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Archivio Marzo 2006

Dalle viscere della terra l’eco dei suoni magici dell’isola

21 Marzo 2006 Commenti chiusi


ATTUALITA’

Da tutto il mondo ospiti del Parco Geominerario storico e ambientale per firmare il patto fra cultura e miniera

DALLE VISCERE DELLA TERRA L’ECO DEI SUONI MAGICI DELL’ISOLA

Nel cuore di Pozzo Sella e Villamarina dove i solisti sardi si uniscono per la prima volta in un magico canto corale

Voci e suoni dal cuore della terra, anzi “Boghes e sonos dae su coro e sa terra” come si legge nel maxi-manifesto color seppia affisso all’ingresso della galleria Villamarina, pozzo Sella, cuore di Monteponi, aperta nel 1852. Voci che portano la Sardegna musicale nel mondo, all’Opera di Parigi a Saint Patrick di New York, da Francoforte a Sidney. Sul palco, col casco bianco dei minatori, c’è Elena Ledda, sacra come una vestale delle sette note in miniera, tra un “Duru-duru sia”, un “Deus ti salvet” e una pacifista “Nostra Sennora ‘e sa gherra”. E poi i tenores di Bitti nella formazione storica che intona canti invocando sentieri di pace, “caminos de paghe”, con Daniele Cossellu voce, Piero Sanna voce e mezzavoce, Mara Pira basso e Pierluigi Giorno contra.
Ascoltate in un antro sotto terra, al centro di una miniera che ha fatto la storia industriale della Sardegna, sono voci che coinvolgono. Danno anima al vuoto, al nero di questi abissi nuragici. Incantano e rapiscono. Il pubblico internazionale che li ascolta in underground è come fosse in estasi, silenzio profondo per apprezzare quelle voci gutturali che sono diventate patrimonio dell’umanità col sigillo dell’Unesco.
Concedere il bis è un piacere e un attestato di apprezzamento. Del resto ha dato il bis, anzi il ter anche l’Unesco: dopo la Reggia di Barumini scoperta da Giovanni Lilliu, il più moderno dei Sardus Pater, dal 2001 sono bene universale anche le miniere sarde e, da qualche mese, il canto a tenores voluto con intuizione creativa da Francesco Licheri quando era presidente dell’amministrazione provinciale di Nuoro.

Prima le voci e poi, in un crescendo da opera classica, i suoni. Arrivano dal patriarca delle launeddas Luigi Lai. Siamo alla stndin ovation. Mostra i suoi umili strumenti a fiato: altro non sono che canne palustri o di torrente, scelte una per una, nel Campidano di Oristano o lungo i greti dei ruscelli dell’Ogliastra, a mezza costa, tra mare e montagna. Luigi Lai le raccoglie con un falcetto, le fa seccare al sole in un giardino d’aranci, pratica i fori poi avvolge quelle canne con la pece, con un pò di cera d’api, deve creare l’ancia. E lui, l’artista, deve avere polmoni e guance come mantici ed emettere melodie. Mostra la canna lunga (su tumbu), quella di sinistra (mancisa), quella centrale o quasi (mancosedda). Alle sue spalle – in questa sala argani che sembra un piccolo teatro – si intravvedono le gabbie di ferro sulle quali ogni giorno iniziava e finiva la giornata dei minatori che scendevano sotto il livello del mare, e ci restavano ore ed ore prima di tornare in superficie a rivedere il cielo e la famiglia. Sembra una rivincita della storia. Dove il suono era quello dei martelli pneumatici, o quello delle pale meccaniche inventate a Montevecchio e Ingurtosu, o il boato delle mine che splodevano o il sordo battere dei picconi, oggi c’è un musicista che fa vibrare di emozioni i turisti-archeologi-industrialisti giunti da tutto il mondo. Mostrato lo strumento, il maestro Lai – protetto da un casco giallo – dà il via a una “Mediana pipia” che è la voce gioiosa della Sardegna. Bastano poche note, pochi attimi di musica etnica in sotterraneo e i piedi dei sardi si muovono come volessero ballare.
Gli stranieri si guardano attorno per capire dove sono nascoste le canne d’organo, dove sono gli altri concertisti, da dove giungono quelle cento sonorità e quelle note alte, amalgamate in un tutt’uno canoro. No signori, non ci sono canne d’organo, non c’è alcuna orchestra nascosta dietro le pareti di galena e blenda, dietro quella tramoggia gigante, dietro quelle ruote e quelle corde d’acciaio per gli ascensori degli operai del tempo che fu. No, qui c’è un solo uomo-orchestra giunto dal Sarrabus di San Vito, sotto il trapezio di monte Cardiga dove vedete fossili come monete (i nummuliti) a occhio nudo. Musica e storia, geologia e società, miti e cronaca da servire agli ospiti per un gala che farà storia.
Cerchiamo di vedere chi sono gli ospiti del Parco geominerario storico e ambientale della Sardegna e di due assessori regionali, Elisabetta Pilia e Concetta Rau, giunte a sigillare questo meeting di culutra e industia puntando al recupero intelligente di un autentico Continente di miniere. Dal Sulcis-Iglesiente percorre tutta l’Isola, da Arbus a Guspini fino a Buggerru col pozzo Amsicora e la galleria Henry, la galleria di Perd’e pibera di Gonnosfanadiga, quelle di Narcao e Villamassargia, il Sarrabus e il Gerrei, il bacino dell’antracite tra Seui Perdasdefogu e Seulo, le cave di talco di Orani sotto Monte Gonare, il capolavoro di Funtana Raminosa (“la miniera con la cascata”), i sentieri dell’ossidiana del Monte Arci sepolta da un manto di foglie morte, le cave galluresi, quelle della Cala Francese di La Maddalena col granito che ha edificato le colonne del Pantheon romano. E poi i giacimenti dell’Argentiera, quelle imponenti strutture in legno diventate tristi ruderi che attendono un’intelligente opera di recupero.

Per vedere (e studiare) questo patrimonio, il Parco geominerario (presidnete Emilio Pani), l’Associazione Pozzo Sella (leader Giampiero Pinna), il programma Cultura 2000 dell’Unione europea col placet del Ticcih (The International Committee for the Conservation of the Industrial Heritage – l’organismo internazionale per la conservazione del patrimonio industriale) hanno portato in Sardegna i più autorevoli studiosi del ripristino dell’archeologia industriale. Un tour per i siti dell’isola e per chiudere in bellezza il concerto. Tutti lì, sulle panche, a sentire “boghes e sonos”. Nelle prime file il leader del Ticcih Louis Bergeron, il massimo esperto minerario e industriale dei Cinque continenti. Ci sono Giovanni Luigi Fontana (Univesità di Padova e presidente dell’Aipai), i messicani Marco Antonio Badillo e la signora Belem Oviedo Gamez. Due ospiti dell’Asia e un africano con nomi difficili da proporre nella nostra lingua. L’Europa è al gran completo, proprio come vuole “Cultura 2000″ che tende a promuovere il dialogo e la conoscenza fra i popoli europei. Dalla Francia è giunta Odile Jacquemin e con lei il veneziano Francesco Calzolaio, il catalano Jaume Mantamala (guai a chi lo definisce spagnolo), la rumena Irina Iamandescu del ministero della Cultura (“mentre sentivo i tenores ricordavo molte tonalità della musica rumena”). La Grecia è rappresentata da Olga Deligianni anche lei del ministero della Cultura ellenica, il portoghese Josè Manuel Lopes Cordeiro, il consulente dell’Unesco Gianlupo Del Bono. Mettete con loro gli assessori regionali, il sindaco di Iglesias Pierluigi Carta, quello di Lula Maddalena Calia, il presidente della Provincia Pierfranco Gaviano, l’assessore della Provincia di Venezia Giuseppe Scabro e tanti neolaureati delle università sarde, piemontesi ed emiliane impegnati in un master di archeologia industriale. Il direttore del Parco, Luciano Ottelli, autore di due documentate pubblicazioni sull’Argentiera (Sassari) e Serbariu (Carbonia) si ricicla in esperto musicale con Maria Teresa Maiullari Pontois, con Jean Luis Pacitto, Massimo Preite e Irina Iamandescu. Franco Manca, presidente dell’Igea, con i suoi collaboratori fa da Cicerone a un gruppo di ingegneri minerari tedeschi giunti dai bacini carboniferi tedeschi. La sala argani è gremita. Domina un silenzio religioso. Tutti ascoltano e godono di queste note sotto una parete di roccia nuda che fa da cassa armonica, in mezzo a gallerie infinite che – qui a Monteponi – si sviluppano per oltre 250 chilometri di lunghezza, come la Carlo Felice da Cagliari a Portotorres.

Le poltrone del teatro-miniera sono panche gialle. Qua e là cadono gocce d’acqua, i caschi in testa a tutti gli spettatori riparano dalla pioggia intermittente. Telecamere e fotografi. Ragazzi e bambini. In prima fila c’è Virginia, bella bimba figlia di Elena Ledda. Guarda e ascolta la mamma che canta le ninne nanne accompagnata dalla mandola di Mauro Palmas, e poi quel brano che invoca la pace, il rispetto fra gli uomini, altri canti di festa e dolore. Ottavio Olita, giornalista Rai: “Quelli di Elena Ledda sono versi teneri e coraggiosi come quelli di Fizu ‘e mundu e delle dolci litanie del Rosario, il commosso ricordo di Sergio Atzeni in Mare mannu, la fortissima religiosità di Pregadoria e i giochi di parole e le filastrocche di Imbala”. Chissà perchè, ma sentita sotto terra Elena Ledda sembra sempre più elegante e carica di pathos, ci sono in lei Amalia Rodriguez, Joan Baez e l’eco di Maria Carta, ma c’è soprattutto la sua cifra musicale. Il catalano Matamala le si avvicina e le dice: “Ma lei è catalana, mi ricorda Maria Del Mar Bonett”. Ledda: “Abbiamo cantato insieme al festival di Nora, a Barcellone e in Santa Croce a Firenze”. Qualcuno propone alla Ledda il canto Des de Mallorca e l’Alguer con “le vele dei vascelli che si salutano a ponente”. Ma si sta facendo tardi. Sarà per un’altra volta.

Il gran finale è un unicum, un fatto di cronaca: per la prima volta in assoluto cantano insieme Elena Ledda, i tenores di Bitti accompagnati da Luigi Lai. Si unisce a loro la mandola di Mauro Palmas e attaccano col “Deus ti salvet Maria”. La prima strofa a Elena Ledda, la seconda (“Su Deus onnipotente”) a Daniele Cossellu. E’ un evento. La miniera fa il miracolo di creare unione fra artisti che si esibiscono da soli. Il canto si fa corale anche fra il pubblico, quello giunto da tutto il mondo in Sardegna per firmare un patto fra cultura e miniera, fra mare e montagna. Pinna, l’uomo-caverna di Pozzo Sella, cede gratuitamnete i diritti della sua Associazione al Parco geominerario che tenta di uscire dal buio, di spezzare catene burocratiche e politiche e restituire alla Sardegna e al mondo quel grande patrimonio che sono state le miniere. Traguardo non facile. Altrove nel mondo le miniere sono state messe in sicurezza prima dei sigilli alla produzione. Da noi i ruderi. Ma sono patrimonio dell’umanità. Per creare reddito in una regione economicamente fragilissima. L’esempio del master itinerante da Arbus a Villasalto, da Gadoni a Lula, lo ha dimostrato. L’esposizione itinerante del museo dell’arte mineraria ha fatto il resto. Occorre insistere, con metodo.

Giacomo Mameli
Da LA NUOVA SARDEGNA – 20 Marzo 2006

NELLA FOTO: Monteponi: Pozzo Vittorio Emanuele e Pozzo Sella, in una foto del 1875 (foto Archivio Storico Comunale Iglesias)

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Riferimenti: LA NUOVA SARDEGNA

CULTURA – Biennale di poesia "In ricordo di Luciano Matteu"

20 Marzo 2006 Commenti chiusi

CULTURA

BIENNALE DI POESIA “IN RICORDO DI LUCIANO MATTEU”

L’Associazione culturale “SUERGIU – UNITI NELLA CULTURA”, con il patrocinio del Comune di San Giovanni Suergiu (richiesto) ha indetto la

PRIMA EDIZIONE DELLA BIENNALE DI POESIA “IN RICORDO DI LUCIANO MATTEU”

Tutti i poeti, di ogni età e provenienza possono partecipare a questo concorso di poesia che rappresenta uno dei primi atti ufficiali della nuova Associazione culturale di San Giovanni Suergiu.
Di seguito esponiamo il bando di concorso per partecipare alla Biennale:

Art. 1 – E’ indetta la biennale di poesia denominata “In ricordo di Luciano Matteu”, che si rivolge ai Poeti di tutte le età e di tutte le nazionalità.

Art. 2 – La biennale è articolata nelle seguenti sezioni:
A – LINGUA ITALIANA
B – LINGUA SARDA

Art. 3 – Si può partecipare alle sezioni dell’art. 2 attraverso le seguenti fasce :
1. Bambini dagli 8 ai 10 anni;
2. Ragazzi dagli 11 ai 14 anni;
3. Giovani dai 15 ai 17 anni;
4. Adulti

Art.4 – Per le fasce 1 e 2 il tema previsto è “Un angolo del mio paese”; per le fasce 3 e 4 il tema è libero.

Art.5 – Ogni autore può partecipare inviando fino ad un massimo di due liriche in sette copie dattiloscritte non superanti le 40 righe. Coloro che intendono partecipare ad entrambi le sezioni dovranno versare doppio contributo.

Art. 6 – I partecipanti devono inviare la scheda d’adesione allegata al presente regolamento alla segreteria del Concorso, tramite posta ordinaria, sottoscrivendo l’attestazione che le opere sono inedite e che sono di proprietà degli autori al seguente indirizzo:

BIENNALE DELLA POESIA “IN RICORDO DI LUCIANO MATTEU”
Associazione Culturale “SUERGIU – UNITI NELLA CULTURA”
c/o Claudio Moica
via Grazia Deledda, 1
09010 S.Giovanni Suergiu (CA)

All’interno della busta contenente le opere dovrà esserci una ulteriore busta chiusa contenente nome, cognome, indirizzo, recapito telefonico e mail dell’autore. Ogni autore è responsabile di quanto contenuto nei propri elaborati.

Art. 7 – Gli elaborati non saranno restituiti. L’Associazione si riserva la facoltà di poter pubblicare i lavori ritenuti migliori.

Art. 8 – I poeti dovranno sottoscrivere una liberatoria in cui si autorizza l’Associazione “SUERGIU – U.N.C.” a pubblicare le opere in tutte le forme e nei supporti a tutt’oggi esistenti. E’ esclusa qualsiasi forma di compenso per le opere pubblicate. Il ricavato della vendita dell’antologia verrà reinvestito nell’attività dell’associazione.

Art. 9 – Gli elaborati vanno inviati alla segreteria nelle forme previste dall’art. 6 del presente regolamento, entro e non oltre il 30 giugno 2006 (salvo disposizioni diverse emanate dalla segreteria).

Art. 10 – A copertura delle spese di segreteria è previsto un contributo da parte d’ogni autore delle fasce “3 e 4″ (fasce 1 – 2 gratuite) di euro 20,00 per sezione da versare tramite c.c.b. del Banco di Sardegna n. 70044260 ABI 1015 CAB 86140 intestato ad Associazione Culturale “SUERGIU U.N.C.” con la dicitura concorso di poesia Oppure a mezzo vaglia postale ordinario intestato a: Associazione Culturale “SUERGIU U.N.C.” c/o Claudio Moica via G. Deledda 1 – 09010 S. Giovanni Suergiu (CA). Il giustificativo del pagamento dovrà essere allegato alla scheda di adesione. Seguirà regolare ricevuta fiscale.

Art. 11 – La data di proclamazione dei vincitori è fissata per il mese di Agosto 2006.
La segreteria è tenuta a comunicare ai partecipanti l’esito e la sede in cui avrà luogo la premiazione del Concorso. Alla serata finale parteciperanno opere di poeti affermati con la formula dell’invito personale.

Art. 12 – Le opere saranno valutate a giudizio insindacabile e inappellabile della giuria. In caso di iscrizione da parte di minorenne, la sottoscrizione dalla scheda d’adesione dovrà essere sottoscritta da chi ne esercita la patria potestà. I nominativi della giuria saranno comunicati il giorno della premiazione.

Art. 13 – Saranno premiati i primi di ogni fascia.

Sezione Lingua italiana:
Fascia 1 : Premio libri + pergamena;
Fascia 2 : Premio cd musicale + pergamena;
Fascia 3 : Premio scultura realizzata da artista locale;
Fascia 4 : Premio 100 euro + scultura realizzata da artista locale;

Sezione Lingua Sarda:

Fascia 1 : Premio libri + pergamena;
Fascia 2 : Premio cd musicale + pergamena;
Fascia 3 : Premio scultura realizzata da artista locale;
Fascia 4 : Premio 100 euro + scultura realizzata da artista locale;

A tutti i partecipanti sarà inviato attestato di partecipazione

Art. 14 – Partecipano fuori concorso la categoria “Autori affermati” con la formula ad invito personale. Tutti i partecipanti verranno premiati e le poesie lette da un attore di fama regionale il giorno della premiazione.

Art. 15 – Informativa ai sensi della Legge 675/96 sulla Tutela dei dati personali. Il trattamento dei dati, di cui garantiamo la massima riservatezza, è effettuato esclusivamente ai fini inerenti il concorso cui si partecipa. I dati dei partecipanti non verranno comunicati o diffusi a terzi a qualsiasi titolo e potranno richiederne gratuitamente la cancellazione o la modifica scrivendo all’associazione.

Art. 16 – Qualsiasi comunicazione o variazione ufficiale sulle disposizioni del presente regolamento sarà comunicato direttamente ai partecipanti almeno con una settimana di anticipo.

Art. 17 – Per qualsiasi controversia sarà competente il Foro di Cagliari.
Per ulteriori informazioni visitare il sito on-line http://xoomer.virgilio.it/suergiu o scrivere all’indirizzo email suergiu@virgilio.it o telefonare al numero 348/8751717.

Riferimenti: ASS. SUERGIU – UNITI NELLA CULTURA

LAVORO – Sant’Antioco: bandi di concorso per tre posti

16 Marzo 2006 9 commenti

LAVORO

SANT’ANTIOCO: BANDI DI CONCORSO PER TRE POSTI
Un posto di istruttore direttivo di ragioneria e di due posti di vigile urbano.

E’ indetto a Sant’Antioco pubblico concorso, per titoli ed esami, per la copertura di: un posto di istruttore direttivo di ragioneria e due posti di vigile urbano, rispettivamente appartenenti alla categoria D1 e alla categoria C1 C.C.N.L. enti locali.
Titolo di studio richiesto: per il concorso per istruttore direttivo il diploma di laurea in economia e commercio, scienze politiche, giurisprudenza; per il concorso per vigile urbano il diploma di scuola media superiore o equipollente.
La scadenza presentazione per la presentazione delle domande è fissata a trenta giorni dalla data di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.
E’ prevista una preselezione dei candidati se in numero superiore a cinquanta domande di partecipazione; i candidati che avranno superato la preselezione verranno invitati a partecipare alla prima prova scritta e, se successivamente ammessi, a ciascuna delle successive prove scritta e/o pratica e orale; è prevista, nella prova orale, anche una prova di conoscenza di una delle seguenti lingue straniere, a scelta del candidato: inglese, francese, tedesco, spagnolo; è inoltre prevista una prova tendente ad accertare le capacità sull’utilizzo del computer ed in particolare dell’office automation (Word, Excel). Il testo integrale del bando, con l’indicazione dei requisiti e delle modalità di partecipazione ai concorsi, è disponibile presso l’ufficio personale del comune di Sant’Antioco, provincia Carbonia Iglesias, che rimane a disposizione per qualsiasi chiarimento. Il bando è scaricabile dal sito ufficiale dell’ente, con il modulo di domanda, al seguente indirizzo: www.comune.santantioco.ca.it – Tel. 0781/8030237 – 8030238 – 8030239.

Riferimenti: COMUNE DI SANT’ANTIOCO

ATTUALITÀ ? Addio file alla Asl, basta un pc

16 Marzo 2006 Commenti chiusi

ATTUALITÀ

A Carbonia il punto Cup sarà in piazza San Ponziano, a Iglesias troverà spazio al Santa Barbara
ADDIO FILE ALLA ASL, BASTA UN PC
Prenotazioni al telefono o con il servizio on line

Nuovo servizio di prenotazioni alla Asl 7: un numero verde a disposizione degli utenti e un sito internet permetteranno di far diventare un ricordo le lunghe file allo sportello. Il Cup sarà unificato e avrà una sede a Carbonia e una a Iglesias.

La Asl rispolvera le prenotazioni telefoniche con un numero verde e inaugura pure il servizio on line. Proprio così: basterà stare comodamente seduti in poltrona, di fronte al pc collegato ad internet, ed entrare nel sito dell’Azienda sanitaria locale per fissare oppure disdire l’appuntamento con lo specialista.

NUOVO SERVIZIO. La nuova frontiera del Cup, il Centro unico di prenotazione ch sinora ha funzionato a singhiozzo (se non addirittura per nulla nei paesi del Basso Sulcis), è stata varata ieri dai dirigenti del settore durante la presentazione ai sindacati che l’hanno approvata all’unanimità. È una rivoluzione che coinvolge l’intero sistema delle presentazioni. Il programma, elaborato dal nuovo dirigente del servizio, Antonello Cuccuru, prevede intanto l’unificazione dei centri Cup di Carbonia ed Iglesias. Per quanto riguarda Carbonia, all’ospedale “Sirai” non si potrà più prenotare ma soltanto pagare il ticket.
PUNTO CUP. L’unico punto Cup sarà quello di piazza San Ponziano, dove lavoreranno 6 operatori di sportello, 3 al computer e 2 al telefono. Variazioni anche ad Iglesias, dove il Cup unificato sarà individuato al “Santa Barbara”, con nove operatori. Prenotare per telefono sarà facile: basterà comporre il numero verde che fra una decina di giorni la Telecom metterà a disposizione dell’Azienda, avere la precisione del medico, rilasciare il codice fiscale o della tessera sanitaria regionale.
“Con il numero verde – precisa Antonello Cuccuru – si potrà anche disdire una visita e non è un aspetto marginale, dato che il 10 per cento delle visite prenotate nel 2005 non sono state effettuate”.
Capitolo internet: sul sito della Asl 7 comparrà una finestrella che guiderà il paziente nella compilazione della scheda di prenotazione dell’esame, anche se poi l’utente verrà contattato dal Cup in un secondo momento. Per la dirigenza della Asl è innegabile che la messa a punto di questo sistema, già tentato otto anni fa ma abortito dopo un mese, concorrerà a ridurre le lunghe code agli sportelli. Di più, anche le attese per gli esami potrebbero subire un duro colpo: uno degli aspetti del programma, infatti, è la creazione di un sistema di raccolta dati per monitorare le prestazioni ambulatoriali maggiormente richieste. Statistiche che poi verranno girate alla dirigenza, al quale trarrà le conclusioni sui settori eventualmente da potenziare. Ma la novità del nuovo sistema Cup era stata comunque anticipata di recente dal direttore generale Benedetto Barranu nel corso dell’incontro con l’assessore regionale Nerina Dirindin.
PRENOTAZIONI SULCIS. E per chi non abita a Carbonia o ad Iglesias ? Negli ultimi sette mesi non solo il Cup ma il semplice sistema delle prenotazioni da effettuare di persona era rimasto nel Sulcis una vuota entità. Tutta colpa di una serie di problemi tecnici (finalmente risolti) che hanno costretto centinaia di utenti a spostarsi in auto o in pullman ogni mattina a Carbonia oppure ad Iglesias per fissare l’appuntamento con il medico. Il servizio telefonico e tramite internet varrà dappertutto, è chiaro, ma chi preferisce recarsi fisicamente nelle sedi Asl del territorio potrà farlo a Giba, Sant’Antioco, Carloforte, Calasetta, Portoscuso, Masainas, Fluminimaggiore, Nuxis, Narcao, da ieri anche a Santadi e fra due settimane a San Giovanni Suergiu, unico paese alle prese con il disservizio.
Quindi, nello scenario territoriale, il Cup sarà operativo con 23 sportelli in 13 Comuni della Provincia del Sulcis Iglesiente. Il nuovo sistema entrerà in vigore fra una decina di giorni, nel momento in cui la Telecom attribuirà le ultime sei cifre del numero verde che inizierà con 800.

Andrea Scano
L’UNIONE SARDA (Marzo 2006)

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Riferimenti: L’UNIONE SARDA

CRONACA – Lavoratori in rivolta contro il sindacato

15 Marzo 2006 Commenti chiusi

CRONACA

PORTOVESME. Secco no alla Cig firmata Cgil Cisl e Uil
LAVORATORI IN RIVOLTA CONTRO IL SINDACATO, PROTESTE E SIT-IN

Un serpentone metallico nell’incrocio dell’asse esterno dell’area industriale di Portovesme. Sono le auto dei dipendenti della Portovesme srl e degli operai delle imprese di manutenzione ferme in segno di protesta per respingere un protocollo d’intesa firmato da Cgil, Cisl e Uil che di fatto ha estromesso 59 lavoratori dal ciclo produttivo.

SONO I DIPENDENTI della società Cisaglob licenziati l’anno scorso con l’impegno di essere riassunti quest’anno. Invece, sono tutti finiti in una lista di cassintegrati che riceveranno il dieci per cento in meno rispetto al solito assegno di sostegno. L’azienda non ha avuto dalla Portovesme srl le commesse previste e, quindi, niente assunzioni.
«Chiediamo - hanno spiegato gli operai – che avvenga la rotazione per tutti. I sindacati non possono firmare accordi che vanno contro di noi».
Cisaglob aveva, fino all’anno scorso, 259 dipendenti. Oggi ne ha 59 in meno i quali rivendicano pari diritti. «Non è giusto che una parte resti fissa in cassa integrazione e gli altri lavorino tutti i giorni. Se ci sono sacrifici da fare – sostengono – dobbiamo sopportarli tutti insieme». Ieri mattina la tensione era alle stelle, come anche il giorno prima. La protesta è destinata a continuare e ad inasprirsi fino a quando non arriverà una decisione. Preoccupati anche i dirigenti della società appaltatrice, la Portovesme srl, il cui pacchetto azionario è di proprietà della multinazionale svizzera Glencore. I continui condizionamenti hanno costretto l’azienda a fermare alcuni reparti. Se i blocchi continueranno, potrebbe essere fermata tutta la produzione.

Antonio Martinelli
IL GIORNALE DI SARDEGNA del 15 Marzo 2006

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Riferimenti: IL GIORNALE DI SARDEGNA

L’ANGOLO DELL’UOMO NERO – Letterina di buona fortuna a sua emittenza Berlusconi

14 Marzo 2006 31 commenti


L’ANGOLO DELL’UOMO NERO

LETTERINA DI BUONA FORTUNA A SUA EMITTENZA SILVIO BERLUSCONI

Certo mi schiero, Signori e Signore, Partigiani e Indifferenti, Stakanov del Voto e Astensionisti.
Non posso fare altrimenti, mi tocca ed credo sia un atto dovuto.
Le vigilie importanti sono fatte per prendere grandi decisioni e io la mia l’ho presa.
Netta, precisa anche se ho tentennato spesso e altrettanto frequentemente tornavo nervosamente sui miei passi.
Se fumassi avrei consumato stecche di sigarette.
IO VOTERO’ PER LA SINISTRA.
Non è stata una scelta facile e credo in maniera molto tiepida che i nostri, fino ad ora, autolesionisti “dipendenti” di sinistra (per dirla alla Beppe Grillo) abbiano in mano chissà quali chiavi miracolose per riavviare il motore in stallo dell’economia italiana: ci sarà da versare “sangue e sudore” disse qualcuno.
Voto a sinistra semplicemente perché tra i due poli sembrerebbe avere una predisposizione naturale, mettiamola così, alla difesa dei diritti delle fasce più deboli della popolazione e dei lavoratori (quelli giovani in primis) e assieme, una maggiore attenzione alle tematiche sociali.
Un pò retorico lo ammetto, ma in un’era di relativismo politico dovrò pur appellarmi a qualche flebile certezza.
Ma, devo confessarlo, voto a sinistra soprattutto perché “disprezzo” Berlusconi.
Beninteso da persona tollerante quale mi ritengo – io formatomi sui sacri tomi di Sant’Agostino, Voltaire, Locke, Mounier – non posso disprezzare l’uomo-persona-individuo Berlusconi che reputo brillante uomo di mondo, grandissimo imprenditore, tycoon senza troppi peli sullo stomaco (il fine giustifica i mezzi, no?), compagnone conviviale dei salotti bene di mezzo mondo, gran barzellettiere, immenso conoscitore di tattiche e tecniche calcistiche (anche prestate alla politica, rammentate lo “schema a tre punte”?) e cantautore di vaglia di canzonette in finto napoletano.
Io disprezzo il Berlusconismo e la sua smania di ironizzare, ironizzare sempre, qualunque cosa accada.
“Mi consenta”, se un italiano non arriva a fine mese mica è imperizia del governo: è colpa della congiuntura internazionale, dell’euro voluto da Prodi e dei debiti accumulati dai comunisti e poi se si va in vacanza per 5 giorni all’anno e si ha il cellulare significa che l’italiano campa bene, no ?
Tutto vero: me l’hanno detto i sondaggi made in U.S.A e l’Eurispes.
E allora giù, ancora, sempre, imperterrito, con le risate e le barzellette su Prodi !!!
Solo che, per una volta, quello che ci sta succedendo attorno da quasi cinque anni a questa parte, caro Premier, non è una barzelletta.
Mi perdoni quindi, sua Emittenza se io giovane laureato con tante belle aspettative, io giovane professionista con vari co.co.co. (pro.) a carico – perfida tipologia di influenza aviaria – che probabilmente mai vedrò la pensione proprio non riesco a sorridere, neanche facendomi il solletico sotto le ascelle.
E perdonate voi tutti il mio livore quando confesso di odiare il Berlusconismo come nuova terapia ipnotica che riesce a far credere agli italiani che tutto va bene, tutto è accettabile al netto delle esigenze private del Premier.
Ora giuro sull’ottimismo del Premier, che ho dovuto fare tante sedute psicoterapeutiche per digerire ben bene tante Sue belle pensate, anche recenti, tipo la pluralista Legge Gasparri provvedimento così rispettoso di tutte le frequenza radiotelevisive ma soprattutto di quelle di Mediaset, l’abolizione delle tasse di successione (tanto, tanto vantaggiose per i grandi patrimoni), quel gran bel pezzo di Riforma della legge “Biagi” molto attenta alle tasche delle aziende e un pochino distratta sui diritti dei giovani lavoratori, quel famigerato giro di vite sulle droghe e sugli immigrati, quel coup de theatre della legge sulla legittima difesa, certa “leggera” leccaculaggine nei confronti di USA e Russia che mi pare ci ripaghino con egual considerazione, la missione di “pace” in Iraq dove abbiamo messo (ehm…) fiori nei nostri cannoni ricevendo in cambio piombo fuso e un pò di morti, le belle figure in giro per l’Europa da parte di Sor Bandana (es. caso Schultz, do you remember?), quella machiavellica legge elettorale truffa, quei popò di inquisiti nelle liste elettorali della Casa della (semi)Libertà (con primo in ogni circoscrizione, senza ombra di dubbio, don Cuffaro governatore del Regno di Sicilia con coppola in testa e lupara sotto il blaze da parlamentare).
Ma poiché scarabocchio per gli amici della GA, un blog che muove migliaia di voti, influendo sulle decisioni in sede elettorale di centinaia di migliaia di persone faccio solenne giuramento di cambiare, faccio voto di equidistanza e cercherò di fare finta che no, proprio non credo che Lei rappresenti l’Attila in salsetta di Arcore che fa a pezzi una delle più avanzate e democratiche Costituzioni del mondo e una delle tradizioni giuridiche più consolidate, depenalizzando qualsiasi reato che osta alle sue attività e a quelle dei suoi previtianidellutriani amichetti di giochi.
Quindi ora, sulle orme di Galilei (perdonami Padre perchè non so quello che dico!!), facendo voto di abiura e rischiando di essere arso vivo a Campo de’ Fiori (o più umilmente in Praci’e Cresia) rischio la sanità mentale promettendo in Internet-Visione di non pensare mai più che lei incarni una inconcepibile sovrapposizione di potere mediatico e politico che rischia di mandare a fondo l’Italia: Lei possessore di tre quarti della Tv italiota e pure di gran parte della carta stampata (ah, quale nostalgia per i mecenati-principi alla Einaudi, liberal ma veramente!)
Mi impegno altresì, nonostante i miei due neuroni si stiano prendendo a pugni sonoramente, di non credere più che Lei non abbia onorato affatto il suo ormai Mitologico Contratto con gli Italiani, e giurerò fermamente, tenendo le dita dei piedi incrociate, che Vossignoria e i Suoi Degni Ministri non stiate distruggendo la scuola pubblica italiana anche se, accipicchia, è impresa titanica confutare che, mentre le scuole pubbliche cadono sulla testa degli allievi, Voi tagliate loro i fondi e stanziate quasi 100 milioni di euro per le scuole private (tra le quali è doveroso citare una sedicente Università dei “Legionari di Cristo”) e contemporamente ignorare che la Letiziona Nazionale Ministro dell’Istruzione in pectore, incammina 8 milioni di euro sulla strada delle scuole della Lombardia in vista delle elezioni per sindaco di Milano (credo per modernizzare ulteriormente le sue “TRE I” del cacchio, ma solo in Padania!!!)
Garantisco, inoltre, che mai più nella mia vita mi farò soverchiare dalla repellente sensazione che Lei stia per fare a pezzi l’Unità Nazionale, nonostante abbiate approvato una disastrosa devolution che tanto farà felici quei quattro raffinati galantuomini della Lega e che quei condoni erano quanto di più necessario vi fosse per talune categorie di soggetti – in primis i grandi evasori fiscali – che, pure loro, tengono famiglia e ville in Costa Smeralda (almeno tu sii coraggioso e coerente Soru, fai pagare profumatamente il Sacro Suolo che calpestano!!).
Ma nonostante tutte queste piccoli danni collaterali Lei, la prego, Signor Presidente del Consiglio, derida, schernisca, ironizzi sempre, qualsiasi cosa succeda in Italia.
E la prego continui a fare promesse che non ce n’è mai abbastanza nel suo immaginario Paese della Cuccagna , 1000 euri di pensione, un’altra milionata di “posti di lavoro”, tuttogratis per i Matusa.
È quello che le riesce meglio.
Ma quando finalmente la smetterà – sperando che già il 10 aprile ci sia propizio – c’è il rischio che qualcuno si accorgerà con trasparenza di quanto prepotente e intollerabile sia stato il ghigno che si è nascosto dietro quella maschera melliflua e populista con cui Lei ha ingannato per cinque anni un’intera nazione.
Cerchiamo di impedire che tale disastro si ripeta per altri 5 anni.
Qui lo dico e per par condicio, lo nego.

L’Uomo Nero

Le News del Sulcis Iglesiente

14 Marzo 2006 Commenti chiusi

GA NEWS

MARZO 2006

CARBONIA - Il Comune di Carbonia sarà premiato dalla Regione Sardegna per la sua attività nell’ambito del processo d’informatizzazione. La premiazione avverrà il 10 maggio. La giunta del capoluogo della provincia del Sulcis Iglesiente aveva presentato il proprio progetto al concorso “Premio Sfide 2006 – dalla buona pratica alla buona amministrazione”.

IGLESIAS - Presentato il cosidetto “Piano della qualità urbana”, curato dal Comune, in collaborazione con la Curia e l’Università. Sono previsti circa 360 parcheggi, nuovo verde, rifacimento delle strade medioevali, un nuovo assetto della viabilità interna ed esterna alla città. L’amministrazione parteciperà al bando regionale da 11 milioni di euro.

IGLESIAS - L’opposizione del Consiglio Comunale ha diffuso 5000 volantini di accusa verso il sindaco della città capoluogo: “Il sindaco Pierluigi Carta deve restituire 4.710 euro per essersi aumentato indebitamente lo stipendio”. Intanto gli assessori della vecchia giunta, accusati dal sindaco di scarsa trasparenza, pensano di rivolgersi al Tribunale.

CARBONIA - Sono arrivati gli indennizzi per 103 allevatori danneggiati dalla lingua blu. A partire dalla settimana prossima saranno liquidati gli allevatori che nel 2003 presentarono la domanda e hanno subito un mancato reddito a causa del morbo della “lingua blu”.

CARBONIA - I pubblicitari Aldo Brigaglia e Armando Roncaglia sono stati invitati dal Comune per parlare di turismo in un convegno dal titolo “Carbonia una miniera di futuro”, che si terrà il 23 Marzo dalle 9.30 al liceo Amaldi. L’intervento dei due comunicatori è stato voluto per far capire ai cittadini il significato di partecipazione condivisa. L’unico modo per far diventare Carbonia una città turistica.

SANT’ANTIOCO - Proteste degli appassionati di tiro a piattello e al bersaglio per il ritardo nei lavori di costruzione del poligono fermi da più di un anno e mezzo e che obbliga gli sportivi a recarsi al poligono di tiro di Elmas.

CARBONIA - Il Comune ha deciso di investire 70.000 euro per l’asilo nido. I soldi serviranno per l’acquisto di giochi, attrezzature, arredi e impianti di riscaldamento e ventilazione. Lo ha comunicato l’assessore alle Politiche Sociali Vittorio Macrì.

CARLOFORTE - Tutto definito per la quarta edizione della rassegna GIROTONNO. Si svolgerà dal 1 al 4 giugno con la partecipazione di decine di “ospiti” internazionali. Quest’anno, oltre a chef italiani, giapponesi, spagnoli e pe ruviani, dovrebbero essere della parte anche francesi e statunitensi, tutti facenti parte di paesi dove il tonno è molto consumato. Inoltre, confermati gli appuntamenti classici, come le “Officine Gastronomiche” (presentazione di piatti caratteristici), il “Tuna Village” (spazio per degustazioni) ed il “Girotonno Live” (concerti, cabaret e dibattiti). Non mancheranno gli spazi espositivi, la conferenza tematica ed il “wine tasting”, un assaggio guidato delle migliori produzioni vitivinicole.

IGLESIAS - È stato attivato il nuovo servizio unico per la ricezione delle segnalazioni di guasti e disservizi tecnici. Le segnalazioni devono pervenire per telefono dal lunedì al venerdì dalle ore 8.30 alle ore 12 al numero 0781274333, oppure tramite mail all’indirizzo nonfunziona@comune.iglesias.ca.it

CARLOFORTE - Il 25 Marzo, al Teatro Cavallera, si terrà la commedia “Donne, danni, ceti e malanni!”, ad opera del gruppo teatrale Don Ignazio Garau.

CARBONIA - Venerdì 17 Marzo, alle ore 18, presso la Biblioteca Comunale, il giornalista Giacomo Mameli presenterà il suo libro “Donne sarde. Protagoniste nel lavoro e nelle professioni”. Interverranno al dibattito, oltre all’autore, anche Annalisa Diaz e Anna Oppo.

CARBONIA - Scontri tra la maggioranza e l’Udc in Consiglio Comunale. Protagonisti Alberto Zonchello e il sindaco Tore Cherchi sul problema dell’antenna della telefonia da installare presso il quartiere Is Meis. Anche Giuseppe Meletti ha minacciato l’occupazione dell’aula qualora non fossero discussi gli ordini del giorno.

SAN GIOVANNI SUERGIU - Sabato 25 Marzo alle ore 18.30, in via Bellini, presso la sala conferenze dell’AUSER, l’associazione culturale “SUERGIU UNITI NELLA CULTURA” è lieta di presentare “La giornata Mondiale della Poesia” indetta dall’UNESCO. Nell’occasione saranno illustrate le finalità della neonata associazione. E’ prevista la partecipazione di esponenti del mondo politico, sociale e autorità religiose. L’ingresso alla manifestazione culturale è gratuito ed aperto a tutti. Per maggiori informazioni: http://xoomer.virgilio.it/suergiu

NEWS FEBBRAIO

NEWS GENNAIO

Riferimenti: GA FORUM

ATTUALITA’ – Un Master Plan per Monteponi

13 Marzo 2006 Commenti chiusi


ATTUALITA’

IGLESIAS. Renato Soru all’Archivio per la presentazione
UN MASTER PLAN PER MONTEPONI

Un master plan per valorizzare il villaggio minerario di Monteponi. Si tratta di un progetto di studio, affidato dalla Regione ad un pool di architetti di fama internazionale, per individuare le alternative possibili per riconvertire il villaggio minerario. Lo aveva anticipato qualche settimana fa il sindaco Pierluigi Carta; ne parlerà in maniera più approfondita il presidente della Regione Soru che sarà presente, oggi, in città per il seminario internazionale organizzato nell’ambito dell’iniziativa “Patrimonio indistriale tra terra e mare, per una rete europea di ecomusei”. L’iniziativa è organizzata dall’associazione Pozzo Sella, Culture 2000 e Parco geominerario. Il presidente della giunta regionale arriverà in città nel pomeriggio, per la seconda parte del seminario che si svolgerà (a partire dalle 9) nell’Archivio storico comunale di via delle Carceri. Soru illustrerà il progetto della Regione per valorizzare una delle aree simbolo del patrimonio minerario, dove sono già in corso da circa un anno lavori per la sistemazione di vecchi stabili. L’intervento di Renato Soru sarà preceduto da quello di Franco Manca, presidente della società Igea.
Dopo la presentazione del progetto di recupero del patrimonio immobiliare minerario, spazio alla musica: nella galleria Villamarina, alle 19, si svolgerà un concerto di musica etnica. Ieri, intanto, sempre nellambito del progetto cultura 2000, è stata inaugurata una mostra itinerante di pannelli (una quarantina) che rappresentano tutti i siti europei compresi nella rete degli ecomusei. Tra questi figura anche la Sardegna e, in particolare, il Sulcis Iglesiente con la sua area mineraria compresa nel Parco geominerario.

(c. s.)
Tratto da L’UNIONE SARDA del 13 Marzo 2006

NELLA FOTO: Le miniere di Monteponi

Riferimenti: L’UNIONE SARDA

GA SPORT – Articoli di oggi

13 Marzo 2006 Commenti chiusi

ON THE MAGAZINES – La Carovana della solidarietà

11 Marzo 2006 Commenti chiusi

RUBRICA : ON THE MAGAZINES

“On the Magazines” : la rubrica della GA che vuole ricercare e pubblicare tutti gli interventi sul Sulcis-Iglesiente pubblicati su giornali, riviste, libri, internet o altro.
Per vedere come il nostro territorio viene descritto e fotografato da “quelli che ci vedono da fuori”.

TRATTO DA www.carta.org

LA CAROVANA DELLA SOLIDARIETA’

Questa è la parte di un diario della Carovana organizzata dal Cric [www.cric.it, http://it.geocities.com/cricmed/, http://it.geocities.com/carovana2003/]. La Carovana è stata il momento culminate di un progetto triennale, Med 2000, per la creazione di una rete di economia solidale nel Mediterraneo.

di Michele De Fazio Romano

Perché da una nave
Si può anche scendere:
ma dall’oceano…
[A. Baricco - Novecento]

Viaggio di carovanieri, il nostro, mai fermi troppo in nessun posto. Abbiamo attraversato terre e mare per approdare sulla costa di un’altra isola, nel porto di Cagliari, in Sardegna. Viaggio strano questo, credevamo, per sentire questa nuova terra, di dover percorrere ancora tortuose strade sotto il sole, con soste all’ombra degli alberi, sul ciglio di paesaggi nuovi in lontananza. Invece, inaspettatamente, di colpo, la striscia nera di catrame è scomparsa, sparita, ingoiata dalla terra, sprofondata a centinaia di metri, inabissandosi nell’oscurità polverosa delle miniere di Iglesias.
Le miniere sono la storia di questi luoghi, le ricchezze seppellite in questa terra hanno attirato, dai tempi più remoti, l’avidità degli stranieri così come quella dei “continentali” che sono giunti e ripartiti, con navi cariche, alcune volte per non tornare più. Vite si sono consumate scendendo a centinaia di metri di profondità, illuminate da una debole luce, attenti ai gas ed alla morte in agguato nelle sue viscere. E quando tutto è finito, quando tutto si è voluto che finisse, a ripartire sono stati loro, i minatori che hanno abbandonato le gallerie, le coltivazioni, la via verso casa, lasciando i buchi nella terra che ingrassavano a chilometri di distanza. Miniere sono mondi sotterranei, vite sotterranee. Promesse lasciate cadere, veleno nel sangue, storie interrotte e partenze da una terra dove rimangono gli scavi, come bocche aperte, antri bui che parlano di passato.
Miniere sono volti scuri di polvere, colpi di tosse, voci. Sono le lotte dei minatori per difendere il proprio lavoro e con esso la propria vita. Sono il Sulcis e le tante, troppe battaglie lasciate cadere, senza speranza, da una logica di mercato che, troppo spesso, non tiene conto della vita di chi fagogita, ma preferisce qualcosa di lontano ed astratto, occulto e di pochi, fatto di profitti e di politiche economiche di cui non si denuncia mai un nome. Miniere sono l’oggi, quello che ne resta, sono i piccoli paesi intorno, le case, le famiglie, la gente, i giovani. Sono l’impegno quotidiano alla costruzione ed al recupero di una vita, di uno spazio, di un’alternativa. Sono il lavoro, la speranza ancora, la voglia di cercare la normalità di un’esistenza oltre i minerali, i montacarichi e la lavorazione. Sono la rivalutazione di tutto il territorio, la ricostruzione di una rete di rapporti che era stata spezzata, di una comunità disillusa e stanca di parole, nella scoperta, nella ricerca di altre vie da percorrere, ognuno la sua, ognuno insieme agli altri. E’ il calore di questa gente che ci ha richiamato riportandoci indietro dal profondo, la loro caparbietà che ha trasformato questi luoghi in luoghi diversi, battezzandoli per la seconda volta.
Nella sala che fu dei compressori adesso c’è un villaggio, vicino alle scale un mercato giusto, tra i ganci d’acciaio prodotti naturali della terra, tra ferro e plastica la capacità e la pazienza dell’artigiano e, poi, l’attività onnipresente e fondamentale di un gruppo di donne, i bambini delle scuole, noi con la nostra esposizione, c’è il dibattito, la programmazione futura, l’impegno sul territorio e la musica, da quella tradizionale sarda, con le sue danze e i suoi costumi a quella nostra. C’è il cibo, il vino, il fuoco acceso, le vie illuminate piene di gente allegra, i giovani ancora convinti che non si deve buttare via la propria energia ed i propri sogni nell’apatia disillusa dei pomeriggi al bar. Portiamo via, lasciando Iglesias, un ultimo saluto nelle sale rimbombanti di silenzio dell’ultimo minuto, portiamo via l’ospitalità con cui queste persone ci hanno accolto, il ricordo di una lunga tavola imbandita sotto gli alberi, tra amici, e di una cena, anche cantata, con queste persone così care. Portiamo via i discorsi seri e l’allegria, l’abbaiare dei cani, il sorriso dei bambini, i flauti, i saluti, i nomi, tutti i visi. Ed, infine, portiamo via un semplice mattone, fatto di argilla e di paglia, infilato in mezzo ai nostri bagagli, un primo mattone, mentre attraversiamo la bellezza di questa terra, il suo verde, le sue passioni, la sua lingua che si unisce alle nostre, viaggiando verso il porto di Olbia per imbarcarci ancora.
La nave scivola sul mare lasciandosi dietro la terra, la perpendicolare delle stelle, quell’isoletta laggiù, le ore della notte. La nave insegue le rotte, le rotte corrono da porto a porto, il comandante della nave veglia mentre il mare aspetta il giorno che quando si fa l’alba sembra quasi che respiri e sia una cosa unica, viva. Suoniamo. Ognuno ha il suo strumento, lo facciamo per parlare senza parole, per la gente che ci ascolta, suoniamo a bordo di una nave dove ci sono marinai, motori, signori, donne, giovani, passeggeri, stretti corridoi e cabine dove riposare cullati dal mare. E, al risveglio, davanti ai nostri occhi annebbiati ancora dal sonno, ecco, di fronte a noi, la terra.

Progetto Med 2000: per il Futuro Sostenibile del Mediterraneo

TRATTO DA www.carta.org

Riferimenti: CARTA