente ha imposto un diktat al Comune: «Chiudete quella spiaggia».
METALLI PESANTI. Un provvedimento che non riguarderà solo la spiaggetta piccola, quella che il senso comune riteneva la più a rischio per lo scarico diretto dalla palude. Infatti sulla base dei risultati delle analisi, tutta la spiaggia di Fontanamare dovrà essere chiusa.
Che questa parte di arenile potesse essere in qualche modo contaminata dai metalli pesanti di mineraria memoria, già depositati a Sa Masa, era un’ipotesi tutt’altro che remota.
Andando indietro con gli anni, tutti ricordano il fiumiciattolo che si riversava in spiaggia e poi terminava la sua corsa in mare: bastava percorrere a ritroso il corso d’acqua per arrivare fino alle miniere di Monteponi.
Ma oggi i carotaggi eseguiti dalla Tei, la società che sta seguendo il progetto di bonifica della palude, danno la dimensione reale dell’inquinamento, fino a decretare la chiusura della spiaggia.
SONDAGGI NEI FONDALI. I controlli comunque non si fermano qui: sono previsti altri esami in spiaggia e sondaggi nei fondali, a cura di una società specializzata, la Icran, per conto del Ministero dell’Ambiente.
A distanza di decenni la natura ha presentato il suo conto: il rio San Giorgio trasportava a valle e concentrava nella palude le scorie dell’attività mineraria che poi, seguendo il percorso del fiume verso il mare, si sono accumulate sotto la spiaggia dando luogo ad un’autentica bomba ecologica ad orologeria.
Un durissimo colpo per Gonnesa, che proprio in questi giorni si sta battendo contro i piani paesaggistici, invocando una maggiore considerazione per lo sviluppo dei suoi otto chilometri di costa.
“A questo punto non ci resta che chiedere aiuto al Ministero e alla Regione – dice Melis – per avviare al più presto la bonifica della spiaggia. Speriamo di poter agire in tempi rapidi perché la situazione, con la spiaggia preclusa ai cittadini, è molto delicata”.
Un SOS verso Cagliari, un appello per un intervento urgente: ma intanto Gonnesa, che voleva scommettere tutto sulle sue spiagge e sul turismo costiero, dovrà rassegnarsi a chiudere Fontanamare per inquinamento minerario. Un conto salatissimo, presentato con gli interessi dopo un secolo e mezzo di attività estrattiva.

Tratto da L’UNIONE SARDA

Riferimenti: L’UNIONE SARDA